Ciclo “Casini societari” (1/a), di “Gaby”: IL SIGNIFICATO DI CASINO
19/07/2023
SEBASTIANI: “questa Società non fa il passo più lungo della gamba”
19/07/2023

Martedì, 5 luglio 1977 (continua) – 
Link alla parte precedente.
(…) Non è uno scherzo.
E bisogna essere davvero la personificazione del Male su questa Terra, per arrivare a progettare e realizzare volutamente un casino di tale portata.
Il tutto, con il difficilissimo calciomercato alle porte, quello che dovrà darci una squadra in grado di salvarsi, e non di meno con l’altrettanto grandissimo problema dello stadio, da risolvere prima di subito: dove ci presentiamo con 22.000 posti che, sì e no, diventano 25.000 in super-capienza? Le 30.000 “sardelle in scatola” registrate con il Lecce, con la Lazio (in Coppa Italia) o nell’amichevole con la Juventus? I regolamenti della Serie A parlano chiaro: te le puoi scordare.
Proprio ieri pomeriggio, una riunione tecnica a Palazzo di Città ha deciso l’ampliamento per portare la capienza dell’Adriatico a 40.000 posti, anche se Marinelli continua ad insistere energicamente per una capienza di almeno 50.000 posti (che verosimilmente serviranno nei big-match), perché la Pescara Calcio tutto può permettersi fuorché lasciare migliaia di tifosi fuori dallo stadio, ovvero rinunciare ad incassi stratosferici, che ben sappiamo essere l’unica “voce” in entrata per qualsiasi Società … Agnelli a parte. Del resto, se per un campionato di Serie B s’è mossa tutta quella gente, figurarsi cosa accadrà nelle partite più importanti di Serie A, con la partecipazione delle tifoserie ospiti.
L’assessore Rosario Bosco propende per l’ampliamento con tubi Innocenti, cioè lo stesso usato a Cesena, perché di rapidissima realizzazione e, particolare per niente trascurabile, molto più economico. Poi si potranno sostituire le tribune con calma, senza l’assillo delle incombenti partite di campionato e della capienza ridotta. Ma è completamente solo, nel portare avanti questa idea, perché sia la Società Biancazzurra sia il resto della Giunta comunale sono fermamente convinti di dover realizzare da subito l’opera definitiva, cioè in cemento armato precompresso.
La tifoseria, tanto per cambiare, è divisa in due fazioni … figurarsi!…
Da una parte, non sono pochi quelli che approvano l’idea di Bosco, sicuri che l’opera in cemento richiederà tempi biblici, molto più lunghi dei tre mesi (fantasiosamente) annunciati, e l’imminente campionato (appunto: imminente!) rischierà di rivelarsi un vero calvario per i tifosi.
Dall’altra parte ci sono coloro che vogliono l’opera definitiva perché, altrimenti, il “provvisorio” diverrà sicuramente “definitivo”; come accade puntualmente in Italia per qualsiasi altra opera … vedi la stessa Cesena e decine di altri casi simili. Di conseguenza, ci ritroveremo con uno degli stadi più brutti d’Italia, dopo che per 22 anni l’Adriatico è stato tra i più ammirati e invidiati d’Europa. Quindi, meglio pazientare qualche mese ora piuttosto che vergognarsi per decenni dopo.

Restando in argomento di problemi (senza i quali Pescara non può vivere …), mi tocca rilevare un altro titolo incomprensibile de Il Tempo: dopo “Addio alla C” di cinque anni fa, ideato da chi evidentemente non conosce l’esatto significato della parola “addio”, dopo quel “Purgatorio durato meno del previsto”, ideato da chi evidentemente riteneva “normale” che una città come Pescara restasse nel “girone H” come minimo un lustro, stamattina la stessa redazione “se ne esce” con un’assurdità per certi versi peggiore: “Il sogno è finito, ora c’è da lavorare duro”.
Sogno?… Ma prima di utilizzare questo termine ti sei andato a documentare sul suo significato?… Un sogno è l’elaborazione fantasiosa della mente dettata dall’inconscio (e non dal raziocinio) che, in quanto tale, non ha riscontro nella realtà. Quindi, Terni e Bologna sarebbero una “elaborazione fantasiosa”?… “senza riscontro nella realtà”?…. Proveniente dall’inconscio di un visionario?…
Finito?… Non ancora si stabiliscono le date ufficiali dei festeggiamenti, destinati a durare come minimo per tutto il mese di luglio, e questo signore ci avvisa che è già tutto “finito”?
Io davvero non riesco a capire come possa uscire un titolo così distorto, così fuori luogo, così equivoco da una redazione che pure non è certo l’ultima arrivata; anzi!… E se voleva essere da stimolo, mi sembra che il risultato raggiunto sia l’esatto opposto.
Dunque, ricapitoliamo:

  1. l’arbitro Gonella non ancora fischia la fine di Pescara-Atalanta, un’intera regione sta inondando le gradinate del Comunale bolognese con lacrime di autentica Felicità, e “l’ombra” già è sceso sotto gli spogliatoi per annunciare le dimissioni, cioè una crisi societaria di un’assurdità senza precedenti;
  2. siamo appena riusciti a farci una ragione di una canagliata del genere, radunando tutte le nostre capacità filosofiche per … far finta di niente, e ci hanno già “arbelato” di ulteriori problemi: il calciomercato è proibitivo, lo stadio è troppo piccolo, gli ingaggi sono troppo alti;
  3. non ancora ufficializziamo il calendario dei festeggiamenti, e Il Tempo decide che questo è il momento giusto per gettarci addosso una cascata di acqua gelida, ricordandoci che “Il sogno è finito”.

Il tutto in appena 48 ore.
A proposito di festeggiamenti … che per fortuna esistono ancora … il CCCB, manco a dirlo, declina “sdegnato” la proposta unitaria avanzata dal signor Manzo, che propende per una sola Grande Festa da tramandare alla memoria dell’intera città. Niente da fare!… Basta anche il solo iniziare a parlarne e ci ritroviamo più distanti del Polo Nord dal Polo Sud; senza nessuna possibilità di compromesso.

Angelo Manzo (presidente dell’Excelsior-Rangers e presidente onorario del CCCB)

Per la precisione, Angelo Manzo è convinto che la “Prima Serie A” sia una specialissima occasione per proporre un programma altamente innovativo, ben più spettacolare, moderno e coinvolgente di quanto siamo abituati a vedere nelle … feste dei Colli e di Sant’Andrea. Livio Stracca è invece fermo nel non voler “rischiare” una innovazione che (secondo lui) potrebbe rivelarsi un flop perché … “non verrebbe capita” dai pescaresi(???), quindi, meglio andare sul sicuro con programmi sul modello della Sagra di Bisenti e di “Sand Rocc di la Rocc”.

Livio Stracca (presidente del CCCB)

Per cui, anche questa volta le due “opposte fazioni”, in cui Pescara è perennemente spaccata, andranno ciascuna per la propria strada e con il proprio “marchio”, non mancando di … disseminare la strada avversaria con chiodi, cocci di vetro, e olio.
Beh, ti dirò … se da un lato questo aspetto può apparire perlomeno deprimente, secondo me esiste anche il rovescio della medaglia altamente positivo. Di fatti, più si consolidano le due fazioni e più si innalza il livello della competizione, più si innalza il livello della competizione e più la conseguente “corsa al rialzo” porta ad un risultato qualitativamente superiore. Come, del resto, abbiamo già visto proprio nelle trasferte di Ferrara, Terni e Bologna; solo per citare gli eventi ultimi.
Così, dopo aver programmato la Festa per il 9 luglio, il CCCB si vede subito costretto a posticipare perché si accorgono solo ora che il 9 la squadra è in vacanza (e ci mancherebbe altro!), per cui non potrebbe partecipare. Complimenti per l’invidiabile acume. La nuova data è il 16 luglio, e il luogo scelto è il piazzale antistadio, perché (fanno sapere da via Napoli) è l’unico spazio all’aperto in grado di … “accogliere l’immensa marea umana di partecipanti che farà passare questa festa alla storia del XX secolo” … E sai perché? Leggi il programma: le damigiane della Cantina Tollo non si conteranno, la porchetta di Guardiagrele sarà presente a quintali, nocelle, fave e lupini lastricheranno l’intera pavimentazione dell’Antistadio, la Banda di Ripa Teatina suonerà “a mitraglia” ogni tipo di valzer, tango, tarantella e mazurka. Senza contare le annunciate sorprese mozzafiato, custodite con una segretezza degna della NATO. Il tutto, come dicevamo, alla presenza della Squadra al completo, compreso Cadè.
Mah!… Preferisco non pronunciarmi.
Notizie da via Galilei, dove i tifosi del quartiere hanno confezionato ed esposto un bandierone lungo 80 metri e largo 10, avente lo scopo di coprire l’intera via a mo’ di galleria. Iniziativa di grande successo, per il suo alto impatto scenografico, e infatti diverse altre vie (non solo del centro) si apprestano a fare altrettanto. Gli stessi tifosi si stanno ufficialmente costituendo nel “Club Biancazzurro I Falchi” che, seppur esistente di fatto da quasi un anno, verrà inaugurato sabato prossimo
E’ straordinario oltre ogni dire: passeggiare per Pescara in questi giorni, in qualsiasi zona della città, è un po’ come essere di nuovo a Bologna: stesse sensazioni “celestiali”, stesse difficoltà a credere quel che si vede e quel che si sente.
Tutto questo a Pescara.

Poi c’è il resto dell’Abruzzo, dove di certo non stanno dormendo i “meritati sonni del guerriero”; tutt’altro.
Ad Avezzano, per esempio, il super campione di ciclismo Vito Taccone, autentico tifoso dell’Abruzzo intero, è al settimo cielo nel vedere la sua Regione rappresentata tra le “magnifiche sedici” della Serie A, cioè del campionato più difficile e importante del mondo, e non perde altro tempo per ufficializzare il Pescara Club Avezzano che raccolga tutti i tifosi Biancazzurri della Marsica, di fatto già presente in massa a Ferrara, Terni e Bologna con tanto di striscione e tamburi.
A Roseto degli Abruzzi, i tifosi del Pescara aumentano di anno in anno. Un solo esempio: quest’anno ci sono state in contemporanea le partite Pescara-Monza e Rosetana-Chieti, autentico “big-match” della Serie D girone H, ma dal locale Bar Sportivo sono partiti ugualmente i consueti due pullman alla volta dell’Adriatico, oltre a decine di auto private. Anche da quelle parti si sta seriamente pensando all’ufficializzazione di un Club che raccolga i tantissimi tifosi Biancazzurri della costa teramana.
A L’Aquila sembra definitivamente sparita ogni traccia di campanilismo, e quanto accaduto in occasione dei due spareggi ne è la più chiara delle dimostrazioni. Senza contare le ormai note iniziative dell’Aquila Rugby. Forse non fonderanno un Club, perlomeno non risulta niente in tal senso, ma di sicuro si muoveranno a centinaia verso lo stadio Adriatico, anche in occasione delle partite meno importanti … se così si possono chiamare quelle della Serie A; in tal senso, la prenotazione di decine e decine di abbonamenti (pur non conoscendone ancora i prezzi) è quanto mai emblematica. Il pluri-scudettato Antonio Di Zitti, ex capitano della Nazionale di rugby, è un vulcano in eruzione: “Siamo felicissimi per questa promozione. È una vittoria di tutti noi abruzzesi che ci inorgoglisce e ci catapulta verso vette altissime, finora solo sognate ad occhi aperti”. Il signor Bellicoso, come si ricorderà organizzatore delle spedizioni a Terni e Bologna, ha detto: “E’ una giornata storica. Il clan neroverde abbraccia quello biancazzurro. Pescara e l’Abruzzo intero meritavano una simile soddisfazione”.
A Chieti, l’ex presidente Guido Angelini, l’attuale presidente Luciano Marino e il sindaco Angelo Zito affermano in coro: “Onore al Pescara che, finalmente ci darà occasione di vedere dal vero i grandi campioni del calcio. Forse ne risentiranno gli incassi del Chieti, ma ci guadagnerà la popolarità dell’intera Regione, ed è questo l’aspetto più importante”.
Da Teramo ci tengono a ricordare che l’escalation del Pescara alla Serie A è iniziata proprio da quell’amichevole estiva giocata al Comunale, e confermano che per tutti i teramani è un orgoglio vedere una squadra abruzzese al fianco di Juventus, Milan, Roma, Napoli, eccetera.
A Lanciano non stanno più nella pelle per la gioia, essendo una delle due città abruzzesi (insieme a Vasto) con la più alta percentuale di tifosi Biancazzurri, rispetto alla popolazione, molti dei quali addirittura abbonati già da diversi anni. Figurarsi ora che già pregustano l’abbonamento per vedere in carne, ossa e scarpette chiodate chi finora si poteva vedere solo in bianco e nero alla televisione, o a colori … sull’album Panini.
E via di questo passo, in non so più quanti e quali centri abruzzesi di ogni grandezza e localizzazione, molti dei quali continuano a restarmi semisconosciuti.
Per carità, sono davvero orgoglioso di tutta questa viscerale simpatia regionale che converge sul Nostro Biancazzurro, ci mancherebbe altro!… Ma … in ogni discorso c’è sempre un “ma” che di tanto in tanto bisogna tirare fuori; fa bene alla mente, disintossica il fegato ed ha un potere anticatarrale.
In fin dei conti, da “Trani” sono passati solo 5 anni, appena 60 mesi (tanti quante sono le rate per pagare un’automobile nuova), ed è quindi impossibile non richiamare alla mente quelle giornate diametralmente opposte un po’ in tutti i sensi. Cinque anni sono troppo pochi per dimenticare. A suo tempo, ce lo confermarono (per esempio) anche i tifosi catanzaresi, quando diedero lo “stop” ai loro corregionali, subito dopo la prima promozione in Serie A (giugno 1971) dei Giallorossi: “Calma!… Fermi tutti!… Questa Serie A è nostra! E’ giallorossa e basta, non dell’intera Calabria. Noi non spartiamo proprio un bel niente con Reggio e Cosenza. Non spartiamo proprio un bel niente con chi fino all’altro ieri ci ha calpestato, dicendo peste e corna di noi, trattandoci come l’ultima ruota del carro, e oggi … improvvisamente … “siamo tutti calabresi”!… Ma quale “tutti calabresi”!?… Noi siamo catanzaresi, gli altri no”!
E poi ancora: “In quanto nuovo Capoluogo della Calabria, invece della Serie A, daremo a Reggio i soldi per costruire un nuovo e più capiente ospedale, visto che ora i reggini malati di fegato non si contano più”.
Che dire?

  • Avevano ragione i catanzaresi, nel non dimenticare il passato e mettere “i puntini sulle i” del futuro?
  •  Hanno ragione gli Abruzzesi, senza dei quali Pescara non sarebbe mai passata alla Storia con i 25.000 di Terni e i 30.000 di Bologna?
  • Avevano ragione i catanzaresi, che buttarono giù tutti i “falsi fratelli”, improvvisamente desiderosi di salire sul carro dei vincitori?
  • Hanno ragione i Pescaresi, che dopo “Trani” si ritrovarono completamente soli, derisi e calpestati dagli stessi corregionali che oggi li ricoprono di “affetto” e non vedono l’ora di “affollare” l’Adriatico per vedere … la Juventus, l’Inter e il Milan?

Mah!… discorso lungo e complesso. O forse brevissimo e semplicissimo?

Nella sola giornata di ieri sono arrivati in Società 250 telegrammi di congratulazioni, da tutta Italia.
I primi due sono di Tom Rosati: uno alla squadra e uno a Cadè; quindi nessuno alla Società. Anzi, onde evitare equivoci e interpretazioni, è lui stesso a precisare questo ennesimo gesto polemico, insistendo sul tono usato in occasione del suo benservito: “Questa società non è pronta per il grande calcio” … ed è facilmente immaginabile con quali dirigenti ce l’abbia in particolare.
Comunque Caldora, in quanto presidente, si sente nel dovere di precisare: “Non replico. Dico solo che ci costrinse a sostituirlo perché litigava con tutti, anche per i motivi più stupidi. Adesso niente polemiche, né con Tom, né con Nait, abbiamo altro cui pensare”.
Hai notato? Oltre che Tom, il Presidente nomina di nuovo Nait … Chissà come mai!
In realtà, il motivo esiste, e consiste nell’ultimissima “uscita” di questo dirigente, che più passano i minuti, più dimostra il suo … “incommensurabile attaccamento alla Bandiera Biancazzurra”(???). Per la cronaca, ha di nuovo attaccato Caldora, accusandolo di: “Cercare l’applauso e il trionfo a tutti i costi”. E di approfittare delle trasferte per: “Offrire pranzi a parenti e tifosi, caricando a dismisura il conto della Società”.
Ma che bel quadretto! Tom litigava con tutti, Nait è un appicciafuoco di prima categoria, “l’ombra” ricatta a votamazza, Caldora ha le mani bucate e cerca il trionfo, il “piattaro” litiga con sé stesso, Marinelli tiene il piede in due scarpe, Taraborelli è il fantoccio dell’ombra, De Cecco è fantasma a tutti gli effetti … Ma che Società commovente!… A 48 ore dalla prima Serie A nella Storia Biancazzurra!
A qua-ran-tot-to-o-re!
Adesso capisco perché Galeota non voleva nessuno fra i piedi!…

L’ex presidente Salvatore Galeota

A Pescara è letteralmente im-pos-si-bi-le associarsi, senza degenerare nel giro di due settimane (al massimo) in una “guerra di gelosia” che, per forma e contenuto, non ha eguali in Italia. Il calcio sta solo mettendo in forte e amarissima evidenza una realtà che riguarda indistintamente ogni ambito cittadino; sociale, politico o commerciale che sia. Non dimenticherò mai quel signore di Rimini che incontrai qualche mese fa nei pressi dello Spirito Santo: era a Pescara per lavoro, mi chiese delle informazioni e poi aggiunse: “E’ la prima volta in vita mia che vengo a Pescara, non la conoscevo affatto, e ne sono rimasto estasiato: splendida città, gente meravigliosa, un entroterra da invidia per natura, produzione agricola e gastronomia. Come mai non riuscite a far valere tutto questo Ben di Dio a livello nazionale e internazionale? Forse peccate in associazionismo, ma singolarmente non si va da nessuna parte. Se noi a Rimini avessimo anche solo un quarto di quello che avete voi qui … altro che Riviera Romagnola!… con le nostre capacità imprenditoriali, saremmo più famosi e ricercati delle Bahamas”.
Cosa avrei dovuto rispondere? Ho abbassato la testa, ho salutato e me ne sono andato.
Nel calcio … tutto uguale-spiccicato, specchio fedele di una realtà sociale altamente specializzata solo nel “dividersi” in due fazioni su qualsiasi cosa … Mentre gli altri si “uniscono” e ci salutano, pur disponendo di un patrimonio naturale e umano neanche paragonabile al nostro.
Meglio cambiare argomento, e tornare ai telegrammi di felicitazioni giunti in via Campania.
Di particolare emozione sono i due provenienti da Verona, il primo firmato da “Mamma e Papà Giacomi” e il secondo dalla fidanzata di Mario. E molto toccante è anche il telegramma firmato da tutti i vecchi compagni di squadra di Piero Aggradi, quando giocava nella Juventus (Charles, Sivori, Colombo, Garzena, eccetera).
Ne arrivano due anche da Ferrara e, a mio parere, sono i più belli in assoluto. Uno è del sindaco e uno della Spal. Sono finiti in Serie C proprio per mano del Pescara, dovrebbero odiarci a morte per le prossime tre generazioni, eppure scrivono che “Questa amarezza è stata di gran lunga superata dalla simpatia e ammirazione suscitate dai tifosi pescaresi, i migliori visti a Ferrara in tanti anni di accesissimi campionati”.
È proprio vero che “signori si nasce”.
Proviamo a chiederci se un telegramma del genere potrà mai giungere da Andria o da Nocera … da Acireale o da Caserta … che pure “i fatti del 1974” hanno sancito come “regno” dei telegrammi … con tanto di reggia.

Mercoledì, 6 luglio 1977
Per fortuna c’è Il Messaggero, che oggi in prima pagina regionale titola con orgoglio: “Continua a Pescara la festa, dopo la promozione”. E poi arriva lo “sviluppo” dei noti problemi; l’uno più allarmante dell’altro.

  1. Problema numero uno: crisi societaria.
    Ieri sono stati convocati in sede sia i giocatori che Cadè, per i saluti prima delle vacanze, ma hanno trovato solo Nait; nessun altro. Aggradi è a Milano per impostare le trattative; senza un presidente effettivo diventa impossibile concludere (cioè firmare) qualsiasi operazione. La “ombra” non torna indietro dalla sua decisione e precisa: “Il calcio a Pescara continua anche senza di me, essendoci tantissimi operatori economici in grado di sostenere una società di calcio”. Quindi, dopo la canagliata, mò ci’arfreca pur’assopr’!… ben sapendo che, al contrario, la situazione si sta aggravando di ora in ora, poiché Caldora, Partenza e diversi altri, davanti ad una “stalla” del genere, minacciano a loro volta le dimissioni anche da semplici consiglieri.
    Se n’è ovviamente accorto anche il sindaco Casalini, che infatti ha convocato tutti in Comune per oggi pomeriggio con un preciso tema del giorno: esposizione e risoluzione del problema. Subito!… e una volta per sempre. Quelli vicino al primo cittadino dicono che sia piuttosto arrabbiato, per usare un termine eufemistico, e che oggi Palazzo di Città sarà scosso da numerose urla.
    Una domanda, così … tanto per curiosità: sarà un caso che dirigenti e consiglieri del Pescara sono in gran parte “palazzinari” e che proprio in queste settimane si sta redigendo il PRG definitivo di Pescara? E sarà un caso che Casalini convochi tutti in Comune, in “seduta straordinaria”?
    Mah!… io so solo che il caso non esiste, poiché tutto a questo mondo ha una spiegazione; anche se spesso non si vede.
  2. Problema numero due: ampliamento dello stadio.
    I progetti presentati sono perlomeno tre. Uno è dell’arch. Piccinato, cioè lo stesso che ha progettato l’Adriatico, un altro è del notissimo Vicentino Michetti, il terzo è quello “veloce” in tubolari Innocenti.
    Oltre alla scelta tra questi tre, che oscilla tra l’attenzione al pregio architettonico e la “doppia” attenzione ai … cordoni della borsa, occorre effettuare un’indagine geologica, senza la quale ogni altra operazione è impossibile, a cominciare dalla stesura del progetto esecutivo per finire all’inizio dei lavori; di fatti, quella zona è un ex palude bonificata, per cui la resistenza del terreno è ai minimi termini. Dunque, si perderà altro tempo, e non poco.
  3. Problema numero tre: la guerra tra i Clubs.
    Sì, perché c’è anche questa novità che, in vero, non è affatto una novità, ma è solo l’ufficializzazione di quanto covava sotto la cenere già da mesi. Altro che Festa Promozione da organizzare assieme!… In poche parole, il CCCB dichiara Angelo Manzo decaduto da Presidente onorario e lo diffida a prendere iniziative in nome e per conto del Centro, poiché sarebbe autore di un comportamento contrario allo statuto.
    Anche i bambini di sei anni capiscono facilmente che dietro questa ridicola presa di posizione si cela la galattica “cascetta” di Livio Stracca & C. che non sopportano più la popolarità del signor Manzo e del Pescara Rangers, giunta a livelli nazionali in pochissimo tempo, finendo così per oscurare quasi del tutto il CCCB sotto ogni punto di vista. La Rai, TVA e Telemare trasmettono solo interviste a ‘Ngiulin’ e immagini dei Rangers. I due quotidiani regionali citano sempre noi per primi, con articoli di mezza pagina, quasi sempre accompagnati da foto, riservando invece qualche riga al CCCB. La stessa Società considera solo noi come traino del tifo Biancazzurro, mentre tutto il resto è “partecipazione più o meno attiva” alle partite. Insomma, a Pescara come in Abruzzo, come in tutta Italia, esistiamo solo noi del Pescara Rangers; basta chiedere in giro per averne un’idea precisa.
    Cosa dobbiamo fare?… Sentirci in colpa per questo?
    Invece di invidiarci, arrivando persino ad ostacolarci con i metodi più meschini, voi del CCCB perché non provate a chiedervi il “perché”? Per poi magari provare a fare meglio di noi? Sarebbe oltremodo facile, visto che avete mezzi infinitamente più grandi dei nostri, e andrebbe tutto a vantaggio della squadra e dell’immagine di Pescara, no?
    Purtroppo, chi ha innescato questa ulteriore polemica ha già raggiunto un primo risultato: quello di bloccare (credo e spero solo momentaneamente) tutti i preparativi che il nostro Club sta pianificando per i festeggiamenti giocoforza targati “Excelsior-Rangers” dopo il noto rifiuto dell’organizzazione unitaria. È ovvio che il signor Manzo, pesantemente tirato in ballo da questi “pettegolezzi da contrada”, l’abbia presa malissimo e ora ha il morale sotto i tacchi; non certo quello che servirebbe in questo momento. La nostra speranza, anzi sicurezza, è che tutto passi nel giro di pochi giorni, lasciando il posto a una reazione “furiosa” (in senso buono), ovvero ad un entusiasmo raddoppiato.

Dunque, aggiorniamo e ricapitoliamo la situazione:

  1. l’arbitro Gonella non ancora fischia la fine di Pescara-Atalanta, un’intera regione sta inondando le gradinate del Comunale bolognese con lacrime di autentica Felicità e “l’ombra” già è sceso sotto gli spogliatoi per annunciare le dimissioni, cioè una crisi societaria di un’assurdità senza precedenti;
  2. siamo appena riusciti a farci una ragione di una canagliata del genere, radunando tutte le nostre capacità filosofiche per … far finta di niente, e ci hanno già “arbelato” di ulteriori problemi: il calciomercato è proibitivo, lo stadio è troppo piccolo, gli ingaggi sono troppo alti;
  3. non ancora ufficializziamo il calendario dei festeggiamenti e Il Tempo decide che questo è il momento giusto per gettarci addosso una cascata di acqua gelida, ricordandoci che “Il sogno è finito”;
  4. in mezzo a quintali di telegrammi con congratulazioni e auguri di ogni genere, provenienti da ogni dove, Tom Rosati decide che questo è il momento giusto per gettare un altro po’ di zizzania anche dopo tredici mesi che è non è più sulla panchina Biancazzurra. Proprio lui che ha sempre accusato una parte dell’ambiente di spargere zizzania;
  5. Aggradi è al calciomercato di Milano, non sa dove sbattere la testa perché non c’è nessuno che firma (quindi nessun altro presidente lo prende sul serio), ma Caldora e Nait decidono che questo è il momento giusto per dar vita alla loro personalissima “zuffa finale”, all’interno di un’allucinante gara a chi si dimette (ovvero “scappa”) per primo da via Campania;
  6. i giocatori … quei Campioni che hanno trasformato il nostro sogno in realtà giocando 40 partite contro tutto e tutti, forse anche contro la nostra stessa fiducia … quei Campioni che hanno portato l’intera Pescara nella storia del calcio italiano … vanno in via Campania per salutare (prima delle vacanze) e non trovano nessuno, perché lor signori gli altri dirigenti … quelli che hanno sempre sbandierato ai quattro venti uno “sviscerato Amore Biancazzurro” … ora sono troppo impegnati sul nuovo PRG, per pensare a “sciocchezze” come queste;
  7. stiamo per iniziare una serie di festeggiamenti attesi da una vita, e di certo destinati ad essere irripetibili, ma Stracca decide che questo è il momento giusto per portare a termine la sua guerra personale contro Angelo Manzo, disinteressandosi completamente dello scompiglio e del boicottaggio che sta causando all’interno della tifoseria che lui stesso rappresenta … almeno sulla carta. Tanto per dare l’ennesima ragione al signore di Rimini che ho incontrato allo Spirito Santo.

Il tutto, in appena 72 ore!
Intanto, stamattina di buonora c’è stato il raduno generale della squadra convocata da Marinelli per il pellegrinaggio in bicicletta alla volta dell’abbazia di San Bartolomeo, a Carpineto Nora. Si tratta di un voto fatto a suo tempo in gran segreto dal nostro vicepresidente: “Se andiamo in Serie A, vado in bicicletta dallo stadio al mio paese natale” (Carpineto, per l’appunto), voto immediatamente raccolto e fatto proprio da tutta la squadra. Arrivo previsto intorno a mezzogiorno.
All’ultimissimo momento è stato cambiato l’originario programma, perché era divenuto di dominio pubblico e quindi non più caratterizzato da quella privacy che queste occasioni “spirituali”(???) richiedono. Allora, appuntamento alle 7,00 in punto (invece delle 6,30) al Club Nautico (invece dell’antistadio), ma si presenta solo mezza squadra perché l’altra metà … dorme e non s’è svegliata in tempo. Marinelli e Walter Mungo si adoperano per andare a svegliarli, anche perché è presente la troupe di TVA (a suo tempo appositamente autorizzata in via straordinaria) e non si sta rimediando una bella figura. Per la verità, è presente anche il nostro furgone-Rangers con a bordo Serafino; figurarsi se poteva mancare! Speriamo che non ce lo distrugga con i suoi 170 kg. … Noi, comunque non ne sapevamo niente, per cui il signor Manzo è stato bravissimo a mantenere il segreto.

Il super-tifoso nazionale Serafino, al seguito del Pescara

Recuperati i dormiglioni, finalmente si parte, naturalmente con oltre mezz’ora di ritardo, ma … forse era meglio restare a dormire. T’assicuro, nemmeno Stanlio e Ollio avrebbero potuto tanto: un “macello” totale!
Zucchini, per evitare un’auto, scivola sul fondo bagnato e si “sbuccia” pesantemente un braccio intero. La 127 gialla che fa da scorta, guidata da un noto tifoso (ha pietosamente chiesto di restare anonimo), esce di strada in curva e si capovolge; fiancata sinistra distrutta, ma fortunatamente nessun ferito. Piloni si aggrappa ad una delle auto accompagnatrici per farsi trainare in un tratto di aspra salita, ma sbanda e cade, anch’egli ferendosi un po’ dappertutto, oltre che rendere inservibile la bicicletta. Andreuzza fora e resta a piedi in mezzo alle campagne, con le auto accompagnatrici ormai lontane.
In un modo o in un altro, però, nessuno abbandona il voto e giungono tutti al traguardo, dove vince Motta. Sì, proprio il nostro terzino che prima di Bologna era … morto in quell’incidente di Villanova (… roba da pazzi, quello che si deve sentire …).
Ad accogliere i “pellegrini” ci sono innanzitutto scritte sui muri già a 5 km da Carpineto, per lo più inneggianti al concittadino Marinelli; e poi il sindaco, il maresciallo dei Carabinieri, il parroco, la banda del paese che suona l’inno “Alè Alè Pescara” e quasi tutta la popolazione. Date le circostanze, però, forse era meglio che in piazza ci fosse un … pronto soccorso da campo.
Beh, adesso basta a sorridere, altrimenti poi ci fa male e rischiamo di abituarci troppo bene, perciò rituffiamoci immediatamente nei nostri casini.
Per esempio, quelli del calciomercato.
Si hanno notizie di una trattativa con il Bologna, che pare ci abbia offerto un blocco di cinque suoi giocatori, con i quali il Pescara “dovrebbe” risolvere in un sol colpo tutti i suoi problemi tecnici. Si tratta di Grop, Vanello, Nanni, Adani e Rampanti, vale a dire proprio i ruoli richiesti da Cadè. In poche parole, il Bologna sta facendo “le pulizie di primavera” ed ha individuato nel Pescara la discarica giusta; né potrebbe essere altrimenti, con lo “spettacolo societario” che stiamo dando a livello nazionale. Per fortuna abbiamo Aggradi, che nessuno riuscirà mai a prendere per il naso, perciò il “no, grazie” è tanto cortese quanto secco, per non dire sdegnato. In ogni caso, dev’essere più di una semplice voce perché la stessa notizia è apparsa anche sul Resto del Carlino che, come si sa, è un quotidiano bolognese. Il quale Resto del Carlino, ogni volta che si trova a parlare di Pescara non può fare a meno di ripetere ai suoi lettori: “Anche a distanza di tre giorni, in ogni ritrovo sportivo e non, si continua a parlare solo del Pescara e, soprattutto, dei pescaresi. Una giornata che resterà indelebile nella storia della nostra città”. Parole testuali, scritte dal cronista locale in Cronaca di Bologna.
Mentre noi ci stiamo buttando addosso tante di quelle palate di fango che non si vedono nemmeno alle Terme di Montecatini.

Giovedì, 7 luglio 1977
Altre dimissioni in arrivo da via Campania: oggi è la volta di Partenza, Taraborelli, Marinelli e Nait ad aver preannunciato la “fuga in re minore di J. S. Bach”; per la serie: all’indecenza umana non c’è mai fine. E naturalmente, all’Excelsior come allo stadio, a piazza Duca come ai Colli, al Porto come sulla Tiburtina, non si parla d’altro, con tanto di doppia versione sui motivi di questo memorabile e sconcertante casino … termine fin troppo delicato, rispetto allo stato di fatto.
La prima fazione non ha dubbi: si stanno dimettendo tutti i “palazzinari” (guarda caso!… ), per cui è chiaro che non hanno trovato l’accordo con Casalini sulle “spartizioni” del nuovo PRG, e ora lo ricattano mettendo in mezzo ad un mare di guai la Società di cui, è bene ricordarlo, il sindaco è anche presidente onorario, oltre che accesissimo tifoso e “difensore”.
Seconda fazione che, ahimè!.. temo sia la più verosimile: si dimettono tutti, non in blocco ma uno dietro l’altro, per creare vigliaccamente un distillato di panico e isolamento intorno a Caldora, così da far ricadere su di lui tutti gli impegni economici in atto e, perciò, indurlo a dimettersi. Nel qual caso, subito dopo rientreranno tutti, come se niente fosse accaduto; scommettiamo?
Una cosa sola mi sconcerta per davvero: che in mezzo a questo letamaio ci si trovi anche Marinelli, cioè il “decano” della dirigenza Biancazzurra, colui che ha sempre operato con cuore da tifoso, mentre oggi non sta facendo niente per porre fine a questa “zizzità”. Da lui non me lo sarei mai aspettato. Che delusione, don Vincè!
E comunque, questo “simpaticissimo” casino comincia inevitabilmente a dare i suoi primi risultati, quattro su tutti:

  1. Gino Stacchini, l’allenatore della Primavera, se ne va. Accetta l’offerta del Rimini, ufficialmente per motivi familiari (è la città dove la moglie è direttrice didattica). Lo sostituirà tale Saul Malatrasi, che non ho il piacere di conoscere, ma pare sia una “vecchia gloria” dell’Inter, ora proveniente dalle Giovanili della Spal;
  2. Marco Bozzi, allenatore in seconda sin dall’arrivo di Tom Rosati, ha diverse richieste in Serie B ed ha quindi già annunciato che se ne va pure lui. Per la serie: meglio una “B” tranquilla che una “A” incasinata;
  3. cena sociale tra squadra e dirigenza, ieri sera di ritorno dal pellegrinaggio a Carpineto Nora. Giancarlo Cadè sbotta e, suo malgrado, si ritrova ad avere un furente scontro verbale proprio con Caldora, che per la squadra resta il presidente, quindi il punto di riferimento. Renditi conto!… Cadè e Caldora: le persone più tranquille e pacifiche del mondo … che si azzuffano come due vecchie pesciarole inacidite in pieno mercato … Tanto per rendere l’idea del livello che abbiamo appena raggiunto. L’argomento della baruffa è proprio questa serie di dimissioni a catena, che da un lato stanno bloccando il calciomercato biancazzurro proprio nel momento cruciale, e dall’altro stanno privando tanto la squadra quanto lo staff tecnico del premio promozione promesso. I giocatori e tecnici vorrebbero incassarlo come “premio promozione”, e non come … tredicesima a Natale, ma nessun dirigente si sogna lontanamente di sborsare di tasca propria 120 milioni di lire, neanche come anticipo perché, con l’aria che tira, temono fortemente di non riaverli mai più indietro. Con il risultato che la cena ha ben presto preso la stessa piega funerea di una squadra che è appena tornata da “Trani”, invece che da “Bologna”;
  4. la stampa nazionale, soprattutto quella “nordica” (che non aspettava altro), ha iniziato a riderci dietro sin da lunedì e, tempo 24 ore, ha già etichettato il Pescara come sicura “cenerentola” del prossimo campionato, senza neanche aspettare l’esito del calciomercato, dal quale ipoteticamente potrebbe uscire anche uno squadrone biancazzurro. Il “problema” è che squadrone devi esserlo soprattutto fuori dal campo e, in tal senso, siamo già retrocessi. Anzi, per essere più precisi, non si fanno alcun problema a parlare di nostra “palese impreparazione e immaturità” per questi palcoscenici. È evidente (scrivono) che il salto dalla “D” alla “A” in soli cinque anni è stata una scalata troppo veloce per poter crescergli dietro di pari passo, e a Pescara sono rimasti tutti molto indietro, su strade … “provinciali” per l’appunto. E poi, come ciliegina sulla torta, si spiattella (a livello nazionale, ovviamente) per filo e per segno la vera motivazione dei casini societari, che invece Il Messaggero e Il Tempo continuano a tacere: “In vista del nuovo PRG, il sindaco Casalini si vede costretto ad attuare un vergognoso ‘clientelismo’ verso la dirigenza palazzinara della Pescara Calcio, che lo sta ricattando alla luce del sole senza alcun problema”.

Benissimo. Noi tifosi lo sapevamo già da mesi. Ora lo sa anche il resto d’Italia.
Marinelli ha cercato di metterci una pezza … che è peggio del buco, giacché di fatto continua a comportarsi come i suoi compari: da un lato annuncia le imminenti dimissioni, dall’altro continua a fare il dirigente in carica come se niente fosse. Il che rafforza ulteriormente il teorema di chi sostiene che è tutta una sceneggiata per sbarazzarsi di Caldora senza cacciarlo direttamente, così da pararsi il fondoschiena agli occhi dei tifosi: “Se n’è voluto andare lui!… A noi dispiace immensamente, ma che potevamo farci?…”.
Da parte sua, Cadè (che non è certo l’ultimo arrivato) precisa subito: “Prima ancora che i soldi, noi vogliamo chiarezza. Presentarsi in Serie A in queste condizioni significa retrocedere prima ancora di cominciare, e io non ci sto”.
Ma anche Caldora non resta di certo a guardare e, arcistufo di essere attaccato da più parti, abbandona la diplomazia del “Tranquilli, siamo tra amici”(???) e minaccia, anzi promette: “Se continua così, convoco una gigantesca conferenza stampa e dico tutto su come stanno effettivamente le cose”.
Sì, magari durante la prossima festa di Sant’Andrea.

Intanto, il “taglio” del signor Manzo dal CCCB è di dominio pubblico in tutta la città e lascia esterrefatta l’intera tifoseria che, naturalmente, ben conosce l’entusiasmo e la capacità organizzativa del nostro presidente, soprattutto in occasione delle trasferte. Un entusiasmo “vero, genuino, non opportunamente costruito ad arte” (parole testuali de Il Messaggero); dove ogni riferimento non è affatto casuale.
Se ci facciamo caso, si sta ripetendo una “faida” del tutto analoga a quella che sta subendo Caldora in Società. Del resto, è risaputo: quando sei “troppo” in gamba e “troppo” amato dalla gente, finisci per dare fastidio, molto fastidio, e quindi: o te ne vai, o ti costringo ad andartene; a tua libera scelta.
Allora, stamattina di buonora mi sono recato Al Regalo Artistico per sentire un po’ come stanno le cose, anche se sono “cose” che ormai abbiamo capito da tempo. Infatti, è proprio come immaginavamo: al CCCB non hanno “digerito” le ormai storiche trasferte di Ferrara, Terni e Bologna “targate” Pescara Rangers, e ci rimproverano di aver voluto fare tutto soli, ovvero d’aver ignorato la loro richiesta di unità nell’organizzazione.
Davvero, si fa fatica a credere che la capacità di rigirare la frittata possa arrivare a questo punto, giacché tutti, ma proprio tutti, sanno che è accaduto l’esatto contrario; basta andare a ripassare le vergognose cronache di quei giorni (una per tutte: la spartizione dei biglietti-stadio) per averne una pur minima idea. Ovvio che ora si siano pentiti, e avrebbero volute condividere con noi non già la pesantissima organizzazione, ma soprattutto il successo senza metterci una nota; per la serie: tu zappi, semini e innaffi, io raccolgo. Per cui, appare sempre più chiaro perché una città come Pescara, che non ha certo tre milioni di abitanti, debba ritrovarsi ad organizzare due distinte “Feste Promozione”; esattamente come se ci fossero due tifoserie rivali stracittadine che … tifano per la stessa squadra.
Ai confini del ridicolo; e forse anche qualche metro in là.
Conviene allora concentrarci solo su noi stessi, se vogliamo evitare di perdere altro tempo prezioso appresso a chi ci vede come fumo negli occhi.
In aderenza al programma generale, il signor Manzo ha pensato di dare alla nostra Festa la denominazione di “Rangers Parade”, da svolgere in perfetto stile americano nella giornata di sabato 30 luglio, in modo da disporre del tempo necessario per i preparativi. L’intera squadra e Cadè non saranno semplici e “doverosi” invitati, ma il vero perno su cui ruoterà l’intera Festa … e ci mancherebbe altro che non fosse così!
Pronti già i prototipi del materiale riservato a noi Rangers, che il signor Manzo mi mostra in anteprima per una valutazione:

  • maglietta bianca con la scritta “Pescara Rangers” in azzurro su entrambi i lati;
  • basco (blu) di tipo militare, con lo stesso schema della maglia;
  • sciarpa (idem);
  • “keeway” in materiale resistente ma leggerissimo, per metà bianco e per metà azzurro;
  • adesivo del tipo che si attacca all’interno del lunotto d’auto, o della vetrina di negozio.

Tutto ottimo, persino “miracoloso” se ripensiamo a chi eravamo e cosa avevamo appena due mesi fa. Certo, si potrebbe fare meglio, e soprattutto manca ancora uno striscione degno di un vero e consolidato gruppo “ultras”, ma il preventivo di spesa si triplicherebbe e i tempi di realizzazione sarebbero perlomeno il doppio; quindi, per ora bisogna accontentarsi (e ci accontentiamo senz’altro!), ben sapendo che questo materiale non è quello definitivo.
Il nostro processo di crescita procede, lento ma inarrestabile… (continua qui).
Gabriele (“Gaby”) Orlando 
[estratto dal (mio e vostro) diario del PESCARA RANGERS] 
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1115 GIORNI di SERIE C, 4563 di PRESIDENZA SEBASTIANI
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