SEBASTIANI: “Abbiamo tanti giocatori forti in rosa”
20/06/2021
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24/06/2021

Continuano le chiacchierate di 40mila.it con i protagonisti della maglia del Pescara! Abbiamo raggiunto stavolta Massimo BONANNI, 58 presenze ed 8 reti con la maglia del Pescara in due stagioni, 2009/2010 e 2010/2011, la prima delle quali culminata con la promozione in serie B agli ordini di Eusebio DI FRANCESCO – 

Partiamo da oggi e risaliamo all’indietro: ma BONANNI allenatore come lo vedi?

Il mio futuro lo vedo sicuramente in panchina perché sono “malato di campo” e sono molto soddisfatto degli ultimi quattro anni da allenatore. Ho iniziato un percorso che certamente riprenderò e che in questo momento ha avuto una piccola deviazione: ho aperto un’academy di tecnica individuale e da luglio sarò direttore della scuola calcio e responsabile del settore giovanile dell’Ostia Mare, la Società di serie D per la quale ho allenato la prima squadra.

Perché hai deciso di interrompere la carriera da calciatore così presto, già nel 2013? C’è gente che alla tua età – 39 anni – gioca ancora…

La mia è stata una scelta legata solo a motivi familiari: a seguito della mia separazione ho deciso di rimanere a Roma accanto ai miei figli, che erano molto piccoli, pur avendo ancora un anno di contratto con il Genoa. Dal 2013 al 2015 ho rifiutato tantissime proposte, ma in quel momento non me la sono sentita di prendere altre strade ed allontanarmi dai bambini. Dal 2015 ho poi intrapreso la carriera di allenatore: ormai sono più di cinque anni che alleno, ed è quella la mia strada.

Hai chiuso all’estero, a metà tra Genoa e Lugano: che ci dici sui rapporti del tempo tra queste due Società?

Il mio approdo al Lugano è merito del presidente RENZETTI: quando io ero a Pescara, lui era amico della dirigenza e quando mi è stata offerta questa occasione l’ho accettata, avendo voglia di evadere da quella che era la situazione in Italia. Io ero già stato all’estero e anche a Lugano mi sono subito trovato benissimo. La società era al 50% di proprietà di Preziosi e a fine anno si è aperta la possibilità di essere acquistato dal Genoa: io però ho chiesto di rimanere a Lugano per continuare ad inseguire l’obiettivo della promozione in serie A svizzera. Cosa che poi è accaduta l’anno dopo: anche grazie a me siamo riusciti ad ottenere qualcosa di importante.

Altra esperienza estera in Grecia: quali differenze con l’Italia, non solo in campo ma anche a livello di gestone di società?

E’ un’esperienza ormai vecchia di 20 anni: a quel tempo il calcio in Grecia era sicuramente diverso da quello che c’è ora, soprattutto a livello di strutture. Io sono arrivato nell’anno delle Olimpiadi di Atene (2004) e la Grecia era tutta un cantiere: dove giocavo io era previsto uno stadio da 25mila posti, ma stavano ancora costruendo la tribuna coperta e la curva… ma nonostante questo, resta il fatto che mi sono trovato benissimo, sia calcisticamente che a livello personale e di vita. Quella al Panachaiki è stata una esperienza formativa perché mi ha permesso, a 19 anni, di misurarmi con squadre importanti come l’Olimpiakos, l’AEK Atene, il Panathinaikos, che anche in Europa si comportavano molto bene. Quell’esperienza mi ha dato parecchia visibilità: a fine anno ho avuto diverse offerte per rimanere in Grecia ma ero di proprietà della Roma e non avevo la minima intenzione di restare. L’ho considerata come una esperienza annuale che ho accettato di buon grado. Tra l’altro, nella mia squadra l’allenatore in seconda di Vincenzo Guerini era Marco Rossi, attuale CT dell’Ungheria.

Vicenza, Pescara, Bari, Grosseto, Viterbo, Palermo, Ascoli, Lazio, Samp nella tua carriera. ESCLUSO il Pescara, dove ha lasciato il cuore?

Credo che possa essere considerata una risposta retorica e scontata, ma i due anni che ho passato a Pescara sono stati personalmente molto belli. Ho avuto qualche difficoltà a causa di un infortunio al ginocchio nell’anno della serie C, ma nonostante questo la mia esperienza a Pescara è stata molto positiva. Andare via non è stato semplice, ma con l’arrivo di ZEMAN purtroppo non sono neanche stato messo in condizione di provare a rimanere nel gruppo. Devo dire però che la Società è stata molto chiara: io avevo già avuto mister ZEMAN alla Roma e ci siamo parlati sin da subito. Certamente mi avrebbe fatto piacere essere ri-valutato, ma Società ed allenatore avevano le idee chiare, hanno fatto le loro scelte e sicuramente la chiarezza paga: mi sono subito guardato intorno e in un paio di giorni avevo già trovato un’altra sistemazione. Sono però contento che la mia esperienza a Pescara abbia contribuito a riportare la squadra dalla serie C alla B e a gettare le basi per raggiungere poi la serie A

Ti ha roso che il gol promozione ai playoff l’abbia fatto GANCI e non tu?

Ma no! Eravamo un gruppo affiatatissimo e con Massimo avevo già giocato a Bari e venivamo da anni insieme. E la fortuna di avere un gruppo unito è stata fondamentale anche nelle difficoltà, che pure abbiamo avuto, per esempio dopo la sconfitta col Portogruaro in casa: gli uomini sono venuti fuori e con un allenatore giovane e con le idee chiare sapevamo di poter fare bene.

L’allenatore che ti ha più cazziato?

Quasi tutti! Ogni allenatore ti dice qual è il tuo punto debole e ti fa capire quello che vuole. Sicuramente quello che mi ha insegnato di più, che mi ha dato di più, è stato Antonio Conte. Ecco, lui quando è arrivato al Bari ha immediatamente fatto altre scelte e io sono stato messo nella lista dei partenti. Ho fatto quel mese con lui in attesa di trasferimento, anche se avevo comunque deciso di rimanere a Bari. Finito il calciomercato di gennaio, dal giorno dopo sono stato titolare fino alla fine del campionato: lui si è dimostrato una persona intelligente perché ha iniziato a valutarmi non solo in base a quello che aveva visto in precedenza (quando, in realtà, era tutta la squadra che stava facendo male). Mi ha considerato un interprete adatto al suo 4-2-4, col quale avrebbe poi fatto benissimo a Siena, e sono stato un protagonista di questo suo modulo, insieme a Massimo GANCI.

Il compagno con cui ha litigato in campo? E fuori?

Con nessuno… poi, dipende da cosa si intende per “litigare”: certo, qualche battibecco può essere capitato, ma litigi veri e propri mai. Il mio carattere è sempre stato positivo e non ho mai discusso con nessuno, tanto meno in campo: litigare in campo significa dare un segnale di nervosismo all’esterno e non va mai bene.

Almeno a Pescara, hai alternato grandi giocate a momenti di assenza in campo: perché questa discontinuità?

Una certa discontinuità era in effetti una mia caratteristica, fermo restando che a Pescara, nel primo anno, ho cominciato benissimo. Poi un infortunio mi ha tenuto fuori più o meno tre mesi e rientrare non è stato semplice come potrebbe sembrare: alternavo prestazioni buone ad altre meno buone. L’anno successivo, in B, mi ricordo invece sei mesi importanti. In generale, diciamo che questa mia discontinuità mi ha portato a non fare quello che a un certo punto della mia carriera avrei potuto: a 22 o 23 anni ero all’apice, ed ero stato anche convocato come riserva in Nazionale da Donadoni alla prima partita dopo il Mondiale 2006. Insomma, a un certo punto la mia carriera poteva fare un passo molto più importante, ma probabilmente non sono riuscito a dare quel qualcosa in più che sarebbe servito.

2009: giocavi in A e scendi al Pescara in C. Chi te lo ha fatto fare?

Ho creduto fortemente nel progetto che mi era stato prospettato da Fabrizio LUCCHESI, una persona che conoscevo, stimavo e stimo tutt’ora, a discapito delle cose che gli sono capitate negli ultimi anni, ma per il quale parlano i risultati ottenuti a Pescara. Propose, non solo a me ma anche ad altri ragazzi che facevano stabilmente la serie B, questo progetto da parte di una società che aveva al vertice persone ambiziose e decidemmo di imbarcarci in questa avventura che, fortunatamente, ci ha portato a scrivere una pagina importante per il Pescara.

Il Team manager Vincenzo ZUCCHINI: cosa ti ricordi di lui?

Ho un bellissimo ricordo di lui. La gente che non mi conosce non sa che io sono uno che ama scherzare in continuazione, una persona allegra, solare, che prende in giro e cerca di coinvolgere gli altri. Il “team” era uno di noi, la persona nella quale mi imbattevo più spesso in scherzi e prese in giro. La sua perdita è stata molto dolorosa, così come quella recente di Fabrizio BENASSI, ex braccio destro di Lucchesi. Sono persone che ricorderò per sempre.

Aneddoti di spogliatoio a Pescara?

Era un bel gruppo, con ragazzi che come me cercavano sempre di tirare su il morale di tutti. C’era PETTERINI che era uno col quale ci si faceva sempre un sacco di risate: mi ricordo una volta nella quale ci siamo organizzati con delle maschere per prendere in giro il mister, che era una persona molto seria. Dovevamo fare una amichevole – probabilmente prima di Pasqua perché c’era una sosta di campionato – e il mister ci chiamò al campo chiedendoci di allenarci con la massima serietà. Al fischio d’inizio ci siamo messi queste maschere che ci eravamo portati di nascosto: immaginate la faccia del mister… noi a giocare con le maschere e lui incazzatissimo…

Era più forte BONANNI o VERRATTI? Gli hai mai sradicato la palla dai piedi in allenamento?

“Quel” Marco VERRATTI era sicuramente diverso dal Marco VERRATTI di ora… Qualche anno fa mi hanno mandato una intervista che rilasciò Marco dopo il campionato vinto con ZEMAN. Mi pare fosse una intervista “doppia”, credo con INSIGNE. Entrambi erano ancora poco noti a livello nazionale. Gli chiesero chi era il giocatore più forte col quale avesse giocato fino ad allora e lui fece il mio nome! La gente mi ci prende ancora in giro, ma guardate che lui lo dice ancora, eh…

Nel 2013 sei mesi di squalifica: che è successo?

Ho deciso di non andare al patteggiamento per una vicenda di calcioscommesse: ci fu lo scandalo del Bari e io, avendo giocato lì, sono stato inserito dalla procura nella lista dei nomi di quelli che “sapevano” determinate cose. Ho preso sei mesi per omessa denuncia, ma non ho patteggiato perché sarebbe stata una sorta di ammissione di colpa: io, purtroppo o per fortuna, non sapevo nulla di cosa stesse succedendo nella partita di cui al capo d’accusa, tant’è vero che in quella gara, al 91′ ho preso una traversa pazzesca dal limite dell’area, cosa che certamente non avrei fatto se fossi stato d’accordo a perdere. Ho detto questo anche al giudice ed è stata la mia fortuna, ché mi ha portato alla pena minima possibile, in assenza di patteggiamento.

40mila.it

 

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30 Comments

  1. madelib ha detto:

    27 marzo 2011 (Modena-Pescara 1-0): 77’ Gessa va via sulla destra e guadagna un gran calcio piazzato, Bonanni spreca tutto calciando malamente…

  2. madelib ha detto:

    Onore a Bonanni per il discorso figli!
    Per il resto, fatta eccezione per qualche buona giocata che ha generato troppe aspettative (anch’io ero a Ferrara, quel giorno, orgoglioso della Pescaresità, quando, dal finire della partita, si gridava anche fuori dello stadio: “E se ne va!… La capolista se ne va!….”), ho sempre criticato negativamente Bonanni (e resto di tale idea) a causa della sua indolenza…
    Ricordo benissimo, sul finire della partita a Modena a Marzo 2011, il suo calcio di punizione dalla fascia destra con tiro-cross di sinistro: doveva essere “a rientrare”, verso la porta avversaria, ma è stato “ad uscire”, con la palla finita in fallo laterale nella parte opposta… La degna conclusione di un sagnone troppo esaltato.

  3. nafettadicitrone ha detto:

    ah poi se Lapadula torna da calciatore presidente come da foto siamo tutti contenti

  4. nafettadicitrone ha detto:

    Se nemmeno una città come Ancona da molti anni non riesce a riaffacciarsi in serie C privo di imprenditori seri eppure tutta la provincia ne avrebbe di industriali di fama nazionale ….allora dico teniamoci petto abbottato come lo chiamate voi …accontentiamoci della trattoria se nn possiamo andare ai ristoranti stellati

  5. draculone ha detto:

    Gli esiliati sono la nostra ultima ancora

  6. johnny blade ha detto:

    C’ero pure io a Ferrara.
    Ottobre 2009. Bello.

  7. johnny blade ha detto:

    Pavanati allevatore di ciammariche.

  8. Dipende da quale piazza.
    Se è la piazz di cappell a lu mercat della domenica matin sci, e lu chiù mij

  9. pkpe ha detto:

    Sci infatti Alex, chissà perché di tanti potenziali interessati al Pescara (Sembra ce ne siano stati diversi..) è uscito solo il nome di su spiantat di Pavanotti…. Tanto per far dire a qullù che non è vero che non vuole vendere ma che lui è il meglio che c’è sulla piazza al momento.

  10. Milton Tita ha detto:

    smeddedela ghe la noscdra sogiedà ghe ambiamende ampita da duddi gli imbrendidori ghe gabisgono di business…..

  11. alex74 ha detto:

    Ma iamm su’ . Si vedev lundan nu chilometr che pavonetti era un pupazzo messo li apposta da qualcuno. E sapem pure chi è sso’ qualcuno. Solo li sturdillit credono ancora a babbo natale. E di sturdillit purtroppo a pescar ce ne sta na frec

  12. Max1967 ha detto:

    nemicissim0 certi personaggi si avvicinano sempre quando sentono puzza di bruciato.
    Quindi il fatto che si sia interessato al Pescara è sospetto.

  13. tusciabruzzese ha detto:

    A nemicissim0 dico che è un peccato che Pavanati non abbia preso il Pescara: almeno le nostre ballerine e i nostri svernatori avrebbero dovuto farsi la doccia fredda al Poggio e all’Adriatico
    sarcastic

  14. tusciabruzzese ha detto:

    A Bonanni direi che siamo tutti dispiaciuti, come lo sarà lui, che il PSG prese Marcolino e non Bonanni …
    laugh

  15. pier66 ha detto:

    Di Massimo Bonanni ricordo benissimo il siluro che tiro’ a Ferrara firmando il gol vittoria, eravamo io e mio fratello insieme a tanti altri esiliati come noi…… Ricordo anche la super parata di Tore Pinna che salvò il risultato….. In panchina c’era ancora quell’asino di Cuccu…… più asino di lui abbiamo avuto solo mbauroni….

  16. caps ha detto:

    Il Nostro Futuro x questo Anno può Ancora Essere Costruito in modo Positivo. Se poi se lo sarà o meno Dipenderà da Pettoabbottato , il quale dovrebbe solo fare il Presidente e lasciare lavorare il Suo Staff. Avverrà? La Storia dice di no . Comunque dobbiamo sperare in una Riforma della B entro quest’anno altrimenti x Noi non ci sarà Futuro . Dico questo x La Storia di Questa Società che in 9 Anni ha Distrutto un Parco Giocatori Importante , ha Accumulato Debiti ( se sono veri i Bilanci) e continua Ancor oggi a guardare a Giocatori Rotti o Vecchi di Età ( se sono vere le voci ). Cosa si può costruire in queste condizioni?

  17. nemicissim0 ha detto:

    Sull’affidabilità di questo Pavanati non avrei scommesso e – salvo vedere cosa succederà al Novara – la sensazione resta. Se l’acquirente doveva essere lui, mi tengo mille volte Sebastiani. Opinione espressa in tempi non sospetti.

  18. ilfigliodel36 ha detto:

    tuttomercatoweb parla di Pavanati:
    Novara e lo spettro del fallimento: tutti i retroscena.
    Dalla padella alla brace. Dall’addio di Massimo De Salvo (migrato in Romania da 3 anni) il Novara non trova pace. Se la gestione Rullo era stata a dir poco discutibile con più ombre che luci, il subentro di Leonardo Pavanati non sembra aver riportato il sereno. I debiti ammontano ufficialmente a 4,5 milioni di euro come deliberato nelle scorse ore dal CDA del club azzurro. In società ci sono oltre 20 dipendenti che avanzano ancora diversi stipendi che non sono stati saldati. Tutto tace ma lo scenario resta preoccupante. Tra casting dirigenziali (i Diesse contattati temono ci sia puzza di bruciato e prendono tempo…) e Fulvio Fiorin allenatore in pectore ma non ancora annunciato. Il tempo stringe e servono fatti concreti. Sicuramente una tempestività che non è stata utilizzata nei confronti dello stadio Piola dove la caldaia è rotta da mesi. Sistemarla costerebbe qualche banconota da cento euro. E invece il Novara ha fatto pure la figuraccia di dover far traslocare lo spareggio per la promozione in D tra Labiellese e l’R.G. Ticino al Piola di Vercelli. E in città serpeggia l’incubo di fare la fine delle altre storiche piemontesi. Tutte fallite negli ultimi 30 anni: dall’Alessandria (più volte) all’Ivrea, passando per Cuneo (sprofondato addirittura in Terza Categoria da 2 anni e prossimo a rilevare il titolo sportivo dell’Olmo in Ecccellenza) e Canavese fino a Pro Vercelli e Biellese. L’unica ad averla scampata è stata la squadra novarese. Finora almeno…

  19. nemicissim0 ha detto:

    Il figlio del drendasei, non ghai gabido. Sgognamiglio e Sgognamillo sono lo sctesso giogadore, dipente da gome lo bronungio. Non mi faggio brentere ber il gollo.

  20. ilfigliodel36 ha detto:

    OT, in difesa forse passiamo da Scognamiglio a Scognamillo dell’Alessandria. Bisogna avere fantasia

  21. ilfigliodel36 ha detto:

    Bonanni me lo ricordo anch’io che sono giovane. Per la C sarebbe ancora ottimo! Certe volte sembrava però che non aveva voglia di correre pardon

  22. draculone ha detto:

    Magari ad avercelo adesso uno come Bonanni

  23. johnny blade ha detto:

    Bonanni me lo ricordo sempre nell’anno dei playoff. A volte lento forse perché alto, però positivo nel rendimento della squadra. Sì ho un ricordo bello.
    Auguri Sagnellone.

  24. draculone ha detto:

    La famiglia è gli affetti prima di tutto, bell’insegnamento

  25. tusciabruzzese ha detto:

    Onore a Marco Rossi, CT dell’Ungheria: un classico nemo propheta in patria, lontano dal giro sporco, sconosciuto da noi e stimato in vari Paesi, che ha spaventato e tenuto testa alla Francia, retto col Portogallo fino all’84’ (perdendo per sbaglio) e sta battendo la Germania!

  26. antateavanti ha detto:

    Le sue prestazioni erano molto altanelanti ….quando faceva delle giocate di livello superiore faceva incazzare quasi di più perché da tifoso vedevi gran potenziale ma espresso al 50%….Certo che De Cecco e Lucchesi quell’anno allestirono un organico di lusso per la C . Uguale alle rose formate dal lucratore seriale

  27. alex74 ha detto:

    Bonanni tenev nu pet da serie A. Peccato pe la coccia. Poi non sapevo di sta cosa che ha abbandonato per la famiglia. Gli fa onore.

  28. biancazzurri ha detto:

    Nzomma, cacche vòte mi si piaciute e atre no

  29. Max1967 ha detto:

    Di Bonanni ho un buon ricordo come giocatore.
    Secondo me molto forte ma che probabilmente non ha saputo sfruttare le sue qualità,
    Come si dice … ci vò la coccia.

  30. nemicissim0 ha detto:

    Era un pallino di De Cecco, lo soprannominava cavallo pazzo o qualcosa del genere, per via delle sgroppate sulla fascia.