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Era un lontano 5 marzo 1978. Ventunesima giornata di ritorno del campionato di serie A – 

La prima apparizione nella massima serie per il Pescara non fu felice: infatti, relegati all’ultimo posto della classifica, i biancazzurri dovevano vincere assolutamente per rimanere attaccati a quel filo di speranza.

Era il ritorno di PESCARA-lazio!

Per i tifosi pescaresi una partita attesa quattro mesi, per vendicare le vigliaccate dei tifosi laziali all’Olimpico, dove infierirono su vecchi, donne e ragazzini biancazzurri.
La tensione si solidificava nell’aria: in ogni angolo della città ULTRAS PESCARESI erano mobilitati,
Sistemati sotto il curvone di San Donato, pronti ad accogliere il treno proveniente da Roma; così come alla Stazione Centrale. Altri ragazzi minacciosi erano sulla Tiburtina (all’altezza dell’ex stabilimento Coca-Cola), perché chi veniva da Roma all’epoca arrivava dalla Dragonara.
Insomma, uno scenario surreale, che culminava in un quadro dantesco all’Adriatico. Sotto il freddo e la pioggia, i Pescaresi infierirono con parole e oggetti (fioriere, mattoni, bombe carta) sul gruppo laziale (circa mille) che, pure se ben organizzati, furono “sorpresi”, oltre che per le percosse ricevute, anche dal fatto che si ritrovarono in un piccolo Barnabeu dove 30000 tifosi imbestialiti spingevano 11 calciatori alla vittoria.

L’allenatore Cadè doveva rimpiazzare Nobili infortunato e Cinquetti era l’unico candidato. A sorpresa venne invece schierato Paolo FERRO, una promessa del settore giovanile allora guidato dal grande Stacchini (ex punta della Juvenrus). FERRO, detto “bruscolino”, era una punta alta poco più di 1,65m, ma la rapidità e l’esecuzione di sinistro, arricchita da una scaltra furbizia fece di lui uno spietato goleador nel campionato di Primavera. La sua arma preferita? Sembra assurdo: il colpo di testa!
Con un “raggiante” colpo di reni anticipava difensori ben più alti di lui. E così fu in quel giorno dell’esordio, quando dopo un fraseggio sulla fascia con Di Biasi, i tifosi biancazzurri esplosero di gioia nel vedere la piccola punta molisana salire nel cielo grigio, per battere a rete lasciando di stucco Garella.
Quella vittoria non contribuì alla salvezza, ma rimae nella storia del calcio pescarese, in quanto quel giorno tutto il popolo biancazzurro visse un’esperienza indimenticabile, riscattando torti subiti in precedenza.
La carriera di Paolo FERRO non fu particolarmente fortunata ma, per noi accaniti sostenitori del Pescara, quel gol relizzato al 18′ del primo tempo del 5 marzo 1978 valse quasi come una promozione.
Ecco perché, ovunque tu sia

Paolo Ferro, ricordati che sarai sempre nei nostri cuori.

40mila.it

 

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11 Comments

  1. UK_Dolphin ha detto:

    Una volta si che eravamo bravi a DETERMINARE…sopratutto fuori dallo stadio…LAZIO M…..

  2. alex74 ha detto:

    Cazz di gentaglia

  3. draculone ha detto:

    Biancazzu’ tu 43 anni fa già stiv a fa li cunt pi ji in pensione

  4. biancazzurri ha detto:

    Ngulo, 43 anni fa. Ji manghe avè nàte wacko

  5. nafettadicitrone ha detto:

    W GLI AMARCORD !

  6. draculone ha detto:

    Alex, e chi caxx, caccia il lord che c’è in te laugh1

  7. alex74 ha detto:

    Avet rott li cuiun co sso repertorio

  8. tusciabruzzese ha detto:

    C’ero. Ancora ricordo l’acqua che presi. Eravamo fradici, bagnato fino alle ossa. Ma non sentivamo nulla!
    Generazione di fenomeni, SIAMO NOI!
    victory

  9. benitino1936 ha detto:

    Allora domani è una finale? Di che? Coppa Rica?

  10. draculone ha detto:

    Quindi è il figlio di Tiziano Ferro? laugh

  11. antateavanti ha detto:

    Ma è il padre di Tiziano 🤔
    A parte gli scherzi …ricordo bene quella partita che sentii solo in radio in quanto a letto con la febbre
    Lazio M …A !!