TATTICA A DISTANZA: SCRITTURA PER MANCINI
08/05/2020
AI TEMPI DEL CORONAVIRUS (33): C… FERMIAMO
09/05/2020

Lunedì, 13 giugno 1977 – 
Link alla parte precedente.
(…) Il guaio è che tutti abbiamo anche altro da fare nella vita, oltre che vivere “con e per” il Pescara: chi lavora, chi studia, chi è nei casini più totali … E come l’affrontiamo, adesso, un’altra settimana, con questo “tarlo” in testa? Io, per esempio, tra pochi giorni inizierò gli esami di Maturità, non uno scherzo qualunque; cosa gli racconto, nello stato mentale in cui mi trovo?… Per di più, tra le materie orali non è nemmeno uscita Anatomia Artistica (e ci speravo), altrimenti come argomento a piacere avrei portato senz’altro “il culo”! Esatto: “culo e calcio”, una relazione indissolubile, e avrei avuto assicurata la votazione del 9; senza il minimo dubbio. Sì perché, ora come ora, nessuno al mondo può spiegare “cos’è” il culo (altrui) meglio di un tifoso pescarese.
Di rivedere l’intera partita a TVA, poi, non se ne parla nemmeno. La tentazione l’ho avuta, dunque ho provato, ma sono bastati pochi minuti per accorgermi che quelle immagini mi stavano bruciando il sistema nervoso; ho spento e sono uscito subito, così da non avere nuove tentazioni. Anche perché, rivedere quell’azione al 90° significherebbe sicuramente spaccare il televisore: e ora come ora vorrei evitarlo. Ma anche l’uscire di casa non risolve alcunché: rabbia, delusione e sconforto sono gli stessi stati d’animo provati ieri, uscendo dallo stadio. Gli stessi che troviamo in ogni angolo della città.
Non c’è niente da fare: il rospo non cala.
Questa uscita serve comunque a sapere che ieri un gruppo de I Fedelissimi, affiancato da altri del Villaggio e dei Colli, ha scovato due pullman di tifosi atalantini parcheggiati precauzionalmente sulla Riviera Nord, nei pressi del deposito della Gestione Governativa, quindi a “distanza di sicurezza” dallo stadio, che però non è affatto bastata per evitare di tornare a Bergamo con mezzi di fortuna, perché i due pullman sono stati ridotti in rottami, gli occupanti malmenati di santa ragione, e cinque di essi sono dovuti andare al Pronto Soccorso, uscendone tutti con 10 giorni di prognosi. Anzi, i medici (scrive il Messaggero) insistevano per il ricovero, ma hanno preferito firmare e andarsene a casa.
Beh, dispiace senz’altro (… non capisco perché mi si sta allungando il naso) ma, a conti fatti, ci si poteva aspettare di molto peggio, ricordando la partita d’andata e il 90esimo di ieri.
E poi, la solita barzelletta sul pubblico presente, che però non fa ridere più nessuno.
Adriatico stracolmo, gente dappertutto ai limiti del soffocamento e dello stritolamento, un ammasso di carne umana da richiedere immediatamente l’intervento dell’O.N.U. per la tutela dell’uomo, e … 14.694 paganti, per un incasso di 113 milioni, ai quali si aggiungono i 3.362 abbonati, per una quota di 7 milioni 368.420 lire. … In altre parole, ieri eravamo minimo in 30.000, né più né meno come Pescara-Lecce e Pescara-Lazio di tre anni fa, ma ci stanno dicendo che tra paganti e abbonati i “regolari” sono stati sì e no 18.000?… E gli altri 12.000 chi o cosa sono? Ma Aggradi non aveva assicurato che “domenica non ci saranno tessere omaggio e pagheranno tutti”? A quanto pare, invece, le tessere omaggio sono uscite dalla porta e sono rientrate dalla finestra … in numero moltiplicato; proprio come i pani e i pesci del Vangelo, e ieri sono piovute come i coriandoli a Carnevale … tanto per cambiare … Alla faccia di chi ha sborsato 5.000 lire per una Curva, e soprattutto alla faccia di quei ragazzi che, pur avendo solo 14-16 anni, hanno dovuto sborsare 4.000 lire per un biglietto “ridotto” … non per la Numerata Centrale, non per il Palco Reale al San Carlo di Napoli, non per la Poltronissima VIP dell’Olimpico, ma per la Curva dell’Adriatico!… dove ti conviene andare tre ore prima che inizi la partita, se non vuoi vedertela (???) “rasoterra” da dietro la porta o in quarta fila sul corridoio.
Povero Aggradi!… puntualmente costretto a metterci la faccia per “coprire” l’unico vero responsabile di questi scandali: colui che, al contrario, tiene la faccia costantemente “nell’ombra” e detta legge da dietro le quinte senza il pur minimo senso di vergogna (ammesso che sappia cos’è la vergogna). Ma stia tranquillo, il “signor ombra” (alias “il petroliere”): Dio lo ricompenserà con tutto ciò che merita; non un grammo di più, non un grammo di meno.
E poi, in giro per tutti i ritrovi dei tifosi sta circolando un’altra motivazione non meno scandalosa. Numerosi testimoni (quindi non un caso isolato) assicurano che ieri hanno visto entrare 4-5 persone con … un solo biglietto! E la scena si è ripetuta più volte in diversi cancelli di Tribuna e Distinti. Ti dirò … pur provando lo stesso schifo di cui sopra (rispetto alle tessere omaggio cambia la forma, ma non il contenuto), non mi meraviglio affatto, perché io stesso ne sono stato testimone e … “utente” 5 anni fa. Sì, è vero che si trattava del campionato di Serie D, cioè di un torneo poco più che “paesano” in campo e fuori, ma vedo che anche in una Serie B ad alto livello il “vizietto” persiste senza problemi.
Tornando alla dolentissima nota del campo di gioco, i giudizi dei giornali locali e nazionali sono unanimi, riassunti alla perfezione dal servizio de Il Messaggero che, in cronaca nazionale, a un certo punto scrive: “A Pescara si è giocato ad una porta sola, e mai frase calcistica fu più appropriata: in area atalantina staziona persino il centravanti nerazzurro che marca lo … stopper del Pescara, e l’ala destra Fanna che fa il doppio libero per dar man forte a spazzare l’area. A 20 secondi dalla fine Rocca rischia di spaccarsi un’anca per salvare sulla linea il gol sicuro di Zucchini. Gol che sarebbe stata la giusta punizione per un’Atalanta venuta all’Adriatico per fare quel che può; chiudersi a riccio, non giocare e non far giocare. Al Pescara è stato sicuramente tolto qualcosa, poiché oggi meritava molto di più che uno 0-0”.
Intanto, anche Monza-Cagliari è finita 0-0 … Sì, hai capito bene: nessun rigore per il Cagliari! Di per sé sarebbe la notizia dell’anno, ma tieni conto che si giocava a casa di “un’intoccabile lombarda”, quindi …

Quindi tutto come prima, ma è solo una sadica apparenza perché domenica prossima Atalanta e Cagliari giocheranno in casa con squadre (Rimini e Ascoli) che nulla hanno da chiedere al campionato; senza contare che partono già da 1-0, visto che minimo un rigore lo riceveranno senz’altro. Il Pescara invece giocherà in una trasferta come Ferrara, che già da diverse settimane si presentava difficile e oggi è diventata semplicemente terribile, visto che ieri la Spal ha pensato “bene” di andare a perdere clamorosamente in casa della già retrocessa Novara, perciò ora ha assoluto bisogno di un punto per salvarsi. E noi non avremo nessun rigore “di partenza”, anzi con l’aria che tira … che Dio ci protegga dall’averne uno contro.


Insomma, si fa presto a dire: vinciamo a Ferrara! Ma in mezzo a questo macello non puoi essere sicuro proprio di niente, e tutti noi stiamo oscillando tra la sicurezza che infonde un Pescara in piena forma (come del resto s’è visto) e la paura di forze occulte contro le quali gioco e freschezza atletica possono ben poco.
Per fortuna, ogni tanto succede qualcosa di buono anche per noi, benché per puro “sbaglio” e in maniera indiretta: come la Spal, anche il Modena sta avendo un disastroso finale di campionato che lo ha fatto sorprendentemente scivolare al penultimo posto (insieme a Ternana e Brescia), e domenica prossima c’è Modena-Monza, partita che i “canarini” devono assolutamente vincere poiché, a questo punto, anche col pareggio vanno in Serie C. Di fatto, per il Monza è totalmente sfumata la prevista “passeggiata emiliana” dell’ultima giornata, e questa trasferta si presenta persino peggiore della nostra a Ferrara. Per cui, tutto considerato, anche vincendo a Ferrara potremmo ritrovarci nel bel mezzo di un gigantesco spareggio a quattro per due posti.
Ecco, questa è la volta buona che moriamo tutti di crepacuore.

Martedì, 14 giugno 1977
Gli amici dell’Unione Sarda continuano a occuparsi quasi esclusivamente del Pescara, arrivando persino a trascurare il Cagliari perché, com’è evidente ormai da mesi, hanno individuato nella nostra squadra la vera intrusa del campionato. Traduzione: hanno capito già da gennaio (3-0 beccato all’Adriatico) che siamo … “siamo” tutti noi (giocatori, dirigenti, tifosi, stampa, città, regione) … siamo la squadra in assoluto più pericolosa, perciò quella da “studiare” con attenzione e da “fare fuori” quanto prima possibile, con qualsiasi mezzo.
Oggi hanno scritto: “Le possibilità del Pescara si sono assottigliate, dopo il pareggio con l’Atalanta e con la trasferta di Ferrara alle porte. Per l’Atalanta e il Cagliari si prospetta la “A” senza spareggio, anche grazie al Modena che ospita il Monza. Infatti, non teniamo conto del Pescara perché, considerata la situazione della Spal, non gli attribuiamo possibilità superiori al pareggio. Se dovesse vincere, manderebbe in “C” la Spal e complicherebbe il meccanismo degli spareggi. Ipotesi remota”.
Ti giuro che i cronisti firmatari di queste pagine mi diventano giorno dopo giorno sempre più simpatici. Ma dico sul serio, senza nessuna punta di ironia: le loro argute riflessioni sono talmente giocose e divertenti che farebbero resuscitare anche chi è morto per depressione acuta.
Più in generale, a Cagliari continuano con questo interminabile piagnisteo per lo 0-2 a tavolino col Lecce, a causa di un’arancia grande poco più di un mandarino e lanciata da un ragazzino rimasto tuttora senza nome e cognome.

Il 20/03/1977, Cagliari-Lecce  finì 1-0 ma, al rientro negli spogliatoi al 45′, un’arancia colpì Cannito (Lecce) con fuorisucita di sangue dal naso

E così, il presidente Delogu e l’allenatore Toneatto fanno appelli carichi di rabbia e di arroganza: “Venite tutti al Sant’Elia per battere l’Ascoli e festeggiare la Serie A, poiché Pescara e Monza di sicuro non riusciranno a vincere”. E, per l’occasione, lo stesso Toneatto sottolinea che ha già ottenuto due promozioni in Serie A, con Bari (’69) e Foggia (’73), quindi di sicuro “Non c’è due senza tre”. Anzi, per rafforzare il ridicolo appiglio scaramantico, don Lauro aggiunge: “Anche col Bari ho conquistato la Serie A dopo uno 0-0 a Monza, quindi nessun dubbio sulla nostra Serie A”. E poi è il turno della bandiera rossoblù Mario Brugnera: “Il Cagliari ha già 49 punti, prima ancora di battere l’Ascoli. La squadra non c’entra niente con l’arancia. Perciò, la Serie A non ci sfuggirà, e anche in caso di spareggi non daremo scampo a nessuno”.
Intanto, dopo l’iniziativa attivata per Cagliari-Taranto dal capo-popolo rossoblù Marius, anche gli altri Cagliari Clubs organizzano un’analoga e colossale manifestazione per la mattina di domenica prossima, allo scopo di sensibilizzare tutti i tifosi rossoblù ancora indecisi se recarsi o meno allo stadio; come pure si cerca di invogliare quanti più non-tifosi a fare altrettanto per solidarietà. Ci sarà una banda musicale che girerà per tutte le vie principali del centro città, e saranno rispolverati tutti i cimeli relativi allo Scudetto vinto nel 1970, mentre manifesti e volantini rossoblù di “incitamento” saranno affissi dappertutto nella provincia.
Perciò, preso atto dell’infallibile “profezia sarda”, e della conseguente “classifica finale” già scritta, timbrata e sigillata con atto notarile … noi Biancazzurri che ci andiamo a fare, a Ferrara? Solo a perdere tempo e soldi? Molto meglio starcene a casa, no? La spiaggia ci aspetta, più invitante che mai! Noi stessi del gruppo-capo, stiamo valutando di disertare questa “inutile trasferta”, tanto forte è la mesta rassegnazione in cui siamo sprofondati dopo aver letto le bibliche pagine “rosa” e dei “quattro mori”, cioè dei due quotidiani sempre più equiparabili alle Tavole della Legge in mano a Mosè. Ci resta solo da complimentarci sportivamente con Atalanta e Cagliari per la loro sudatissima e meritatissima promozione, e metterci l’animo in pace. Anzi, in nome delle più elementari norme di educazione, sarà il caso che tutta la tifoseria biancazzurra si prostri e si scusi umilmente per il disturbo arrecato durante questi nove mesi, dopodiché … se ci è permesso e se non chiediamo troppo … ci riproveremo l’anno prossimo, a Dio piacendo. Grazie.
Ironia a parte (più pietosa che rabbiosa), all’Excelsior è già comparso con puntualità svizzera il manifesto del signor Manzo: “L’Atalanta ha badato soltanto a difendersi e ha rubato letteralmente un punto. Ora tutti a Ferrara! Vinciamo, andiamo agli spareggi e poi vedremo se l’Atalanta baderà solo a difendersi. In Serie A ci andremo sicuramente noi, gli altri si arrangino tra loro”!
Gli fa eco Livio Stracca, che a TVA dichiara: “Quella appena passata è la domenica più triste di tutta la mia vita da tifoso, ma la trasferta di Ferrara va affrontata alla grande, come nostro solito, e già oggi pomeriggio una delegazione del CCCB è andata nella città emiliana per prendere i biglietti dello stadio. Non ci sono problemi di capienza e di limitazioni perché il Comunale di Ferrara può essere “stipato” anche fino a 25.000 spettatori, essendo quasi tutto con posti in piedi (solo in Tribuna si sta seduti)”. E per ri-caricare ancor di più l’ambiente, sono stati diffusi, non a caso in contemporanea, sia un opuscoletto che riepiloga il meraviglioso campionato Biancazzurro, dal titolo “Pescara non mollare”, sia il manifesto che annuncia la “Freccia Biancazzurra n. 7”: si parte alle 8,40 e si rientra alle 0,30 … senza però specificare di quale giorno … Gli adulti pagano 8.000 lire (!!!) mentre solo i ragazzi fino a14 anni potranno usufruire del “ridotto” a 4.000 lire. Se “ridotto” possiamo chiamarlo. In alternativa, ci sono i pullman organizzati sia dallo stesso CCCB sia dall’immancabile Agenzia Carinci, allo stesso costo: 7.000 lire (partenza alle ore 8,00, ritorno … quando Dio vorrà).
Dunque, dopo la comprensibile e pesantissima depressione morale susseguente a “quel” 90esimo, la reazione Biancazzurra è iniziata, più travolgente che mai, per la serie:

Rialziamoci e camminiamo”.

Siamo però di fronte a quote di partecipazione che per noi ragazzi sono vere mazzate, cifre ai confini della follia e, a queste condizioni, dobbiamo davvero mettere fortemente in dubbio la nostra partecipazione; anzi, molti di noi ne hanno già sentenziato l’impossibilità. Insomma, tra partita dell’altro ieri, la guerra psicologica che ci sta scatenando contro la stampa di tutta Italia (tutta “venduta” al Cagliari) e queste notizie per la trasferta di Ferrara … dire che stiamo vivendo un momentaccio è puro eufemismo.
Siamo subito corsi a parlarne con il signor Manzo, spiegandogli (con tutta la sofferenza di questo mondo) che non abbiamo alcuna intenzione di “andare a rubare” per una trasferta pur decisiva. E’ così venuta fuori una proposta interessante: non potendo “aggiustare” in nessun modo il nostro viaggio con la Freccia, poiché organizzata dal CCCB, si potrebbero però organizzare 5 pullman in collaborazione con I Fedelissimi, di cui uno completamente gratuito e riservato solo ai “gruppi-capo” dei due Club, mentre gli altri 4 saranno a pagamento ma con un prezzo il più scontato possibile, grazie al buon cuore dei soliti e ormai noti “sponsor”.
L’idea ci restituisce non poco coraggio. Da un lato, la trasferta gratis ci consente di “far respirare” le nostre misere, miserissime, riserve economiche; tanto più se pensiamo che poi potrebbero esserci gli spareggi. Dall’altro lato, la coabitazione col “gruppo-capo” de I Fedelissimi (Rudy, Marcello “bumbular”, Gianfranco, i due Testino, i fratelli Celsi, Raffaele, Isidoro, Pietro, Eugenio, Cenzino, Amedeo … ‘sta gente qua, insomma) potrebbe cementare un’amicizia che poi sarebbe molto utile in prospettiva futura. Magari, chissà che durante il viaggio non riusciamo a far capire loro cosa significa “ultras” Anni Settanta, e che il pur glorioso Rampigna è passato da un pezzo.
Dunque, ci prepariamo alla trasferta con ritrovato entusiasmo, ma sarebbe più esatto dire “furiosa rabbia di reazione” che, a mio parere, è ancor più “pericolosa” dell’entusiasmo … pericolosa per gli altri, s’intende. E così, non appena oggi pomeriggio il signor Manzo ha esposto il suo ennesimo manifesto “fai da te”, ci siamo precipitati a iscriverci. Nel contempo, è però subito emerso il problema fondamentale, peraltro ampiamente previsto: come facciamo a dividere un pullman con I Fedelissimi, se già per il solo nostro “gruppo-capo” non ne basterebbe uno intero? Di fatto, saremo costretti a “tagliare” 25-30 persone affatto “secondarie”; chi glielo dice a questi che devono pagare, mentre noi andiamo gratis?

Mercoledì, 15 giugno 1977
È bastato poco per capovolgere l’umore della Pescara Biancazzurra, se “poco” si può chiamare la grande carica carismatica di veri trascinatori come Angelo Manzo, Gianni Massascusa e Livio Stracca; ma non solo loro. E così, “passata la nottata”, abbiamo capito che è del tutto inutile continuare a dannarsi l’anima per domenica scorsa, se non per far godere i nostri avversari e i tantissimi nemici schiattati di invidia. Perciò, si guarda avanti con tutta la carica che produce la rabbia finora accumulata; e saranno gli altri a doversi preoccupare.
I giornali, infatti, già scrivono del prossimo esodo: minimo 5.000 pescaresi pronti a invadere Ferrara con un treno, decine di pullman e un’autocolonna; basti dire che, in pochissime ore, la sola Agenzia Carinci ha già riempito tre bus!… Parola d’ordine: “Si va” … Si va a Ferrara, e si va soprattutto … in Serie A, alla faccia della nostra sfortuna, della vergognosa fortuna altrui e di certi arbitri che hanno avuto l’ordine di rovinarci non già qualche partita, ma l’intero campionato, magari per un solo punto … Forse raggiungeranno il loro obiettivo (… mi gratto energicamente, fino a spellarmi …), ma possono star sicuri che per riuscirci dovranno sputare sangue e fracicarsi il fegato. Ci puoi contare.
Il Club Adriatico ha esposto in vetrina l’intera pagina di un quotidiano (non si capisce quale sia) il cui titolo cubitale è: “Vada come vada”. Ne ha fatto praticamente un manifesto, ma si può ben dire che quello sia il manifesto di tutta la tifoseria Biancazzurra.
Semmai, per restare in tema, un’avvertenza mi sembra quanto mai fondamentale: considerando il delicatissimo stato emotivo che stiamo vivendo a Pescara, conviene fare estrema attenzione nello scegliere i giornali da leggere, perché è altissimo il rischio di ritrovarsi tra le mani “carta stampata” tipo la Gazzetta dello Sport che, per esempio, oggi scrive: “Il Pescara ha una condizione fisica disastrosa e inconvenienti psicologici che frenano il reparto offensivo. Delle cinque in lotta, sembra debba recitare il ruolo di cenerentola”. Interpellati in merito, Rota e Toneatto concordano in pieno.
Capisci bene, perciò, che noi tifosi non abbiamo molta scelta: o tiriamo fuori un autocontrollo di ferro, anzi d’acciaio, e la prendiamo a ridere con tutto il godurioso sarcasmo di cui disponiamo, oppure ci lasciamo travolgere dall’emotività del momento e compromettiamo seriamente la nostra fedina penale.
Condizione fisica disastrosa?… Noi che corriamo 90 minuti come se fossimo a ottobre, mentre tutte le altre strisciano mani e piedi, con la lingua penzoloni?
Rota e Toneatto concordano in pieno?… Proprio loro?… Proprio loro, che allenano le due squadre atleticamente e fisicamente peggio ridotte, hanno il coraggio di parlare, invece di andarsi a nascondere per la vergogna?
Inconvenienti psicologici?… L’attacco biancazzurro è il secondo della Serie B (pur mancando di un vero bomber), 44 gol segnati (finora) in 37 partite, e avrebbe inconvenienti psicologici?
Ma di “chi o cosa” sta scrivendo, questo signore? L’ho già detto altre volte, e lo ripeto ora con maggior convinzione, anzi urgenza: è necessario istituire l’antidoping obbligatorio anche per i giornalisti.
Quanto alla Cenerentola … io, al posto di questo “maestro”, farei molta attenzione, prima di proporre certi paragoni, perché un po’ tutti (perciò pure lui) sappiamo bene com’è andata a finire quella storia: Cenerentola a castello, in sposa del Principe, e le due acide sorellastre rinchiuse in casa a vomitare le ultime gocce di bile che il loro fegato era riuscito a produrre prima di schiattare definitivamente. E questa Serie B, ahimè, ha diverse “sorellastre” … Occhio!… perché le favole sono, in realtà, le più grandi “lezioni di vita” mai scritte.
La migliore risposta è, al solito, di Cadè: “Dopo aver vinto a Vicenza, Taranto e Lecce, figuriamoci se non ci sbarazziamo della Spal!… Chi dà il Pescara già spacciato, venga a vederci a Ferrara”.
Non so se l’hai capita: sta invitando “lor signori, i professori” affinché vengano a Ferrara per vederci dal vero, non attraverso le “manomesse” immagini TV e le “personalizzate” cronache giornalistiche. Venite a vederci “dal vero”!… Con i vostri occhi!… Sempre che ne abbiate il coraggio.
Ultimissima di calciomercato (che per la Serie A è già in pieno fermento), ed è a dir poco clamorosa, a maggior ragione perché assolutamente vera: l’Inter ha chiesto Piloni, con il quale sostituire il secondo portiere Martina che i nerazzurri vogliono utilizzare come pedina di scambio (da aggiungere a Mutti e conguaglio) per arrivare ad Altobelli del Brescia.
Piloni … ricordi quante gliene abbiamo dette?… “mister saponetta” … il “collezionista di farfalle” … il “peso-Massimo” … il “sacco di patate” … Adesso lo vuole l’Inter.
Forse sarebbe il caso di rifletterci su.

Venerdì, 17 giugno 1977
Ancora la Gazzetta dello Sport alla ribalta: il quotidiano sportivo più “venduto” in Italia, che oggi ci propone un’inchiesta tra i cinque allenatori rimasti in lotta per la promozione in Serie A; guarda caso, lo stesso articolo uguale-uguale spiccicato proposto da altri tre quotidiani con cui “il foglio rosa” fa “cartello”.
E allora: gli allenatori di Vicenza, Atalanta, Monza e Cagliari danno tutti il Pescara ormai fuori gioco, perché la vittoria a Ferrara è da considerare “impossibile”, e queste sono considerate “previsioni attendibili”, come del resto si conviene per una vera Profezia biblica; a maggior ragione se la Profezia è “in rosa”. Cadè, invece, si dice sicuro non solo della vittoria a Ferrara, ma anche del Monza sconfitto a Modena e del pareggio tra Cagliari e Ascoli, per cui il Pescara andrà in Serie A senza spareggi. Una previsione che l’Unione Sarda pubblica addirittura in un riquadro a parte, con l’intero testo scritto in grassetto e preceduto dal seguente titolo: “Cadè, esagerato”!
Dunque, tutti gli altri sono “attendibili”, Cadè è “esagerato”.
Il nostro amico Franco Brozzu poi ci spiega che: “Il calcio, si sa, non è logica, ma … non esageriamo”! E poi prosegue: “A Pescara, intanto, lo stesso Giancarlo Cadè, meglio noto come il ‘baritono’, continua a folleggiare promettendo sfracelli a Ferrara, e assicurando che la sua squadra sarà in Serie A già domenica”.
Se non ricordo male … e comunque “carta canta” … prima della nostra trasferta a Lecce lo stesso Franco Brozzu aveva scritto che, “secondo logica”, in quella partita non saremmo andati oltre il pareggio. Oggi, sempre lui, scrive che il calcio “non è logica” come, del resto, gli ha spiattellato in faccia lo stesso risultato di Lecce appena due settimane fa. “Grande” Franco … fì paur’!…
Nota a margine: mi risulta per certo che al mercato settimanale di Cagliari ci sia ancora posto per un banchetto di salumi e formaggi; ma occorre affrettarsi, perché la lista d’attesa è piuttosto lunga.
Facciamo le persone serie e occupiamoci di cose serie.
La “Freccia Biancazzurra n. 7” è completa già da ieri sera in tutte le sue 20 carrozze, e purtroppo non esistono possibilità di aggiungerne altre perché anche la stazione di Ferrara (come già Reggio Emilia, Modena e Rimini) non può ospitarne più di 20 in parcheggio, né è possibile spezzare il treno in due tronconi a causa del ridotto numero dei binari utili. Siamo così nel caos, perché almeno altri 2.000 tifosi sono rimasti a terra e stanno tuttora facendo un casino d’inferno con il signor Manzo, allo scopo di convincerlo a organizzare un secondo treno: impossibile, sia per i suddetti motivi riguardanti la stazione di Ferrara, sia (ancor più) per i tempi ristretti, nel nostro caso ancora più ristretti avendo che fare con un Compartimento FFSS come quello di Ancona, il cui godimento massimo è, come si sa, danneggiare il più possibile le nostre trasferte. È allucinante che nel 1977 una città come Pescara debba avere ancora queste vergognose “dipendenze” ottocentesche.
Nel frattempo, il CCCB è riuscito ad avere altri biglietti per lo stadio, arrivando ad un totale di 6.000, che però sono quasi tutti del settore Distinti, perché la tifoseria spallina ha chiesto e ottenuto che ai tifosi del Pescara non venga concessa anche la loro Gradinata Ovest, come invece sarebbe accaduto di certo per via delle nostre altissime richieste. E siccome la Curva Est non è neanche da prendere in considerazione, avendo capacità ridottissima e visibilità poco più che nulla; tant’è vero che anche il costo è ridotto (solo 1.500 lire, invece delle 2.200 lire stabilite per le “normali” Curve). Dunque, per noi restano Distinti e Tribuna, ovvero i due settori più costosi, e per l’occasione, gli abbonati spallini dei Distinti avranno libero accesso in Tribuna.
Di conseguenza, il CCCB si è attivato per cercare un contributo con il quale “coprire” buona parte del costo del biglietto-stadio, non esattamente “economico”, men che meno dopo la “mazzata” per i biglietti di domenica scorsa con l’Atalanta. La Pescara Calcio è stata interpellata per prima e, tanto per cambiare, si è subito spaccata nelle due fazioni “favorevoli” e “contrari”. Alla fine, l’ha spuntato il clan-Caldora (semmai ci fossero dubbi), che ha deciso di contribuire con 2 milioni e mezzo, mentre un altro milione circa è stato racimolato presso imprenditori vari. Prova ad indovinare “chi” capeggiava la fazione contraria … Esatto! Proprio lui!… l’ineffabile, onnipresente, tenebrosa, impalpabile “ombra”. Ma un giorno ti “prenderemo”; stanne pur certo.
Davvero lodevole, l’opera del CCCB in questa occasione, e gli va riconosciuto pienamente, poiché grazie a questi tre milioni e mezzo il costo totale del treno+stadio scende a 10.000 lire per gli adulti e a 5.500 lire per i ragazzi, e dobbiamo esserne tutti solo ben felici, soprattutto con i tempi che corrono e in vista di possibili ulteriori spese in caso di spareggi … Facciamo tutte le corna e bicorna del mondo, scongiuri e scaramanzia, ma la realtà ci dice che è quella la strada lungo la quale ci stiamo avviando, tant’è vero che la stessa Società ha annullato la programmata tournée estiva.
Infine, abbiamo notizie dal Giudice Sportivo. A seguito del casino scoppiato dopo Cagliari-Pescara, l’avvocato Barbè ha punito Vincenzo Marinelli con altri otto mesi di squalifica che, in aggiunta alla squalifica ancora in corso (per ingiurie a Maroso, l’allenatore del Varese) lo terranno lontano dall’ufficialità del calcio fino a settembre dell’anno prossimo. In più, deve pagare pure 800.000 lire di multa.
Bene, ci può anche stare, visto che don Vincenzo non le ha mandate a dire ed è andato giù pesantissimo in entrambe le occasioni; con tutte le ragioni di questo mondo, intendiamoci. Ma qualche quesito da porre a “lor signori” ce l’avrei ugualmente:

  1. Come mai Marinelli prende otto mesi di squalifica e, ad esempio, Gianni Rivera ne prese solo tre e mezzo per la famosa e ferocissima polemica seguente a Cagliari-Milan del 12 marzo 1972?
  2. Come mai Marinelli prende otto mesi e l’arbitro Michelotti neanche un giorno, nonostante abbia falsato una partita importantissima come Cagliari-Pescara e, di conseguenza, l’intero campionato? Senza quella nostra sconfitta, oggi il campionato sarebbe di fatto chiuso.
  3. Come mai Marinelli prende otto mesi e il cagliaritano Tomasini neanche un giorno, nonostante circolasse liberamente in ogni angolo dello stadio Sant’Elia pur essendo già squalificato?
  4. Come mai Marinelli prende otto mesi, mentre Delogu e Toneatto non prendono neanche un giorno, pur avendo rilasciato dichiarazioni molto più offensive, nonché del tutte immotivate?

Barzelletta di fine giornata, molto utile per scacciare (almeno momentaneamente) questi “rospi” dalla nostra mente e andare a dormire con il sorriso sulle labbra. L’allenatore spallino Luisito Suarez ha dichiarato al Corriere dello Sport: “Blocco Nobili, Zucchini e Galbiati e il pareggio non potrà sfuggirci”.
Bloccare in un sol colpo Nobili, Zucchini e Galbiati?… E come? E con chi?
Ma ti rind cond, c’ha dett cussù!?…

Sabato, 18 giugno 1977
Trasferta di Ferrara, esposto il cartello: “tutto esaurito”. Assolutamente inutile andare alla ricerca di biglietti per lo stadio, per il treno, o per i pullman: non esistono più neanche per lontana ipotesi e remota speranza, poiché “l’arancia” dell’organizzazione è stata già spremuta ben oltre la sua ultima goccia.
Ma non parlate di “arance” ai cagliaritani!

Il Corriere d’Abruzzo (Radio 2) di oggi ha detto che saranno circa 8.000 i tifosi del Pescara a Ferrara, visto che ai 6.000 già in possesso dei biglietti-stadio (venduti in 24 ore!… ) ne vanno aggiunti perlomeno altri 2.000 tra pescaresi rimasti senza, universitari di Bologna e Modena e gli emigrati della Lombardia, i quali acquisteranno (o hanno già acquistato) i biglietti direttamente a Ferrara. La Spal fa infatti sapere che i ritardatari … se così vogliamo chiamarli … potranno comunque contare sia sulla “curvetta Est” che, per quanto improponibile, ora come ora è senz’altro molto meglio di niente, sia sulle piccole scorte di “riserva” per gli altri settori, che ogni Società è obbligata a mettere in vendita la domenica ai botteghini dello stadio; di fatti, sono biglietti che portano proprio questa dicitura: “Riserva A” e “Riserva B”. Sta a vedere che domani ci saranno tifosi del Pescara anche nella loro Gradinata Ovest … vuoi scommettere?
Al momento non possiamo sapere se saremo davvero in 8.000, ma di certo sarà battuto il record di Latina 1974. Oltre alla “Freccia n. 7” stracolma (venduti anche 300 “posti-corridoio”), i pullman non si contano più: 25 quelli riempiti dal solo Excelsior-Rangers e da I Fedelissimi!… Poi ci sono tutti quelli degli altri Clubs, e oggi pomeriggio il notiziario sportivo di TVA ha detto che sono stati organizzati e completati decine di pullman anche a Tagliacozzo, Celano, Bussi, Crecchio, Popoli e non si sa in quanti altri paesi di cui (lo confesso) non conosco nemmeno la collocazione geografica.
Persino a Tagliacozzo!… dove hanno sempre detto che fanno fatica a sentirsi veri abruzzesi per via della vicinanza a Roma. Ecco il vero “miracolo” che riesce a fare il calcio! Cose che nella normalità di tutti i giorni, e persino nella zizzità della politica, risultano del tutto impossibili, anzi improponibili. Ad Avezzano, Tagliacozzo, Carsoli e altri posti di quella zona preferiscono andare a lavorare, studiare e fare spese a Roma, piuttosto che a Pescara o a L’Aquila, ma quando si tratta di tifare esiste solo il Pescara, nonostante la mazzata del maledettissimo 90° con l’Atalanta, che avrebbe steso una mandria di bufali.
Traete le vostre conclusioni, cari sindaci, presidenti regionali e politici in genere.
Per cui, è bene che la Spal si prepari (anche psicologicamente) a giocare “fuori casa”, non solo per quantità ma soprattutto per qualità. Tanto più se si considera che lo stadio ferrarese non ha la pista d’atletica e obbliga a stare in piedi in tutti i settori, esclusa la Tribuna. Sono due fattori che favoriscono di moltissimo il tifo, e l’abbiamo sperimentato in prima persona già a San Benedetto, come pure a Reggio Emilia; con quali risultati … lo hanno visto e sentito tutti.
Il recupero totale di questo traboccante entusiasmo ha una motivazione ben precisa: l’immenso desiderio di vendetta (… calcistica, s’intende) maturato non solo da Pescara ma, a questo punto, dall’intera regione Abruzzo verso tutti coloro che finora si sono divertiti a deriderci, snobbarci, offenderci e calpestarci in tutti i modi possibili. La vittoria “in casa” a Ferrara sarà solo il primo passo e poi, se proprio la “A” non arriverà domani sera, ce la vedremo “faccia-a-faccia” negli spareggi. E vedremo così se sarete capaci di fare gli “splendidi” anche davanti al “mare Biancazzurro” che vi troverete davanti. E vedremo così se le “giacchette nere” di turno avranno il coraggio di inventare rigori e annullare gol regolarissimi anche davanti a Noi!
Il signor Manzo oggi è comprensibilmente nel pallone più totale. Non solo è alle prese con il riordino della documentazione relativa ai pullman, ma … per incredibile che possa sembrare … davanti al Regalo Artistico ci sono ancora centinaia di tifosi, mentre il telefono squilla in continuazione; come e peggio che al centralino di Montecitorio. Il motivo è sempre lo stesso: la ricerca di un posto per Ferrara, nonostante sia stato spiegato in tutte le lingue che non ci sono più possibilità; se non quella di andare con i mezzi propri (o treni di linea) e poi “assaltare” i botteghini dello stadio per accaparrarsi gli ultimissimi biglietti di riserva.
E dover respingere le richieste di tifosi quasi piangenti è una delle scene più dolorose che possano verificarsi all’interno di una tifoseria.
Da Ferrara giunge notizia che l’annunciata “invasione pescarese” sta suscitando sensazione e preoccupazione, poiché non se ne ricorda una simile a memoria di tifoso “stagionato”. Perciò, il locale sindaco ha emesso un comunicato in cui:

  • dapprima “Si invita tutta la cittadinanza a stringersi attorno alla squadra in occasione di un incontro delicatissimo”;
  • poi augura che “Alla salvezza della Spal faccia da contraltare la promozione del Pescara, per la legittima felicità di tutti gli sportivi abruzzesi ospiti della città”;
  • infine sottolinea che “Nonostante gli almeno 7.000 biglietti in mano abruzzese, bisogna fare in modo che tutto il resto dello stadio sia spallino anche con la voce”.

Beh … senz’altro è da apprezzare una squisita sportività davvero rara da trovare nel calcio.
Altre notizie arrivano addirittura dal Venezuela, dove il papà di Nobili fa il tappezziere per auto e ha di recente fondato un Club Biancazzurro che si pone come riferimento ufficiale (ma nella pratica lo è già da tempo) di tutti i tifosi abruzzesi emigrati in Venezuela. E così, dopo Stati Uniti, Canada e Australia, ora anche il Venezuela ha un circolo abruzzese Biancazzurro ufficialmente riconosciuto.
Proprio da questi circoli sparsi nel mondo la Pescara Calcio riceve continue richieste affinché organizzi una tournée che dia la possibilità di ammirare e festeggiare dal vero la Maglia Biancazzurra. Inoltre, hanno chiesto, quasi implorandolo, l’invio dei filmati di Pescara-Atalanta e Spal-Pescara, proprio per dare agli emigrati la gioia infinita di poter godere le imprese dei propri idoli, portatori e difensori della Bandiera Regionale. Staremo a vedere la risposta di via Campania. Se fosse per Caldora, i filmati sarebbero già partiti da un pezzo; anche perché lui sa molto bene cosa significa essere emigrato, ma … Ma adesso bisognerà vedere cosa ne pensa “l’ombra” che aleggia in quelle stanze … anche quando sono vuote.
Spregevole.
Intanto, da ieri pomeriggio Pescara è tappezzata dai previsti manifesti il cui contenuto è tanto semplice e breve quanto esplicativo: “Dammi un A e t’impazzisco una cittA’”.
Quanto basta per spingere i nostri amici dell’Unione Sarda a dedicare l’ennesima intera pagina ai Biancazzurri (… ma non è un quotidiano sardo? Non dovrebbe occuparsi del Cagliari?… ), presentandola con il seguente titolo: “Il Pescara compra i tifosi”. Segue il servizio, ovviamente firmato da Franco, di cui ti riporto alla lettera il “succo” del testo: “La società abruzzese ha stanziato altri dieci milioni di lire per agevolare i tifosi al seguito, per un risparmio pro-capite di 1.500 lire. Gli abruzzesi sono super convinti di vincere a Ferrara e continuano a stampare libri che inneggiano alla formazione che ha ottenuto il grande salto. Sorge solo una domanda: ma non si starà facendo troppo in anticipo, la festa? Cadè dice di no: ‘Vinciamo tranquilli’. Beato lui, che è così sicuro”.
Osservazione numero uno: “Il Pescara compra i tifosi”?… solo perché ha dato un contributo finalizzato ad alleggerire gli insopportabili costi?… E allora, il Cagliari che prima regala … dico e ripeto: re-ga-la 500 biglietti per la trasferta di Monza, e poi dimezza i prezzi per la partita di domani con l’Ascoli?… Come dobbiamo chiamarle, queste “allegre iniziative”?
Osservazione numero due: “Dieci milioni”?… Magari!… purtroppo sono solo due e mezzo. E un errore così marchiano ti fa subito capire con quale spirito “acido” è stato scritto il servizio; di fatto, un’invenzione persino provocatoria.
Osservazione numero tre: “Stampare libri”?… Un opuscoletto di 8 paginette, avente il solo scopo di “ricaricare” l’ambiente biancazzurro sarebbe un “libro”?
Osservazione numero quattro: “Festa anticipata”?… Ancora co ‘sta storia? Quale festa? Un opuscoletto e un manifesto sono sufficienti per parlare di “Festa”? E allora come dobbiamo chiamarla quella di Cagliari, dove da tre settimane il vostro Marius si danna l’anima per organizzare sfilate cittadine con bande musicali, stendardi “dello Scudetto”, pupazzi rossoblù e fuochi d’artificio? Manca solo che vada a chiamare i tifosi casa per casa, alla chietina maniera, ma sono sicuro che sta pensando anche a questo.
Osservazione numero cinque: perché continuate a pre-occuparvi sempre più ossessivamente del Pescara? Sì, lo abbiamo capito da un pezzo che siamo il vostro incubo notturno e diurno, ma vi rendete conto che, di questo passo, fra qualche giorno arriverete a fare un inserto speciale sulla squadra Biancazzurra? Non sarebbe molto più utile e dignitoso occuparsi (finalmente!) solo dei casini di casa vostra, visto che il “grande” Cagliari ne ha abbastanza da poterci fare un’edizione straordinaria?
Osservazione numero sei: ho appena ricevuto una “ultim’ora” dell’A.N.S.A. secondo cui … “A Cagliari e dintorni è esaurita la carta igienica. Non se ne trova più neanche mezzo rotolo e si prega, pertanto, il Continente di inviare scorte con la massima urgenza” … Potete confermarlo?

Domenica, 19 giugno 1977 – prima parte
La partenza dei pullman è fissata alle 9,00, ma è “logico” che alle 8,00 siamo già avviati verso Corso Umberto, luogo di partenza unificata con I Fedelissimi; siamo io, Ciro, Riccardo, Stani, Colonna e Maurizio “monax”, mentre con tutti gli altri ci ritroveremo direttamente sul posto.
La folla è già tanta e il clima di festa è quello ormai consueto che solo noi pescaresi sappiamo esprimere; agli altri tocca “abbozzare” con rassegnazione perenne. Poco dopo, come d’accordo, arriva il signor Manzo con la sua “Alfa GTV” carica di tamburi e del restante materiale da trasferire nel bagagliaio del pullman, per cui possiamo fare tutto con grande tranquillità; una volta tanto!… E abbiamo anche abbastanza tempo per dare un veloce sguardo ai quotidiani di stamattina, dei quali il bar Excelsior è come sempre ben fornito.
Ha ragione Il Messaggero, che apre le pagine sul Pescara con il titolo più semplice ed efficace, perciò quello migliore: “Attesa finita. Finalmente ci siamo”! E ancora più efficace è il sottotitolo: “Non se ne poteva proprio più”. Se un quotidiano nazionale (non il giornalino della parrocchia) arriva a scrivere una frase del genere, puoi immaginare quale sia la realtà emotiva che sta avvolgendo Pescara.
Dopodiché, non può certo mancare la classica inchiesta, ovvero “l’esercizio di veggenza” per antonomasia, che questa volta chiama alla ribalta tutti i maggiori giornalisti sportivi, a livello nazionale e regionale. Con i seguenti risultati:

  • Giorgio Tosatti (Corriere dello Sport), Rifredo Rocchi (Tuttosport e Telemare), Sergio Di Sciascio (TVA) e Alfredo Di Pasquale (Il Tempo Abruzzo e Gazzetta dello Sport) danno il Vicenza subito in Serie A, poi spareggio a quattro;
  • Gino Palumbo (Gazzetta dello Sport) e Paolo Ormezzano (Tuttosport) prevedono Vicenza in Serie A e spareggio a tre per due posti fra Atalanta, Monza e Cagliari;
  • Domenico Marcozzi (Rai Abruzzo) è anch’egli certo di uno spareggio a tre per due posti, ma fra Atalanta, Monza e Pescara;
  • Federico De Carolis (Stadio) prevede uno spareggio a quattro per tre posti, ed esclude il Cagliari;
  • Mario Santarelli (Rai Abruzzo) è l’unico che prevede uno spareggio addirittura a cinque, per tre posti.

Tra tante e assortite previsioni, abbiamo una certezza: arbitra Barbaresco di Cormons, quindi un “signor” arbitro … almeno sulla carta.
Intanto, la Pescara Calcio ha reso ufficiale il premio promozione: 120 milioni! Ma Caldora, Cadè e Marinelli sono perfettamente d’accordo: “Il vero premio promozione non sarà costituito dai soldi, ma dalla conferma dell’intera rosa, per dare così a tutti l’opportunità di disputare almeno un campionato di Serie A, considerando che molti non ci sono mai stati e, per ragione di età, rischiano di non arrivarci mai più”.
Marinelli aggiunge: “Domenica scorsa ho visto in Tribuna tifosi venuti dalle province di Campobasso e Isernia soffrire quanto noi per i Colori Biancazzurri. Quindi, abbiamo una questione d’onore che va ben oltre i confini regionali”.
Siamo troppo emozionati, e quindi nervosi, per poterci soffermare a lungo sulle pagine dei giornali. Anche perché, come si vede, più leggi e più la tensione sconfina in limiti insopportabili per un “normale” sistema nervoso umano. Così, avendo ancora una ventina di minuti a disposizione, io e Maurizio facciamo un salto veloce alla stazione per respirare a pieni polmoni l’ambiente che precede l’imminente partenza della “Freccia Biancazzurra n. 7”.
In base alle precedenti esperienze, sappiamo già cosa troveremo; eppure ogni volta è un’emozione tanto nuova quanto indescrivibile, proprio come se fosse la prima volta. Il treno di 21 carrozze (la 21esima concessa in extremis per … Pietà Celeste) è sul primo binario, cioè il più lungo dell’intera stazione, e lo occupa tutto da cima a fondo, un po’ come accaduto per le precedenti sei Frecce: il locomotore è quasi nei pressi del primo passaggio a livello, mentre l’ultimo vagone sta all’altezza del dopolavoro ferroviario e i suoi occupanti quasi non si vedono e non si sentono, tanto sono distanti.
Da ogni finestrino esce come minimo una bandiera, ma a occhio e croce su quel treno c’è lo stesso materiale che ci sarebbe al Maracanà per una finale di Coppa Rimet con l’Argentina; t’assicuro, niente da invidiare a un’occasione del genere. Il marciapiede del primo binario è totalmente intasato da chi non ancora sale a bordo, dagli accompagnatori, dai curiosi e da altri tifosi venuti (come noi) a gustarsi la scena prima di partire con mezzi diversi, per cui non si riesce letteralmente a circolare; di fatto, l’intera stazione è sequestrata dal popolo Biancazzurro e preclusa ai viaggiatori comuni.
Dopo che Maurizio mi ha provvidenzialmente svegliato dall’estasi (e non è stato facile), si torna rapidamente all’Excelsior giusto in tempo per la partenza.
Sul nostro pullman c’è anche il gruppo degli ex Ultras e, come previsto, una buona rappresentanza del “gruppo-capo” de I Fedelissimi (Rudy, Marcello “bumbular”, Gianfranco, Eugenio, Pietro), ma non tutti perché molti di loro hanno scelto il viaggio con l’auto privata. Per cui, il viaggio scorre via benissimo tra chi racconta barzellette e fattarelli vari, chi gioca a carte con “convinzione”, chi fa qualsiasi altra cosa pur di non parlare della partita; cominciare ad “ardere” già da ora sarebbe a dir poco da masochisti.
Sosta in un Autogrill nei pressi di Rimini, per il panino-pranzo in tutta comodità e tranquillità, e alle 14,00 circa siamo già a Ferrara.
L’aspetto comico (… che però al momento non fa ridere nessuno …) è che l’autista del pullman non riesce a trovare lo stadio!… Eppure siamo certi di essere nella zona giusta, ma di Tribune neanche l’ombra, e nemmeno dei fari d’illuminazione, che in questi casi fungono da inconfondibile e decisivo segno d’avvistamento. Il risvolto positivo del “mistero” è che, girando a zonzo, abbiamo modo di visitare la città, peraltro semideserta e quindi in condizioni ideali; non è affatto male, tutt’altro.
Quando ci ritroviamo circondati da un numero impressionante di auto targate PE, CH. TE e AQ (praticamente, le uniche in circolazione e nei parcheggi) capiamo di aver inequivocabilmente trovato lo stadio … attorno al quale avevamo girato già diverse volte senza accorgerci di gradinate e ingressi, perché dall’esterno sembra di essere davanti a capannoni industriali o edifici per la produzione artigianale. E l’arrivo costante di altri pullman completa l’opera: abbiamo in mano praticamente mezza città, poiché anche a due chilometri dallo stadio ci sono scene del tutto simili. Biancazzurro dappertutto e, purtroppo per la simpatica gente locale, non è quello della Spal; tu senti il dialetto che riecheggia in ogni angolo e capisci di “cosa” si tratta.
A qualche decina di metri dallo stadio c’è un grande prato, ormai gremito di pescaresi che “campeggiano”, fanno pic-nic di ogni tipo e hanno letteralmente ricoperto il verde dell’erba con il biancazzurro delle bandiere, delle tovaglie e dei teli da spiaggia. Mentre auto strombazzanti, pullman imbandierati e frotte di tifosi a piedi continuano a sbucare da tutte le parti; da ogni traversa arriva una processione di bandiere, tamburi, trombe e quant’altro “made in Pescara”.
Cominciano a uscire di casa anche i ferraresi, ma sembra quasi che lo facciano solo per curiosare questa inusuale invasione. Una sola bandiera con la scritta “Forza Spal” appesa ad una finestra, e niente più, forse perché stanno evitando accuratamente di passare per questa zona, ma è un peccato perché non esiste il pur minimo problema nei confronti dei simpatici spallini, nonostante la “micidiale” importanza di una partita mai come questa volta da “mors tua vita mea”, senza alternative.
Pochi minuti ancora e da una strada laterale sbuca l’ennesimo folto gruppo di pescaresi. Pensiamo subito all’arrivo di altri pullman, ma quel gruppo sta diventando un fiume in piena, del quale non si scorge la fine. Non ci sono dubbi: è arrivato il treno, anche perché la stazione è proprio da quella parte, ed è incredibile constatare che abbia “solo” un quarto d’ora di ritardo sull’orario previsto, abituati come siamo a calcolare il ritardo in ore, piuttosto che in minuti. Non è certo la prima volta che vediamo e viviamo queste scene, eppure si resta ugualmente senza parole per la meraviglia e l’emozione.
Non si fermano dove stiamo noi, ma proseguono diritti verso lo stadio, perché l’impazienza di entrare, ovvero di “iniziare” la partita, è assolutamente incontrollabile; come incontrollabile è lo stato d’ansia che si sta impadronendo di tutti noi. In verità, vorremmo aspettare ancora un po’, sia perché sono solo le 14,40 sia perché molti non hanno ancora avuto modo di mangiare qualcosa, ma a poco a poco un po’ tutti si lasciano ammaliare da quello straordinario corteo festante, e in pochi minuti si svuota l’intero prato. Ovvio che cadano anche le nostre ultime resistenze, per cui … bandiere, tamburi, striscioni in spalla e … via!… anche noi verso lo stadio.
Questa non è una trasferta. Questa è la simbologia universale della Festa.
Strade e marciapiedi sono completamente bloccati dalla massa umana, mentre le auto targate Abruzzo si intensificano sempre di più, sempre di più, sempre di più … con il loro strombazzare a tutto clacson e le bandiere al vento. I nostri tamburi fanno da contraltare, mentre chi è già addossato alle porte d’ingresso dello stadio intona continuamente canti o slogan di ogni genere, compresi un paio mai sentiti prima d’ora; è un concerto che farebbe piangere di emozione anche Toscanini in persona.
I pescaresi senza biglietto sono più del previsto, come testimoniano le incredibili file davanti ai botteghini. Secondo me, gli spallini se la stanno prendendo un po’ troppo allegramente perché, come ipotizzavamo già nei giorni scorsi, il rischio di vedersi sottrarre anche il loro settore si fa sempre più concreto di minuto in minuto.
Il caldo è insopportabile (38° all’ombra), nonostante la presenza sparsa di alcune nubi, l’asfalto delle strade e dei marciapiedi “fuma” come un barbecue, l’aria da respirare quasi non esiste, ma nessuno sta caritatevolmente pensando di anticipare l’apertura delle porte, dato lo straordinario (e imprevisto) assembramento di persone che potrebbe causare non pochi problemi da qui a pochi minuti. Siamo davvero oltre il limite della sopportazione umana.
Infatti … non resisto più e, costi quel che costi, decido di sottrarmi a questa tortura e di ingannare l’attesa con un giretto d’ispezione attorno allo stadio.
Si presenta molto più vecchio di quanto pensassi, sebbene ristrutturato là e qua, eppure conserva comunque quel classico “sapore” storico che trasmette un piccolo brivido. Anche chi non conosce affatto l’ambiente ferrarese, passando sotto la Gradinata Ovest capirebbe subito che è il loro covo “ultras”, prima di tutto perché è il settore più imponente dell’intero stadio (ricorda molto da vicino le gradinate di Genova), e poi perché è l’unico che presenta moltissime scritte spray, da sempre inequivocabile segno di riconoscimento in ogni stadio di un certo “peso”. Alcune scritte sono vistosamente “fresche”, direi fatte da poche ore: emblematica quella che inneggia alla “Spal in serie B”, insieme a “Ultras B.A.” e “B.B.” (che quasi sicuramente sta per Brigate Biancazzurre) Sono simpatici, non per niente hanno stessi colori e stessa maglia del Pescara, ma temo (per loro) che di Serie B se ne riparlerà fra due anni, se tutto va bene; mi spiace.
Attorno allo stadio ci sono diverse bancarelle, quasi fosse un mercatino, ma chi attira la mia attenzione è il gelataio, perché fino ad oggi non ne avevo mai visto uno ambulante, di fatto un frigorifero su quattro ruote che, naturalmente, sta facendo affari d’oro.
Nel frattempo, con vari treni di linea sono arrivate le rappresentanze di alcune tifoserie con le quali eravamo entrati in contatto già da tempo attraverso la notissima “Palestra dei lettori” del Guerin Sportivo (pagina dedicata agli annunci di collezionisti e tifosi che scambiano materiale d’ogni tipo). Data l’amicizia instauratasi soprattutto durante questi ultimi mesi, sono stati invitati per oggi e hanno aderito con sicuro entusiasmo una decina di bolognesi, sei livornesi e addirittura quattro juventini arrivati da Torino, oltre a diverse altre tifoserie minori della zona (Ravenna, Rovigo, Carpi, Mantova, eccetera, venute per pura curiosità). Tra l’altro, il rischio di zuffe tra bolognesi, livornesi e juventini è teoricamente molto alto, ma riescono a ignorarsi e non accade assolutamente niente … “Per rispetto verso di voi”, ci dicono loro stessi.
Mai e poi mai, però, ci saremmo aspettati l’arrivo di ben sedici vicentini (tra cui cinque donne), talmente entusiasti verso di noi da aver preferito Ferrara invece di recarsi a Como insieme agli altri 5.000 biancorossi per festeggiare la promozione matematica. Dicono che tanto la Serie A è sicura, per cui festeggeranno stasera, al loro ritorno in città. Incredibile! Una manifestazione di stima e d’affetto che non avremmo mai immaginato, poiché il nostro gemellaggio è ancora freschissimo, perciò tutt’altro che cementato. Siamo davvero senza parole, assolutamente commossi.
Sono le 15,30 e di aprire i cancelli non se ne parla nemmeno, ma adesso cominciamo davvero a perdere la pazienza. Perché non aprono? Quali problemi ci sono ad aprire con 15-20 minuti di anticipo, visto che il servizio d’ordine è già tutto presente all’interno dello stadio? Perciò, invece di star dietro a queste domande senza risposta, il gruppo-capo de I Fedelissimi (con Rudy in testa) si porta in prima fila a furia di spintoni e comincia a far “ballare” paurosamente la porta di ferro (tipo Ballarin), gesto contenente un messaggio molto chiaro e preciso: “o aprite questa cazzo di porta oppure la apriamo noi“; dunque, proponiamo una scelta assolutamente democratica … E poi dicono che le tifoserie sono prepotenti!… Tutt’attorno. la massa biancazzurra intona i più disparati e disperati cori d’insulti, con una voce urlante tirata fuori da chissà quale sperduta “riserva” in fondo al corpo umano.
La porta però resiste incredibilmente, anche perché l’hanno puntellata dall’interno. E proprio quando ci stiamo rassegnando all’apertura programmata delle 16,00 qualche anima santa dà ordine di aprire e di porre quindi fine a questa tortura da denuncia immediata per palese “violazione dei diritti dell’uomo”. Ce ne hanno messo di tempo!… ma alla fine hanno capito che tenerci ancora fuori a “soffriggere” era (ed è) la maniera migliore per innervosire un’intera tifoseria giunta fin qui in santa pace e vogliosa solo di allegria e di festa.
Le porte si spalancano e … la scena che segue è l’emblema del tragicomico.
A parte l’assurdità di uno stadio dotato ancora di ingressi del genere, a ventitré anni dal Duemila e, per di più, in Serie B. Il problema è che … mentre tu stai solamente immaginando la scena, noi la stiamo vivendo in prima persona, e ti posso assicurare che non è affatto la stessa cosa. Soprattutto per me e Riccardo.
Devi infatti sapere che in settimana siamo andati in Vespa a Loreto Aprutino (dove Riccardo ha dei parenti) e durante il ritorno, lungo un tratto di strada leggermente in discesa, si è staccata la marmitta che è finita sotto la ruota posteriore, causando un violento balzo della moto. Ci siamo così ritrovati catapultati per aria come due palline da tennis, con i seguenti risultati: io sono ricaduto “a piombo” sull’asfalto, massacrandomi il … culo, e soprattutto l’osso sacro, tant’è vero che da quattro giorni posso sedermi solo “di quarto”, cioè poggiandomi su una chiappa sola (non ti dico cosa ho sofferto oggi, durante il viaggio in pullman!… ), mentre Riccardo è “volato” in avanti, ricadendo sul suo braccio sinistro che, sullo slancio, ha poi “pattinato” per almeno dieci metri sull’asfalto ruvido e rovente, uscendone tutto “sbucciato” come una banana, nonché con le ossa incrinate. Da fare impressione
E meno male che a quell’ora non passava nessun’altra auto!… Ci avrebbe presi sotto in pieno.
Ora, in queste condizioni pietose, ci ritroviamo in mezzo ad una massa che ci preme, ci sbatte e ci schiaccia dappertutto, al punto da togliere il fiato, e hai voglia a strillare: “Ahia!… il braccio … madonna santissima!”, tanto non ti sente nessuno, nemmeno i Santi invocati. Figurati io, poi, che invece dovrei strillare “Ahia!… il culo … dio santissimo!… “. Capisci bene che è molto meglio stare zitti e soffrire in silenzio. O almeno ci provo, perché il mio braccio sta per fare la fine di quello di Riccardo, se non peggio, essendo rimasto “chiuso” tra due tamburi. Per evitare che mi si sgretoli da un momento all’altro, cerco di fargli spazio trattenendo il respiro e ritirando più che posso la pancia, ma vengo sballottato come una palla di gomma, e ormai sono più che convinto di uscire da questa ressa con i vestiti strappati … sempre che riesca ad uscirne.
Ci ritroviamo all’interno dello stadio ancora tutti interi (cosa affatto scontata), con le facce dei dispersi in guerra e senza aver capito come abbiamo fatto ad entrare. Più che camminare, siamo stati “trasportati” di peso dalla massa umana in movimento, e nessuno ha neanche provato a controllare il biglietto; poveri controllori! Chissà se sono rimasti in piedi o, nostro e loro malgrado, sono diventati “tappetini” d’ingresso.
La prima preoccupazione è quella di guadagnare lo spazio dei Distinti più conveniente per il tifo, dove sistemare tamburi e striscioni in perfetta collaborazione con I Fedelissimi. E infatti, i risultati si vedono subito: una fila di ben 15 tamburi!… e che tamburi!… mentre quello di Cecchino e gli altri due del Club Adriatico sono su, verso il settimo-ottavo gradone … Oddio … gradone!?…. diciamo un tavolato di legno quasi “fracico”, rivestito di catrame (tipo traversine dei binari) e sistemato alla bell’e meglio su un’impalcatura di tubi Innocenti. Questo è: poco più e poco meglio del “pollaio” tipico in Serie D girone H, però confermo la mia impressione generale molto positiva: stadio vecchiotto ed esteticamente “non bellissimo”, tutt’altro, ma ottimo per il tifo; uno di quelli che … magari ce l’avessimo noi.
Passeggiando su e giù per l’ampio corridoio (che è addirittura “brecciato”!), noto con grande entusiasmo i nuovi striscioni del “Pescara Club Canosa Sannita”, del “Club Biancazzurro Francavilla” e del “Forza Pescara-Club Amici Pianella”, oltre ai preannunciati di Tagliacozzo, Avezzano, Celano, Bussi, Popoli, Crecchio e un’infinità di altri stendardi esposti a rappresentanza dei paesi più impensabili. Invece, la Gradinata Ovest è anche meglio di quanto immaginavo: se non è uguale a quella di Marassi davvero poco ci manca; anzi, ha il pregio di essere ancora più attaccata al campo, praticamente è addosso alla porta (come al Ballarin, per intenderci), e già mi immagino quali brutti “quarti d’ora” passano i portieri ospiti avendo alle spalle una “muraglia umana” del genere.
È il solito discorso di sempre: chi ha il pane non ha i denti. E viceversa.
Anzi, oggi la Gradinata Ovest ferrarese appare ancora più imponente e “intimidatoria” di quanto in effetti sia perché è piena zeppa di striscioni, tanto sotto quanto in cima, avendoci trasferito anche gli striscioni abitualmente esposti nei Distinti; se ci fosse pure la copertura apparirebbe a tutti gli effetti una gradinata inglese.
La Tribuna è abbastanza bella, soprattutto perché è uno dei pochissimi settori dell’intera Serie B ad avere i seggiolini sia nella “centrale” sia nella “laterale”; per l’occasione anche di sicuro effetto cromatico (blu, celeste e bianchi). Del resto, non lo scopriamo certo oggi che il biancazzurro non ha rivali, in quanto a luminosità e allegria.
Infine, la “curvetta Est” … meglio lasciar perdere poiché, viceversa, è molto peggio di quanto previsto: una pena assoluta! Praticamente uguale alle Curve di Chieti … e ho detto tutto.
Lo stadio si sta riempiendo completamente, con la suddivisione già prevista delle due tifoserie (noi abbiamo gli interi Distinti, da cima a fondo, e quasi mezza Tribuna), ma la Ovest si sta rivelando una delusione: bella, zeppa di gente, colorata, ma … il gruppo ultras dov’è? Non mi dire che sarebbe quella cinquantina di volenterosi, con 5 tamburi e una bandiera, sistemati sopra una delle entrate!?… Io credevo che quello fosse un gruppo autonomo, distaccatosi dal gruppo principale per i soliti motivi politici o di ideologia ultras; gruppo principale che mi aspettavo si formasse quanto prima al centro della Gradinata, dietro la porta. Invece, il gruppo principale è proprio quello sull’entrata lato Tribuna!… Non esagero affatto, credimi: sono 5 file composte da una decina di persone ognuna!… 5 x 10 = 50 nel senso matematico del termine.
Ma non doveva essere una partita decisiva anche per loro?
Forse anche per questa totale mancanza di controparte, anche oggi stiamo riuscendo a controllare benissimo la smania di fare il tifo, e a non sprecare il fiato prima della partita. Resto comunque sorpreso, perché la tifoseria spallina è sempre stata a livelli ben superiori, come hanno chiaramente dimostrato le diverse sintesi di Serie B trasmesse in TV. Anzi, senza andare troppo indietro nel tempo, anche lo scorso giovedì 9, in occasione del derbissimo Spal-Bologna di Coppa Italia (finito 0-2), dopo il primo gol ospite questi stessi tifosi spallini hanno tentato di abbattere la rete metallica di recinzione per invadere il campo; non ci sono riusciti solo perché fermati in tempo dal massiccio intervento delle Forze dell’Ordine. E comunque tutti i 90 minuti sono stati caratterizzati da continui “pugilati” (come scrivono i giornali) tra le opposte tifoserie, sia in Tribuna che nei Distinti. Oggi invece hanno tutte le sembianze di una tifoseria da metà classifica in Serie D.
Come mai?
Gabriele (“Gaby”) Orlando
[estratto dal (mio e vostro) diario del PESCARA RANGERS]
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