LA SETTIMANA DEI BIANCAZZURRI E LE “ULTIME PAROLE FAMOSE”
24/01/2020
“CHI VOLETE”? I 20 DELLA FORMAZIONE CONTRO LA “LITTLE MANCHESTER”
25/01/2020

“PAROLA DI…” NICOLA (pre-Pordenone)

Nicola LEGROTTAGLIE: Conferenza pre-partita Pordenone-Pescara

  • “Ho vissuto questa settimana come qualcosa che volevo affrontare, anche per capire come l’avrei vissuta una cosa del genere. Quando mi è stato detto, ho reagito con un ‘fammi vedere un po’: come sto? Quali sono le miei sensazioni?’. Farmi questa domanda è opportuno. E mi sono risposto: ‘ottimo’! Cioè, mi è piaciuto quel che ho sentito e mi sono sentito a mio agio: ma grazie anche e proprio alla disponibilità che ho trovato nell’ambiente. Ho trovato una disponibilità eccezionale da parte dei giocatori, nonostante un momento difficile; perché, comunque, un cambio di allenatore non è facile. Potevo anche pensare di trovare un ambiente un po’ difficile: invece, i ragazzi si sono messi a disposizione. Al di là di tutto, li devo ringraziare perché abbiamo fatto 4-5 giorni di allenamento con entusiasmo. Ecco sono entusiasta. Ho cercato in tutti i modi di dare più strumenti possibile a questi ragazzi, perché sono cosciente che in una settimana non puoi fare miracoli; ma puoi dare più strumenti possibili per aiutare i ragazzi a dare il meglio e a tirare [fuori] da loro il meglio.

Nulla avviene per caso,

  • da uomo di fede è normale dirlo. Devi sempre vivere preparandoti: cioè, mentre vivi ti devi preparare a tutte quelle che poi sono le circostanze della vita, a volte negative, contro cui devi lottare, e a volte positive. Ma l’importante è farsi trovare pronti; è questo che mi hanno insegnato anche i genitori e i nonni: ‘ricordati che devi essere preparato perché le opportunità arrivano; nella vita i treni prima o poi passano’. Io sono venuto qui all’inizio per dare il meglio su quello che era il mio compito: allenare la primavera. Oggi, mi hanno dato il compito di allenare la prima squadra: e quindi adesso diventa la prima squadra il mio obiettivo. E cercherò di dare tutto me stesso, esperienza e competenze, a questo gruppo e a questa società che mi ha dato fiducia. Quindi, per me è fondamentale già il fatto che abbiano avuto stima di me e del mio lavoro, altrimenti non ti danno un’opportunità. Molto probabilmente è stato valutato anche quello che è stato fatto [quest’anno] con la Primavera.
  • Oggi non mi sento un ‘traghettatore’: io mi sento un allenatore e mi sento l’allenatore del Pescara, a Pordenone. Domani c’è una partita, Pordenone-Pescara: e io mi sento l’allenatore del Pescara. Il resto non cambia niente di quello che è il mio compito domani. Il mio compito è ricambiare la fiducia e dare a questi ragazzi la possibilità di esprimersi, di avere un impatto importante sulla partita. Io, [proprio] su ciò ho lavorato. Poi, ci dobbiamo affidare a loro [ai giocatori]; che abbiano dentro: passione, cuore, entusiasmo, divertimento; perché è quello che serve nel calcio e nello sport di gruppo. Entusiasmo, divertimento; e soprattutto far appassionare gli altri. Questo è quello che ho detto ai ragazzi.

Dobbiamo trovare il modo per accendere la fiamma:

  • una fiamma che a volte si spegne, a volte si riaccende. Ma per tenerla accesa abbiamo bisogno che noi ‘tiriamo’ [a sostenerci] gli altri: le cose cambiano se cambiamo noi, non se cambiano gli altri. Ho parlato di questo alla squadra: io sono di questo principio.
  • Il presidente è stato diretto, mi ha detto solo: ‘allena, allena come sai fare tu’. E io gli ho detto: ‘vabbene, alleno’. Quindi, io rimango con questo accordo; e per me gli accordi sono importanti tra persone. E fino a quando lui non mi dirà altro, io continuerò ad allenare.
  • Parlare di tattica e di vedere già ‘la mia squadra’ sarebbe impossibile: i palazzi si costruiscono col tempo. Per sabato spero di avere acceso una fiammella nel cuore dei ragazzi per poter vedere una squadra propositiva. E ‘propositiva’ non significa attaccare in 10: [vuole dire] propositiva nell’atteggiamento di determinare le cose. Io sono uno che crede in questo: che le cose le possiamo determinare noi e non subirle. Quindi, il mio obiettivo è di creare un’attitudine e una volontà nel cuore dei ragazzi: di voler fare le cose. A livello tattico non credo si cambierà perché comunque il Pescara, in tutte queste giornate, ha già spesso cambiato il suo ‘vestito’. Ha giocato sia con la difesa a 3 e sia con la difesa a 4, sia con le 3 punte e sia con le 2 punte; o ‘uno e uno’. Quindi, quello che proporrò domani sarà una di queste già provate negli ultimi mesi. Se mi devo prendere qualche vantaggio sul Pordenone preferisco non dire come giocherò: una questione di strategia. E mi piace tenere tutti sulla corda e quindi, fino a domani, preferisco non dare la formazione. Ho provato tutte e due le cose: sia la difesa a 4 che la difesa a 3.
  • E’ normale che dopo  un esonero ci sia un senso di fallimento interiore: come quando le coppie si separano. Però, ho detto ai ragazzi, parlando della Creazione: ‘l’Uomo è stato fatto con gli occhi davanti’. Quindi, dobbiamo guardare solo avanti: inutile ripensare a quello che poteva essere fatto meglio. Ora si va a Pordenone. Ma o Pordenone, o Milan, o Juve, o Inter, o Cosenza (che verrà la prossima settimana), qualsiasi nome avremo di fronte, dovremo pensare più a ‘chi siamo noi’.
  • Io sono ambizioso, non mi nascondo. Se vinco e alla società piace quello che ho fatto in questa settimana e mi chiede di continuare, sono il primo a dire ‘sì’. Io lavoro per vincere e migliorarmi: non lavoro [tanto] per ‘stare lì’. Se capita, sarei contento, sarei entusiasta, sarei felice di farlo. Ma io non ho accordi diversi; a me non è stato promesso niente. L’accordo col presidente è stato così chiaro e libero: ‘allena sabato’. E io: ‘alleno sabato’.
  • Io, in campo, non parlo di ‘settore’ e non parlo di ‘altezze’. Puoi fare un calcio nella metà campo degli altri, ma puoi anche fare un calcio nella tua metà campo. Quel che conta è l’attitudine che hai mentre fai quello che devi fare. L’attitudine per me deve essere quella di ‘determinare’, quella di ‘andare’, quella di ‘andare a prendere’ [l’avversario]. Poi devi anche valutare le caratteristiche dei giocatori: nel calcio non c’è una regola, ma in base alla squadra che hai ti costruisci il vestito migliore addosso. Se ho dei giocatori che sono bravi a fare qualcosa, non posso chiedergli di fare quello che non sanno fare. Mi devo in un certo modo adattare alle loro caratteristiche; ma diciamo che l’idea che ho è quella di ‘andare in avanti’ e far viaggiare veloce questa palla.
  • Dobbiamo solo valutare DI GRAZIA; cioè, se recupera da una lieve infiammazione al ginocchio. Gli altri sono tutti disponibili.
  • C’è da migliorare in qualche cosa ma penso che si siano viste anche delle cose interessanti nelle partite che il mister ZAURI ha fatto in questo scorcio di campionato. E quindi non vedrei proprio un fallimento da parte del Pescara. Ci sono delle cose che magari non si sono incastrate, ma io ho visto tante cose positive. Quindi, io ripartirei da quello che è positivo, più che da quello che è negativo. Ripartirei da quelle partite che ho visto dove il Pescara ha sottomesso squadre importanti. Dire che ‘è tutto un fallimento’… non sono d’accordo. Anzi, dobbiamo incoraggiare. Io sono di quelli che continua a dirlo: l’incoraggiamento è sempre più efficace che lo scoraggiamento. Anche se le cose vanno male nella vita – e può succedere – è sempre più efficace incoraggiare. Anche se una squadra è in difficoltà, l’incoraggiamento aiuta, mentre lo scoraggiamento non porta che negatività. E la depressione va combattuta con la positività: col pensiero positivo. Il problema c’è: nessuno dice di no, ma con l’idea che c’è anche la soluzione. All’ambiente dobbiamo dare questo tipo di input. Tutti quanti. E ‘tutti quanti’ perché? Io dico che il bene dell’allenatore deriva dai giocatori, poi il bene dei giornalisti deriva dall’ambiente dove stiamo. E il bene dei tifosi è una cosa ‘che si unisce’: e io credo che l’unione ci deve essere per poter raggiungere gli obiettivi. Sono sempre di quelli che cerca di dare una parola di incoraggiamento a tutto l’ambiente. Spero che possiamo esserci vicini tutti quanti, dagli addetti ai lavori, da voi [giornalisti] che siete importanti, dai tifosi che sono importanti [anch’essi].
  • La critica però può esserci: io credo nella critica costruttiva. Non credo nella condanna. Ho fatto il giocatore, che quando si trova in un momento difficile, andarlo a condannare più di quello che è, poi diventa complicato ‘riprenderlo’; ma è lui che mi deve far vincere.
  • Il Pordenone è squadra di una grande fisicità, strutturata per quel tipo di gioco: quindi, si vede che hanno un’idea chiara da anni. Abbiamo preparato la partita per disinnescare le loro armi. Ma il tutto essendo consapevoli che pure noi siamo bravi. Noi dobbiamo fare la nostra partita.
  • Secondo me, questa squadra ha qualità quando ha la palla. Dobbiamo migliorare quando non abbiamo la palla e soprattutto nell’interpretare alcune situazioni di gioco: quando perdi la palla, devi andarla a riprendere subito. Se non funziona questo, ovviamente allungandosi si creano degli spazi che purtroppo, in transizione, paghi. Ed è successo in tante partite. Quindi, devi riuscire a trovare l’equilibrio tra avere la palla e non averla: e soprattutto avere reazioni immediate, per poterla riprendere subito. Ecco questa è l’idea che mi sono fatto sulla squadra. Sicuramente ci sono anche delle caratteristiche ‘davanti’ che bisogna mettere insieme, cioé devo capire quali sono i due attaccanti o i tre attaccanti che possono interagire bene. Ma trovare queste affinità richiede un lavoro nel tempo”.

Parola di Nicola.
Rendiamo grazie a Nicola.

W. RED ACTION

Lascia un commento

12 Comments

  1. pescarese1976 ha detto:

    tuscia cussù lu pressing li mett dentr a la sacrestia di san nicola di bari

  2. pescarese1976 ha detto:

    ho letto solo adesso l’intervista. mah secondo me te la cocc a SANTIAGO DI COMPOSTELA! Gesù tu chi li cunisc meglio di noi sostienilo e aiutalo nel bene e nella cattiva sorte. chisciccis LU SPARAGNI’ stem a divintà oggi le comiche…VATT ARIPONN

  3. biancazzurri ha detto:

    So lette mo Lefrattaglie: a me m’a piaciute lu spirite…..santo laugh

  4. Repoman ha detto:

    Vita ji sta fa’ la duttrin pi fa’ la prima cumunion

  5. Con cullù al comando anche tu sconterai tutti i tuoi peccati

  6. johnny blade ha detto:

    Il Chietinone.
    Nicola Prega Per Noi.
    Fiorì vatt a confessà.

  7. vitabiancazzurra ha detto:

    Mannaggia sanda ha parlato chiu cussu’ che Berlusconi a porta a porta ….arrivato a metà comizio ho smesso di leggere…se volevo sentire i sermoni andavo alla messa .Secondo me se ha detto già un terzo di ste cose nello spogliatoio i giocatori o si sono confusi ancora di più o già lo stanno perculando…ci affidiamo allora alle preghiere di sa nicola per uscire indenni dallo stadio di Udine dove tra l’altro perdiamo sempre anche se stavolta incontriamo il Chieti del Friuli

  8. AppressAluPscar ha detto:

    Ragazzi, io non voglio fare le solite battutine, perchè alla lunga diventano irriguardose nei confronti di chi ha forte il sentimento della fede. Però il calcio è roba che alle volte ti costringe a non praticare esattamente gli insegnamenti cristiani…una entrata dura volontaria, un tuffo per ingannare l’arbitro, due paroline ben dette ecc. ecc. Non è che uno puo fare pressing invitando caritatevolmente l’avversario a indietreggiare…boooh, speriamo bene, ma io vorrei un allenatore un pò più rude e più esperto. Ma per carità non di biagio….

  9. draculone ha detto:

    UOMINI DI POCA FEDE laugh

  10. tusciabruzzese ha detto:

    Mi sembra d’interpretare (ma forse sto dicendo una ca**ata) che vedremo più pressing, in ogni parte del campo. Sarebbe bene secondo me: è stata una delle grosse carenze e incoerenze con Zauri

  11. Max1967 ha detto:

    La conferenza stampa più inutile della storia del calcio

  12. johnny blade ha detto:

    Facci vedere il Paradiso.