LE “METEORE” DI GENNAIO (2a p.) – “SCATTO” D’AUTORE!
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CHIACCHIERATA CON… PAGANO(!), L’INDIMENTICATO “ROCCOVOLANTE” (3a p.)

Come già detto per la prima e seconda parte, 40mila.it ha ricevuto da un suo utente una “chiacchierata” da tifoso con un MITO BIANCAZZURRO, l’indimenticabile… 

ROCCOVOLANTE!

E allora ecco a voi la terza ed ultima parte …

D. Perché, da ormai molti anni, non esiste più il ruolo di “ala” nel calcio, perlomeno nella sua interpretazione originaria (e più bella, a mio avviso)? Anche a livello internazionale, nel tuo ruolo ci sono stati fior di giocatori: penso ad esempio a Rummenigge, Figo, Beckham, Caniggia e i nostrani Domenghini, Pasinato, Claudio Sala, Causio, Bruno Conti, Donadoni… e la lista potrebbe andare avanti…
R. Il calcio degli ultimi 15-20 anni privilegia come ho detto altre situazioni, ci sono pochissimi che hanno il dribbling vincente e l’uno contro uno in pochi lo provano; e, comunque, questa risorsa viene messa in secondo piano dagli allenatori. Secondo me è un errore perché se il difensore viene saltato, l’ala crea superiorità numerica in attacco, creando opportunità da rete (se al servizio dei compagni chiaramente). Cosa diversa è se un giocatore prova a dribblare solo per l’azione “a effetto” e senza beneficio per la squadra. Poi, adesso c’è un pressing sfrenato: subito ti vengono addosso in due o tre e bisogna avere velocità di pensiero, corsa e applicare il concetto esasperato del “tutti avanti e tutti indietro” e del possesso palla: non sempre cosi redditizio e spettacolare.

D. Sarebbe stato bello vederti nel tridente zemaniano con IMMOBILE ed INSIGNE… e non ce ne voglia l’ottimo SANSOVINI che fece miracoli in un ruolo non suo in quella stagione irripetibile
R. Certo, mi sarei trovato a mio agio e mi sarebbe piaciuto giocarci. Ricordo quando incontravamo il Foggia del “boemo”: quei tre davanti (Signori, Baiano, Rambaudi) erano micidiali.

D. Nel corso della tua carriera, è mai capitato di vedere delle pratiche scorrette da parte delle società circa qualche aiutino, se non lo vogliamo chiamare doping vero e proprio?
R. Assolutamente in tutte le squadre in cui ho giocato non mi è stato mai proposto o fatto capire niente a tal proposito. Per quella che è stata la mia esperienza, posso dirti che più di bevande energetiche non ho visto. Addirittura, anche i massaggi che ora si fanno per tutti prima e dopo le partite, allora ci doveva essere un motivo specifico per farli, tipo i crampi o altro, magari per le basse temperature.

D. Ti faccio la classica domanda di rito, banale ma non troppo. Hai qualche piccolo rimpianto nel percorso della tua vita calcistica?
R. Credo di ritenermi soddisfatto e gratificato per quello che ho fatto. Forse, ripensandoci, ci fu un’occasione molto importante per la mia carriera, quando fui contattato dal Napoli che aveva in quel momento Pierpaolo Marino come direttore Sportivo, il quale ovviamente mi conosceva bene per aver lavorato nel Pescara. Ricordo fui ospite tre giorni con mia moglie, alloggiando all’Hotel Vesuvio sul lungomare di Napoli, con un tassista a disposizione che ci faceva visitare la città a piacimento. Fui anche ospite in una TV del luogo, dove la sera c’era una trasmissione che si occupava del Napoli Calcio, con invitati quali Bruno Pizzul, Pesaola, Bersellini e altri. Il mio passaggio ai partenopei sembrava cosa fatta ma improvvisamente Marino lasciò la società e la trattativa saltò. Ci furono anche altri motivi a riguardo, in quanto presero Miano, che poi l’anno dopo venne a Pescara, e il fatto che a SCIBILIA non stava bene la contropartita offerta dal Napoli di Ferlaino: cioè, quella di prendere in cambio il fratello di Maradona, che poi approdò all’Ascoli. Certo, stavo accarezzando l’idea di poter giocare affianco di campioni – quali Maradona, Careca, Giordano – ma dimenticai presto quella parentesi e mi concentrai nuovamente sulla nuova stagione col Delfino.

D. Quella di restare fuori dal mondo del calcio è stata una tua precisa scelta oppure non ti è mai capitata l’occasione che volevi?
R. Sinceramente non ho avuto nessuna aspirazione in particolare per proseguire nel mondo del pallone una volta “smessi” gli scarpini da gioco. Ricordo, ad esempio, che fino a pochi anni fa Walter Sabatini mi invitava ad intraprendere un percorso dirigenziale da d.s. o similare, ma io io ho sempre ringraziato e declinato l’invito. Ho intrapreso da un p0′ l’attività di venditore di una nota casa vinicola abruzzese e per ora mi trovo bene cosi.

D. Come molti giocatori che hanno indossato la maglia biancazzurra, risiedi ormai stabilmente a Pescara. E’ stata per te una cosa cosi scontata?
R. A Pescara mi trovo a mio agio e non la cambio con altre città che ho conosciuto, tipo Perugia, dove pure sono stato molto bene. Appena posso vado a Torino a trovare i miei genitori, ché ho la fortuna di averli entrambi in vita e soprattutto ancora lucidi e seguiti da vicino da mio fratello e mia sorella residenti lì.

PAGANO con PROFETA

D. Cosa ti ha colpito del pubblico pescarese dell’epoca?
R. In generale, la gente qui vuol vedere giocare un calcio propositivo, non le basta vincere ma vuole una squadra brillante. E’ una piazza esigente; ma se va in simbiosi con la squadra e la società diventa davvero il dodicesimo uomo in campo. E poi, le trasferte di massa che ho visto fare dai tifosi biancazzurri sono una cosa insuperabile, specie se pensiamo al fatto che, alla fine, Pescara è una città relativamente piccola. A volte forse, per il fatto di giocare in campi senza la pista di atletica, fuori casa il calore e la spinta dei tifosi ci dava ancor più una carica enorme.

D. Hai figli?
R. Si, una ragazza di 30 anni. Avuta da mia moglie, con la quale sono separato da 10 anni.

D. La nostra conversazione giunge al termine ed è un peccato perché si potrebbe andare avanti a parlare per ore di tanti altri argomenti e di un passato impossibile da dimenticare, che ha fatto gioire generazioni di tifosi del Delfino. Rocco, vuoi fare un saluto dedicato?
R. Certo, con piacere.

Un sincero saluto a tutto lo staff di 40mila.it, fatto di semplici tifosi e genuino: con l’augurio che questa bella e nuova iniziativa possa crescere e diventare un punto di riferimento per tutti i tifosi del Pescara,

a cui auguro un 2020 ricco di soddisfazioni personali e sportive.

Link alla parte precedente.
Vitabiancazzurra

P.S.: nel ringraziare l’utente Vitabiancazzurra per averci proposto questa iniziativa, coordinatone il contenuto ed inviato un tale prezioso contributo, cogliamo l’occasione per ricordare a tutti gli utenti che sono benvenute proposte di articoli. A tal fine, è possibile utilizzare la mail di contatto info@40mila.it (anche raggiungibile dal link nel menù principale in alto).

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27 Comments

  1. vitabiancazzurra ha detto:

    Appress alupescare …se nonnme tinev le rote al posto delle🎾🎾 era na carriola Abbasso al calcio moderno comunque e a prescidere . Ardetece Paolo Valenti e Tonino Carino ….

  2. lapa ha detto:

    Ho letto 2 volte l’intervista a Rocco Pagano per quante emozioni da …complimenti all’autore.
    scopro cose che non conoscevo e mai lette nelle tante interviste che hanno fatto negli anni a Roccovolante. ….

  3. pescarese1976 ha detto:

    Cillone nt’incaza’ ti fa mal a la salut a me ni mi fregh chiu’ purtroppo sta avvenendo tutto ciò che avevamo previsto e che sol nu ciec e nu sord ni putev vide e sindi dash2

  4. Alle seicelle è troppo vicino , a tristan da cuna

  5. pescarese1976 ha detto:

    Caro Cillone ti sti rifa’ l’ucchji nghi lu Casalbordino? Nguuul Cillone fratello mio sto ridott proprio male rofl Chisciccis LU SPARAGNI’ ci si ridott a larve umane che ti pozza nomambenn si fatt chiu’ dann tu che la prima guerra mondiale pippiacir nadravattin alle Seychelles laugh1

  6. Draculò su facebook

  7. pescara ha detto:

    Contro un Gaucci manco Scibilia poteva battersi.

  8. tusciabruzzese ha detto:

    A suo tempo mi scioccò la scelta di Pagano, Gelsi e Camplone di rinunciare alla serie A per andare a giocare in serie C. Oggi la capisco, dati i lauti e più lunghi contratti di Gaucci. Tanto a chiarire che, a una certa età conta il soldo e non la categoria
    bb

  9. draculone ha detto:

    Dove Cillo’?

  10. Quando si dice oltre la categoria , gira un video dei tifosi del Casalbordino che cantano e si divertono.

  11. draculone ha detto:

    Pescara “illuminaci” laugh

  12. johnny blade ha detto:

    Prima dello stadio ci vuole una squadra di proprietà..

  13. draculone ha detto:

    Chiedete a Pescara quando verra’ innaugurato il CULLU’ STADIUM blum

  14. tusciabruzzese ha detto:

    Davvero bello sapere dal lato dei giocatori che le nostre trasferte di massa, soprattutto in campi senza la pista di atletica, dava ancor più una carica enorme
    thank_you
    Il che conferma anche come sarebbe bello avere in casa uno stadio di calcio senza pista … Ma questo è tutt’un altro discorso
    beee

  15. Max1967 ha detto:

    Firmt’ che Vitabiancazzurra è un cascettaro

  16. draculone ha detto:

    Occhio vita, che adesso ti lodano e tra cinque minuti ti pugnalano alle spalle rofl

  17. Grazie Vita😄 quiss è n’vidius

  18. johnny blade ha detto:

    Poi glie la smontiamo co na botta sola.. wacko

  19. Max1967 ha detto:

    Avast’ a ringrazià a Vitabiancazzurra che si monta la coccia

  20. johnny blade ha detto:

    Grazie Vita.

  21. nemicissim0 ha detto:

    Del fratello di Maradona se ne era parlato abbondantemente…fu Galeone a dichiararlo inutile, con una rima politically uncorrect che risuona ancora nella mia mente: “Maradonino e Dunga-Dongo vanno bene per il Congo”. Su Maradona jr ci aveva azzeccato, su Dunga prese un abbaglio, dato che era destinato a diventare campione del mondo… acute

  22. Apprendiamo dal grande Pagano che ci siamo evitati il fratello di Maradona……….ma non quello di Pogba

  23. draculone ha detto:

    “Lode a teeeeee, Rocco Paganoooo”, riecheggia ancora nella mente cry

  24. AppressAluPscar ha detto:

    detto questo, dicevo, SEMPRE LODE A TE, ci hai fatto godere come ricci! good

  25. AppressAluPscar ha detto:

    “ci sono pochissimi che hanno il dribbling vincente e l’uno contro uno in pochi lo provano; e, comunque, questa risorsa viene messa in secondo piano dagli allenatori. Secondo me è un errore perché se il difensore viene saltato, l’ala crea superiorità numerica in attacco, creando opportunità da rete”
    Rocco, e se il dribbling non riesce, l’esterno basso ti frega la palla e si apre una prateria alle tue spalle, perchè l’ala classica non rientra. Il calcio è cambiato, purtroppo: quello che era valido trenta anni fa, oggi non lo è più.
    Detto

  26. pescarese1976 ha detto:

    Solo 2 parole: GRAZIE ROCCO friends

  27. tusciabruzzese ha detto:

    Bellissima! Continuerei a leggere anche una parte 4, 5, … 50, … 999 ….
    bravo