DALLA JUVENTUS VERA A QUELLA U.23: lo specchio della decadenza (1/2)
02/09/2023
PESCARA – JUVENTUS NEXT GEN 3-1: i 99 MINUTI con i 40mila!
02/09/2023

Giovedì, 5 gennaio 1978 – 
Link alla parte precedente
(…) Fatto sta che fino a questa sera sono stati incassati già 130 milioni di lire con i soli biglietti, che diventeranno sicuramente 160 per domenica, quando sarà stato venduto anche l’ultimo delle 2.000 Tribune non numerate rimaste. Aggiungi i 38 milioni di lire quale quota abbonati, e il conto è presto fatto: terzo record d’incasso nell’arco di tre mesi e mezzo (dopo quelli con Napoli e Milan). In altri termini, il super incasso di Pescara-Lecce (1974), allora ipotizzato come inarrivabile, sta per diventare poco più che una “raccolta di beneficenza” … E c’è da chiedersi dove saremmo arrivati se, come era lecito attendersi, fosse stato completato anche l’ampliamento della Curva Nord, potendo così vendere altri 5.000 biglietti.
Dunque, si capisce sempre più e sempre meglio perché l’Adriatico, pur a “mezzo servizio”, sia in assoluto il quinto stadio d’Italia, in quanto a presenze e incassi (vedi tabella del Corriere dello Sport).
Quanto a noi del Pescara Rangers, a livello di iniziative si preannuncia un altro spettacolo di fuochi d’artificio. Il signor Manzo, Michele ed Ettore sono “all’opera” già da diversi giorni e c’è da giurarci che i risultati saranno strabilianti. Ma in questo momento, a noi del gruppo-capo interessa un altro argomento molto più importante: la mancanza di ringhiere nelle nuove gradinate della Curva, assolutamente fondamentale per esporre lo striscione, per appendere i tamburi e per … non precipitare di sotto.
Abbiamo pregato, praticamente in ginocchio, la Ditta Michetti di installare perlomeno quelle centrali; a conti fatti, mezza giornata di lavoro, che di sicuro non manda in tilt il cantiere.
Niente da fare! Nemmeno avessimo chiesto di spianare il Gran Sasso.
Vuoi scommettere che se andiamo dal capo-cantiere e gli “allunghiamo la bustarella”, domattina troviamo la ringhiera già bell’e pronta, verniciata e lucidata?
La bustarella ve la potete scordare! A costo di restare nella Curva vecchia per tutto il campionato.
Intanto, stiamo “martellando” il signor Manzo, affinché si adoperi (con le sue infallibili maniere) per avere perlomeno una “staccionata” provvisoria in legno; che tra parentesi sarebbe necessaria anche per motivi di sicurezza del cantiere stesso. E per convincerlo ancora di più, gli illustriamo l’enorme differenza esistente, a livello scenografico e di visibilità, tra il tifare giù nella Curva vecchia, e il tifare in alto sulla Curva nuova.
Il problema supplementare, perché del tutto imprevisto, è il momentaccio che vive il signor Manzo dal punto di vista personale. Avrà senz’altro i suoi motivi, che non conosciamo e ci guardiamo bene dal chiedergli (ma forse dovremmo farlo, fatto sta che è completamente a terra, lontano mille miglia dall’attivo entusiasmo con il quale affronta e risolve ogni genere di problema. Qualsiasi iniziativa proponiamo non lo smuove di un centimetro, nonostante da parte nostra ci sia un ardore superiore al solito. Niente da fare: è “assente”, è distante, ha la testa altrove. Le cose sono due: o ha problemi familiari, o (molto più probabilmente) è avvilito per l’ennesimo attacco da parte del CCCB, questa volta sulla questione della prevendita con le 100 lire di sovrapprezzo, e quindi sta cercando di smuovere la nostra reazione, considerando che le nostre iniziative si finanziano proprio con quelle 100 lire a biglietto.
Iniziative “con i fatti”, non con le esilaranti “chiacchiere” prodotte dallo stesso CCCB.
In ogni caso, sono riuscito a strappargli la promessa di fare qualche telefonata per tentare una soluzione al problema della ringhiera, e al momento è già tanto. Anche perché noi siamo irremovibili: domenica si va sul nuovo anello della Curva, a qualsiasi costo e con qualsiasi condizione. Tant’è vero che il signor Manzo ne prende atto ed espone il suo famoso manifesto “manufatto” nella nuova bacheca (montata giusto lunedì), in cui si comunica: “Appuntamento domenica mattina alle ore 11,00 per ‘marciare’ tutti assieme verso lo stadio e prendere posto sul nuovo anello della Curva Sud”.
In che modo? Non lo sappiamo ancora, ma sappiamo che sarà così.

Venerdì, 6 gennaio 1978
La Befana esiste! Ne sono testimone diretto e guai a chi osa metterlo in dubbio.
Nonostante la giornata festiva, il cantiere dell’Adriatico è semiaperto … roba da “miracolo” che giustificherebbe in pieno l’immediata costruzione sul posto di un santuario commemorativo. Sì, è vero che ci sono solo tre operai, ma sai cosa stanno facendo? Montano le nuove ringhiere in Curva Sud!
Devo aggiungere altro?
Siamo letteralmente euforici. Così, ora non solo potremo ricompattare alla grande tutto il nostro gruppo, ma abbiamo anche I (nuovi) Fedelissimi e i Panthers (del Bar D’Annunzio) che hanno assicurato la loro sistemazione al nostro fianco. Hanno cioè finalmente capito quant’è ridicolo avere due gruppi “separatisti” dentro la stessa Curva, e quanto sia invece necessaria l’unità in un solo gruppone “da paura”.
È stata dura, ai limiti dell’utopia, ma … “sembra” che ce l’abbiamo fatta. Ora vediamo quanto dura questa volontà di sinergia.
Dunque, la Juventus sarà “accolta” da una Curva finora inedita e al massimo delle nostre possibilità attuali, con tutto il traboccante entusiasmo che ne consegue; di meglio non potevamo sperare.
Ma prim’ancora che dalla Curva, è bene che la Vecchia Signora sia “accolta” doverosamente sin dal suo arrivo in città; ci sembra il minimo, in termini di ospitalità e cavalleria.
Come da programma abbondantemente preannunciato da televisione e radio, la truppa bianconera arriva a Pescara in treno, giacché anche questa volta l’Abruzzo non perde occasione per far conoscere all’intera Italia il suo “eccellente grado di provincialismo”. Di fatti, l’aeroporto “Pasquale Liberi” è praticamente fuori uso per motivi puramente politici. Al di là di tutte le scuse blaterate dai “pupazzi” di turno, la verità vera è che (tanto per cambiare) a L’Aquila stanno facendo carte false per farlo chiudere definitivamente, arrivando persino a dire che … “la cuspide del campanile di San Cetteo costituisce un pericolo per i decolli”; parole testuali di un esponente regionale di un certo rilievo. Per non parlare, poi, di quel che stanno combinando per bloccare le “tranches” di finanziamenti in arrivo da Roma per la nuova stazione ferroviaria, i cui lavori sono infatti fermi da anni!
Lo scopo è sempre lo stesso: depotenziare Pescara e impedire la sua scalata a livello nazionale … dopo tutti i “casini” di sette anni fa che, evidentemente, non hanno insegnato niente; se non in peggio.
C’è poco da fare: siamo una regione disarmante! Dove a 22 anni dal Duemila impera ancora il più ridicolo, infantile e autolesionista dei campanilismi ottocenteschi.
Così, la Juventus non può organizzare il suo solito charter, con le quali fa un po’ tutte le trasferte, ed è costretta a organizzare in alternativa un viaggio in treno “anteguerra”, giacché i Torino-Pescara esistenti sono solo notturni, e di giorno si può viaggiare solo “via Milano” … otto ore in totale, invece dei 65 minuti di aereo.
Da vergognarsi e andare a nascondersi fino al prossimo Natale.
La stampa scritta e parlata evita di dare i particolari su questo viaggio, dicono per motivi di sicurezza, ma non occorre certo Maga Magò per intuire che arriveranno a Pescara con il TEE delle 17,38.
Perciò, abbiamo a disposizione pochissime ore, ma il passaparola raggiunge livelli impensabili a noi stessi e già alle 17,00 in stazione centrale siamo almeno un migliaio, che potremmo orientativamente così suddividere: 500 semplici sportivi, che approfittano di questa rarissima occasione per vedere da (molto) vicino campioni come Bettega, Zoff, Causio & C. e magari stringere loro la mano, 200 juventini convinti, arrivati un po’ da ogni dove per ritirare questo “regalo” portato loro dalla Befana (… giacché siamo in tema di Vecchia Signora …), e 300 Rangers, venuti a “mettere le cose in chiaro” con un certo anticipo, onde evitare spiacevoli equivoci dell’ultimo momento. Con noi ci sono anche i “vecchi” dell’Excelsior praticamente al completo che, per l’occasione, stanno sulla nostra identica lunghezza d’onda: “lo straniero non passerà”.
Ci dispiace molto per quei juventini (veri) conosciuti in Curva Filadelfia lo scorso 18 settembre, veramente encomiabili per amicizia e simpatia nei nostri confronti, ma dopodomani è tutt’altra storia, e loro dovranno essere così bravi e intelligenti da capire che siamo di fronte a due discorsi ben distinti.
Il marciapiede del primo binario (dove sta per arrivare il treno, al solito in perfetto orario) mi ricorda quello delle epiche e recenti trasferte: non si riesce letteralmente a passare, se non a botta di spintoni, e in alcuni punti si fa fatica persino a respirare. I viaggiatori comuni, che pure sono tantissimi, vengono completamente sopraffatti e sprofondano nel panico più assoluto al sol pensiero di come fare a raggiungere i loro treni, specie quelli dei binari 2, 3, 4 e 5.
Sì, perché è bene ricordare “a martello”, soprattutto ai nostri “amatissimi” politici locali, che mentre a L’Aquila (dicevamo) “manovrano” a tutto spiano per ostacolare qualsiasi cosa si muova sulla costa, mentre il Compartimento FF.SS. di Ancona ci considera l’ultima ruota dell’ultimo carro, qui a Pescara siamo ancora alle prese con una umiliante e vergognosissima “stazioncina da paese montano”. E’ uno dei nodi ferroviari più importanti d’Italia, con un traffico passeggeri più che doppio rispetto ad Ancona e Bari, ma:

  • non è automatizzata, quindi i ferrovieri svolgono tutte le funzioni “a manovella”, esattamente come 30 anni fa;
  • ha i marciapiedi ancora “asfaltati”. E ringrazia Dio che non siano in terra battuta;
  • è senza sottopassaggi. Stazioncine come Sulmona, Ortona, Vasto e Giulianova ce l’hanno, mentre qui sono un vero e proprio “sogno proibito”;
  • l’attraversamento dei binari avviene perciò a mezzo di passerelle in legno, tipo stazione di Pettorano sul Gizio, peraltro da usufruire molto velocemente e con occhi ben aperti da tutte le parti, se non vuoi finire sotto qualche treno nel frattempo in arrivo (o in partenza);
  • la pensilina c’è solo al binario 1;
  • quando arrivi o parti dai binari 2, 3, 4, 5 e piove a dirotto, se non hai un ombrellone da spiaggia per ripararti, finisci inesorabilmente per fare una doccia fuori programma, con tutte le conseguenze sulla salute, specie d’inverno. Oltre che “fracicare” tutti gli eventuali bagagli al seguito;
  • se il tuo treno è disgraziatamente al binario 6 (raro, ma può capitare), devi farti accompagnare dai vigili del fuoco, altrimenti non ci arriverai mai. E quando ci arrivi, trovi un marciapiede largo sì e no 90 centimetri, su cui muoverti “prendendo la mira” con estrema attenzione.

Provare per credere.
Ecco, questa è la “Pescara Centrale” dove fra pochi minuti scenderà la Juventus, sia la squadra che la dirigenza, dopo che ha dovuto rinunciare al viaggio aereo.
Splendida immagine, non c’è che dire.
Non mi pare che ci siano avvisaglie di “turbolenze” … finora … ma l’imprevista affluenza di curiosi e sportivi vari ha consigliato la Dirigenza di stazione a chiamare Polizia e Carabinieri, seppure a titolo precauzionale. Ma dal “titolo precauzionale” alla saggia decisione il passo è brevissimo, perché l’arrivo del treno scatena il putiferio su doppio fronte, l’uno più pericoloso dell’altro, specie considerando la ristrettezza degli spazi e la mancanza pressoché totale delle vie di fuga (il TEE occupa l’intero binario 1, da cima a fondo).
Da un lato, c’è il delirio dei cacciatori di autografi e delle “strette di mano”, neanche si trattasse di Padre Pio o Giovanni XXIII in persona, e per i bianconeri si mette male proprio a livello di … sopravvivenza respiratoria; riesco a vedere la faccia di Zoff che è tutto dire: spavento allo stato puro. Agenti e carabinieri hanno il loro bel da fare, ma con scarsi risultati.
Dall’altro lato, “partiamo” noi del Pescara Rangers con un sonorissimo “Juve-Juve-vaf-fan-culo”, urlato praticamente in faccia ai bianconeri, seguito subito da “Pe-sca-ra-Pe-sca-ra” tanto per ricordare ai non pochi smemorati “dove” siamo; slogan che rimbombano a meraviglia grazie alla pensilina che fa da “amplificatore”. Anzi, proprio quelli di noi che fino all’anno scorso simpatizzavano apertamente per la “Göba” ora sono i più inferociti, chissà in base a quale misterioso emotivo.
È la miccia che tutti attendevano. Si accodano a noi anche quelli rimasti finora in disparte e, addirittura, quasi tutti i “vecchi” dell’Excelsior, tra i quali Antonio “il siciliano” è decisamente il più scatenato, nonostante non sia più un ragazzino.
Entrano in stazione anche gli agenti e carabinieri finora rimasti all’esterno poiché, a parte la possibilità di incidenti, è a serio rischio l’incolumità dei giocatori bianconeri. Risuonano sempre più forti gli insulti ai singoli (Zoff escluso, naturalmente), in particolare a Benetti e Bettega con il famoso slogan cantato dalla Maratona granata: “Romeo boia – Romeo boia – Bettega, Bettega – figlio di puttana”; ma anche Tardelli e Morini se la passano male in questo senso, essendo risaputo quanto siano per loro natura tendenti alla provocazione. E non perdono certo questa ghiotta occasione per rammentarcelo, rispondendo ai nostri cori con gesti inequivocabili: Morini con il pollice in giù, Tardelli con il medio in su.
E’ il caos più totale, perché ora il tentativo d’aggressione fisica c’è davvero.
I cacciatori di autografi se la danno a gambe, temendo ciò che (per loro) fra pochissimi minuti diverrà una tragica realtà … se continuano a restare qui con questo atteggiamento da leccaculo schifosi; e persino i carabinieri sembrano allarmati dalla situazione. Anche perché, nel frattempo c’è da accompagnare l’intera comitiva bianconera al piazzale merci (quello della fontanella), dov’è parcheggiato il pullman per il transfert in hotel; operazione di per sé semplicissima e invece diventata improvvisamente complicata. Molto complicata.
Il “bello”, per così dire, è che Morini e Tardelli continuano a provocare, specie una volta “al sicuro” sul pullman, tant’è che l’autista deve intervenire – con l’ausilio di un carabiniere – per obbligarli a smettere, altrimenti (spiega senza troppi giri di parole) il pullman rischia di restare sul posto accartocciato su se stesso e gli occupanti prenderanno tante di quelle “briscole” da farne memoria per tutto il resto della loro vita.
Mentre il pullman tenta disperatamente di partire, i circa 500 curiosi non sono andati del tutto via, ma sono rimasti all’esterno della stazione e si sono spaccati in due fazioni contrapposte. L’una (di fatto l’Excelsior al completo) che ha capito ed elogia la nostra “accoglienza” anti-servilismo, semmai tutta tendente a far valere la Dignità Abruzzese. L’altra (i leccaculo di natura) che ci accusa di maleducazione, di teppismo gratuito e di inciviltà, continuando così a mostrare (appunto) un servilismo da “90 gradi” a dir poco vomitevole. Le urla delle due fazioni si levano altissime e per poco non vengono alle mani tra loro.
Ci fermeremmo molto volentieri, per partecipare alla discussione e, magari, spiegare meglio il clima ostile da noi creato, ma ora abbiamo ben altro da fare. E’ tempo di abbandonare la stazione, dove “l’antipasto” dell’accoglienza è stato servito, per raggiungere l’hotel prima del pullman, e quindi far trovare sul posto il seguito della … “cena”.
Anche in questo caso, la Juventus s’era guardata bene dal far sapere che l’hotel è l’Esplanade, ma … figurati!… lo sa già tutta Pescara.
Attraversiamo corso Umberto da perfetti centometristi ad ostacoli, dovendo “saltare” come birilli auto intrappolate nel traffico, bus urbani, camioncini, moto, biciclette e, soprattutto, lo struscio tardo-pomeridiano che, neanche a farl’apposta, oggi è più affollato del solito. Siamo almeno in 200, forse più, e ovviamente non passiamo inosservati. La gente si volta, si ferma e si chiede cosa stia succedendo; proprio perché, non essendo in programma alcun comizio politico, sembra tutto molto strano. Poi, dietro di noi, passa il pullman della Juventus, seguito da due “volanti” con sirene e lampeggianti, e tutti capiscono.
Grazie all’azione di sfondamento delle due “volanti”, il pullman della Juventus ci raggiunge e ci sorpassa all’altezza di piazza Salotto (sennò, a quest’ora starebbe ancora là, imbottigliato nel traffico inestricabile), ma si crea ugualmente una situazione molto pericolosa, perché ora siamo noi a bloccare minacciosamente il pullman e a sommergerlo nuovamente di insulti d’ogni tipo, l’uno più sonoro dell’altro; lo stato di intimidazione, è altissimo. E meno male che non vedo in giro “papalina” (almeno finora …), altrimenti per i finestrini del pullman, sarebbe la fine! Pullman che in ogni caso viene bersagliato dal lancio di monetine, accendini, qualche scarpa e qualsiasi cosa può essere raccattata per strada … anche dentro i cestini della spazzatura … che per fortuna nessuno ha pensato di smontare …
Davanti all’Esplanade arriviamo praticamente di pari passo e, mentre la comitiva bianconera scende, risuona in tutta la zona il canto “bastardi bianconeri” semplicemente spettacolare; degno del miglior derby “della mole”. Se dopodomani riuscissimo a ripeterlo con uguale intensità … la Domenica Sportiva ci dedicherebbe un servizio a parte … ovviamente per dimostrare la nostra inciviltà nei confronti di Madama, ma pur sempre servizio a parte sarebbe.
Tutti i giocatori si dirigono di corsa, ma di corsa per davvero e a testa bassa, verso l’ingresso dell’hotel … anche Tardelli e Morini … guardati a vista da due cordoni di agenti PS che stanno vistosamente facendo “a gara” con i carabinieri per stabilire chi svolge meglio il proprio servizio. Ridacchiano anche loro “sotto i baffi” e un carabiniere (non abruzzese, stando all’accento) ci dice a bassa voce che lui personalmente farebbe molto peggio di noi, se non fosse in divisa.
Sarà anche la Juventus, sarà anche la Società più professionale del calcio italiano (inventore del famoso “stile Juve”), ma in questa occasione si è comportata da vera dilettante.
Dimmi tu: come si può andare a Pescara, in una città inviperita a causa dei continui torti arbitrali, e scegliere un hotel in pieno centro? E, per di più, permetti anche a due tuoi giocatori di provocare la tifoseria di casa? Ma tu ti rendi conto di cosa sarebbe accaduto se al posto di un Pescara Rangers ancora “in crescita”, come siamo noi, ci fosse stata … non dico la tifoseria ultras genoana o fiorentina, ma anche solo quella atalantina, o ascolana, o vicentina? E cosa sarebbe accaduto se, invece di tre ore, avessimo avuto più tempo per organizzarci insieme a I Fedelissimi e i Panthers (invece del tutto assenti proprio perché disinformati)?
Hanno deciso di far fare al pullman tutto il tragitto stazione-Esplanade a mo’ di sfilata, scambiando corso Umberto per una gigantesca passerella e ipotizzando due ali di folla festante, petali di rose e confetti, senza invece rendersi minimante conto che sarebbe stata (com’è stata) un’idea assolutamente folle.
Poi, naturalmente, i teppisti, i delinquenti (eccetera, eccetera) sarebbero i tifosi!… non coloro che organizzano questi “capolavori”, vero?
Una cosa è certa, direi certissima: i Traditori e i Rinnegati di casa nostra hanno abbondantemente capito che aria tira, e soprattutto che aria tirerà dopodomani allo stadio. Lo hanno capito talmente bene che, arrivati in massa alla stazione, già a culo semiscoperto e in perfetta posizione a 90° (misurati con il goniometro), dopo pochi minuti se la sono data a gambe, tenendosi alla larga dall’Esplanade per un raggio di almeno 500 metri.
Benissimo: era il nostro unico vero obiettivo, ed è stato raggiunto totalmente. Tutto il resto è solo un contorno … Tardelli e Morini compresi.

Sabato, 7 gennaio 1977
I giornali di stamattina ci “deliziano” con articoli che, per un motivo o per un altro, vale senz’altro la pena leggere. Per esempio, l’intervista a Trapattoni, che ci fa sapere di puntare prima di tutto a non perdere.
Sì, hai letto bene: l’allenatore bianconero, di certo tutt’altro che uno sprovveduto o cacasotto, ha detto che per lui va benissimo uscire imbattuto dall’Adriatico!… Esattamente come aveva detto anche Liedholm prima di Pescara-Milan. Stanno lottando per lo Scudetto, dovrebbero pensare solo ad “asfaltare” qualsiasi avversario, e invece … temono il Pescara, senza alcuna finzione.
Sulla contestazione ricevuta ieri sera a base di feroci insulti, il buon Giovanni ha detto quanto di più logico ci sia nel mondo nel calcio, mostrando una saggezza e un’intelligenza che certi “giornalai” (sempre con tutto il rispetto per i veri edicolanti) possono solo sognarsi. In sostanza: “Mi sembra normalissimo che a Pescara ci siano soprattutto tifosi del Pescara, e che, in quanto tali, non vedono di buon occhio qualsiasi avversario della loro squadra, quindi nemmeno la Juventus. Non vedo dove sia lo scandalo”.
Ma dubito fortemente che i “giornalai” di casa nostra l’abbiano capita.

Dopodiché, la stampa ci conferma che, sempre in mattinata, Pescara e Juventus svolgeranno il loro allenamento di rifinitura entrambe all’Adriatico.
Sì, hai letto bene anche questa volta: Pescara e Juventus devono “scontrarsi” domani, ma oggi fanno il loro allenamento di rifinitura insieme. Stesso campo, stesso orario, ciascuna squadra in una metà campo … tipo SS Chiola e Globus 2000 al Rampigna, nel turno serale delle ore 21,00.
Beh, sì … è così che si conserva un perfetto manto erboso; non lo sapevi?
Dopo alcuni giorni di brutto tempo, il cielo è finalmente tornato azzurro e luminoso, ed è abbastanza per spingere un mare di gente ad affollare l’Adriatico, nonostante la temperatura sia ancora gelida (le previsioni dicono che potrebbe arrivare addirittura una nevicata): la Tribuna superiore è quasi del tutto piena, quella inferiore piena in tutta la sua parte centrale, e c’è un buon gruppo anche nel “settore Ivo” della Curva Nord; oltre un paio di centinaia (almeno) attorno al campo, non si sa a quale titolo (… si fa per dire).
In pratica, 6.000 persone ci sono tutte.
Davanti a questo afflusso di certo non comune, ho subito pensato che si tratti del “popolo bianconero” venuto in massa a leccare i suoi idoli, ma per somma fortuna mi posso ricredere immediatamente: sono tutti tifosi del Pescara. Tant’è vero che durante l’allenamento si levano ripetutamente fischi e insulti all’indirizzo delle zebre, con sfottò talmente pesanti da arrivare all’umiliazione. Come, ad esempio, in occasione di un tiro sbilenco di Tardelli (sempre lui!… ), sottolineato da una grossa e grassa risata generale di tutti i presenti; roba da Circo Medrano!
Insomma, a quanto pare la prostrazione davanti alle “strisce del Nord” sta davvero scemando giorno dopo giorno, per lasciare posto al solo, unico, grande “Primo Amore” … che non è l’omonimo Club juventino (di via Bogino), ma quello nostro, quello Biancazzurro. E lo sottolineano un po’ tutti i giornali nazionali di oggi, nel commentare la gelida accoglienza ricevuta ieri sera dalla Juventus, vera e propria svolta storica che interrompe (speriamo definitivamente) un’antica, viscida ed appiccicosa “tradizione ruffiana”.
E quindi, se qualcuno era venuto all’Adriatico per sbavare o avere ripetuti orgasmi alla vista di questo o quell’altro “gobbo”, si è dovuto repentinamente ritirare anche stamattina, perché tira un’aria finanche più “pesante” di ieri pomeriggio; un’aria che “profuma” di linciaggio. Sarà anche (o soprattutto?) per merito della nostra sempre più ferrea campagna anti “Traditori & Rinnegati s.p.a.”? Sarà anche in conseguenza di quanto accaduto ieri pomeriggio tra stazione ed Esplanade? Sarà perché la tifoseria pescarese, e abruzzese in generale, s’è finalmente resa conto che le “strisce di Serie A” ora siamo noi? Non lo sappiamo, ma so con buona sicurezza che per la Juventus e tutti i suoi leccaculo pseudo-abruzzesi si annuncia una domenica affatto “latte e miele”; tutt’altro.
Con nostra infinita gioia e soddisfazione. Perché questa la considero un’altra fondamentale conquista del Pescara Rangers; e non sarà certo l’ultima, vedrai.

L’altra ottima notizia è che il montaggio delle ringhiere in Curva Sud procede spedito, e altri operai stanno “stuccando” alcuni giunti dei nuovi Distinti. Veramente una gran bella impressione, questo nuovo Adriatico, specie adesso che, con la nuova Curva Nord realizzata per oltre un terzo, comincia a prendere l’aspetto definitivo. E quindi, 35.000 persone ci possono stare “tranquillamente”. Anche senza collaudo, né ringhiere nei Distinti, né scale d’accesso. Il che resta una pazzia da ergastolo, ma tant’è …
Intanto, arriva il momento in cui entra in campo anche il Pescara, per condurre il suo allenamento nella metà campo rimasta libera, ed è occasione per assistere a una delle scene più belle di questi ultimi tempi, soprattutto a livello emotivo: tutta la Tribuna esplode in un’ovazione, con applausi fragorosi, quasi fosse l’inizio di una partita vera. Ulteriore e fortissimo segno di quale aria tiri effettivamente intorno a questo evento calcistico; di fatto, la Juventus non se la sta cacando nessuno.
Il Pescara occupa la metà campo lato Curva Nord, con palleggi e tiri in porta sottolineati da continui applausi e cori di incoraggiamento, e già stiamo pregustando … “di gusto” … un vero anticipo di partita, giacché dall’altra parte il “nemico bianconero” ascolta e vede … e si dà una regolata. Forse sta ascoltando e vedendo ciò che non si aspettava, perlomeno non fino a questo punto, e così dopo pochi minuti decide di rientrare negli spogliatoi, ma prima di imboccare il sottopassaggio, molti giocatori bianconeri si fermano a firmare autografi e a fare foto ricordo con quelli a bordo campo … poveracci! Devono avere una vita davvero meschina, se sono ridotti a questo punto!… E quindi bisogna anche capirli e com-patirli.
Proprio questo atteggiamento da “divi hollywoodiani” avvelena ancora di più gli animi dei veri Biancazzurri, e i fischi, come gli insulti, si raddoppiano.
Non solo. Mentre tutti i giocatori bianconeri raggiungono l’imbocco della maratona passando sulla pista d’atletica, per non infastidire il Pescara, Benetti e Spinosi decidono di attraversare tutto il campo, finendo per passare di proposito in mezzo a Zucchini & C. Inizialmente, un po’ tutti pensiamo che lo facciano per salutare vecchi amici (ad esempio, gli ex juventini Piloni e il DS Aggradi), ma ben presto ci accorgiamo che non è così, perché di abbracci e pacche sulle spalle non ce ne sono, neanche accennate. Anzi, si vede distintamente che si guardano in cagnesco, con i Biancazzurri fermi e mani ai fianchi, in “paziente” attesa che i “divi” si tolgano dalle palle.
Ti rendi conto? Questi due “signori” hanno interrotto volontariamente l’allenamento pescarese, per di più con atteggiamento da “fatece largo che passamo noi”!… L’unica cosa che non riesco a capire è perché qualche Biancazzurro non prenda una palla e, fingendo il tiro al volo verso la porta di Piloni, non la spiaccichi in faccia a uno dei due, magari poi chiedendo umilmente scusa per l’involontario inconveniente.
Dunque, ieri Tardelli e Morini, oggi Benetti e Spinosi …
Domanda numero uno. Come mai sin da ieri sera state avvertendo questo bisogno di provocare, in un crescendo di arroganza e teatralità? Non è che per caso vi state cacando sotto davanti ad una matricola assoluta, e non avete neanche il pudore di nasconderlo?
Domanda numero due. E questa sarebbe la “Vecchia Signora” del calcio italiano? Questo sarebbe il famoso “stile Juventus” instaurato da Agnelli e Boniperti? Quello che dovrebbe fare da esempio a un po’ tutte le altre Società? Ma per l’Amor di Dio!… Questo branco di vecchie zitelle inacidite mi sta ricordando il peggior Lecce di Losi, Giagnoni, Pantani e Ferrari, e mi fermo qua per conservare il discorso su un livello ancora civile.
Mavvattenaffancul’ … cammin’ … vah!
Sotto al piazzale della Tribuna incontriamo Maurizio e Paolo (due amici di Renato Manzo) intenti a parlare con un tifoso juventino. Pensiamo subito che si tratti del solito Rinnegato locale, perciò ci surriscaldiamo immediatamente. Il primo ad avventarsi è (al solito) Stani, che gli chiede l’ora in stretto dialetto pescarese, in modo da smascherarlo, finendo invece per scoprire che questo qui è addirittura di Torino. Ha deciso di arrivare a Pescara si da ieri sera (insieme alla squadra) per passare il fine settimana in una città da conoscere, a proposito della quale esprime grandi apprezzamenti e altrettanta sorpresa positiva.
Ci soffermiamo così a parlare un po’ più amichevolmente. Non è neanche un tifoso qualunque (tutt’altro) perché, nonostante l’età non più giovanissima, sotto il loden porta la maglietta della Fossa, tra l’altro del tipo che a me piace di più: nera, con la scritta bianca e un teschio (molto ben fatto) al posto della “O”; dunque, è (o è stato) sicuramente un “militante” di primo piano della Filadelfia. Una volta constatato il nostro atteggiamento pacifico, tira fuori dalla tasca una sciarpa bianconera e se la mette al collo, chiedendoci di fargli visitare un po’ meglio lo stadio. Cosa che facciamo volentieri, ma solo perché è di Torino, e comunque non prima di avergli raccomandato di non “allargarsi” troppo con l’esibizione di maglietta e sciarpa, perché non tutti (anzi quasi nessuno) qui a Pescara hanno intenzioni così pacifiche verso chi entra nel nostro territorio per avversare la Bandiera Biancazzurra.
Gli spieghiamo poi i vari settori dell’Adriatico, come siamo combinati quest’anno e come saremo combinati l’anno prossimo ad ampliamento completato, così … quando “l’anno prossimo torneranno a Pescara” … sapranno come regolarsi. A tal proposito, ci ringrazia per le preziose informazioni (infatti a loro risultava ancora la Curva Nord quale “covo” del tifo locale), anche perché sono in arrivo sette pullman da Torino, organizzati dal Club Primo Amore di via Bogino, in mezzo ai quali ci saranno anche una quindicina della Fossa, ma senza striscione; neanche quello da trasferta.
Benissimo, per noi non c’è problema. Tutto sta a vedere “come” si comporteranno.
Mentre fuori lo stadio già imperversano i bagarini (Curve a 5.000 lire!), ci salutiamo con lo juventino che, per l’occasione, ci chiede consiglio sui posti da visitare in città, e su come passare la serata; mi sembra piuttosto spaesato, al punto da fare quasi tenerezza. Ma Stani, come al solito, è pronto a correggermi: “Spaesato uno della Fossa?… Cussù si shtà a cacà sott”… Dopodiché, visto che andiamo tutti nella stessa direzione, lo invitiamo a prendere il “2” per tornare in centro con noi … anche se non ha il biglietto. Dopo poche fermate, però, siamo costretti ad avvisarlo di scendere subito, perché … sta salendo il controllore. E quindi, ci salutiamo definitivamente.
Mah!… Uno che va in trasferta da solo, con due giorni di anticipo, in una città che non conosce affatto, e si mette la maglia della Fossa … E stasera, se va in trattoria, cosa fa? Cena con il loden addosso o se lo toglie?
Genda shtran’.

Domenica, 8 gennaio 1978
Eccolo qua l’appuntamento del secolo, quello atteso da quarantadue anni è finalmente arrivato.
L’Adriatico di Pescara … hai presente? Quel “campetto” (dissero i burini romanisti) situato in viale Pepe, margine nord della pineta dannunziana … Quello in cui appena “l’altro ieri”, si giocarono Pescara-Enna, Pescara-Putignano, Pescara-Acquapozzillo … Ricordi? Sì, è sempre quello, magari con una capienza maggiorata, ma pur sempre quello … Oggi ospita Pescara-Juventus.
Mi sembra opportuno ripetere (ai più distratti) che stiamo parlando della Juventus vera, quella di Torino, di Agnelli e della Curva Filadelfia, non della Juve Stabia, e nemmeno della Juventus Teramo.

Farei anche notare (agli stessi finti distratti) che non è un amichevole. Non è una gara di Coppa Italia. Oggi, sul nostro terreno erboso (meglio specificarlo, dopo aver menzionato Enna, Putignano e l’Acquapozzillo) scendono Zoff, Gentile Cuccureddu, Furino, Morini, Scirea, Causio, Tardelli Boninsegna, Benetti, Bettega … e lotteranno per i due punti in campionato! Per due punti che a loro serve come il pane per lo Scudetto e a noi … pure, per un altro tipo di scudetto, per certi versi molto più prezioso e difficile.
Giochiamo “alla pari” con la Juventus! Non con il Nardò e il Bitonto, né con il Marsala e il Barletta, e nemmeno con l’Ascoli e la Ternana … Giochiamo contro tre quarti della Nazionale Azzurra!… “Alla pari”!…
E quindi, niente omaggi floreali, niente banda musicale, niente gita turistica per mangiare il pesce fresco (e cucinato come Dio Comanda), niente prostrata ospitalità, niente esibizioni circensi … acqua passata! Album dei ricordi!… E, semmai fosse necessario, ce lo ricorda l’odierna cronaca nazionale de Il Messaggero, quando scrive e sottolinea: “Le visite della Juventus in Abruzzo non sono più di cortesia, come in passato. Ora l’ex feudo bianconero è tutto stretto attorno alla squadra di Cadè, e per Bettega & C. non ci sarà alcuna passerella; tutt’altro”.
No, non è un articolo scritto dal nostro Federico De Carolis, che pure sarà felice fino alla commozione. L’ha scritto Piero Di Biagio, un giornalista romano che con la città di Pescara e con i pescaresi non ha niente da spartire, mentre la maggior parte dei “giornalai” indigeni continuano ad essere impegnati nella “geometria dell’angolo retto” di fronte alla Vecchia Signora … o ad Agnelli che dir si voglia … con un servilismo semplicemente viscido; al punto che le pagine locali sono persino appiccicose.
Non per niente, l’ultimo tratto dell’intestino umano, proprio quello subito prima del … foro di “uscita”, si chiama colon “retto” … Vedi un po’ tu, a volte la Natura …

La temperatura è ancora gelida, ma è definitivamente svanita la minaccia della copiosa nevicata, invece caduta un po’ in tutto il resto d’Abruzzo, pertanto si preannuncia davvero una giornata memorabile.
I cancelli aprono alle ore 12, ma fuori dallo stadio c’è folla sin dalle 10 e poco dopo iniziano i rituali tentativi di “scavalcamento” da parte dei senza-biglietto, al ritmo di un “attacco in massa” ogni cinque minuti; tutti puntualmente respinti dalle Forze dell’Ordine, che però devono far ricorso ai manganelli e alle “volanti” lanciate a tutta velocità contro il gruppo dei “saltatori”; ricevendo in tutta risposta una fitta sassaiola, giacché il “materiale” non manca di certo. Ne consegue un’ora abbondante di guerriglia attorno all’intero perimetro dello stadio, ma alla fine coloro che riescono nell’impresa di entrare gratis si contano sulle dita di una sola mano.

Per noi del Pescara Rangers è giorno specialissimo, soprattutto perché è quello del nostro esordio sul nuovo anello della Curva; un “evento” che stiamo aspettando sin dalla scorsa estate. Un esordio che ci vede scenograficamente trasformati: striscione di 20 metri nella ringhiera inferiore, tamburi e striscione Fossa (che ho completato giusto ieri) sulla ringhiera superiore.
Il signor Manzo è assente per influenza, come pure Cadè, colpito nella notte da un febbrone a 40 (non per modo di dire) e costretto a rimanere in casa, nella sua abitazione di Francavilla (lo sostituisce il secondo Marco Bozzi). Renato è partito per il Servizio Militare, e Luigi il “tesoriere” è in Svizzera per lavoro. Quindi, tutta l’organizzazione dello “sparo” (petardi, giochi pirotecnici e fuochi d’artificio) ricade su Ettore e Michele. I quali non sono affatto d’accordo con il nostro spostamento sull’anello superiore, perché (dicono) sarebbe molto più giusto un diretto contatto tra la scenografia e il gruppo. Seguono perciò scontri verbali che si fanno sempre più furiosi col passare dei minuti, soprattutto a causa dello striscione Fossa, addirittura “visto” come la nostra intenzione di scissione.
Naturalmente, non c’è alcuna scissione in atto, e tantomeno ammutinamento; non diciamolo neanche per scherzo! Ma sta diventando molto difficile farlo capire, nonostante lo striscione “Pescara Rangers” oggi abbia una visibilità addirittura superiore alle domeniche precedenti. Niente da fare! Michele e Ettore si sono impuntati, anzi quest’ultimo pensa di risolvere la faccenda minacciando addirittura di disfare il trespolo con lo “sparo” e di riportarsi a casa anche i fumogeni, con lo stesso atteggiamento di chi sta per togliere caramelle e cioccolatini dalle mani dei bambini capricciosi. Ma la risposta dei “bambini” è (purtroppo per lui) tanto semplice quanto perentoria: “E chi se ne frega”!?
Cioè, fammi capire: m’addaver’-addaver’ ci avete scambiato per le “Giovani Marmotte”?… Che rispondono ad ogni schiocco di dita del loro capo Gran Mogol? Se questo Gran Mogol fosse un Margaro (Maratona) o un Beppe Rossi (Filadelfia), o un Pompa (Fiesole) … ci potrei anche pensare su, m’addaver’-addaver’ il tifo ultras di Pescara dipende da Ettore e Michele? Ma che ci’avem’ammattit’!?
Per cui, non solo restiamo sopra, e ci mancherebbe altro!… ma decidiamo di troncare qua la discussione più inutile del secolo, lasciandoli sbraitare tra di loro.
In nostra vece parlano i fatti che abbiamo davanti: mancano più di due ore all’inizio della partita, e tutto il settore sopra lo striscione Fossa è già pieno fino all’ultimo gradone; ma anche le due parti laterali si stanno riempiendo fino al corridoio superiore; a occhio e croce, siamo il doppio che in Pescara-Milan. Figurati se ci ri-trasferiamo sotto, per quattro tric-trac, due mortaretti e un bengala … ma non se ne parla nemmeno per scherzo!
Poco dopo arrivano I Fedelissimi (tra i quali anche Gianfranco e altri “vecchi capi” storici), insieme ai Panthers. Come da accordi presi in settimana, si sistemano alla nostra sinistra con i loro numerosi tamburi, così da formare un gruppone unico che oggi supera di molto il migliaio di unità; di sicuro il più grande e numeroso che si sia mai visto all’Adriatico, a livello di gruppi organizzati.
Scendo sotto per godermi da lontano l’effetto generale e … c’è da stropicciarsi gli occhi: non riesco a credere che quelli siamo davvero noi, che siamo riusciti a creare questa meraviglia in così breve tempo. A livello scenografico, e fatte le dovute proporzioni, non abbiamo niente da invidiare alla vera Fossa juventina e, ti giuro, l’emozione mi sta bloccando il respiro.
Per di più, all’improvviso spuntano anche due fumogeni, uno bianco e uno azzurro, portati non si sa da chi, ed è un altro grandissimo segno di crescita perché, al di là degli innegabili vantaggi per la coreografia, questo significa che altri nostri amici, pur non appartenendo né al gruppo-capo né alla “seconda fascia”, cominciano ad ingegnarsi per contribuire fattivamente alla spettacolarità del tifo; come dev’essere in ogni grande Curva ultras che si rispetti.

Manca circa un’ora all’inizio della partita, e i giocatori delle due squadre entrano in campo per il rituale sopralluogo in borghese. Li stavamo aspettando!
La prima a spuntare dal sottopassaggio è la Juventus, facilmente riconoscibile perché la loro divisa invernale prevede il loden grigio con lo stemma “zebrato”. L’uragano di fischi è immediato, condito da ripetuti cori di insulti; non un solo applauso di riverenza, non una sola bandierina o sciarpa bianconera e, soprattutto, non un solo “striscionetto”. Neanche in Tribuna. Del resto, come già in occasione di Pescara-Milan, in settimana siamo stati piuttosto “chiari” nei confronti dei vari Juventus Club d’Abruzzo: se i vostri striscioni e le vostre bandiere entrano dentro l’Adriatico, gli diamo fuoco all’istante. Non è una minaccia, è una promessa.
E ancora una volta, gli abruzzesi si sono dimostrati un popolo di assoluta intelligenza anche in ambito calcistico, riuscendo a capire quando “non è il caso” di fare l’eroe.
I giocatori juventini sembrano piuttosto disorientati, e si capisce lontano un chilometro che stanno cercando con lo sguardo una qualche presenza bianconera, foss’anche nel più sperduto angolo dell’Adriatico. Ma … “purtroppo”!… presenze bianconere non ce ne sono, e se ci sono si guardano bene dal rendersi visibili, per cui Tardelli … ancora lui, sempre lui … decide di completare l’opera iniziata venerdì sera dirigendosi verso di noi con le mani in tasca, la testa alta, il passo lento … un’arroganza che lascia sconcertati. Neanche in Serie D girone H ho visto comportamenti del genere. E più piovono insulti, oggetti lanciati in campo e persino due colpi di lanciarazzi … ad altezza uomo, più lui si avvicina alla Curva Sud, anzi al nostro gruppo.
Si ferma all’altezza dell’area di rigore, e resta impalato a guardarci fisso per diversi minuti, in chiarissimo segno di sfida e con una faccia da … Gianni Brera più unica che rara. Torna indietro solo quando alcuni di noi stanno per invadere il campo, così da poterci “parlare” a quattr’occhi, e solo perché arrivano i suoi compagni di squadra Cabrini e Spinosi, insieme al servizio d’ordine, per “consigliargli” un immediato dietrofront.
Torno a chiederti: questo sarebbe il famoso “stile Juve” tanto spiattellato a mo’ di esempio? E costui sarebbe una delle maggiori promesse del calcio italiano, pilastro portante della futura Nazionale Azzurra?
Freeeeechete!…
A mezz’ora dall’inizio della partita lo stadio Adriatico è impressionante. Dicono che siamo in 35.000, l’uno più “accalorato” dell’altro, ma secondo me siamo molti di più perché non stavamo così stretti dai tempi di Pescara-Lecce del 1974; solo che adesso c’è in più l’ampliamento. Abituati all’Adriatico originario, ora la Curva Sud e i nuovi Distinti fanno impressione: una muraglia umana, come un vero stadio di Serie A.
Più che il “folkloristico” Tardelli, il nostro problema del momento si chiama Erminio. Da un po’ di tempo a questa parte, e senza che nessuno gli avesse chiesto niente, si è messo in testa di fare il “direttore d’orchestra” del Pescara Rangers, cioè il capo-tifoso “lanciatore” di slogan e canti.
Per la verità, dal punto di vista fisico sarebbe adattissimo (il classico “massiccio”), e sa anche abbinare molto bene il “tipo” di tifo alla fase della partita, ma purtroppo ci sono diverse altre cose che non vanno, e anche piuttosto “pesanti” dal punto di vista propriamente ultras. E allora, con tutte le buone maniere di questo mondo, gli abbiamo fatto capire che non è il caso, perché non si tratta di modificare qualche particolare ma, a livello ideologico, stiamo su due pianeti diversi; non esistono possibilità di mediazione.
Non c’è verso di farglielo capire, e allora dobbiamo giocoforza passare alla seconda fase: l’ordine generale per tutto il gruppo è uno solo: “Non ve lo cacate”! Naturalmente, facendo attenzione che non se ne accorga, per non offenderlo.
Invece, ci ha sentiti. Ha beccato in pieno me e Fabrizio mentre stiamo letteralmente urlando a tutti: “Non ve lo cacate!” e, come ampiamente prevedibile, si sta incazzando di brutto, arrivando persino a minacciarci: “Con voi due facciamo i conti a fine partita” … Va benissimo!… facciamo questi conti a fine partita e poniamo fine una volta per tutte a questa angoscia infinita. Non se ne può più!

La partita sembra iniziare bene per noi, con un Pescara che non mostra nessun timore reverenziale e che, anzi, non perde occasione per creare le prime difficoltà alla Juventus; sembrano passati secoli da quell’assurdo Pescara-Napoli. Ma, evidentemente, dove non arrivano i campioni bianconeri (o presunti tali), arriva “qualcun altro” in loro soccorso.
Sono passati appena cinque minuti, pochissimi nell’ambito di una partita, ma abbastanza per far capire un po’ a tutti che la Juventus è attesa da un pomeriggio nient’affatto turistico, come qualche “sapientone” nordista aveva pronosticato sulle pagine rosa. E allora, “Pronto Soccorso Bianconero” subito in allarme e in azione.
Tiro dal limite dell’area di Causio, di per sé scarsamente pericoloso, Bettega è appostato a non più di tre metri dalla linea di porta e tocca la palla più per puro istinto che non per precisa volontà, deviandola quanto basta per infilarla tra il palo e le gambe di Gentile. Il quale Gentile si era a sua volta appostato sulla linea di porta già prima del tiro di Causio, con il preciso scopo di ostacolare in maniera determinante la possibile (e semplice) parata di Piloni.

08/01/1978: il gol del primo vantaggio juventino

Gol da annullare per doppio fuorigioco (di Bettega e Gentile), senza neanche starci a pensare su. Talmente da annullare che gli altri juventini aspettano diversi secondi prima di esultare, sicuri del fischio arbitrale, mentre i Biancazzurri raccolgono la palla con la certezza di doverla rimettere dal fondo. Il pubblico quasi sorride ironicamente nei confronti di Bettega, perlomeno finché non si accorge che l’arbitro Ciacci ha ignorato del tutto il guardialinee (infatti rimasto fermo, a bandierina abbassata) e sta indicando “baldanzoso” il centrocampo.
Stadio esterrefatto. Impietrito e convinto di essere nel bel mezzo di uno scherzo, non essendoci altra spiegazione. Poi guardi quale squadra avversaria c’è in campo e hai subito la tragica sensazione di non essere nel bel mezzo di uno scherzo. Finora avevamo solo letto e sentito parlare dei favoritismi e della sudditanza psicologica verso la Juve, e oggi ne stiamo facendo esperienza diretta.
Più del gol(???) subito in sé, ora ci preoccupa un possibile crollo del Pescara, e sarebbe pure comprensibile dopo l’accumulo di amarezze e ingiustizie dell’ultimo mese e mezzo. Invece, i Biancazzurri ripartono a testa bassa come se non fosse accaduto niente, e le difficoltà della Juventus si materializzano nel plateale e ridicolo fallaccio commesso da Morini ai danni di Bertarelli in piena area di rigore; roba da Prima Categoria o, se si vuole, da cascettari di professione. Un fallo talmente clamoroso che anche l’odierno Ciacci “bianconero” non riesce ad ignorare e, suo malgrado, deve concedere il rigore; tra l’altro, senza alcuna protesta da parte degli avversari. Calcia Nobili e per Zoff non c’è alcuna pietà: palla da un lato, “super-Dino” dall’altro.
A sette minuti dalla fine del primo tempo abbiamo recuperato una parità a dir poco meritata; e con un secondo tempo tutto da vivere.
Il quale secondo tempo si ripropone sin dall’inizio come fotocopia del primo. Infatti, dopo soli sei minuti la Juventus torna in vantaggio, con un altro tiro (dell’ex atalantino Fanna) tutt’altro che pericoloso, ma perlomeno non macchiato da una plateale irregolarità.
La Juventus festeggia questo gol con la stessa intensità di un “gol-Scudetto” … tanto per farti capire come si stavano mettendo le cose. Ma il più felice di tutti dev’essere senz’altro Ciacci, chissà quanto “allarmato” dopo il pareggio di Nobili; l’arbitro fiorentino non può saltellare di gioia come fanno i giocatori, ma pagherei chissà cosa per “leggergli” il pensiero di questo momento.
Adesso il crollo del Pescara ce l’aspettiamo davvero, perché rimontare una seconda volta la Juventus “in dodici” è utopia pura. Semmai, ora sarà bene evitare che la sconfitta diventi più larga, ovvero che assuma le sembianze della beffa.
Niente di tutto questo: la “Trapattoni band” è ancora costretta a rinchiudersi nella propria metà campo, sotto gli attacchi furiosi di un Pescara inviperito; come e peggio del primo tempo. Ad un certo punto, abbiamo la netta sensazione di vedere il gatto giocare con il topo, solo che … il gatto ha la maglia Biancazzurra. Pensa che in occasione di una punizione calciata da Nobili, tutta la Juventus è dentro la propria area di rigore … Tutti!… undici bianconeri, Bettega compreso.
Li stiamo mettendo “a torello”, con continui passaggi volanti tra Nobili & C. che costringono i bianconeri a ripetuti fallacci e perdite di tempo talmente ridicole e antisportive da riportarci alla mente l’indimenticabile Alessandria di tre anni fa; non per niente, sono corregionali.
Il pensiero che attraversa tutto l’Adriatico (quindi Traditori imboscati compresi) è uno solo: questa sarebbe la “tre quarti” della Nazionale che ci deve rappresentare al “Mundial” in Argentina? Le speranze mondiali dell’intera Italia sono affidate a sette-otto giocatori messi spalle al muro dal Pescara?
‘Nnamo bbene!…
Finisce la partita. L’abbiamo persa (1-2) e non riusciamo a farcene una ragione.

Non ci si può credere: abbiamo messo sotto la Juventus, a tratti ridicolizzata. I corner sono 8-4 per noi, i tiri in porta 7-4 per noi, hanno dovuto commettere perlomeno 20 falli “killer” per fermare Nobili (migliore in campo assoluto), Andreuzza non ha fatto toccare palla a Bettega (a parte il finto gol), ma … loro si portano a casa i due punti e passano in testa alla classifica (come ci ripete ossessivamente Bortoluzzi in “Tutto il Calcio, minuto per minuto”), mentre noi ci siamo ulteriormente distaccati dal quart’ultimo posto, ora distante ben quattro punti.
Non ci si può credere.
La reazione immediata del pubblico è anche la più ovvia: un altro uragano di fischi, molto più sonoro del precedente, accompagna l’ex squadra più amata d’Abruzzo al rientro negli spogliatoi, alla quale non facciamo mancare nemmeno il necessario e doveroso sigillo dell’etichetta d.o.c.: “La-dri-la-dri-la-dri-la-dri”; ed è il minimo. È il logico sfogo con cui non si accetta uno scandalo morale e materiale.
Dopodiché, ci tocca di nuovo sfollare dall’Adriatico quasi in silenzio totale, amareggiati, offesi e sempre più sconfortati dalla classifica. È inutile auto-consolarsi con il meraviglioso gioco della squadra, o con le grandi che vengono puntualmente messe sotto dalla “cenerentola” della Serie A, perché nessuno dei due particolari produce i punti necessari alla salvezza.
Spiace dirlo, e non immagini quanto, ma a questo punto dobbiamo ammettere che ha ragione Puricelli, lo pseudo-allenatore del Foggia, cioè della squadra più cessa che la Serie A ricordi nell’ultimo decennio, ma che fa punti. Fa punti preziosi rubandoli in qualsiasi maniera, e se il campionato finisse oggi, quella squadra di undici cessi, che “giocano” da cani, sarebbe salva. Noi no. Noi che mettiamo sotto di brutto Napoli, Milan, Inter e Juventus oggi finiremmo dritti-dritti in Serie B.
In questo momento vorrei parlare a quattr’occhi con tutti voi, viscidi “benpensanti a 90 gradi”, che ci avete ricoperto d’insulti per aver accolto in malo modo la “povera Juventus”. Con tutti voi che avreste voluto dimostrare ai bianconeri tutta la squisita ospitalità dell’Abruzzo “forte e gentile”, con tappeti rossi nuovi fiammanti, banda di Nocciano e fiori freschi fatti arrivare direttamente dalle serre di Sanremo.
Avete visto, vecchi ‘ndundit’e voccaperte?
Avete visto cosa significa essere “forte”, ma anche “gentile”? Sì … Gentile come quello in fuorigioco sulla linea di porta. Gentile, fino al punto da regalare punti a destra e a manca, a chiunque si trovi in transito da queste parti; il gentile omaggio non si nega a nessuno.
E avete visto quant’è felice di questa “forza e gentilezza” la vostra cara e povera Vecchia Signora? Due gol rubati, due punti rubatissimi, due pernacchie a tutti gli abruzzesi “in bianco e nero” (più nell’animo che nella sciarpa) e se ne vanno a casa. Mentre voi restate “impalati” come babbei, cornuti e mazziati; come forse siete abituati a essere da quando siete nati.
Noi no!
Decidiamo perciò di recarci fuori dalla Maratona per esprimere tangibilmente il nostro “pensiero” sull’esito della partita e, una volta che il pullman bianconero esce per riportare la squadra in albergo (ripartono domani … i poveri “signorini!… ), lo assaltiamo nel vero senso del termine, a colpi di “pretate” e bastonate. Un finestrino va in frantumi e tutti gli occupanti si buttano a terra sul corridoio, poiché si temono incidenti molto più gravi, comunque sventati dal pronto intervento delle Forze dell’Ordine.
Strano, molto strano: come mai adesso Tardelli, Benetti, Morini e Spinosi si “accucciano” anch’essi a terra sul corridoio? Come mai ora non si affacciano da un finestrino per risponderci con il pollice in giù e il medio in su? Dov’è finita tutta quella “sveltonarìa” di qualche ora fa?
Incidenti sparsi continuano comunque nei dintorni dello stadio, per via di una vera e propria caccia al tifoso juventino d’Abruzzo. E ne troviamo diversi, anche se la maggior parte riesce a farla franca tenendo ben nascoste sciarpe e bandiere … che non hanno potuto tirar fuori neanche per un minuto.
Dite che siamo teppisti? Delinquenti? Incivili?
Sì, può darsi.
Ma mai quanto Ciacci e, soprattutto, chi lo ha “lezionato” e inviato per rovinarci la domenica più attesa.
Dite che siamo la “vergogna di Pescara”?
Sì, può darsi.
Ma noi camminiamo a testa alta e perfettamente in “linea verticale”. A differenza di voi, viscidi Rinnegati di casa nostra (purtroppo), amanti dell’angolo retto e del più vomitevole leccaggio.
Siete il nostro obiettivo “numero uno”.
E state pur certi che finché ci saremo noi, dentro l’Adriatico non ci sarete voi.
Gabriele (“Gaby”) Orlando 
[estratto dal (mio e vostro) diario del PESCARA RANGERS] 
Qui per commentare questa pagina

Condividi su:

Lascia un commento