Ciclo “Casini societari” (3/a), di “Gaby”: DALLA STALLA AL LETAMAIO
27/07/2023
MAGLIE UFFICIALI PESCARA CALCIO 2023/24: RICICLATE! MA LA SCARAMANZIA?
28/07/2023

Mercoledì, 20 luglio 1977 – 
Link alla parte precedente.
(…) Passata l’euforia generata dalla sequenza delle quindici partite che ci attendono sulla “vetta” del Calcio Italiano, ci ributtiamo subito nei casini di ogni tipo … con i quali (non vorrei peccare di pessimismo) temo che ci stiamo scavando la fossa con le nostre stesse mani.
Caldora non si rassegna a stare lontano dalla Pescara Calcio, anzi aspira ad essere confermato presidente, con Capacchietti e Marinelli nel ruolo di vicepresidenti. Dopodiché, non nasconde il suo parere da vero tifoso, come sempre votato al pieno ottimismo: “Napoli e Torino sono un avvio terribile sulla carta, ma il diavolo potrebbe essere meno nero di quel che appare oggi. Soprattutto perché ad inizio campionato molte ‘grandi’ sono ancora in rodaggio”.
Degli altri dirigenti, nessuna traccia. Non una sola parola sul calciomercato, sul calendario o su uno qualsiasi dei tremila problemi che abbiamo al momento. Come veri fantasmi condannati a vagare … “nell’ombra” … ricompaiono all’improvviso e aprono bocca solo per respingere la soluzione proposta da Caldora. Sì, perché la maggioranza dei consiglieri gli è ostile a prescindere, quindi gli vota contro qualsiasi cosa proponga. Siccome è la maggioranza “pilotata” da Di Properzio, è chiaro che la soluzione appare lontanissima. Meglio dire inesistente.
Un paio di cosette, però mi piacerebbe capirle meglio.
Ma negli spogliatoi di Bologna, appena 17 giorni fa, Di Properzio non aveva detto che il suo compito era finito con la promozione in Serie A? Come mai sta ancora “in mezzo” a tutto? Come mai non si muove foglia che non sia lui a muovere?
E poi Capacchietti … non aveva affermato (la scorsa estate, non due secoli fa) che “Io e Di Properzio siamo due cose diverse”? E che mai più sarebbe stato al suo fianco, neanche come semplice consigliere? E allora, ora perché partecipa a questa “spartizione” in cui Di Properzio c’è, eccome?
Beh, adesso il termine “assurdo” l’ha usato anche Il Messaggero di oggi, segno che siamo già (abbondantemente) entrati nel ridicolo.
E l’Italia calcistica (… spero solo calcistica …) non ci ride più alle spalle, ma direttamente in faccia.

Giovedì, 21 luglio 1977
Altra riunione “segreta” in via Campania e, dopo … “violenti tafferugli a stento sedati dalle Forze dell’Ordine” … il golpe è giunto a conclusione: Caldora è stato buttato fuori da ogni carica.
Nuovo “presidente apparente” della Pescara Calcio S.p.A. è stato eletto Attilio Taraborelli, 45 anni ma ne dimostra almeno 60, famoso per aver costruito l’intero quartiere Spirito Santo, soprannominato “il ragioniere” per la sua nota attenzione ai conti e la dimestichezza con i registri.
Il vero “presidente-ombra” e la sua tenebrosa banda hanno anche deciso Capacchietti in veste di amministratore unico (ma … non aveva detto che …), Marinelli, Filippo De Cecco e “se stesso” come vicepresidenti. Eh sì!… perché una “grande” Società come questa ha assoluto bisogno di ben tre vice.
Per la cronaca, il “petroliere” sarà anche il tesoriere … e mai rima fu più profetica.
Dunque, il “Club dei 10” è completato da cinque consiglieri di presidenza: Nait (accompagnatore ufficiale della squadra), Di Nardo, D’Eramo (responsabile del settore giovanile), Panfilo De Leonardis (chi si risente!) e Carlo Maresca. Ci sarebbe, poi, Giuliano Torlontano quale rappresentante degli altri 20 consiglieri. Ma … è lo stesso Giuliano Torlontano messo sotto inchiesta dal dottor Nicola Trifuoggi per “sviste” urbanistiche (chiamiamole così)? O forse è un omonimo?
Dunque … quello aveva detto che … quell’altro aveva assicurato che … il terzo non aveva dubbi sul fatto che … il quarto era la Verità fattasi persona … poi, non appena si trova il modo di scaricare Caldora (anche da semplice consigliere) … improvvisamente e magicamente tutti d’accordo!
Ora noi tifosi ci aspettiamo spiegazioni convincenti: e sai cosa hanno avuto il coraggio di inventare? Che il Commendatore “Ha effettuato spese allegre per le pubbliche relazioni, ha regalato a destra e a manca tessere omaggio come se piovesse, non ha mai tirato fuori una sola lira di tasca propria”. Cioè, l’esatto contrario di quanto avvenuto: Caldora è l’unico che ha sempre combattuto sia le tessere omaggio, sia le spese folli. Quanto a non aver tirato fuori neanche una lira di tasca propria … meglio cambiare discorso, per carità di Dio.
E così, il golpe già deciso al … 75° minuto di Pescara-Atalanta a Bologna, viene portato a termine proprio nel momento in cui “il letamaio” crede che la tifoseria non costituisca pericolo, in quanto distratta dalle accese discussioni su calendario, calciomercato, abbonamenti, ampliamento dell’Adriatico e prezzi dei biglietti che, tra parentesi, si annunciano letteralmente a peso d’oro, causa capienza ridotta del nostro stadio. In poche parole, chi andrà a vedere le partite pagherà anche per chi … resta fuori.
La realtà è però ancora una volta molto diversa, perché i ritrovi Biancazzurri non sono affatto distratti da questo e da quell’altro, ma ribollono di … “sentimenti negativi” (chiamiamoli così) come mai è accaduto a Pescara nei confronti della Società. Sì, perché è vero che cinque anni fa si viveva in un continuo stato di contestazione e dopo “Trani” volevano addirittura dare fuoco alla casa di Galeota, ma quella era rabbia e sofferenza per i risultati sul campo, per una retrocessione dolorosissima. Oggi invece dobbiamo ancora festeggiare una fantascientifica Promozione, quindi l’esatto contrario, e siamo alle prese con inenarrabili casini “fuori dal campo”, in cui la Squadra non c’entra niente.
Del resto, la domanda da porci … da “porci”!… è sempre la stessa:

  1. E’’ la Società che, allestendo uno squadrone (con i nostri soldi), ha portato Pescara in Serie A?
  2. O è Pescara che, riempiendo domenicalmente l’Adriatico (e gli altri stadi di mezza Italia), ha spinto lo squadrone e la Società verso la Serie A?

Bella domanda, vero? La cui risposta, come puoi ben vedere, è facile-facile-facile …
Intanto, l’ira furente dei tifosi trova il suo sfogo in una comunicazione che ieri era solo una voce mentre oggi pomeriggio è diventata ufficiale e sta facendo il giro della città alla velocità della luce: “Tutta la tifoseria Biancazzurra è convocata in massa per domani pomeriggio (alle 17,30) sotto la sede del Pescara, dove si terrà il Consiglio Direttivo (ore 18,00) che dovrà ufficializzare le (vomitevoli) decisioni appena prese”.
Bene, non solo esistiamo, ma siamo vivi!
Questo Consiglio Direttivo è occasione più unica che rara per “comunicare” ai luridi tutto il “feroce disappunto” della Pescara Biancazzurra; quindi già pregustiamo una via Campania in stato d’assedio, in cui il Pescara Rangers è chiamato a recitare un ruolo primario. Ma accade l’imprevedibile.
Proprio ieri pomeriggio, vista la malaparata, il signor Manzo ha improvvisamente invitato tutti noi del gruppo-capo a casa sua, per una cena a base di pasta e fagioli di cui la signora Vittoria è vera maestra. È un’idea (peraltro splendida) che aveva già da tempo ed eravamo d’accordo nel metterla in programma nell’immediata vigilia del campionato; invece ha deciso di anticipare a stasera, senza specificare il motivo … che però capiremo ben presto.
Ci siamo proprio tutti: noi del gruppo-capo, i figli Alvaro, Renato, Luigi e Tina (mentre Paola è fuori Pescara), gli immancabili Luigi “il tesoriere”, Erminio, Peppino Montebello, mentre Ettore arriva verso la fine e Michele “lu cines” non è potuto venire per impegni dell’ultimo momento in casa sua. La temperatura è l’ideale per stare fuori in terrazza; insomma, una meraviglia su tutto il fronte … perlomeno fino a metà serata, quando il signor Manzo “viene al dunque” e ci spiega in sintesi: “Dobbiamo disertare la manifestazione di protesta sotto la sede, perché tanto ormai hanno deciso, e non saremo certo noi a fargli cambiare idea. Io stesso sono il primo che li fucilerei uno a uno con le mie mani, ma se andiamo a fare casino in via Campania ci diamo la zappa sui piedi, perché poi è ovvio che saremmo catalogati come nemici giurati della nuova dirigenza e … Addio agevolazioni!… di cui soprattutto voi ragazzi (e non certo io) avete bisogno; pensate agli abbonamenti ridotti, alle trasferte agevolate, al materiale da acquistare, eccetera”.
Per supportare e rafforzare questa tesi, ci informa che anche I Fedelissimi, il CCCB e il gruppo guidato da Ricci hanno rinunciato, per gli stessi motivi. In altre parole, sarebbe rimasto il solo Zazzà a voler contestare con estrema convinzione e ferocia; lo stesso Zazzà che tutti prendono per un “mezzo matto” (io compreso) e che, invece, in questa occasione è l’unico a dimostrarsi “dritto”.
“Dritto” … cioè non piegato!… né a 30, né a 60, né a 90 gradi.
Nonostante il bisogno di aiuti per abbonamenti, trasferte e materiale vario sia un dato di fatto indiscutibile, il signor Manzo raccoglie l’approvazione solo di Gianfranco e Sandro (ex Ultras), e del nostro Sergio “lu venezuelan”, mentre “smarfulone” si astiene. Tutti gli altri (io, Ciro, Riccardo, Stani, Fabrizio, Tino, Stefano “lu vastese”, Vittorio e Maurizio “lu ruman”) non siamo per niente d’accordo, anzi siamo letteralmente imbestialiti per questa sconcertante decisione (avente tutta l’aria dell’imposizione) di cui, tra l’altro, non s’era fatta parola fino a poche ore fa.
Ma chi ci ni frec’annù de I Fedelissimi!?… E Ricci … ma chi lo conosce!?… Chi è?… Da’ddò ha scit’?… Il CCCB, poi … meglio lasciar perdere!… Stiamo parlando di chi è da sempre abituato a stare dalla parte dei “comandanti”, chiunque essi siano. Perciò, se adesso il presidente è Taraborelli … “viva Taraborelli”!… E se domani dovesse essere eletto “lu citrunar” … “viva lu citrunar”!… E’ matematico.

Lu “citranur”, storico gabbiotto pescarese

Tra parentesi, adesso “è uscito” (non so da quale uovo) anche questo fantomatico gruppo di Ricci che, veniamo a sapere proprio stasera, non è affatto l’ennesimo Club Biancazzurro, ma addirittura una ancor più fantomatica “Unione Pescara Clubs” (UPC) che ha la pretesa di raccogliere tutti i (non pochi) Clubs “scontenti” della politica portata avanti da Livio Stracca; e quindi di porsi come netta antagonista del CCCB … oltre che dell’Excelsior-Rangers, naturalmente.
Non so se s’è capito: adesso la perenne e tradizionale spaccatura della Pescara Biancazzurra sta passando da due a tre “opposte fazioni”! Eh sì, perché siamo in Serie A e pare brutto, perlomeno riduttivo, che ve ne siano solo due: roba da categorie inferiori!… Del resto, se in Società hanno deciso che sono necessari ben tre “vice” presidente, mi pare logico che anche la tifoseria abbia il suo “tris” bellico.
Qualcosa mi dice che da oggi in poi noi dell’Excelsior-Rangers non dovremo più difenderci dagli attacchi del solo CCCB, ma avremo anche il “rinforzo” di questa UPC capeggiata da un signore che nei confronti di Angelo Manzo vanta una pluriennale “antipatia” per motivi personali, e politici in particolare.
Sht’apposht!
E noi dovremmo accostare il nostro nome, anche solo per un attimo, a questa gente?
Fatto sta che, a livello di contestazione “fattiva” verso il letamaio di via Campania, ci troviamo di nuovo davanti a un muro invalicabile, composto da tutta la famiglia Manzo al completo e dal suo “clan”, di cui oltretutto siamo anche ospiti. In poche parole, dobbiamo cedere, seppure con facce nero-carbone perché, pur riconoscendo la verità in quel “bisogno di aiuti”, facciamo un’insopportabile fatica ad accettare la conseguente “libertà limitata” d’azione.
Anche perché siamo convinti che esista la teoria inversa, ugualmente meritevole di essere riflettuta. Dobbiamo cioè metterci d’accordo su un vecchio argomento che, come si vede, torna puntualmente a galla, e tornerà puntualmente a galla finché non lo risolveremo:

  • E’ la Pescara Calcio che “per vivere” ha bisogno di noi tifosi?
  • O siamo noi tifosi che “per vivere” abbiamo bisogno della Pescara Calcio

dove, naturalmente, il “per vivere” non è riferito solo all’aspetto economico, bensì alla “esistenza” vera e propria. E allora, proviamo a chiederci:

  • E’ più dignitoso e produttivo “leccare”, pur di ottenere la risoluzione dei problemi … che “loro” stessi hanno creato?
  • Oppure, è più dignitoso e produttivo fare la voce grossa, ovvero dare un segno di “esistenza attiva” (che è molto diversa dall’esistenza passiva) e trasformare le 15 partite in casa in altrettanti, civili ma sonorissimi “casini”?

E sappiamo bene che se si mobilita il Pescara Rangers, cioè Angelo Manzo & C., si porta dietro a dire poco-poco-poco tre quarti della Pescara Biancazzurra. Non si tratta di teoria spicciola, perché il calcio Italiano pullula di fatti (non chiacchiere) in cui la tifoseria ha fatto sentire la sua “voce decisiva”. Ultimo clamoroso esempio, in ordine di tempo, è la tifoseria del Milan che, pur non essendo certo tra le più turbolente e influenti d’Italia, ha letteralmente cacciato “a calci in culo” il loro presidente Albino Buticchi, solo perché aveva appena azzardato l’ipotesi di uno scambio di calciomercato tra Gianni Rivera e Claudio Sala con il Torino; praticamente una bestemmia.
Credo perciò che sia il caso di discutere attentamente questo fondamentale rapporto “tifoseria-Società”; anche e soprattutto in prospettiva futura. Sì, perché questo del “leccaggio utile” è un po’ come la droga: una volta che ci sei “entrato”, non ne “esci” più … se non in posizione orizzontale. E noi vogliamo … anzi, pretendiamo, di restare rigorosamente “verticali”. Senza neanche un grado di piegatura “angolare”. Spero sia abbastanza chiaro, altrimenti troveremo il modo di chiarificare a sufficienza.

Venerdì, 22 luglio 1977
Per farti capire a che livello di esaltazione si trova la tifoseria napoletana, quella che noi ospiteremo alla prima di campionato, basti far notare che non solo è sicuro il nuovo record di abbonamenti per il San Paolo (finora fissato in 70.000!… stabilito subito dopo l’acquisto “miliardario” di Beppe Savoldi), ma stanno addirittura organizzando un volo charter per andare a vedere la prima partitella del Napoli in ritiro … in mezzo alle Dolomiti.
Questi organizzano un volo charter per una partitella del ritiro estivo!
A Pescara, invece, un Caldora amareggiato come non mai (ma anche capacissimo di conservare la necessaria serenità apparente) ha subito indetto la conferenza stampa di addio: “Sono orgoglioso del mio operato. Lascio una Società senza una lira di debito e, pur di tenerla sempre unita come una vera famiglia, non ho esitato a ingoiare ripetuti e pesanti ‘rospi’ d’ogni genere. Perciò, me ne vado disgustato nel vero senso della parola per quanto accaduto e per come è accaduto, ma auguro senz’altro a chi mi sostituirà di fare meglio, soprattutto di evitare con tutte le forze la retrocessione del Pescara, la cui salvezza deve essere l’obiettivo numero uno di tutti. Auguro che l’arrivismo e la sete di potere restino fuori dalla Pescara Calcio perché, altrimenti, distruggerebbero in un solo attimo tutto quanto di buono creato in tanti anni di lavoro e sacrifici”.
Alla fine, conclude: “Mi si accusa di essere stato sin troppo vicino alla tifoseria Biancazzurra, ma è un’accusa che respingo totalmente perché io sono uno di loro, il mio cuore batte all’unisono con il loro, e sarò sempre infinitamente orgoglioso della nostra reciproca vicinanza. Semmai, sono io che mi rimprovero di essere stato troppo poco vicino ai nostri meravigliosi ed inimitabili tifosi. A loro va il mio abbraccio sincero che, però, non è un addio poiché continuerò ad essere presente sempre e ovunque, anche se non più come dirigente della Pescara Calcio”.
Le attesissime dichiarazioni ufficiali del Presidente (perché tale resta, per noi) vengono accolte in maniera molto diversa dai tre quotidiani principali che si occupano da vicino del Pescara.
Il Corriere dello Sport: giusto quattro righe, senza commento. Per la serie: chi se ne frega!
Il Messaggero riporta il discorso in sintesi, con pochi “tagli” e nessun commento a margine. Per la serie: preferisco non sbilanciarmi e tenere il piede in due scarpe, in attesa di vedere da che parte tira il vento.
Il Tempo invece si scatena, quasi non aspettasse altro per vuotare il sacco. Nel riportare integralmente il discorso, Rifredo Rocchi & C. si chiedono: “Sarà anche vero che il Pescara è giunto unito e compatto alla Serie A, ma allora come si spiega la farsa messa in scena negli spogliatoi di Bologna, addirittura a partita non ancora finita? E poi, cerchiamo di essere più precisi, per favore: la Serie A non è stata conquistata dal Consiglio Direttivo, ma prima di tutto da Cadè e dai suoi meravigliosi giocatori, e poi dai 20.000 ‘clienti fissi’ dell’Adriatico, che sono rimasti tali anche quando i prezzi da ‘estorsione a mano non armata’ avrebbero consigliato altre mete domenicali. Il vero ‘colpaccio’ della Società Pescara Calcio non è, dunque, la Serie A appena conquistata, ma l’essere riuscita nell’impresa impossibile di rovinare la festa alla tifoseria già un’ora dopo aver conquistato il Paradiso del calcio, praticamente facendoglielo andare di traverso; non sarebbe il caso di vergognarsi almeno un po’”?
Tutto assolutamente sacrosanto, ma … “clienti fissi”?… Ho letto bene?…
I 20.000 “aficionados” dell’Adriatico sarebbero “clienti”?… Come quelli dei negozi?… E allora, vale anche per lo stadio la regola del “soddisfatti o rimborsati”?… Qual è la data d’inizio dei “saldi”?
Spero solo che sia un lapsus, magari causato dallo sconcerto per l’indecenza senza precedenti a cui anche i giornalisti devono assistere loro malgrado in queste settimane; ma con l’utilizzo di questo termine siamo arrivati davvero sulla soglia dell’offesa.
Nel pomeriggio, dunque, c’è l’annunciato e turbolento Consiglio Direttivo in via Campania, e noi del gruppo-capo ci andiamo lo stesso (naturalmente), sebbene non in “assetto di guerra” … perlomeno non in apparenza, giacché oggi la nostra incazzatura è il doppio di ieri sera. Come purtroppo previsto, è presente solo il gruppo di Zazzà, al quale si aggiungono un centinaio scarso di curiosi, informati dallo stesso Zazzà che, sin dalla prima mattinata, ha continuato a girare la città con la sua ormai famosa 127 fornita di megafono sul tetto (tipo quella di … “patate di Avezzano”!… “varechina”!… “arrotino”!..). E così, delle minimo-minimo 3.000 belve che dovevamo essere, ci ritroviamo in 300 al massimo, ma (a quanto pare) ugualmente inferociti al punto giusto per azzannare chiunque capiti a tiro. E non solo per modo di dire perché, al loro arrivo (quanto meno sfacciato e provocatorio), Taraborelli e Di Properzio rischiano una vera aggressione fisica, essendo ritenuti (insieme a Nait) il braccio e la mente del golpe; vengono salvati dalla presenza di due “volanti”, chiamate da Annamaria (la “super” segretaria biancazzurra) e arrivate appena in tempo qualche minuto prima.

La “super” segretaria della Pescara Calcio, Annamaria Di Melchiorre

Viceversa, ovazioni a più non posso per Caldora ogni volta che si affaccia dal balcone, cosa che … gli riesce con grande naturalezza (mi ricorda qualcuno …) e ripete più di una volta, nel giro di un quarto d’ora. C’è niente da fare: lui è fatto così. Cerca costantemente “l’abbraccio” con il suo popolo (che altri invidiosi marci definiscono sarcasticamente “passerella trionfale”); o lo ami, o lo odi, non ci sono vie di mezzo.

Il balcone al 1° piano di Via Campania 41

E ancora, uragani di fischi “arricchiti” da insulti irriferibili all’arrivo di tutti gli altri … che perlomeno hanno avuto il buonsenso di parcheggiare l’automobile molto lontano da qui, e non certo perché non si trova parcheggio.
Durante il Consiglio riusciamo ad avere comunque notizie in diretta perché, grazie alle immancabili amicizie giuste al posto giusto, alcuni tifosi (del Sayonara, Adriatico e Lo Scoiattolo) sono riusciti ad accedere in sede, ascoltano ciò che “urlano” dentro la sala-riunioni e ogni quarto d’ora scendono giù a turno per riferirci. Ebbene, sai con quale argomento hanno aperto la riunione? Ironizzando apertamente sul fallimento della manifestazione di protesta: “Ci sono giusto quelli organizzati e pagati per l’occasione” … Perché a Pescara, lo sappiamo ormai benissimo, ogni volta che ti azzardi a “esistere” con la tua testa sei inesorabilmente un “prezzolato”. In altri termini, i luridi si stanno “auto-convincendo” tra di loro che, a parte i “300 pagati” presenti qua sotto, tutto il resto della tifoseria Biancazzurra è con loro!
Dopodiché, questo “capolavoro” di dirigenza tenta persino l’ennesima e quanto mai clamorosa presa per il culo “ad effetto”, con un’improvvisa e folkloristica soluzione “di pace” che farebbe impallidire anche la più tragicomica sceneggiata napoletana: Marinelli presidente, il nome che metterebbe d’accordo l’intera tifoseria.
Verissimo, ma ai luridi riuniti al primo piano stanno sfuggendo alcuni “piccolissimi” particolari:

  1. forse non s’è capito a sufficienza che rivogliamo Caldora, non presidenti “apparenti”;
  2. forse non s’è capito a sufficienza che Marinelli, dopo un decennio “in prima linea” (proprio nel senso bellico del termine), è l’ultimo al mondo disposto a fare “l’apparente” di chicchessia;
  3. forse non s’è capito a sufficienza che Marinelli è squalificato fino a settembre dell’anno prossimo. Quindi, anche se (per lontanissima ipotesi) volesse accettare, non potrebbe comunque fare il presidente “apparente” tanto necessario del “burattinaio”.

Te l’avevo detto già l’altro giorno: dall’assurdo siamo passati direttamente al ridicolo e adesso, con questa “trovata-Marinelli”, ci stiamo incamminando verso la pura farsa. Perché bisogna essere davvero ridicoli in fondo all’anima (… de li mejo …) per pensare, anche solo pensare, di incantare un’intera tifoseria in questo modo.
Come al solito, come sempre, come da sempre e come per sempre, aveva ragione la fazione dei tifosi che preavvisavano: “Di Properzio non se ne andrà mai. Sta solo cercando il “fantoccio “ ideale da buttare in pasto ai tifosi, mentre lui continuerà a comandare indisturbato da dietro le quinte … senza metterci la faccia”.
E tanto è.
Ma bisogna essere davvero bacati in testa per individuare in Marinelli un possibile “fantoccio”: e questa idea la consideriamo un evidente segno di debolezza de “l’ombra”; si vede che, col passare degli anni, comincia a perdere colpi.
Poi ci lamentiamo se la stampa sportiva nazionale ci ride in faccia con mirati articoli ironici e cascate di sarcasmo nei nostri confronti!?… E se tutti cominciano a darci per retrocessi quando non ancora tiriamo il primo calcio in amichevole!?… Con questa gentaglia in circolazione, con l’immagine che ci stiamo (nostro malgrado) creando, che cosa ti aspettavi?
Fate attenzione, però … perché la Madonna esiste, ci osserva e opera di conseguenza … Non aggiungo altro.

Domenica, 24 luglio 1977
Il Corriere dello Sport ha scoperto solo adesso che in via Campania c’è stato un golpe.
Beh, meglio tardi che mai. Quindi, ci fa sapere la “nuova versione” del motivo per il quale Caldora è stato estromesso: non ha voluto sborsare tre milioni in più e non ha intuito per tempo le manovre sotterranee contro di lui, che avrebbe senz’altro saputo neutralizzare.
Cioè … Caldora si sarebbe fatto cacciare per soli tre milioni?… E noi dovremmo pure crederci?
A proposito delle “manovre”, il Presidente precisa: “Le conoscevo, eccome. Ma mai avrei pensato che si arrivasse a tanto. Fino a tre giorni fa mi hanno detto: ti confermiamo”.
Non c’è dubbio: è troppo “bonaccione” per fare il presidente di calcio; tanto meno nell’attuale Pescara Calcio.
Il Tempo, invece, in cronaca regionale continua la sua campagna “vagamente” avversa a Caldora, per la verità mai nascosta sin dalla scorsa estate. Basta infatti ricordare (una per tutte) la clamorosa “finta gaffe” in cui incappò il 26 settembre dell’anno scorso quando, alla vigilia della prima di campionato (Varese-Pescara), il Presidente Caldora dichiarò “L’attacco si sbloccherà e i tifosi non resteranno delusi”, mentre la redazione de Il Tempo pensò “bene” di riportare: “Caldora: i tifosi resteranno delusi”; peraltro come titolo a caratteri cubitali dell’intero servizio … Tanto per intenderci … E così, oggi la stessa redazione ci tranquillizza e ci consente di poter tornare a dormire sonni tranquilli: “Il nuovo assetto societario è molto più serio del precedente perché presta attenzione unicamente ai registri e alle cifre, e non a folklore e spettacolo”.
Sarà anche vero, ma intanto noi tifosi vorremmo sapere:

  1. Come mai “folklore e spettacolo” ci hanno portato in Serie A contro tutto e tutti?
  2. Come mai “folklore e spettacolo” sono stati esaltati all’ennesima potenza dagli stessi giornalisti, e hanno portato il Nome di Pescara sulla stampa di tutta Europa?
  3. Come mai con “cifre e registri” ci danno per retrocessi prima di cominciare?

Faccio una proposta seria, maledettamente seria, agli amici de Il Tempo: ne riparliamo a fine campionato, quando potremo toccare con mano quali risultati ci avrà portato “il ragioniere”. Niente chiacchiere, niente ipotesi, ma solo fatti: quelli del prossimo maggio. Ci state?
Tra l’altro, e tanto per rendere l’idea, in cronaca nazionale dello stesso quotidiano la crisi societaria viene definita “chiassosa, ridicola e allarmante” nelle sue “manifestazioni esteriori” … Perciò, e per l’ennesima volta, sarebbe il caso di mettersi d’accordo, non dico con il mondo intero, ma perlomeno dentro … la stessa redazione. Vi siete accorti che a pag. 11 avete scritto l’esatto contrario di quanto scrivete a pag. 15?
Sono arrivati in Società due telegrammi del sindaco Casalini: il primo indirizzato a Taraborelli, per assicurargli tutto l’appoggio consentito e necessario da parte dell’Amministrazione Comunale; il secondo indirizzato a Caldora, per ringraziarlo sentitamente di quanto fatto. È il primo e ultimo “grazie” giunto al Presidente da un personaggio pubblico … giunto al Presidente della Prima Serie A nella Storia del Pescara Calcio, di Pescara città, di Pescara popolo.
Nel frattempo, Taraborelli ha già cominciato a fare “lo splendido”, magari per tentare disperatamente di far credere che non è “apparente” e (impresa ancor più titanica) per conquistarsi qualche simpatia. Dimmi tu come può conquistarsi qualche simpatia uno che non sorride mai (in questo, farebbe coppia perfetta con Tom Rosati …), sembra un parente della famiglia Addams, apre bocca solo per smontare l’entusiasmo dei tifosi e, dulcis in fundo, ha appena tolto il posto a Caldora.
In ogni caso, “il ragioniere” prova lo stesso a farsi notare proponendo al Comune di realizzare a spese della Pescara Calcio una tribuna provvisoria in tubolari, con capienza di 5.000 posti, da sistemare nel settore Distinti, in modo da averla disponibile già alla prima col Napoli. In proposito, ha già contattato la ditta “C.e.t.a.” di Bergamo, la stessa che ha realizzato le tribune del circolo tennis … talmente “provvisorie” che stanno là da 12 anni!… Questa tribuna resterebbe in uso per tutto il periodo in cui si realizza l’ampliamento delle due Curve dopodiché, al momento di ampliare i Distinti, verrebbe demolita, sempre a spese della Pescara Calcio, per far posto alla gradinata in cemento.
Meno male che hanno appena finito di rimproverare Caldora per le sue “spese allegre”! E queste cosa sarebbero? I soldi per acquistare Bertuzzo non c’erano, ma quelli per giocare con le “costruzioni Lego” ci sono, vero? Senza contare che, per realizzare tale idea, l’Impresa Michetti dovrebbe rivoluzionare l’intero programma di cantiere. E non so se hai notato la “finezza”: dove la piazzerebbe, questa tribuna “provvisoria”? Ai Distinti!… Cioè nel settore dove il prezzo del biglietto è libero da vincoli, e quindi potrà essere stabilito a piacimento dalla Società … già ti puoi immaginare a quali livelli.
Il Comune ha fortunatamente respinto la proposta, infatti a dir poco assurda sotto ogni punto di vista; non se ne farà niente. Io, però, un’idea alternativa ce l’avrei: vuoi avere 5.000 posti in più, subito e gratis? Elimina “per davvero”, e una volta per tutte, le tessere omaggio. Più semplice di così!?
A proposito: aleggiano nell’aria le prime voci sulla campagna abbonamenti di cui, evidentemente, hanno cominciato a parlare nell’ultima riunione “segreta” … e sono voci degne di autentici “golpisti”, per usare un termine diplomatico. Senti qua:

  • abbonamenti a “numero chiuso”, per evitare l’esaurimento anticipato di interi settori (specie Curve e Distinti), il che impedirebbe poi di spennare vivi i tifosi tramite i biglietti;
  • 260.000 lire per la Tribuna Numerata;
  • 150.000 lire per la Tribuna non numerata.

Basta e avanza per chiamare immediatamente l’ambulanza di Villa Serena, prima ancora di passare ai prezzi di Distinti e Curve. La speranza è una sola: che sia solo uno stupidissimo scherzo. In caso contrario, mi pare evidente che per abbonarsi conviene cominciare sin da oggi a cibarci con pane e cipolla … e, mi raccomando: non più di una volta al giorno. In alternativa, c’è ancora qualche posto libero alla … Pineta e sulla Riviera Sud. La zona Najadi è invece già esaurita da anni.

Mercoledì, 27 luglio 1977
Non ancora scavano neanche un centimetro di fondazione, ma allo stadio qualcosa “si muove” comunque … Sì, la data di ultimazione dei lavori: da fine novembre è già passata a fine dicembre … per ora!… Chi riesce a trovare in tutta Pescara un solo tifoso che ci crede vince l’abbonamento gratis per tutta la famiglia.
Volevo infatti ricordare a questi inguaribili “ottimisti” che siamo a fine luglio e non ancora recintano nemmeno il cantiere. Anzi, per dirla tutta, non ancora è stato ufficializzato il progetto esecutivo, e nemmeno la Ditta esecutrice, mentre tre anni fa ad Ascoli (stesse condizioni e stesso periodo) era già stata completata un’intera Curva. Solo che ad Ascoli c’è Costantino Rozzi, a Pescara abbiamo Attilio Taraborelli e Renzo Di Properzio … dunque, la spiegazione arriva da sé, “in automatico”.
Perciò, facciamo le persone serie e diciamocelo in tutta tranquillità: lo stadio ampliato sarà pronto e agibile per il … prossimo campionato; lasciamo stare scadenze buttate là a caso e che servono solo per rimediare figure meschine, nonché per farsi ridere in faccia.
Al contrario delle esilaranti battute sull’ampliamento, le voci sugli abbonamenti non erano affatto uno scherzo, e tantomeno sono esilaranti. Anzi, la situazione è ben peggiore del previsto. Impossibile? Niente è impossibile, quando hai questa brava gente in Società:

  • Tribuna Numerata – 260.000 lire, che significano 17.300 lire a partita!
  • Tribuna non numerata – 150.000 lire, che significano 10.000 lire a partita!
  • Distinti – 80.000 lire, quindi 5.300 lire a partita!
  • Curve – 45.000 lire, cioè 3.000 lire a partita … invece e delle 2.200 lire stabilite per Legge!
  • Curve “ridotti” (ragazzi fino a 16 anni) – 30.000 lire!… Dico e ripeto: tren-ta-mi-la (2.000 lire a partita, invece del massimo 1.500 lire stabilito per Legge)!

Le donne? Non esistono! Il “ridotto-donne” è sparito, pertanto pagano come i maschietti. Del resto … avete voluto la parità? Mo’ beccatevi ‘ssa Curva a 45.000 lire.
Potrei utilizzare qualsiasi aggettivo per commentare questo “scherzo” di pessimo gusto (preferisco continuare a ritenerlo tale), ma posso essere ancora più chiaro mettendo questi prezzi a confronto con gli altri stadi di Serie A:

  • Juventus … dico e ripeto: Ju-ven-tus, 225.000 lire in Tribuna Centrale (che è coperta, con poltroncine tipo cinema) e 33.000 lire in Curva (dalla quale la partita si vede molto meglio che dai nostri Distinti);
  • Roma e Lazio: 165.000 lire per la Monte Mario (dove c’è ogni ben di Dio, a livello di servizi), 120.000 lire per la Tevere numerata e 60.000 lire per la Tevere non numerata, 30.000 lire per la Curva;
  • Atalanta e L.R. Vicenza, cioè due neopromosse come noi, anch’esse alle prese con stadi di media grandezza, eppure i prezzi sono esattamente la metà … ripeto: la metà!… di quelli adottati dalla Pescara Calcio di quest’anno … che Il Tempo ha definito “un serio assetto societario”.

E, sempre per carità di Patria, mi fermo qua, essendo già più che sufficiente per rendersi conto della rapina che stiamo per subire. Di fatto, quest’anno a Pescara bisogna essere ricchi sfondati, oppure organizzare a nostra volta una rapina in banca, altrimenti l’abbonamento te lo scordi.
Pensi che sia tutto qua? Neanche per sogno!
Ricordi che avevano accennato all’ipotesi di “numero chiuso”? Ebbene, c’è anche quest’altra conferma: solo 750 abbonamenti per la Curva Nord e altrettanti per la Curva Sud!
La ciliegina sulla torta? Niente paura, c’è anche quella ed ha un nome ben preciso: ricatto.
Non si può definire diversamente l’annuncio ad arte (e purtroppo ufficiale) del prezzo che avranno i singoli biglietti: Numerata … niente, perché si ritiene che vada sicuramente tutta “abbonata”. Non numerata: 12.000 lire. Distinti: 6.500 lire. Curve: 4.000 lire(???). Tra l’altro, con la riserva di aumentare ulteriormente questi prezzi nelle due partite ritenute di maggior richiamo. Per cui, il messaggio è di una semplicità disarmante: puoi anche decidere di non fare l’abbonamento, ma poi o rinuncerai a un buon numero di partite o, a conti fatti … fatti tu i conti!… Pensa, è un ricatto talmente “voluto” che, se metti in vendita la misera miseria di 750 abbonamenti per ogni Curva, significa che gli altri 4.000 (di ogni Curva) saranno comunque costretti a farsi rapinare ogni 15 giorni.
Rapina che, ovviamente, rimarrà invariata anche nel remotissimo, fantasioso, miracoloso caso che l’ampliamento dell’Adriatico dovesse terminare prima … dell’anno prossimo.
E questa sarebbe “l’operazione simpatia” con cui Taraborelli si presenta ai tifosi?
Freeeeech’te!
Ho sfogliato tutti i migliori Dizionari della Lingua Italiana, alla ricerca dell’aggettivo più adeguato per definire questa porcata, ma non esiste … niente di niente! Anche una lingua ricca e completa, come quella Italiana, si trova spiazzata davanti al letamaio di via Campania.

  1. 30.000 per il “ridotto” di Curva? E dove li va a prendere un ragazzo di 15-16 anni? E quelli di noi (per fortuna pochissimi) che hanno superato i 16 anni … che facciamo?
  2. 750 abbonamenti per ogni Curva? Ma 750 in teoria non basterebbero neanche per noi del Pescara Rangers!

Mi sembra chiaro che se non interviene il signor Manzo, perlomeno come “mediatore” con la Società, per noi si mette malissimo. Talmente male che perlomeno metà del nostro seguito rischia seriamente di restare fuori dallo stadio, giacché il prezzo dei singoli biglietti sono ancor più impossibili degli abbonamenti. Del resto, durante la cena dell’altra sera ci è stato spiegato quanto fosse stato sconveniente organizzare una contestazione sotto la Sede? Ci è stato spiegato quanto sia, invece, opportuno conservare le “amicizie al primo piano di via Campania 41”? Benissimo, ecco il momento giusto, che più giusto non si può, per dimostrarlo con i fatti.
Sembra incredibile, ma abbiamo anche una buona notizia!… Oggi pomeriggio il signor Manzo ha ricevuto una telefonata da Gabriele Pomilio in persona (peraltro suo amico di vecchia data), presidente della Gis Pescara Pallanuoto che domenica prossima giocherà l’ultima di campionato (Serie B) al Foro Italico di Roma contro le Fiamme Oro. Nemmeno a farl’apposta, con la miglior sceneggiatura “thriller”, le due squadre sono prime in classifica a pari punti; per cui, quest’ultima partita è a tutti gli effetti uno spareggio per la promozione in Serie A … che ormai a Pescara è di casa.

Al centro Gabriele Pomilio; a sinistra (della foto) Manuel Estiarte (il “Maradona” della pallanuoto)

Pomilio ci chiede pertanto di partecipare a questa trasferta, per sostenere la Gis, e ci mette a disposizione un pullman gratuito, compresi i biglietti d’ingresso allo stadio del nuoto (i pullman organizzati sono sei, ma gli altri 5 sono a pagamento, seppure con cifra simbolica di 1.000 lire).
Chiaro che accettiamo subito e con entusiasmo, non foss’altro perché questa trasferta ci darà occasione per fare conoscenza diretta con lo stadio Olimpico (che nessuno di noi ha mai visto dal vero), localizzato a quattro passi dal palazzo del nuoto, ma soprattutto, sarà occasione per parlare un po’ fra di noi sul posto, una sorta di “stage” che ci consenta di continuare l’opera di “svezzamento” e di cementare amicizie e ideali. L’unità sotto ogni punto di vista è la priorità assoluta, senza la quale non combineremo mai niente di buono; ce lo ripetiamo dieci volte al giorno, ma non sarà mai abbastanza.
Il problema, semmai, è costituito proprio dall’unico pullman a disposizione, che ci costringerà ad operare una severissima selezione nella scelta dei 55-60 “fortunati” partecipanti, ovvero a respingere chissà quante richieste, mentre sarebbe il caso che ci fossimo proprio tutti. Proveremo a farci dare almeno un secondo pullman, ma le premesse ci consigliano di non farci illusioni; sarà difficilissimo.
L’altra buona notizia … ma non saranno troppe, in un giorno solo?… arriva anch’essa per telefono: la ditta che ci sta realizzando il materiale per la Rangers Parade ha tutto pronto e ce lo consegna domani. Telefonata quanto mai opportuna, perché il ritardo stava andando oltre ogni previsione e sarebbe risultato determinante per far saltare tutto il programma; la sola lontana ipotesi ci stava gettando nel panico. E comunque, non è che possiamo cantare e ballare per la gioia, perché ora abbiamo poco più di 48 ore per avvisare i tantissimi iscritti, cui consegnare magliette, cappellini e tutto il resto; come facciamo?
Se non interviene (di nuovo) qualche Santo, la vedo grigia … anzi, antracite.

Venerdì, 29 luglio 1977
Casino numero uno – Come previsto, abbiamo ritirato il materiale del Club, e diventa subito motivo per l’ennesima incazzatura quotidiana … senza la quale ormai non viviamo più:

  1. L’adesivo sarebbe passabile, se non fosse clamorosamente sfuocato; di fatto impresentabile.
  2. Al posto del basco ci ritroviamo normalissimi cappellini con visiera, modello “operaio della forestale”.
  3. La maglietta, cioè il vero “distintivo” di un gruppo ultras, è tutto il contrario di ciò che doveva essere. Invece di avere l’unica scritta “Pescara Rangers”, con caratteri adeguati, sul davanti è evidenziato “Club Biancazzurro” e poi “Excelsior-Rangers” più in piccolo … Ma si può?… Un capovolgimento così clamoroso e senza senso che verrebbe immediatamente rifiutato anche dalle Giovani Marmotte!

Abbiamo ovviamente protestato con veemenza; anche perché adesso ce le dobbiamo tenere così, essendo impensabile rifarle a breve scadenza. Abbiamo soprattutto rimarcato che noi avevamo chiesto la maglia “Pescara Rangers” (… e basta!… ), non quella con tutta la “poesia di corso Umberto”, ma il signor Manzo si dice molto meravigliato del nostro malcontento, visto che la scritta “Rangers” c’è comunque!… Magari sperduto in un angolino, e con carattere dimezzato rispetto a “Club Biancazzurro”, ma c’è …
Davanti a questo stato di fatto, cosa vuoi replicare!?… Meglio lasciar perdere e aspettare tempi migliori, purtroppo con l’ennesima e amarissima conferma: la nostra opera, per far svoltare il tifo a Pescara, non sta partendo da zero, ma da sottozero … e di molto pure. Perché chi parte da zero ha perlomeno il vantaggio di poter subito iniziare a “costruire”, mentre noi dobbiamo prima “demolire” tutte le storture radicate in quest’ultimo decennio di tifo caloroso, appassionato, oceanico, invidiato, ma assolutamente “folkloristico” e inadeguato ai tempi; soprattutto “inadeguatissimo” alla Serie A.

Casino numero due – Con i prezzi degli abbonamenti l’hanno fatta talmente zezza che è intervenuto anche il sindaco Casalini, con una lettera indirizzata proprio a Taraborelli per invitarlo a rivedere “i prezzi più alti d’Italia”, anzi imparagonabili a quelli di qualsiasi altra città o metropoli, e che creeranno di sicuro grossi problemi soprattutto ai lavoratori e ai giovani, messi di fatto davanti ad una scelta impossibile: svenarsi o rinunciare allo stadio. La replica di via Campania è la più ovvia che tu possa aspettarti: “E’ tutta colpa del Comune, che non ci ha permesso l’ampliamento provvisorio a nostre spese”.
Incommentabile!
Ma una cosa è certa: se questo è il “buongiorno” della nuova Società, sarà meglio farci il Segno della Croce … sperando di non cavarci gli occhi con le nostre stesse mani.

Casino numero tre – A peggiorare la già critica situazione ci si mette anche l’Excelsior, dove oggi pomeriggio s’è sparsa una voce che giurano essere sicura: la Pescara Calcio … quella di Taraborelli presidente e ben tre “vice” … sta preparando la richiesta alla Lega per spostare Pescara-Napoli sul neutro di Ascoli. Perché?… Ma come perché!?… L’esaurito sarebbe sicuro anche con una ridotta partecipazione di pescaresi, grazie ai marchigiani e all’ondata napoletana (che a quel punto potrà essere accontentata al 100% delle loro richieste), e quindi ci sarebbero 40.000 allocchi da spennare vivi, per un incasso inimmaginabile persino nei sogni di mezza estate. Ed è l’unico aspetto che interessa alla “nuova serietà” di via Campania.
Il Pescara rischierebbe seriamente (per non dire sicuramente) di giocare “fuori casa”?… I tifosi pescaresi sarebbero fortemente penalizzati, di fatto umiliati, a cominciare da chi ha avuto il coraggio di abbonarsi?… E chi se ne frega!?… Basterà raccontargli la barzelletta della decisione “ordinata dalla Questura”, magari per motivi di ordine pubblico, e il gioco è fatto.
Per fortuna, stasera a Pescara regna la certezza che, alla fine, nessuno avrà il coraggio di mettere in atto un tradimento del genere; nemmeno chi con il concetto di tradimento ci convive ormai in pianta stabile. Perché altrimenti stavolta finirebbe davvero male, tanto è il furore rabbioso che provoca una bastardata del genere; foss’anche solo una voce … che purtroppo a Pescara si rivela sempre fondata, ovvero mai inventata di sana pianta. Significa che qualcosa di vero c’è.

Intanto, in mezzo al moltiplicarsi dei casini, sul modello geometrico dell’iperbole, succedono ancora cose positive, sulla scia del 3 luglio.
Ieri è stato ufficialmente inaugurato il “Club Biancazzurro Pianella” che, oltretutto, passerà alla storia come il 50esimo della tifoseria Pescarese.
Sempre ieri, l’intera “rosa” Biancazzurra e Cadè sono stati in Regione (sede di Pescara, naturalmente) per essere premiati dal Presidente Romeo Ricciuti con targa ricordo e una medaglia d’oro per ciascuno dei protagonisti. Ma è solo l’anteprima di quanto accadrà domani in piazza Italia, tra Palazzo di Città e Palazzo del Governo, dove ci saranno le altre due premiazioni solenni proprio poco prima della Rangers Parade … che in fatti partirà dalla stessa piazza Italia per raggiungere poi piazza Salotto.
Hai notato? La Rangers Parade farà un percorso praticamente inverso a quello della Festa CCCB … Sarà un caso? Mah!… io posso solo ricordarti che il caso non esiste, e che definiamo “caso” tutto ciò che non riusciamo a spiegarci. Ma questa volta ce lo spieghiamo, eccome!  (Fine del Ciclo “Casini societari”).
Gabriele (“Gaby”) Orlando 
[estratto dal (mio e vostro) diario del PESCARA RANGERS] 
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