PASQUA a TERNI e la svolta dei PESCARA RANGERS (3/4), di “Gaby”
09/04/2023
TARANTO-PESCARA 3-0: I BIANCAZZURRI PRENDONO I VOTI
09/04/2023

Domenica, 10 aprile 1977 – 
Link alle parti precedenti.
Partiti per Terni in orario quasi puntuale, la prima tappa è a L’Aquila, città che personalmente oggi vedo per la prima volta in assoluto. Ci accoglie con la sorpresa della neve … ad aprile inoltrato!… e ce n’è talmente tanta (sui prati e ai bordi delle strade) da sembrare di essere tornati alle festività natalizie. Ma non è l’unico aspetto che lascia perplessi: ho l’impressione di attraversare un vero e proprio paese, una via di mezzo tra Penne e Roccaraso, per cui viene naturale chiedersi come un posto del genere possa essere il Capoluogo di una Regione. Mah!… misteri inestricabili di una Geo-Politica a me incomprensibile.
Ci fermiamo nella piazzola di un albergo poco fuori l’abitato, lungo la strada verso Rieti, per fare una veloce colazione. Da qui vediamo passare tanti altri pullman, tra i quali riconosco i tre di Carinci, poi Zanni, Porto Nord, Il Biancazzurro, Pescara Colli, Aurora, Adriatico e altri ancora. Poco dopo, nella stessa piazzola arrivano e si fermano i pullman dell’Excelsior; e quindi abbiamo anche l’occasione per fare una reciproca conoscenza con gli attuali componenti del “Pescara Rangers”: un certo entusiasmo c’è e si vede, ma lo spirito “ultras” (o aspirante tale) manca del tutto; anzi, siamo a un livello un po’ troppo “pariolino” per poterlo anche solo ipotizzare.
Duole dirlo, e non poco, ma se questi sono i futuri ultras pescaresi, allora ci teniamo ben stretti i pur “antiquati” Fedelissimi, senza pensarci su neanche un minuto.
Si riparte e, purtroppo, il peggio sta per cominciare proprio ora, a causa di una strada che più si va avanti e più diventa un calvario a tutti gli effetti: una cosa mai vista prima!… roba da montagne russe. E infatti, almeno metà pullman è in mano a Dio, a livello di mal d’auto; io personalmente non ho mai sofferto il mal d’auto, ma oggi c’è da impazzire, a maggior ragione perché sono praticamente digiuno. 10 km vengono vissuti come fossero 100 e l’arrivo appare un miraggio. Se poi mi dite che all’arrivo ci attende il pranzo …. È come buttare benzina sul fuoco.
Quando, finalmente, possiamo scendere dal pullman (nel parcheggio dell’Hotel Miralago, a Piediluco) abbiamo quasi tutti … lo stomaco in mano, e il sollievo che ci regala la frescura di un grosso albero dev’essere qualcosa di molto simile al Paradiso Terrestre; forse è proprio questo l’albero della Bibbia sul quale c’era il serpente che ha corrotto Eva con la storia della mela. Mai vissuta una situazione del genere!
Intanto si sono fatte le 12,10 e Massascusa ci comunica che si ripartirà alle 13,30.
Voglio sperare che stia scherzando!…. Ripartire alle 13,30 significa arrivare allo stadio intorno alle 14,00 … quando dovremo ancora scegliere il settore dove andare, dovremo ancora fare la coda al botteghino per i biglietti, dovremo ancora fare la coda ai cancelli per entrare … con la partita che inizia alle 15,00!… Lo facciamo notare con una certa veemenza, ottenendo però il solito risultato: nessuno dà ascolto a ragazzini come noi, tantomeno se “lor signori” devono andare al ristorante!…
La giornata è iniziata male e sta proseguendo peggio. Non solo sono pronto a scommettere che non ripartiremo nemmeno alle 14,00, ma dopo pochi minuti comincia pure a pioviccicare.
Come volevasi dimostrare, sono le 13,45 e di quelli “al ristorante” neanche l’ombra. Cosicché tutti gli altri, ovvero quelli del “panini al sacco”, devono pur inventarsi qualcosa per passare il tempo: prendono alcune delle barche ancorate in una piccola banchina di legno e, senza dire niente a nessuno, si fanno un giretto per il lago, con tanti saluti all’orologio, agli oltre 10 km. di “montagne russe” ancora da percorrere. Con la partita che inizierà tra poco più di un’ora … anzi, con i cancelli dello stadio che sono “già” aperti!… In questo momento, mentre noi siamo impegnatissimi in “trattorie tipiche” e gite in barca, i tifosi della Ternana stanno già entrando e guadagnando tutti i posti migliori.
E questa sarebbe una trasferta “organizzata”?
Saremo anche ragazzini, ma questa volta riusciamo a farci sentire, eccome!… Al punto che la nostra furibonda incazzatura appiccia un fuoco senza precedenti nei confronti di “lor signori gitanti” letteralmente sopraffatti e seppelliti dagli improperi di noi veri tifosi (oltre un centinaio) rimasti in paziente attesa dei loro porci comodi. È dunque un vero miracolo rimettersi in cammino alle 14.05.
Saremo anche ragazzini, ma abbiamo già imparato molto bene come (non) funzionano certe cose in questo mondo delle tifoserie.
Siamo allo stadio dopo una ventina di minuti circa, risultando ovviamente gli ultimi della compagnia. Tutti gli altri pullman biancazzurri sono arrivati, come pure gli altri “gitanti” con le auto private … tanto per rendere l’idea. Anzi, per essere più precisi, hanno già fatto il biglietto e sono entrati nello stadio, non mancando … “ovviamente” … di sparpagliarsi in tre settori diversi!… sennò che pescaresi saremmo!?… per cui, il casino è indescrivibile poiché, tra le altre cose, ora bisogna capire (velocemente) dove conviene andare. Alla fine, dopo altre accese discussioni, si opta proprio per il Settore Sud, dove sembra ci sia la maggioranza dei pescaresi. Ma per arrivare al Settore Sud dobbiamo passare davanti al Settore Est che, come sappiamo (attraverso le immagini televisive), è il covo del tifo ternano.
Fortunatamente, i ternani sono già entrati tutti altrimenti … puoi star sicuro che a quest’ora staremmo ancora là a darcele di santa ragione. Si sono comunque accorti di noi, quindi lo scontro verbale è tanto immediato quanto colorito, ma resterebbe senz’altro nei limiti del folklore se a un certo punto, in cima al terzo anello, non ci venisse mostrata una bara biancazzurra, di cartone e di una rozzezza “chietina”, ma pur sempre una bara. Beh, ti dirò: non ci saremmo mai aspettati tanta “considerazione”, visto che i precedenti si contano sulle dita di una mano, per di più tutti improntati alla massima tranquillità. Perciò, questa è la classica goccia che fa traboccare un vaso già pienissimo a causa del nervosismo accumulato finora. Lo scontro verbale si tramuta subito in un fitto lancio di oggetti che in pochi secondi degenera in una vera intifada: da un lato ci sono I Fedelissimi, con il vantaggio di poter raccogliere qualsiasi cosa nei dintorni (pigne, rami secchi, pietre, cestini della spazzatura, bottiglie …) da lanciare con una mira impressionante, dall’altro lato ci sono loro che, pur dovendosi limitare a rilanciarci indietro solo quanto appena ricevuto, possono comunque farlo dall’alto verso il basso, ed è un vantaggio affatto trascurabile.
L’arrivo della Polizia pone fine a questa scena che, date le modalità, considero sicuramente la più “comica” mai vista in una trasferta; anche se in questo momento non c’è un solo pescarese che abbia voglia di ridere.
Giunti al Settore Sud, troviamo aperto un solo botteghino (cosa di per sé assurda), ma per fortuna non c’è una grande fila e in pochi minuti abbiamo già fatto i biglietti. Il caos però continua a farla da padrone e ogni nostro tentativo di organizzazione va a farsi benedire perché, con un settore suddiviso in tre anelli, ognuno fa quello che gli pare; hai voglia a strillare di stare tutti insieme!…
Noi, come prestabilito già da giorni, ci sistemiamo al secondo anello perché presenta evidenti vantaggi: visibilità ottima e totale copertura assicurata dal sovrastante terzo anello, così da essere al riparo dalla minaccia di pioggia, dal reciproco (e sempre possibilissimo) lancio di oggetti, e avere nel contempo il nostro tifo amplificato proprio dal rimbombo generato dalla stessa copertura. Senza contare l’ottima ringhiera per esporre i due striscioni e le due bandiere senza asta che abbiamo preparato e portato appositamente per contribuire all’allestimento di una scenografia degna. Nel frattempo, ha smesso di piovere, le nubi nere si stanno squarciando e dalle macchie di cielo azzurro comincia a filtrare anche un luminosissimo sole che crea una bellissima sensazione di allegria e ci carica ulteriormente, oltre ad essere di buon auspicio.
Il problema più grande adesso è trovare posto perché, semmai non si fosse ancora capito, lo stadio Liberati è quasi tutto pieno, e ancor più lo sono i settori popolari, per cui si sta rivelando impossibile fare gruppo unico persino tra noi. Del resto, che vuoi farci?… le cascate … il ristorante … la gita in barca … l’accidente che vi piglia, la seconda che vi trittica, la terza che vi si porta … tutto “normale”, no? Talmente “normale” che ora io, Stani e Vecchi troviamo posto quasi al centro del settore, ma solo grazie agli altri tifosi che accettano di stringersi un po’, Ciro, Riccardo e Fabrizio a circa 15 metri da noi (verso il tunnel degli spogliatoi), “papuccione” e gli altri … boh!… finiti chissà dove. Addirittura, ci siamo dovuti sparpagliare anche noi della combriccola: tre di qua, quattro di là, due di su, altri tre di giù … Una “meraviglia” assoluta!
Per di più, grazie a questa “meravigliosa” organizzazione, ci ritroviamo in un secondo anello che, pur essendo in buona parte biancazzurro, è presidiato alla sua estremità sinistra (verso la Tribuna centrale) da un gruppetto di venti-trenta ternani circa con tanto di striscione Commandos Tigre, ovverossia tutt’altro che “sportivi da teatro”; per cui, tra le altre cose, si annuncia un pomeriggio movimentato anche in loco. Il terzo anello è suddiviso a metà fra ternani e pescaresi, tra i quali i nostri Ultras della Tribuna, che sono arrivati ed entrati prima di noi, perciò hanno avuto la possibilità di scegliere dove sistemarsi con striscione, tamburi e bandiere, formando anche un gruppo quantitativamente buono. Per cui, convincerli a sbaraccare e trasferirsi al secondo anello con noi sarebbe pura utopia, né sarebbe possibile l’operazione inversa; se anche lo volessimo.
Il gruppo storico de I Fedelissimi ha scelto di sistemarsi al primo anello, sempre in nome di quell’assurda idea di essere … “distinti” da tutti gli altri. Per cui, pur essendo numerosi, ora si ritrovano di fatto circondati dai ternani. Di conseguenza, qui nel Settore Sud le probabilità di “contatti non graditi” tra le due tifoserie sono altissime in tutti e tre gli anelli, ma non importa!… E’ molto più importante aver ammirato due spruzzi d’acqua generosamente chiamati “cascata”, essere stati al ristorante “tipico” per gustare le prelibatezze locali(???) e aver fatto una salutare gita in barca, digestiva, diuretica e anticatarrale … Cosa vuoi che siano 90 minuti di tifo raffazzonato e possibili scontri, al confronto del benessere gastronomico?
Né le cose vanno meglio altrove, perché anche i tifosi Biancazzurri dei Distinti sono riusciti nell’impossibile impresa di sparpagliarsi anche all’interno dello stesso settore!… Per cui, adesso abbiamo: i Clubs Aurora e Zanni che hanno occupato metà terzo anello, il gruppo di Ivo che imperversa al primo anello lato est, il neonato gruppo “Fantastico Biancazzurri!” (ufficializzato in settimana, zona piazza Duca) che si alloca sempre al primo anello, ma lato ovest e, ciliegina sulla torta, il Club delle Donne Biancazzurre (anch’esso nato in settimana) pensa bene di andarsene al secondo anello, che in questo stadio-manicomio corrisponde ai Distinti Numerati.
Io credo che nemmeno un progetto elaborato con due mesi di anticipo avrebbe trovato esecuzione così “perfetta”. Solo a Pescara siamo capaci di uno scomplore del genere; altro che Napoli!…
Infine, non potevano certo mancare tifosi Biancazzurri (circa 200) anche in Tribuna, cioè alla nostra sinistra; per cui, a voler essere ottimisti, abbiamo la “teorica” speranza di poterli trascinare a fare il tifo insieme a noi. E meno male che la Curva San Martino è “fuori servizio” (pare abbia ancora seri problemi di agibilità), altrimenti puoi star sicuro che un gruppetto di pescaresi sarebbe andato anche là. Ti dirò di più: sono pronto a scommettere qualsiasi cosa che tifosi Biancazzurri stanno pure nel Settore Est (quello degli ultras ternani), ora costretti a non farsi vedere né sentire per ovvi motivi.
Mentre io e pochi altri ci stiamo inviperendo all’ennesimo grado per questa sconcertante provincialità, la maggior parte del gruppo è addirittura favorevole, giustificando lo sparpagliamento proprio con la famosa “tattica napoletana”, grazie alla quale i tifosi azzurri in trasferta riescono ad apparire sempre il doppio di quanto non siano effettivamente. Non oso e non voglio credere alle mie orecchie!… Se ora il nostro punto di riferimento sono diventati i napoletani, invece di Torino, Genova, Bergamo e Roma, allora è meglio che ci spariamo subito, così evitiamo di perdere tempo e ci risparmiamo una storica caduta nel ridicolo.
Vogliamo adottare la “tattica napoletana”? Benissimo, allora dobbiamo farlo subito e con i fatti, tifando tutti all’unisono, altrimenti è chiaro che otterremo il risultato contrario, finendo per sparire dalla scena; esattamente come accaduto a Lecce tre anni fa. Personalmente, resto più che mai dell’idea che se fossimo andati tutti in uno stesso settore, per esempio riempiendo senza problemi l’intero Settore Sud, oggi giocheremmo “in casa” come e meglio di quanto avvenuto ad Ancona con l’Ascoli, e la rabbia per questa memorabile occasione persa mi sta consumando la mente.
Invece, e purtroppo per noi, l’entrata in campo delle squadre mette in evidenza tutta l’apparente potenza scenografica del tifo ternano: quattro gatti contati e disperati (si e no 200), sistemati al centro del terzo anello con appena 5 tamburi e un paio di striscionetti accinciuniti, eppure fanno un figurone grazie alla conformità architettonica dello stadio. Per esempio, hanno quattro bandieroni talmente grandi (e belli, devo ammetterlo) che dal terzo anello arrivano giù fino a toccare la gradinata del primo anello. E poi, all’entrata delle squadre in campo, il lancio di coriandoli e rotoli di carta (il tutto rigorosamente rosso e verde) diventa il massimo che si possa vedere in uno stadio, proprio grazie all’altezza della loro postazione. L’effetto complessivo è straordinariamente simile a quello realizzato dalla tifoseria del Flamengo al Maracanà, fatte le dovute e incommensurabili proporzioni.
È proprio vero che “chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti”.
La loro spettacolarità finisce qua: finiti i coriandoli, finiti i rotoli di carta, finito lo sventolio dei bandieroni, dovrebbe iniziare la voce, e per loro si fa notte fonda. Una pena assoluta! Pur avendoli praticamente di fronte, facciamo fatica a sentirli, mentre loro sentono benissimo noi, visto che rispondono (o tentano di farlo) ai nostri sfottò.
Finché non arriviamo ad un momento di comicità allo stato puro, roba da fare scuola anche al teatro napoletano … visto che siamo in argomento … In uno dei rari momenti in cui lo stadio piomba nel silenzio pressoché totale, riusciamo a sentire cosa ci urlano: “Serie C-Serie C-Serie C!”.
Ho capito bene?… Serie C … a noi che siamo terzi in classifica?…
E non è finita perché, approfittando della nostra momentanea “confusione mentale”, quanto mai giustificata davanti a un’idiozia del genere, subito dopo fanno seguire un “Si va-Si va-Si va in Serie A” all’indirizzo della loro squadra!
Ho capito bene?… Si va in Serie A … per una squadra che, a due mesi dalla fine del campionato, è penultima in classifica?
C’è veramente da restare senza parole, proprio perché non si tratta di uno scherzo, ma sono convinti al 100% di quanto stanno dicendo. Roba da non credere. Mai vista una tifoseria così assurda e ridicola da oltrepassare abbondantemente il limite del patetico. Nemmeno nei gironi G e H della Serie D si sente e si vede un livello così infantile. Eppure, hanno già fatto due campionati di Serie A appena qualche anno fa …. Mah!…
Parliamo piuttosto di tifo serio, quindi di quello pescarese.
Siamo sempre noi del secondo anello Settore Sud ad “attaccare banda”, mettendo in atto una specie della citata “tattica napoletana” che, pur involontaria, pare funzionare a meraviglia: quando io e Stani ci alziamo in piedi per lanciare il tifo, più in là fanno altrettanto Ciro, Riccardo e Fabrizio, e poi più in là ancora altri ragazzi del nostro gruppetto, cosicché riusciamo quasi sempre a trascinarci dietro l’intero anello, ma anche gli Ultras che stanno sopra e (udite-udite!… ) addirittura I Fedelissimi che stanno sotto al primo anello. Incredibile ma vero! Non solo, ma il frastuono che provoca il nostro tifo (appunto, grazie alla copertura) arriva facilmente ai Biancazzurri sparpagliati nei Distinti, dove Ivo & C. non si fanno certo pregare due volte per “aggregarsi” a loro volta. Per cui, gli Ultras ternani sono di fatto accerchiati, mentre tutti gli altri gruppuscoli locali sono spariti, o “consigliati” a sparire.
Devo ammetterlo: non l’avrei mai detto.

Il problema, il serissimo problema, è che in campo avviene l’esatto contrario. Sin da subito, la Ternana prende in mano le redini del gioco, ma il primo tempo (0-0) lo possiamo comunque considerare equilibrato grazie ad un paio di azioni pericolosissime del Pescara. Il secondo tempo, invece, inizia male e dà l’impressione di poter finire peggio: un vero calvario cardiaco, con la Ternana che crea azioni pericolose a ripetizione e si mangia letteralmente almeno tre gol “fatti”, con Zanolla, Mendoza e un indiavolato Pezzato, i quali si presentano soli davanti a Piloni con inaudita facilità. Dunque, non solo abbiamo l’ennesima conferma di poter contare su un grandissimo portiere (sempre più ex “mister saponetta”), ma dopo le trasferte di San Benedetto e Vicenza, per noi pescaresi al seguito questo è il terzo “elettrocardiogramma” cui veniamo sottoposti con esemplare cura e approfondimento, come neanche la migliore clinica cardiologica del mondo potrebbe fare: nessun infarto, nessun collasso, nessuna crisi nervosa … Significa che godiamo tutti di ottima salute e possiamo contare su un fisico di ferro.
Perché, caro amico mio, qui ci sarebbe davvero da rimetterci le penne. E adesso, a fine partita, ci spieghiamo con chiarezza assoluta come mai domenica scorsa il Lecce abbia perso su questo stesso campo con un 2-0 più netto di quanto non dicano i numeri.
Il triplice fischio dell’arbitro arriva come una vera liberazione e, ti posso assicurare, lo 0-0 che ci portiamo a casa vale molto più oro di quanto pesa. Qualcuno ci resta male per aver subito così tanto da una squadra “in via di retrocessione”, ma c’è ben poco da restarci male, prima di tutto perché la Serie B è questa, e poi perché lo sapevamo benissimo che la Ternana è una “signora squadra”, purtroppo (per loro) capitata in mano ad un “fac-simile” di allenatore come Edmondo Fabbri, altrimenti la sua classifica sarebbe molto diversa. E che questa partita ci serva da lezione in vista delle prossime partite cosiddette “facili”, che naturalmente non esistono; non per niente, le delusioni maggiori le abbiamo avute proprio con Modena (penultima), Brescia (quintultima), Avellino (quartultima) … sarà un caso?
All’uscita dallo stadio, la situazione è molto più “calda” del previsto, probabilmente perché la tifoseria ternana ha mal digerito il risultato finale e l’aver giocato quasi “fuori casa”, cosa che (si dice in giro) gli accade molto raramente. E sto pensando a come sarebbe andata questa stessa partita senza la presenza e il tifo incessante degli oltre 2.000 pescaresi!… ma dovrebbe pensarlo e rifletterlo soprattutto quel noto “dotto e sapiente” che circola per Pescara, secondo cui il pubblico non ha alcuna influenza sul risultato finale.
La tifoseria ternana deve averla presa davvero male, se è vero com’è vero che – mentre sfolliamo – anche gli “adulti” cominciano da subito a provocare senza alcun sottinteso. Come, ad esempio, quel tizio che ce l’ha con Stani solo perché sta gioiosamente percuotendo il tamburo; cosa normalissima in uno stadio, no? O forse siamo alla Scala di Milano e non ce ne siamo accorti? E’ chiaro che se a Stani gli dici di smetterla, perché … “E’ da due ore che rompi il cazzo” (parole testuali del tizio), non puoi aspettarti niente di più che pesantissimi insulti e un tamburo percosso con ancora più forza di prima.
Interviene quello “brutto” dell’Excelsior, per invitare il ternano ad andarsene a casa e evitare così guai ulteriori, anziché prendersela senza motivo con un ragazzino (… di tredici anni!… ), ma il tentativo pacifista si risolve immediatamente in un pretesto per dare sfogo a tutto il livore finora represso; iniziano a volare insulti, sputi e ombrellate da ambo le parti.
La moglie del tizio ternano non solo non fa niente per calmare il marito, ma attizza il fuoco intervenendo ancor più pesantemente del povero allocco che ha sposato, sicura che nessuno oserebbe alzare un dito verso una donna. E ha ragione: un dito no, ma l’intera mano sì … e giacché ci siamo, anche un piede. Segue un parapiglia generale, dal quale i due sventurati (e sfortunati nella vita) escono ancora interi solo grazie all’intervento di altri 4-5 pescaresi accorsi in loro pietoso aiuto umanitario.
Ora, dico io: siamo tutti d’accordo che episodi del genere non debbano accadere, ma è mai possibile che tu, ternano con moglie al seguito, sia così “intelligente” da fare lo svelto in mezzo a centinaia di pescaresi? Sono teppisti i pescaresi, che volevano mazzìarti in risposta alle tue provocazioni, o sei tu a brillare per incoscienza e anche un pizzico di masochismo? O forse tu e tua moglie avete il vizietto del sadomaso e state cercando compagnia adeguata per stasera?
Fatto sta che senza la patetica esibizione di questa coppia “particolare” tutto sarebbe filato liscio come l’olio, invece abbiamo evitato per poco un mezzo macello.
Scopriamo solo ora che tutti i nostri pullman sono parcheggiati lungo il viale prospicente i Distinti: dunque, per raggiungerli dobbiamo passare davanti al settore degli Ultras ternani proprio mentre stanno sfollando. Ed è perciò ovvio che le cose peggiorino ad ogni metro che percorriamo. Anche perché, nel frattempo, ci siamo tutti pericolosamente innervositi e, per contro, i ternani continuano a provocare molto più di prima, in base ad un “perché” ancora tutto da capire. Anzi, se proprio vogliamo andare in fondo al discorso, l’ultima volta che loro sono venuti all’Adriatico (in occasione della promozione in Serie B del 1968) l’accoglienza pescarese è stata eccellente, come essi stessi hanno pubblicamente riconosciuto con una lettera di ringraziamento indirizzata all’allora presidente Galeota.
A fronte di questo mistero, abbiamo invece abbondantemente capito che oggi finisce davvero a mazzate, ma di quelle “serie”, e la conferma ci arriva dall’intervento di altri ternani cosiddetti “adulti”, che dapprima si calano totalmente nel ruolo di “angeli della salvezza” per evitare una rissa gigantesca e poi, una volta ristabilita la calma, prendono loro stessi a provocare con insulti piuttosto pesanti. Mah!… chi ci capisce qualcosa è bravo. Questi sono matti dalla cima dei capelli alle unghie dei piedi; è fuor di dubbio.
All’interno della tifoseria di casa è molto alta una componente femminile affatto “distaccata” o semplice “accompagnatrice”. E infatti, ancora una volta sono proprio le “gentili signore” ad evidenziarsi molto più dei rispettivi cornuti, in quanto a linguaggio e gestualità; ti posso assicurare che, al confronto, le peggiori pesciarole pescaresi farebbero la figura delle educande al “Ravasco”. Anzi, i cornuti di cui sopra si mostrano vistosamente orgogliosi delle loro “delicate” consorti, alle quali non mancano di dare manforte.
Sto pensando ai poveri figli di questa gente, a quei poveri ragazzi che, senza alcuna colpa, si ritrovano genitori del genere, con tutte le tragiche conseguenze sulla loro educazione e su una vita futura dai lineamenti a dir poco sciagurati.
Oltre alle provocazioni in sé, che fungono da vera benzina sul fuoco, è proprio questa insopportabile arroganza femminile che sta accendendo ulteriormente gli animi, soprattutto di Stani che, avendo perso completamente ogni residuo lume della ragione, si scaglia su una di esse con le mani e con la … lingua: “Puttanò!… Mo’ ti shchiaff ‘na zampat ’mmezz’a li coss, ti squatrecchio la fregn”!… Frase destinata a diventare storica per contenuto e forma, ma che al momento non viene considerata affatto storica dal marito della “gentile signora”, il quale afferra Stani per le braccia e, facendosi aiutare da un amico (da solo non ce la farebbe mai), lo consegna a due Carabinieri nei pressi con l’aria di chi ha appena compiuto l’ennesimo gesto eroico per la Patria.
Caspita che coraggio!… Fare l’eroe con un ragazzino di 13 anni!…
L’effetto ottenuto è, naturalmente, l’esatto contrario perché tutti, ma proprio tutti, si avventano sui due Carabinieri affinché rilascino immediatamente un “under 14” che, oltre a non essere perseguibile in alcun modo per via dell’età, non stava facendo niente di “penale”; ed infatti, il rilascio è istantaneo.
Per arrivare ai pullman mancano sì e no 200 metri che, però, diventano un vero percorso di guerra a causa di piccole risse scoppiate qua e là un po’ ovunque. Le donne continuano a essere le peggiori, con le loro offese del tipo: “Zingari-Serie C-Zozzoni-Fiji de na mignotta” e altre “delizie” del genere, tutte rigorosamente pronunciate in un dialetto che è quanto di più imbastardito possa esserci in Italia, in un ibrido tra romanesco, marchigiano, toscano e aquilano.
Non molto distante da noi una ventina di Ultras ternani sta dando la caccia ai pullman dei tifosi pescaresi col preciso intento di provocare solo verbalmente, in modo da spingere gli occupanti a reagire e a scendere, per poi passare allo scontro fisico. Insomma, nessuna intenzione di danneggiare i mezzi e questo, se vogliamo, va a loro merito. Il primo tentativo va però male, perché s’imbattono in quello dell’Excelsior “adulti”, praticamente tutti “signorotti da ristorante”, del tipo: “Cielo! … un ultras!… aiuto!… “, tanto per intenderci; tifosi “da Tribuna” che, naturalmente”, si guardano bene dal rispondere alle provocazioni, e ancor più dallo scendere. Tra parentesi, la provocazione più ricorrente resta questo “Serie C-Serie C”, peraltro gridato con estrema convinzione, che lascia davvero interdetti: ma ci sono o ci fanno?
Al secondo tentativo d’assalto per i ternani si mette davvero male, anzi malissimo, perché stanno prendendo di mira due pullman che, da lontano, mi pare siano quelli del Club Porto Nord. Dopo una manciata di secondi li vedo scappare a gambe levate in tutte le direzioni, e quindi avevo visto giusto: sono i pullman del Porto Nord.
Visto quanto sta accadendo, quelli del pullman n.1 de I Fedelissimi non sono saliti a bordo, preferendo restare tutti a terra in attesa di vedere fino a che punto può arrivare l’incoscienza ternana. Per inciso, il pullman n. 1 è quello del “gruppo capo”, tra cui Marcello “bumbular”, Pietro “lu’mbriacon”, Cenzino, Gianfranco, Rudy, i fratelli Marcello e Valerio Celsi, e tutti gli altri che, come si sa, non scherzano affatto nemmeno a Carnevale … figuriamoci a Pasqua!… mentre Massascusa si sta sbracciando nel vano (anzi pietoso) tentativo di convincerci a risalire per partire al più presto.
Non passa neanche un minuto e dall’altro lato della strada arrivano gli Ultras locali, forse anche più di una ventina, tutti con passamontagna, mimetica, sciarpa rossoverde e qualcosa in mano; chi una pietra, chi un bastone, chi una catena, chi una bottiglia … nessuno di loro se la sente di agire a mani nude. E forse posso capirli. Vengono bonariamente avvicinati da uno de I Fedelissimi che, sempre con maniere sin troppo signorili, consiglia loro di lasciar perdere e andarsene a casa; anche perché si sta facendo molto tardi, cominciano a scendere le prime ombre della sera e le rispettive mammine potrebbero preoccuparsi non poco. Ma è tutto inutile, anzi lo “spassionato” consiglio viene addirittura scambiato per una provocazione.
E quindi, nell’ordine, accade quanto segue: il gruppo-capo de I Fedelissimi si avvicina per sentire cos’hanno da dire (ma è chiaramente una scusa), passano al massimo dieci secondi e il più “vecchio” dei ternani (il biondo con la mimetica) prende un cazzotto in faccia da “bumbular”, facendolo sanguinare vistosamente. Pietro “lu’mbriacon” ne calpesta tre da solo, gli altri ternani scappano tutti, ma poi si fermano trenta metri più là e cominciano a tirare pietre o qualsiasi altra cosa si ritrovano per le mani. Il guaio … per i ternani s’intende … è che qualsiasi cosa tirino poi torna puntualmente indietro, ma … con una mira molto più precisa. Per cui, ora gli ultras locali che sanguinano sono ben più di due, di tre, di quattro …
A pochissima distanza ci sono gli altri pullman biancazzurri, però con le porte già chiuse dai rispettivi autisti al fine di evitare che scendano tutti per scambiare “quattro chiacchiere” con questi poveri ragazzi del posto, sicuramente annoiati e frustrati oltre ogni limite; cosa che significherebbe ritardare ulteriormente la partenza di chissà quanto tempo ancora. Per cui, assisto a una delle scene più tragicomiche viste finora nei dintorni di uno stadio: decine di persone stanno saltando giù dai finestrini!… soprattutto dai pullman del Porto Nord e del Villaggio Alcyone, ma anche da uno dell’Excelsior!… e stento davvero a crederlo.
La maggioranza dei ternani scappa definitivamente, ma una decina di loro decide di guadagnarsi la medaglia d’oro al “valor militare” con un improvviso tentativo di reazione, per la serie: voglio morire da eroe. Uno di essi sradica un segnale stradale con cui rincorre un gruppetto di 4 pescaresi, e siccome noi siamo nei pressi, è chiaro che non possiamo certo restare indifferenti. Il più allarmato di tutti è Riccardo (anch’egli con un tamburo al seguito), che urla: “Andiamocene, ci stanno correndo dietro con le mazze di ferro!… “. Altra frase destinata a diventare storica.
Le cose non vanno come teme Riccardo (oggi probabilmente “teso” più del solito), perché il tipo con il segnale stradale in mano viene affrontato da uno del Porto Nord, disarmato e menato a sangue con la sua stessa “arma”; quindi, al danno si aggiunge pure la beffa.
Il caos è totale, anche perché le Forze dell’Ordine sono totalmente assenti e, nel frattempo, le due fazioni continuano ad assaltare tutte le auto targate TR e PE che transitano in zona, provocando l’ovvia e furiosa reazione di gran parte dei proprietari; le conseguenze te le lascio immaginare, ma t’assicuro che devi impegnare a fondo la tua immaginazione per averne una pur minima idea.
Nella confusione generale, i ternani hanno momentaneamente abbandonato su un prato sia i bandieroni sia alcuni striscioni, dunque sarebbe un’occasione irripetibile per fare “piazza pulita” e mettere così a segno il nostro primo e clamoroso bottino di guerra, ma ce ne accorgiamo solo quando siamo già sul pullman in movimento e, nonostante le nostre energiche pressioni (anzi “implorazioni”), l’autista si rifiuta di aprire la porta per farci scendere, onde evitare di stare qui perlomeno un’altra mezz’ora abbondante. Pazienza!… ma la rabbia per l’occasione persa è grandissima.
Lungo la strada che porta fuori città c’è da scompisciarsi per le risate nel sentire “bumbular” e gli altri che, letteralmente “appesi” fuori dai finestrini, prendono a insultare pesantemente (ma anche giocosamente) chiunque passi per strada; scene imperdibili per calore, colore e comicità. Poi nuova sosta a L’Aquila, stesso hotel di stamattina, per una merenda ed esigenze urinarie irrimandabili. Non appena ripartiti, ci addormentiamo quasi tutti, in preda ad una stanchezza mai provata prima d’ora in una trasferta, per svegliarci quando siamo già a Sambuceto, dove addirittura piove a dirotto.
Anche per questo, giunti in via Firenze (sede de I Fedelissimi) c’è il prevedibile scappa-scappa generale verso le proprie case, ma noi ci attardiamo a commentare partita e “contorno”, cosicché Gianni (Massascusa) ne approfitta per chiederci di riportare tamburi e striscione al suo “salone” che, normalmente, in queste occasioni funge pure da momentaneo magazzino. E certo!… come no!?… Stamattina, in mezzo a tutti i casini di Piediluco, nemmeno ci si cacava, nonostante la serietà e l’importanza delle nostre proteste, adesso siamo improvvisamente diventati degni d’attenzione per fare da “facchini”? Non se ne parla nemmeno!… Perciò, alla prima occasione in cui si distrae un momento, riprendiamo le nostre cose, il sacchetto col nostro “striscionetto”, e via!… di gran lena a casa. Anche perché sono le 22,00 in punto, giusto in tempo per vederci la “Domenica Sportiva” (cosa rarissima, quando si torna da una trasferta).
Mentre questa pioggia “obesa” ci ha letteralmente inzuppato.

Lunedì, 11 aprile 1977
Stamattina, di buon’ora, ci ritroviamo tutti sotto casa nostra in via Genova, per continuare a commentare la trasferta di ieri, i preziosissimi tre punti su quattro (tra Taranto e Terni) che non osavamo nemmeno sognare, ma soprattutto il contorno alla partita dentro e fuori lo stadio.
Nonostante quanto accaduto, il gruppo ternano riscuote molti consensi tra noi perché, pur pochissimi, hanno mostrato un’organizzazione da vero gruppo Ultras, direi ai limiti dell’incoscienza nel momento in cui non si pongono problemi nell’affrontare una tifoseria avversaria quantitativamente dieci volte superiore e ritenuta da tutti tra le più “toste” d’Italia, perciò con altissime probabilità di tornare a casa alquanto menomati; come infatti è accaduto. Noi biancazzurri, invece (e purtroppo), al momento siamo l’esatto contrario: tantissimi, temuti un po’ da tutti, ma “vantiamo” una disorganizzazione pressoché totale; anzi, il più delle volte si va completamente all’avventura.
Siamo tutti concordi: questa è l’occasione giusta per riprendere e affrontare di petto l’idea che ci frulla per la testa già da qualche tempo, cioè la necessità ormai impellente di creare anche a Pescara un gruppo ultras degno di tale nome, specie ora che la nostra squadra si è confermata in piena lotta per la Serie A e, a due mesi dal termine del campionato, dà la netta impressione di poter centrare un obiettivo considerato pura fantascienza fino a poche settimane fa.
Quello di Serie A è un campionato in cui non si scherza affatto in tutti in sensi, quindi anche in tema di tifoserie. Pertanto, sarebbe da folli pensare di affrontarlo al nostro stato attuale, cioè con i Fedelissimi, encomiabili quanto si vuole ma per molti versi ormai superati, con lo storico gruppo di Ivo Melatti, commovente e “di cuore” come nessuno, ma rimasto ai tempi del Rampigna, con il neonato “Pescara Rangers”, che in questi primi cinque mesi di vita ha già abbondantemente dimostrato di essere molto più adatto a supportare la “Festa dei Colli” che non il Pescara dentro e fuori l’Adriatico.
Forse … chissà!… proprio quella lettera che scrissi al signor Manzo lo scorso settembre avrà prodotto l’idea del Pescara Rangers e, in ogni caso, c’è solo da elogiarlo, ma è fin troppo evidente che necessita un salto di qualità, e questo salto di qualità non dobbiamo aspettarlo da altri …. dobbiamo provare a metterlo in atto noi. Dobbiamo perlomeno provarci, “scendendo in campo” in prima persona. E’ giunto il tempo, ed è questo, di passare dalle idee ai fatti, ma dobbiamo farlo ora, subito, immediatamente, approfittando anche del momento magico che vivono squadra e intero ambiente, perché rimandare per l’ennesima volta significherebbe rimandare in eterno. Magari è anche la volta buona per dirgli che quella lettera gliel’ho inviata proprio io (a nome di tutti gli altri), così da dimostrare ancora meglio che vogliamo fare sul serio. Molto sul serio.
Non ancora è mezzogiorno, quindi potremmo provare subito ad andare all’Excelsior per vedere se, nonostante la festività della “pasquetta”, il Regalo Artistico è aperto ugualmente, giacché ormai … più che un negozio è diventato a tutti gli effetti una “sede-ritrovo”. E infatti, va tutto secondo i nostri piani: il signor Manzo c’è, la “sede-ritrovo” (mascherata da negozio) è aperta, poiché la Fede Biancazzurra non fa differenza tra giorni feriali e giorni festivi, e la piccola folla dei frequentatori è la solita; di fatto, sembrerebbe che alla gita fuori porta del Lunedì non sia andato nessuno.
Le discussioni, suddivise in vari capannelli, sono animate e festose, direi elettriche in prospettiva futura, perciò noi decidiamo di attendere che un po’ di gente “sfolli” per poter così avvicinare il signor Manzo con più tranquillità e probabilità di essere ascoltati. Questa attesa sta però moltiplicando la nostra emozione, anche perché siamo perfettamente consci di quanto possa essere importante questo colloquio con il quale (inutile nasconderlo) ci giochiamo tutto; in un senso o nell’altro. Ci facciamo forza l’un l’altro, ma inevitabilmente ci ritroviamo nella più scontata e comica delle scenette: “Parla tu, che sei più capace-No, meglio tu, che hai più faccia tosta-Perché io, se l’idea è stata tua?-E perché sempre io?-Tocca a te, che sei più grande” … e via di questo passo per diversi minuti. Nel frattempo, data l’ora, i tifosi cominciano a sfollare e stiamo correndo il serio rischio che anche Manzo chiuda e se ne torni a casa; ipotesi che ci agita ancora di più.
Tra i tifosi presenti c’è anche Pasquale, ormai famoso in tutta Pescara non solo per il suo folkloristico (e divertentissimo) modo di esprimere il tifo, ma anche perché lavora nel negozio di stoffe (in via Firenze) dove un po’ tutti (noi compresi) vanno a comperare le fodere bianche e azzurre per fare le bandiere. Anche lui è stato a Terni, così diventa motivo di distrazione fermarci a parlare qualche minuto degli incidenti di ieri, concordando sull’assoluta mancanza di reali motivi, e quindi sull’infamia dei ternani. Pasquale, da gran simpaticone (e caliente) qual è sempre stato, ha la sentenza immediata: “Li aspetteremo l’anno prossimo … a Chieti”.
Ma tra i tifosi che si sono intrattenuti con Angelo Manzo c’è anche Erminio (il notissimo titolare di “Erminio & Dino Sport” in via Venezia), e Riccardo ci fa notare che ieri al “Liberati” era poco distante da noi, con tanto di megafono per lanciare il tifo … del quale, per la verità, non mi sono neanche accorto … Invece, lui si è accorto di noi, eccome!… Ci vede, ci riconosce e subito ci avvicina per “segnalare” a Manzo, che è nei pressi, il nostro entusiasmo e lo spirito di intraprendenza che abbiamo mostrato ieri a Terni, nonostante la nostra giovanissima età (neanche 16 anni di media). Si complimentano entrambi con noi tutti: con me per la foga e la decisione “organizzativa”, con Riccardo per la saggia tendenza a evitare casini, con Ciro che non ha esitato un istante nel prendere a schiaffi quel tizio del Commandos Tigre ternano, nonostante fosse fisicamente il doppio, con Stani che … “piccolo e male cavato” (dove “piccolo” sta unicamente per l’età, non certo per la mole), con Fabrizio e tutti gli altri per la compattezza e unità d’intenti. Insomma, hanno visto tutto, dentro e fuori lo stadio, e pare proprio che, in maniera tanto spontanea quanto inattesa, abbiamo suscitato un’eccellente impressione, sebbene non fossimo andati con i pullman dell’Excelsior. Insomma, è la prima volta che ci incontriamo faccia-a-faccia, ma sembra quasi che ci conosciamo da dieci anni, tanta è la calorosa familiarità con cui stiamo commentando la giornata di ieri.
Per cui, è chiaro come il sole: ora o mai più!… Il momento di “buttare l’amo” della nostra proposta è arrivato e … che Dio ce la mandi buona.
Dio ce la manda talmente buona da lasciarci letteralmente senza parole: non ho neanche cominciato a parlare … anzi, a balbettare qualcosa … che il signor Manzo mi precede e propone al nostro gruppo di entrare a far parte del Pescara Rangers, poiché lui stesso riconosce che, nonostante l’appoggio totale e ammirevole degli Ultras, ancora non è il gruppo che vorrebbe e c’è bisogno di gente entusiasta e decisa come noi per dare la svolta. In altre parole, ci sta proponendo di prendere in mano la situazione.
Per favore, ditemi che è tutto vero. Ditemi che non sto sognando. Ditemi che non è uno scherzo.
Per favore, ditemelo!
Sto tremando come una foglia al vento per l’indicibile emozione, ho il sangue come una “gazzosa” (con la “zz”) e non riesco più a spiccicare una sola parola, proprio ora che, invece, c’è assoluto bisogno di intavolare il discorso tanto sognato e atteso da mesi e mesi. Per fortuna, mi vengono in soccorso Riccardo e Stani che, a modo loro, riescono a sbloccare (e a sbloccarmi) la situazione altamente emotiva, mentre Ciro si conferma piuttosto “allergico” a discorsi impegnativi (tanto più se organizzativi) e Fabrizio in questo momento è una perfetta sintesi tra me e Ciro.
Il discorso prende da subito una piega organizzativa, né poteva essere diversamente. A cominciare dal problema del settore in cui andare: io propongo i Distinti dove, insieme a I Fedelissimi, potremmo fare un grande e vero gruppo ultras; anche perché noi abbiamo tutti l’abbonamento di questo settore. Il signor Manzo, però, resta dell’idea che bisogna insistere nel tentativo di dare “una smossa” alla Tribuna, sia perché è l’unico settore dell’Adriatico dove, al momento, c’è tifo piuttosto scarso, sia per “mettere in fuga” i tantissimi gufi che l’affollano. Di per sé, la motivazione non fa una piega, ma mostriamo comunque le nostre perplessità verso tale “impresa”, sicuri anzi che andremmo incontro a problemi vari. Tra parentesi, ci sarebbe anche il non trascurabile problema di come accedere in Tribuna, essendo già abbonati ai Distinti (“ridotti”, naturalmente) e non potendo prendere nemmeno in considerazione la possibilità di un biglietto di Tribuna. Ma il signor Manzo ha già la soluzione: parlerà con Capacchietti, al fine di farci entrare in Tribuna con l’abbonamento dei Distinti; cosa fattibile senza alcun problema, sia grazie alla datata amicizia dei due, sia perché mancano ormai pochissime partite casalinghe alla fine del campionato.
Nel mentre accenniamo ad altri aspetti organizzativi, senz’altro da approfondire nei prossimi giorni (tesseramento, striscione, tamburi, eccetera), si è fatta ora di pranzo, e ci salutiamo dandoci appuntamento a giovedì quando, con più calma, faremo il quadro completo della situazione.
Devi credermi sulla parola: stiamo ripercorrendo la strada verso le nostre case come pupazzi a batteria. Le gambe camminano, le bocche parlano, le mani gesticolano, ma non so “cosa” ci muove, perché abbiamo la mente completamente disciolta come burro in padella. Euforia? Incredulità? Commozione?… Non lo so; in questo momento non sono in grado di capire.
E’ davvero tutto incredibile. Fino al punto da tornare a farci temere che sia solo uno scherzo, un’allucinazione, e che già domani il signor Manzo avrà dimenticato tutto, non avendo certo tempo da perdere con i sogni di un manipolo di ragazzini più che minorenni.
Ancora più incredibile se solo ripensiamo al “come” tutto questo si è svolto. Ripensiamo ad una trasferta “impossibile” nel giorno di Pasqua alla quale non avremmo dovuto partecipare, e che abbiamo letteralmente “estorto” con la forza alle nostre famiglie. Ripensiamo a Erminio, che ieri era nel nostro stesso settore e oggi ci ha riconosciuti e avvicinati, sbloccando di fatto la nostra “paralisi emotiva” forse destinata a restare tale per sempre. Ripensiamo al signor Manzo che, al contrario di tutti i nostri timori (per non dire certezze) ci ha accolti con grande favore e vicinanza persino “paterna”. Ripensiamo a noi stessi, che (chissà grazie a quale Santo) abbiamo pensato di andare all’Excelsior nonostante fosse giorno di Pasquetta, e proprio nel preciso momento in cui Manzo e Erminio erano lì; né un minuto prima, né un minuto dopo.
Questo, al paese mio, si chiama Destino.
C’è un “Progetto scritto” per tutti noi, che oggi inizia a realizzarsi.
C’è un Pescara Rangers che è nato lo scorso 18 novembre, ma oggi inizia a camminare.
Gabriele (“Gaby”) Orlando
[estratto dal (mio e vostro) diario del PESCARA RANGERS]
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