ZEMAN e gli altri, post TARANTO – PESCARA
08/04/2023
PASQUA a TERNI e la svolta dei PESCARA RANGERS (4/4), di “Gaby”
09/04/2023

Mercoledì, 6 aprile 1977 – 
Link alle parti precedenti.
(…) All’Excelsior siamo passati dalle stalle alle stelle in un nanosecondo … tanto per cambiare … e ora tutti, ma proprio tutti, siamo certi che basterà non perdere a Terni per avere tre quarti di Serie A in tasca. E poi c’è il calendario, che analizziamo “scientificamente” in ogni suo minimo particolare … anche quello invisibile. Ormai conosciamo a memoria anche quello di Atalanta, Monza, Vicenza, Como, Cagliari e Lecce, ed è chiaro che la situazione si sta ribaltando a nostro favore, poiché tutte le nostre concorrenti hanno numerosi scontri diretti tra loro, nonché partite da giocare in casa di pericolanti che, il più delle volte, si rivelano ben più difficili di uno scontro diretto al vertice.
Anche il Pescara ha diversi scontri diretti. E quella trasferta a Ferrara che, essendo all’ultima giornata, resta un grosso punto interrogativo: chi dice che la Spal sarà senz’altro già salva e in vacanza; chi dice che rischia d’essere risucchiata in piena lotta per non retrocedere; chi dice che (pur salva) contro di noi s’impegnerà in ogni caso alla morte per fare un favore all’Atalanta e al Monza … Insomma, si dice di tutto, e il punto interrogativo s’ingrandisce ogni giorno di più.
Ma ora è il presente che conta, e questa vittoria di Taranto è già leggenda. In giro non si parla d’altro, e il signor Manzo ha già affisso il manifesto con il programma per Terni, trasferta denominata “Pasqua dello sportivo”, organizzata con tre pullman: due riservati agli adulti dell’Excelsior e uno ai giovani del Pescara Rangers; si parte alle ore 8,00 perché è prevista una visita alla cascata delle Marmore e il pranzo in riva al lago di Piediluco.
Io resto sempre più allibito, davanti a queste iniziative che complicano solo le cose: che c’entrano le cascate e i laghi con il Pescara? Ma lo sanno, questi signori, che tra una passeggiata e un pic-nic, si rischia di arrivare tardi allo stadio, trovarlo già pieno e doversi accontentare dei posti peggiori? Cioè di dimezzare (come minimo) l’effetto del nostro tifo? A Terni si va per “giocare al fianco” del Pescara, o per ammirare come babbei “voccaperte” un po’ d’acqua che viene giù da una roccia? Abbiamo il lago di Scanno, quello di Campotosto, quello di Bomba, quello di Barrea, persino quello (dietro l’angolo) di Penne … e dobbiamo andare a Piediluco per “vedere” un lago?
Sono inca … volato nero, nerissimo.
Stani ha sentito dire direttamente dal signor Manzo che la quota di partecipazione stabilita dal CCCB è di 4.000 lire, la stessa praticata da I Fedelissimi e da Carinci. Per cui, a parità di condizioni, decidiamo senza alcuna esitazione di andare con I Fedelissimi. È vero che più passa il tempo e più si confermano inadeguati per “certi” livelli, ma è altrettanto vero che al momento assicurano tifo e “protezione” in caso di incidenti fra opposte fazioni, per cui un po’ tutti noi sentiamo ancora molto forte il senso di appartenenza verso questo gruppo, in mezzo al quale siamo nati e cresciuti come tifosi del Pescara; di fatto, è un po’ la nostra “famiglia d’origine” in ambito calcistico, e tale resterà per sempre, qualunque sia il futuro. Il problema è che anche I Fedelissimi hanno programmato la sosta al lago di Piediluco, con la scusante che è luogo ideale per il … “pranzo”!… Dalle aree attrezzate per il pic-nic alla trattoria tipica, c’è di tutto … compreso la gita in barca di mezz’ora!…
C’è veramente da restare sgomenti. Questi sono l’uno più svitato dell’altro! Il Pescara si sta giocando mezzo campionato, e c’è chi pensa alle cascate, chi ai laghi e chi … al pranzo!? Strano che non abbiano pensato anche ad un torneo di “briscola”. Però, esiste anche il risvolto della medaglia: qualcuno di noi fa notare che la “trasferta-gita” è certamente una tattica per invogliare quanti più tifosi a partecipare in una domenica così particolare e tradizionalmente familiare; ed è un aspetto che ha il suo fondamento di verità, tant’è vero che Massascusa ha stabilito di partire addirittura alle 7,30 … alle 7,30 della Pasqua!… E’ chiaro che per aderire ad una trasferta del genere bisogna essere davvero convinti oltre ogni limite. E noi lo siamo.
Ma qui sorge e si sviluppa il vero problema della settimana, quello al cui confronto le suddette e assurde “gite” mascherate da trasferta diventano una vera barzelletta: lo scontro con le nostre famiglie stavolta è davvero frontale, e si preannuncia la “battaglia” più dura in assoluto da quando frequentiamo lo stadio. Infatti, i primi approcci “informativi” si sono risolti per tutti noi con il più categorico e indiscutibile “No!”, della serie: non se ne parla nemmeno … e con tanto di “shtinnamass’ in mano, per meglio far capire il grado di indiscutibilità.
Anche noi, però, abbiamo da ribadire con forza un preciso concetto: cascasse il mondo, a Terni ci andiamo; tanto più dopo che, per evitare vere e proprie “guerre” in famiglia, abbiamo già dovuto rinunciare alle trasferte di Prato (col Rimini) e Modena. E per meglio far capire il “nostro” grado di indiscutibilità, Riccardo, Stani, Fabrizio e Sergio hanno già fatto il biglietto del pullman ieri sera, mentre io, Ciro, “papuccione”, Stefano altri lo abbiamo fatto stamattina, approfittando del “filone” in massa organizzato in tutte le scuole per “allungare” le vacanze pasquali (che iniziano domani).
Per i biglietti dello stadio, invece, non ancora si sa niente, a causa della conformità e della suddivisione del “Liberati”, uno degli stadi più “strani” e complicati d’Italia: ci sono ben sette settori diversi!… e quindi anche sette prezzi diversi. Per cui, I Fedelissimi hanno deciso di affrontare il problema sul posto, scegliendo il settore dove andare in base a comodità e costo. Parlando con Gianni Massascusa, io ho suggerito il cosiddetto “Settore Sud” perché economico, di ottima visuale (soprattutto dal terzo anello), completamente in ombra e a ridosso del tunnel-spogliatoi.
Dopodiché … facet’ coma cazz vi par’.

Venerdì, 8 aprile 1977
Come da facilissima previsione, i genitori di noi tutti hanno scoperto che abbiamo già fatto i biglietti per Terni e in ciascuna casa è scoppiato un casino di molto superiore alle previsioni; meglio sorvolare sui dettagli, onde evitare l’immediato intervento della Croce Rossa Internazionale. Basti dire che, a conclusione di un vero scontro bellico (… metaforico fino ad un certo punto …), la minaccia è diventata promessa “a reti unificate”, nemmeno si fossero messi d’accordo: “Chi esce per andare a Terni non rientra più a casa”.
Ma … non siete voi ad averci insegnato che … “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”? E allora, dov’è il problema? Ve lo dico ”in amicizia”: è del tutto inutile che vi agitate. State perdendo solo tempo ed energie, perché noi a Terni ci andiamo; poi accada quel che accada.
Nel frattempo, ieri pomeriggio il Pescara ha giocato la partitella del giovedì più misteriosa della sua storia: a Chieti. Partitella amichevole della quale non s’è saputo niente di niente fino al fischio d’inizio; e, cosa ben più strana, non si riesce a sapere niente di preciso nemmeno dopo, poiché:

  • Il Messaggero non scrive neanche una riga in proposito, esattamente come se non fosse esistita;
  • Il Corriere dello Sport idem;
  • Il Tempo, in cronaca di Pescara scrive che a Chieti ha giocato la Primavera biancazzurra, rinforzata da Di Somma, Santucci, Di Michele e Cesati, mentre la squadra titolare ha affrontato (in contemporanea) la squadra Allievi all’Adriatico, vincendo per 9-1;
  • Il Tempo, in cronaca di Chieti titola: “Il Chieti pareggia in amichevole con il Pescara di Cadè”, specificando poi che il 2-2 finale è dovuto alle reti firmate da Nobili e Mosti, quindi due titolari che, secondo lo stesso Il Tempo, ma cronaca di Pescara, stavano giocando … all’Adriatico, contro gli Allievi. Le reti del Chieti sono di Anelli e Modonese … forse!

Boh!… tu ci capisci qualcosa? Mistero fittissimo, ma soprattutto inspiegabile.

Sabato, 9 aprile 1977
Lo “scontro bellico” relativo alla trasferta di Terni si è risolto positivamente proprio sul filo di lana, grazie all’inatteso intervento “salvifico” di amici e parenti delle nostre rispettive famiglie, che hanno messo la buona parola di rassicurazione, e hanno calmato i bollori di entrambi gli “schieramenti”. Beh, meglio così, perché a Terni saremmo andati lo stesso, ma perlomeno evitiamo casini supplementari.
Intanto, stamattina, all’Excelsior e alla sede de I Fedelissimi abbiamo trovato esposto il cartello di “tutto esaurito” per questa trasferta, mentre alcuni posti rimangono solo a Carinci e al CCCB. Ho cercato di informarmi un po’ dappertutto e, con scuse varie, sono riuscito a sapere che in totale sono circa trenta i pullman riempiti, oltre le innumerevoli auto private con a bordo intere famiglie, evidentemente invogliate a fare una “pasquetta” anticipata.
Sono quasi senza parole, davanti ad un movimento del genere. E’ vero che veniamo da una vittoria a Taranto semplicemente straordinaria, ma non avrei mai pensato che nel giorno di una Festività così particolare si muovesse tanta gente; anzi, proprio per questo temevo fortemente che questa trasferta si risolvesse in un mezzo flop. E invece … pensa cosa sarebbe accaduto se non ci fosse stata la Pasqua di mezzo!
Continua a dominare più che mai il convincimento generale secondo cui il pareggio basterebbe a entrambe le squadre e dovrebbe essere accolto con soddisfazione anche da noi tifosi, perché tutti ritengono assolutamente falsa l’attuale posizione in classifica della Ternana (penultima), cioè di una squadra che schiera gente come Pezzato, Rosi, Franzoni, Zanolla, eccetera, e che quindi potrebbe svegliarsi da un momento all’altro; anzi, s’è già svegliata, come testimoniano le due vittorie consecutive di queste ultime due settimane (a Novara e in casa col Lecce).
Ciò non toglie che a Pescara si sogni anche un clamorosissimo doppio colpo in trasferta (tipo Siracusa-Marsala di tre anni fa) che, a quel punto, darebbe la mazzata finale sia alle nostre concorrenti sia ai troppi gufi ancora in circolazione. Adesso non li vedi e non li senti, perché sono costretti a rinchiudersi e rosicare nelle loro tenebrose e luride tane, ma ci sono. Sono tanti, e sono sempre in agguato… (continua qui).
Gabriele (“Gaby”) Orlando
[estratto dal (mio e vostro) diario del PESCARA RANGERS]

 

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1077 GIORNI di SERIE C, 4525 di PRESIDENZA SEBASTIANI
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8 Comments

  1. chamape66 ha detto:

    Ciao Stefano,credo che sia tu il Vecchio CK…ci conosciamo,ed io conosco alcuni membri del tuo nuovo gruppo,presente in Curva Nord…che dire,complimenti per il tuo passato e un in bocca al lupo per il NOSTRO futuro…vorrei davvero far parte del tuo progetto, potrebbe essere entusiasmante e potrebbe coinvolgere tanti giovani” alternativi” al pensiero moderno…Ho 2 figli,ancora abbastanza piccoli e sarei onorato di poterli far crescere secondo la tua mentalità ( che è anche la mia)… ci aggiorniamo a breve

  2. tusciabruzzese ha detto:

    Al di là di ogni punto di vista sul merito, un applauso a vecchiock per l’equilibrio, il rispetto di ogni tifoso e la volontà di aggregazione.
    E per il “sono stanco di sentire o leggere di pescaresi che criticano altri pescaresi”: posizione che ho portato avanti per tanti anni, invano a causa di elementi fra i PR e i loro amichetti pseudo-giornalisti falliti che sguazzavano nella zizzania e ancora la fomentato per gli allocchi che ci cascano

  3. vecchiock ha detto:

    Racconto bellissimo. L’origine degli ultras.
    Persino la sua parzialità, o l’essere prolissi e ripetitivi (come giustamente segnalato da qualcuno) serve a farti entrare a piedi uniti in quella realtà e in quell’atmosfera di tempi lontani e scomparsi.
    Irripetibili perché il calcio è cambiato. Sono cambiate le leggi, perfino le città non sono le stesse. Sono evolute perdendo però spesso il loro carattere. Per esempio Pescara era l’incarnazione del detto “forte e gentile”: rozza, un po’ ignorante, molto spaccona, ma capace di mobilitazioni di entusiasmo senza pari. Talmente travolgenti da giustificare in pieno il “NU SEM NU e quann passem nu la gend dic… Ess quiss”. Oggi Pescara si è imborghesita. Giovani evoluti, tranquilli, acculturati (ma spesso senza sapienza), col soldo in tasca e la firme ovunque sui loro costosi vestiti (grazie a mamma e papà), ma grigi e piatti spesso senza una passione vera che viene dal cuore, seguendo mode imposte da altri.
    Ovviamente è un discorso generale e per fortuna ci sono le eccezioni.
    Sono fiero di aver conosciuto personalmente e di essere amico della maggior parte dei “giovani” personaggi citati in questo racconto, oggi over 60. In particolare il mio pensiero va a chi non c’è più come i mitici Angelo Manzo vero papà (o nonno) di tutti noi ultras, Ivo Melatti e Ciro Orlando che non sempre viene ricordato come meriterebbe.
    I ragazzini del racconto sono la prima generazione ultras pescarese. La seconda fu quella dei Rangers che seguirono il Pescara nella prima metà degli anni ’80 (Sergio De Renzis & co, quelli del Parco come Bubù e Bocchino, i paninari del Thomas, ecc). Io appartengo alla terza generazione quella nata immediatamente prima o durante la fantastica prima cavalcata di Galeone.
    Il racconto così romantico del passato e dei primi vagiti ultras a Pescara, mi rende automatica qualche considerazione sugli atteggiamenti del presente.
    Spesso leggo su questo sito, tante critiche in generale nei confronti della tifoseria in particolare di chi anima la nord. Le critiche sono sempre legittime: fanno crescere. Spesso sono sparate “ad capocchiam”. Altre volte sono intelligenti o illuminano aspetti che a volte restano in ombra e quindi aiutano a far luce.
    Molte critiche arrivano da chi, purtroppo, vive lontano per motivi di studio, lavoro o per le vicende della vita e proprio per questa lontananza sono impossibilitati a seguire, ma anche talmente lontani da non poter giudicare con serenità ed attenzione le vicende pescaresi proprio perché non vissute in prima persona. A costoro imploro maggior equilibrio e soprattutto di riflettere assai prima di criticare duramente. Perché la lontananza nasconde molte dinamiche e mostra le cose con una luce diversa, spesso incompleta e distorta.
    Altri, purtroppo, criticano per partito preso. Spesso auto esiliandosi dall’Adriatico e dalla vita attiva del tifoso per propria scelta. Legittima per l’amor di Dio. Ma se ti auto escludi, poi però non puoi menerla in continuazione sulla qualità di ciò cui hai scelto scientemente di rinunciare. Non è giusto pontificare stando all’esterno a guardare.
    Una delle qualità del rozzo tifoso del passato è che non temeva di sporcarsi le mani in prima persona. Di vivere il tifo, In tutte le sue contraddizioni, belle e brutte. Di assumersi delle responsabilità e di accorciarsi le maniche per creare qualcosa, dare il proprio contributo. Invece assisto ad un manipolo sempre più nutrito di criticoni, che fanno della critica un mestiere e non un consiglio o una opportunità di crescita. Una delle cose che ho imparato nella mia vita da ultras, ma anche da uomo e membro della società civile è che la lamentela è corretta e sacrosanta. Ma se non è accompagnata da una contro proposta per migliorare ciò che si critica, la lamentela diventa sterile ed inutile. Al bla-bla-bla é preferibile il silenzio. E’ più signorile, meno vile.
    Quindi cari amici, non limitatevi a criticare tifoseria e società. Ma buttatevi nella mischia. Unitevi con quelli che viaggiano sulla vostra stessa lunghezza d’onda, organizzatevi, uscite in prima persona o in gruppo e fate le vostre controproposte. Dimostrate a voi stessi e agli altri che ciò che criticate può essere fatto davvero in modo diverso. Uscite dalla logica della “Armatevi e Partite”. Create aggregazione. Fate proposte. Venite in trasferta. Sporcatevi le mani. Non abbiate paura. Nessuno vi si mangia.
    Forse comprendereste che a Taranto se si è cantato fino a fine partita anche sul 3-0 lo si è fatto “per noi”, per tutti quei tifosi che sono arrivati fino a lì, non certo per la squadra autrice di una prestazione inguardabile.
    Forse comprendereste che le divisioni fra curva e gradinata non sono così ampie e feroci come qualcuno scrivendo vuol fare intendere. Ho visto cantare con entusiasmo e insieme PER il Pescara gente della curva e dei distinti. Li ho visti viaggiare insieme, pronti a fronteggiare INSIEME eventuali minacce.
    Forse comprendereste che i cori fatti ai tarantini avevano per destinatari soprattutto quelli che stavano “fuori” di cui attendevamo con impazienza la calorosa accoglienza. E che invece ci hanno delusi per averci regalato una trasferta più tranquilla di Gelbison (probabilmente anche a causa del notevole servizio d’ordine).
    Forse comprendereste tante cose.
    Io ed altri recentemente ci siamo rimessi in gioco direttamente e in prima linea. E’ un impegno certo. Ma mi hanno insegnato questo: non ti va bene qualcosa? Costruisci l’alternativa o stai zitto. E l’alternativa non passa sempre per il contrasto. Anzi, può e deve passare per la collaborazione. Perché siamo tutti pescaresi. Tifiamo tutti la stessa squadra. E sono stanco di sentire o leggere di pescaresi che criticano altri pescaresi.
    E VOI?? SIETE PRONTI A COSTRUIRE?

  4. UK_Dolphin ha detto:

    1976/77. Giancarlo Cade’. La mia prima stagione all’Adriatico. (:good:)

  5. tusciabruzzese ha detto:

    La pagina successiva a questa è notevole nella ricostruzione degli scontri e nel confronto fra le tifoserie delle due squadre. Un’altra grande ricostruzione di Gaby.
    Ciliegine sulla torta, la “tattica del tifo napoletano” e l’esordio il Club delle Donne Biancazzurre!

  6. vitabiancazzurra ha detto:

    Leggo sempre con nostalgico piacere questi racconti super minuziosi (anche per aver vissuto in prima persona quelle trasferte quell’epoca irripetibile) ma con tutto il bene che ti voglio a volte si eccede nei dettagli ricamati ripetuti e insistiti tutto diventa prolisso in modo esagerato Comuque encomiabile Orlando che tramanda ai bimbo minkia di oggi cos’era vivere lu fubbal di navota

  7. tusciabruzzese ha detto:

    Questa è la Pasqua che sogna Alex! Cerotti e pezzame per tutti!
    😀

  8. lusmitch ha detto:

    Ho cominciato a leggere e non riesco più a smettere. Veramente bello, scritto in modo da portarti veramente li. Complimenti.