LA GOCCIA, LA CONTESTAZIONE E IL “DITO”
05/02/2020
Arbitri 23a giornata serie BKT
07/02/2020

I Pescara Rangers e i presidenti Pescara Calcio – Chiacchierata con “Gabi”

Armando CALDORA

“Gabi” mise piede per la prima volta in uno stadio nel 1966, salendo sulla tribuna “Ferrovia” in legno e tubolari (non ancora demolita) del glorioso Rampigna, in occasione di una partita dei dilettanti. Nel novembre del 1969 assistette per la prima volta ad una partita del Pescara, allo stadio Adriatico. Da allora, iniziò a formarsi la sua ideologia “ultras”, fino al novembre 1976 quando – insieme ad un gruppo di altri nove fidatissimi amici – provò ripetutamente a sollecitare Angelo Manzo per fondare una sezione giovanile dell’esistente “Club Excelsior” (storico, frequentatissimo e “bollente” ritrovo della tifoseria biancazzurra a Pescara Centrale). Il terzo tentativo andò a buon fine: nacque così il “Pescara Rangers”, denominazione assolutamente innovativa, scelta dallo stesso Angelo Manzo, per un gruppo che in soli due anni diventerà tra i più ammirati, copiati e temuti in Italia. – 

Chi del gruppo decise di staccarsi e rendersi libero dai “Fedelissimi”? 
L’idea di staccarsi dai “Fedelissimi” fu mia, ma subito accolta favorevolmente da tutti gli altri perché eravamo consapevoli già da diverso tempo che lo storico gruppo del tifo pescarese non era più assolutamente al passo con i tempi;

figurarsi che tifavano stando seduti… come a teatro!

Anzi, eravamo destinati a restare sempre più indietro rispetto alle maggiori tifoserie di riferimento, che all’epoca erano prima di tutto le due di Torino, poi di Genova e di Roma, ma anche Bergamo, Bologna e Firenze. Non riscuotevano invece la nostra ammirazione quelle di Milano, Verona e Napoli. Le altre neanche le guardavamo, quantunque c’era senz’altro qualcosa di buono a Pisa, a Terni e ad Ascoli. Al Sud stavano (molto) peggio di noi, in quanto a mentalità “ultras”; ma rimediavano con il clima infernale dell’intero pubblico, primi fra tutti Foggia, Taranto, Avellino, Nocera Inferiore, Castellammare di Stabia, Acireale, Andria, Marsala.

Perché si rivolsero ad Angelo Manzo? In che modo egli si esprimeva da leader?
Ci siamo rivolti ad Angelo perché ne conoscevamo già le grandi capacità organizzative (Club Excelsior e Centro Coordinamento), ma soprattutto un carattere incredibilmente umano e disponibile verso i giovani, personalità forte e Amore smisurato per la città di Pescara, quindi per tutto ciò che la riguardava (calcio, altri sport, politica, ecc.). Tant’è vero che fu in prima linea nella “Rivolta per Pescara Capoluogo” (1970-71). E noi, essendo tutti ragazzi con età media di neanche 16 anni, avevamo indubbiamente bisogno di una guida seria e affidabile, ma allo stesso tempo disposta ad ascoltare le nostre idee. All’inizio è stato difficilissimo fargli capire che i tempi stavano cambiando; anzi, erano già cambiati e non stavamo più ai tempi del Rampigna. Eppure, invece di allontanarci, per evidente divergenza di ideali, si è avvicinato a noi sempre più, e noi a lui, fino a farlo diventare un vero “ultras”, mentre lui ci induceva a ragionare “con più calma” sulle decisioni da prendere. Insomma, uno scambio perfetto, con i risultati che tutti hanno potuto vedere.

Angelo era temuto dal gruppo dirigenziale del Pescara?
Angelo era molto temuto dalla Dirigenza del Pescara, proprio perché tutti sapevano che “con un fischio” avrebbe scatenato una rivoluzione in tutta la città, essendo capacissimo di muovere 5.000 tifosi in un solo pomeriggio: basti pensare che il solo Centro Coordinamento affiliava più di 100 Clubs Biancazzurri!. Timore che si è accentuato mille volte dopo che il Pescara Rangers è diventato (in pochissime settimane) il “gruppo forte” dell’Adriatico, perciò perfettamente in grado di cambiare le sorti di un intero campionato: per un verso con il tifo e il clima intimidatorio contro gli avversari, per altro verso con contestazioni e incidenti che avrebbero avuto grosse ripercussioni sulla stessa dirigenza. Infatti, sia Capacchietti che Marinelli (e Caldora poi), appena insediati come Presidenti del Pescara, hanno subito convocato Angelo per stabilire un preventivo “accordo di pace” tramite il classico scambio: io ti regalo 100 abbonamenti di Curva, tu mi “tieni buono” il gruppo. Purtroppo… per il Presidente di turno, lo scambio ha funzionato solo a metà (i 100 abbonamenti gratis), ma poi le contestazioni feroci e i tentativi d’invasione di campo ci sono stati ugualmente… per la “disperazione” di Angelo, che da un lato ci godeva (essendo totalmente d’accordo con noi) e dall’altro lato doveva mantenere fede allo scambio stabilito. Alla fine, a conti fatti, ci abbiamo… “guadagnato” tutti. Ma proprio tutti!

Che rapporto aveva Gino Pilota con i ragazzi della Curva Nord?
Abbiamo conosciuto per poco tempo Gino Pilota, perché è (purtroppo) durato poco come Presidente, non avendone possibilità “serie”, e soprattutto perché è arrivato proprio nel momento in cui al Pescara Rangers era iniziato il ricambio generazionale: noi stavamo passando la mano, quindi impegnati a “istruire” il gruppo successore (soprattutto nelle trasferte). E Gino, in un certo senso, sembrava voler ripercorrere la grande “familiarità” con la tifoseria che già aveva caratterizzato tutta la

presidenza di Armando Caldora, la cui vicinanza con la tifoseria, quasi la “fusione” con essa, credo resterà storica e inimitabile.

Gino ha cercato di fare altrettanto, riuscendoci in parte, grazie anche alla sua maggiore focosità e gioiosa incoscienza (ai confini dell’infantile), ma poi si capiva che oltre un certo limite non sarebbe potuto andare. Resta comunque memorabile la trasferta al vecchio Ballarin di San Benedetto dove, come accaduto già qualche anno prima con Capacchietti, è dovuto correre a fare da “pompiere” e a pagarci 500 biglietti di Gradinata, prima che una vera orda inferocita (eravamo un migliaio circa) radesse al suolo lo stadio, perché – come al solito – la società Samb aveva raddoppiato il prezzo di Gradinata Nord, lasciando invece invariato quello della Gradinata Sud. In fondo, gli abbiamo voluto bene e non lo abbiamo mai contestato; il che è praticamente un “record” per Pescara.

Gabriele “Gabi” Orlando

Gabriele Orlando (classe 1959) è architetto e dirige, dal 2008, due Master di specializzazione post-universitaria a Roma. 
La storia dettagliatissima del “decennio d’oro” biancazzurro 1969-1979 è raccontata nell’opera in 5 volumi (e circa 2000 pagine) “18 novembre 1976”, scritta e pubblicata da “Gabi” per tutti gli amici passati, presenti e futuri.

40mila.it

P.S.: nel ringraziare Gabi per questa chiacchierata, cogliamo l’occasione per ricordare a tutti – utenti inclusi – che sono benvenute proposte di articoli. A tal fine, è possibile utilizzare la mail di contatto info@40mila.it (anche raggiungibile dal link nel menù principale in alto).

 

Lascia un commento

20 Comments

  1. Baka rozzo ha detto:

    Aua’ ti rinnovo l’invito.. lascia perdere . Stai parlando e immischiando persone e periodi che non c’entrano nulla.

  2. pescarese1976 ha detto:

    Baka rozzo probabilmente ho espresso male il concetto, Stefano insieme ad altre 3/4 persone con a capo Angelo Manzo hanno dato vita ad uno dei GRUPPI ULTRA’ più vivi e IMPORTANTI in Italia. Premesso questo, Marco a quel periodo non era presente e questo te lo posso certificare. Quando ho scritto che è ”stato cresciuto” , intendevo in mentalità e capacità di essere un CAPO! Adesso sono stato più chiaro e comprensibile. Siccome ho vissuto i momenti di quel periodo, fidati. Marco era il suo DELFINO, più chiaro di cosi non posso. Comunque a parte queste precisazioni che ci siamo dati, questi 2 ragazzi devono essere di esempio per il futuro.

  3. Baka rozzo ha detto:

    Dire che Marco è stato cresciuto da Stefano .. parlet delle cose che sapet . Entrambi grandi amici e legati tra loro da grande amicizia ma questa è tutta un’ altra cosa

  4. draculone ha detto:

    Oggi c’e’ la stessa “fusione” con Sebastiani dash2

  5. johnny blade ha detto:

    OT
    inter milan terzo anello in curva 85 euro,
    Figuriamoci con lo stadio nuovo quanto pagherebbero.
    Povero popolo italiano.,quanto è bue.
    Una volta si scavalcava..
    Ma all’itagliano va tutto bene.

  6. Se siamo in tanti, i presidenti ci rispettano …………………… Ma se vogliamo essere in tanti occorre contestare …………….. così ci ricompattiamo …………. LA SENTI L’ARIA? VATTENE VIA DAL PESCARA

  7. antateavanti ha detto:

    Bella storia….ricordo bene il gran carisma di Angelo Manzo che in poche ore riusciva a organizzare i famosi treni Freccia Biancazzurra unici o quasi nella storia delle trasferte nazionali specie all’epoca ….e se i pullman erano finiti in zona li faceva arrivare da ogni angolo d’Italia
    Anche per quella trasferta di San Benedetto ho ricordi vivi sia della partita dove il famoso arbitro Agnolin con tanto di corna ci annullò a 5 minuti dalla fine un favoloso gol in rovesciata di capitan Vincenzo Zucchini per un presunto anzi inventato gioco pericoloso ….la rabbia fuori dallo stadio monto’ anche per quello…Li prete jevene sgrizzenne

  8. tusciabruzzese ha detto:

    UK, telepatia … Proprio qualche ora fa stavo ricordando le sassate prese in testa in quella trasferta con alcuni amici
    drinks

  9. draculone ha detto:

    Speriamo di tornare ad essere”cazzuri” come un tempo. Ce lo meritiamo e lo dobbiamo a questi personaggi che si sono fatti rispettare a Pescara ed ovunque. AVANTI PESCARA RANGERS, RIPRENDIAMOCI CIO’ CHE CI APPARTIENE

  10. UK_Dolphin ha detto:

    Ngulo Samba 1979 la mia prima trasferta al Ballarin. Scontri dentro e fuori il campetto, forze dell’ordine schierate sotto la ns. gradinata. Senza scorta, parcheggi custoditi, percorsi prestabiliti e altre modernita’ varie. Altri tempi.

  11. pescarese1976 ha detto:

    Gabi un certo Marco Mazza è stato cresciuto da Stefanovl Paravia. Cari ZERBINISTI provate a domandare a LU FARMACIST se ricorda questo ragazzo. Gnorima’ il tuo disprezzo verso questa CURVA è generato da un qualcosa che chiamiamo AMORE per il Delfino. Questo AMORE tu non lo potrai mai assaporare e più ci DISPREZZI e più SCHIATTERAI d’invidia. VE NE DOVETE ANDARE non rappresentate questi colori e questa città🤘🤘🤘

  12. pescarese1976 ha detto:

    Max1967 se ci fosse stato Stefano o al minimo un certo Papalina chi lu dit sai dove se lo ritrovava? rofl

  13. nemicissim0 ha detto:

    Max, a fare la visita prostatica ai koala laugh

  14. Max1967 ha detto:

    Certo che se l’ex sottoufficiale della GDF avesse fatto quel gesto una trentina di anni fa mo sarebbe già in Australia…

  15. Fafinho ha detto:

    I reggimicrofono vanno ancora appresso alle fregnacce del Capostazione. Il centro sportivo, lo stadio nuovo, i kazaki, la punDa…gli alieni, la terra piatta, il Cristo morto di freddo, la pioggia dal basso verso l’alto, ecc

  16. alex74 ha detto:

    TE NE DEVI ANDARE SANTIDDIO. LA PAZIENZA TE NU CAZZ DI LIMITE

  17. draculone ha detto:

    Il “DITO D’ORO” che offre cento abbonamenti. laugh rofl

  18. tusciabruzzese ha detto:

    Che periodo che è stato. Si riceveva dalla Società ma non per questo si perdeva l’indipendenza totale!
    Gabi ne vogliamo altri di questi contributi!
    yes

  19. chamape66 ha detto:

    che TEMPI..che STORIA..ricordo la trasferta di San Benedetto..scontri e incidenti con cariche nei pressi della loro CURVA…all’epoca( lo dico x i giovani che adesso vanno in vacanza in CURVA), si assisteva alla partita in mezzo ai tifosi avversari ( ci vulevano le palle!!)…il massimo è stato ad Ancona, credo in serie C nel 1983, dove eravamo in una sola curva con gli ultras avversari che non riuscivano ad entrare, perché noi da dentro tenevamo chiuso il cancello, spingendolo tutti insieme…poi ci carico’ la celere e loro entrarono…PESCARA RANGERS for ever

  20. pescara ha detto:

    Si vuole mandare un messaggio subliminale per il presente? A parte questo, una piacevole lettura e ricostruzione d’altri tempi! Complimenti.