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SIAMO FATTI PER VOLARE

Come personale auspicio a tornare a volare dopo il mezzo passo falso con la Cremonese, voglio raccontare di un Pescarese illustre, spesso dimenticato dietro a D’Annunzio e Flaiano, ma che a suo modo ha segnato il Novecento non meno degli altri due:

Corradino D’Ascanio.

Era in realtà quello che oggi si direbbe “uno dell’entroterra”, essendo nato a Popoli (che tra l’altro era allora in provincia dell’Aquila) nel 1891.

Fin da giovanissimo si dimostrò geniale negli studi tecnici, ed in particolare delle dinamiche del volo: i fratelli Wright avevano collaudato con successo da soli tre anni il loro primo aeroplano, che già nel 1906 il nostro faceva volare dalle rovine del castello di Popoli un aliante sperimentale di sua invenzione, sia pure senza pilota.

Primo volo dei Fratelli Wright, 1903

Laureatosi in ingegneria, allo scoppio della prima guerra mondiale si arruolò nel genio aviatori, occupandosi dello sviluppo dei motori aeronautici. Fu tra i primi a livello mondiale ad installare un apparecchio radio su un velivolo e progettò numerosi prototipi di aerei da caccia e da bombardamento.

Nel dopoguerra, pur continuando una “normale” attività professionale nel campo dell’ingegneria civile, diede ancora prova di genio, inventando un forno elettrico a potenza variabile e una macchina automatica per la classificazione di documenti.

Ma l’ossessione per le macchine volanti non lo abbandonava: volse i suoi studi nel settore, ancora inesplorato, del volo verticale e il 19 maggio 1926, nel cortile della Fonderia Camplone a Pescara, collaudò un embrionale elicottero da lui ideato ed interamente costruito in quelle officine: il prototipo ricadde al suolo quasi subito, ma costituì la base per sviluppare un nuovo e più potente modello, che si rivelò uno dei primi, se non il primo, elicottero effettivamente controllabile ed utilizzabile della storia.

Pescara, 19 maggio 1926: il prototipo di elicottero D’A.T.1 nel cortile della Fonderia Camplone

Iniziata una collaborazione professionale con la Piaggio, disegnò un’elica aeronautica a passo variabile che costituì un colossale successo commerciale, venendo utilizzata praticamente su tutti i principali aerei da caccia italiani della seconda guerra mondiale.

Nel 1946, al termine del conflitto, c’è chi dice per riciclare i ruotini di coda del bombardiere Piaggio P 108, ma in realtà per soddisfare il bisogno di mobilità a basso costo di tutti gli Italiani “che non sapevano guidare una motocicletta”, Corradino D’Ascanio

inventò per la casa di Pontedera la Vespa,

destinata a diventare un oggetto di culto e una delle icone mondiali del made in Italy.

Picchè NU SEM NU.

New York – Museum of Modern Art: Vespa GS 150, 1955

 

Nemicissim0

P.S.: nel ringraziare l’utente Nemicissim0 per averci inviato il suo contributo, cogliamo l’occasione per ricordare a tutti gli utenti che sono benvenute proposte di articoli. A tal fine, è possibile utilizzare la mail di contatto info@40mila.it (anche raggiungibile dal link nel menù principale in alto).

 

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31 Comments

  1. nemicissim0 ha detto:

    Max e 433…ciasand, l’avete capito quello che ho scritto? blum Non ho detto che non si giocava a calcio, ho detto che i prof, che spesso non avevano alcuna voglia di fare lezione, “ti lasciavano” giocare a calcio per i cavoli tuoi, chiudendo un occhio sul fatto che, come mi pare, non fosse una disciplina contemplata dal programma di educazione fisica. E tutto ciò in risposta a 433 che si meraviglia come i professori oggi non propongano il calcio nelle ore di educazione fisica: non lo propongono perchè non credo sia prevista come disciplina ufficiale, oggi come trent’anni fa. E magari oggi hanno più paura di trent’anni fa di beccarsi un procedimento disciplinare o una denuncia da parte dei genitori di un ragazzo che si fa male praticando, mentre loro leggono il giornale, una disciplina non prevista. Sper che il mio cinese mandarino sia più chiaro, adesso. laugh

  2. Se si dovesse inventare la macchina per tornare indietro io mi prenoto🙋‍♂️

  3. 433offensivo ha detto:

    Giocavamo a penga o ABC con le figurine panini….E quando tornavi a casa che avevi vinto un bel pacco o di figurine, ti sentivi come se avessi fatto 6 al Superenalotto.

  4. 433offensivo ha detto:

    Anche le nostre abitudini sono cambiate. Negli anni 80 non c’erano i forum su cui discutere del Pescara. Parlavi nei bar o per strada, al mare, al play club….allo stadio alla nord si andava almeno 1 ora prima, nelle partite importanti 2 o 3 ore prima.

  5. 433offensivo ha detto:

    Nemiscissim0, quando facevo la scuola media io (dal 1981 al 1984) noi giocavamo sempre a calcio. L’atletica la facevamo in prossimità dei giochi della gioventù. Ad ogni modo, al di là della scuola, ricordo benissimo che in quegli anni ovunque giravi vedevi ragazzini che avevano un pallone a giocare per strada con due pietre a fare da porta…oggi questo non c’è più. I ragazzi sono schiavi di cellulari, play station e, Instagram ecc….il mondo è cambiato…e di riflesso anche il calcio e le abitudini dei tifosi non sono più quelle di una volta.

  6. vitabiancazzurra ha detto:

    Complimenti all’autore dell’articolo .Ero informato da parecchio che un nostro conterraneo fosse l’inventore del primo elicottero empirico e successivamente della Vespa…Non ero a conoscenza però che il battesimo del prototipo di elicottero era stato effettuato a…1 km da casa di mio nonno. good ( a proposito non so se avete visto in tv qualche settimana fa una fiction devo dire sintetica ma ben fatta, dedicata alla storia della Vespa) . Secondo me noi abruzzesi siamo poco orgogliosi e non mettiamo molto in evidenza le nostre eccellenze umane culturali e di ogni altro tipo. In altre regioni o città sanno “vendere” e mettere in risalto molto bene i loro prodotti indigeni anche se di piccola caratura . Un esempio calzante per tutti può essere lo sdogamento nazionale e internazionale del Vino Montepulciano dovuto anche alla crescita professionale dei vignaioli abruzzesi ma ostacolata e snobbata dagli “amici” toscani veneti sopratutto,per decenni con motivi motivi commerciali intuibili e non solo .Chissà come mai però le nostre uve specie in passato sono state usate nell’astigiano per produrre spumante…Scusate la divagazione e SEMPRE W IL DELFINO !!!!

  7. draculone ha detto:

    Mi dispiace per voi che avete avuto un destino così crudele rofl

  8. Max1967 ha detto:

    nemicissim0 alle superiori giocavamo solo ed esclusivamente a calcio avendo a disposizione un campo. In palestra ci andavano solo le femmine…il pallone ce lo dava il custode o lo portavamo noi.

  9. nemicissim0 ha detto:

    Draculone: la legna? laugh (eh già. pure io Thomas, e liceo classico…)

  10. draculone ha detto:

    Tuscia purtroppo è la dura e cruda verita’. Che ne sanno i “thomassiani” dei piaceri della vita laugh

  11. tusciabruzzese ha detto:

    Draculone, chiedere a Max cosa si mette nel caminetto è come chiedere a uno di Thomas se ha mai ballato latino-americano: è inutile, partita persa! laugh

  12. Si vabene , quindi rimani per un po giorni?

  13. johnny blade ha detto:

    Sto giù na settimana.

  14. johnny blade ha detto:

    Ok cillóoo. Magari ci vediamo all’Adriatico a quella dopo..giochiamo in casa?

  15. Johnny io domenica sera non ci sono perchè vado a Perugia drinks

  16. draculone ha detto:

    Il “tecchio” è una figura portante in tutti i campi. Esempio banale, per mantenere il fuoco in maniera costante e duratura, Max, nel caminetto cosa si mette? cool

  17. nemicissim0 ha detto:

    433offensivo ha detto:
    29 Novembre 2019 alle 12:17

    Lavorando nella scuola e stando a contatto con ragazzini di 11-14 anni ogni giorno, posso solo testimoniare che oggi loro si dedicano molto di più ad altri sport (nuoto, basket, tennis, rugby) .. gli stessi docenti di educazione fisica, non fanno mai giocare a calcio, ai miei tempi invece esisteva solo il pallone. Questo ha allontanato i ragazzini dal calcio e quindi di riflesso anche dallo stadio.———————–In realtà, 433, da quello che ricordo io (non so se oggi i regolamenti scolastici siano cambiati) ai miei tempi il calcio NON poteva essere praticato durante le ore di educazione fisica. Gli unici sport ammessi (oltre la ginnastica e l’atletica) erano basket e pallavolo, tant’è vero che nella dotazione scolastica non esisteva il pallone da calcio ma solo gli altri due. I professori, poi, tolleravano la partitella ma solo perchè non avevano voglia di fare un cazzo, e si assumevano il rischio di azioni disciplinari se veniva qualche ispettore e li beccava…ti portavi il pallone da casa e giocavi. Quindi, se oggi le cose sono cambiate a livello normativo non lo so, ma il fatto che i professori non facciano giocare a pallone è normale, se le cose stanno come 35 anni fa.

  18. pescarese1976 ha detto:

    Discorso tifo Pescara: oramai su questo argomento ne abbiamo scritto a fiumi. Guardando più da vicino la questione, le problematichecsono molteplici:
    1. Mancanza di un valido ricambio generaz.
    2. Mancanza di un vero leader
    3. Situazione creata appositamente da CULLU
    4. Città senza stimoli calcistici
    Io la vedo cosi

  19. pescarese1976 ha detto:

    Discorso tifo: amici miei la vita per tutti noi è cambiata, in peggio o in positivo? Qui è come dire è meglio l’uovo oggi o la gallina domani? Le osservazioni fatte da Cast e da alex74 non fanno una piega, anche io mi associo a quanto hanno scritto good

  20. germanodacuneo ha detto:

    Chi non sa chi è stato l’ingegnere Corradino D’Ascanio deve fare un ripasso per essere un “vero” abruzzese.

  21. pescarese1976 ha detto:

    Articolo molto belli, come al solito la fantasia e le idee prevalgono sempre. Complimenti a chi ha scritto questo articolo. Bravo.

  22. germanodacuneo ha detto:

    Bravo NemicissimO, ricordo molto interessante. Inventò il modello Vespa guardando un manopattino dove vi aggiunse un sedile sulla ruotina posteriore. Il motore e la ruota anteriore lo ha preso da quello che era rimasto degli aerei costruiti dalla Piaggio a Pontedera.

  23. Max1967 ha detto:

    Ogni tanto capita che un tecchio riesca ad evolversi laugh1

  24. tusciabruzzese ha detto:

    Ma se, come dice l’ottimo articolo, Corradino D’Ascanio è “uno dell’entroterra”, allora è un … “tecchio”?
    laugh

  25. 433offensivo ha detto:

    Lavorando nella scuola e stando a contatto con ragazzini di 11-14 anni ogni giorno, posso solo testimoniare che oggi loro si dedicano molto di più ad altri sport (nuoto, basket, tennis, rugby) .. gli stessi docenti di educazione fisica, non fanno mai giocare a calcio, ai miei tempi invece esisteva solo il pallone. Questo ha allontanato i ragazzini dal calcio e quindi di riflesso anche dallo stadio.

  26. 433offensivo ha detto:

    Complimenti all’utente Nemicissim0 per l’articolo. Non conoscevo la storia di Corradino D’Ascanio, offuscato come giustamente viene scritto daD’Annunzio e Flaiano.
    Tornando al discorso delle curve/stadi, credo che il fenomeno di spopolamento, riguardi un pò tutto lo stivale anche se l’impressione è che da noi, questa tendenza è più marcata.
    Come giustamente ha scritto Alex, fenomeni come pay tv, tessera tifoso ecc, riguardano tutti non solo noi, quindi il fatto che a Pescara la situazione sia peggiore rispetto ad altre piazze, onestamente non riesco a spiegarmelo.

  27. johnny blade ha detto:

    Domenica sera chi ci sta al midas a vedè la partita?

  28. johnny blade ha detto:

    Voi pensate agli ultras eroi mondiali della gloriosa Svizzera [corna] mentre io vengo giù a Pescara..

  29. pescara ha detto:

    Una storia di un abruzzese che non conoscevo! Bellissima: complimenti.
    E da domenica si prende il volo anche noi