Le dichiarazioni di Silvio BALDINI, allenatore della Delfino Pescara 1936 SpA, alla vigilia di Pianese-Pescara, 4a di ritorno del campionato Serie C 2024/25:
- Come ho detto anche ai ragazzi, oramai mi sono stufato di dire che si sono allenati bene, che ci mettono il cuore, che ci mettono passione. Gli ho detto che ora bisogna cambiare marcia. Se uno vuole raggiungere i suoi traguardi, non deve solamente dire “io ho fatto il mio dovere”, ma deve fare di più con la testa: bisogna andare a vincerle prima di iniziare. Prima di iniziare la partita, devi averla già vinta, nel senso che sai che andrai lì e ci metterai più energia, più voglia, più fame. Queste sono le cose che fanno la differenza, che deve venir fuori ogni gara. Quindi, bisogna fare questo cambio di marcia. Già con il Rimini, devo essere sincero, io questo cambio di marcia l’ho visto. Ci è mancato il gol, però il cambio di marcia c’era. Poi, sappiamo tutti che nel calcio, come nella vita, ci sono sempre delle situazioni imponderabili, come quando prendi il palo interno e la palla torna fuori. Noi bisogna essere più forti dell’imponderabile, sentire il desiderio di arrivare dove gli altri ti precludono: “io devo arrivare lì proprio perché nessuno mi dà fiducia. Io ce la posso fare; io ce la devo fare”. E’ la sensazione di essere uno che non si arrende mai.
- Il nostro traguardo dev’essere più grande del pensiero che il 50% della difesa è cambiato. PIl nostro traguardo deve essere quello di dire : “ce l’ho fatta nonostante mille difficoltà. Ce la devo fare, ci devo arrivare”. Tu sai che se affronti la vita con coraggio, con determinazione, avrai sempre la soddisfazione e la gratificazione di sentire che “oggi io ho fatto, ho fatto un qualcosa che mi ha fatto sentire quello che io desidero”.
- Per farti sentire quello che tu desideri devi stupire gli altri, quelli che non ti danno credibilità. Tu devi andare oltre quel limite.
- Quando pensi che il destino ti sia avverso e pensi di essere sfortunato, sarai una persona che, comunque vada, non raccoglierà mai quello che meriti.
- Ora basta di dire che siamo bravi ragazzi, che ci mettiamo l’impegno, che ci mettiamo la passione: bisogna metterci qualcosa in più, bisogna andare “oltre”.
- Io non faccio il coglione quando dico che voglio andare in B, che voglio andare in A: lo dico perché se tu non metti l’asticella dove gli altri ti deridono, tu non sarai mai nessuno, perché alla fine ti adegui. Ti adegui a quello che ti porta in quel momento lì quello che stai vivendo.
- E’ successo anche a noi di sentirci che oramai avevamo raggiunto un traguardo importante. Invece, non abbiamo raggiunto niente: perché nonostante non meritavi di perdere con il Pineto, perché hai giocato in 10, e ci sono state l’espulsione, il calcio di rigore, tutte queste cose… però la possibilità di fare gol l’avevamo anche in 10, ma non siamo stati capaci. Noi avevamo una situazione per ribaltare quella partita: non ci siamo riusciti. Quindi, vuol dire che è dentro di noi il problema.
- LETIZIA è un giocatore esperto, un ragazzo che è un destro ma che ha giocato tante volte a sinistra. E’ un destro naturale ma lui non ha problemi perché la maggior parte della carriera ha giocato a sinistra. La cosa che mi è piaciuta di LETIZIA è di essersi tuffato dentro questa avventura con lo spirito giusto, cioè capire di vivere d’entusiasmo, vivere di passione. Siamo in emergenza e quindi lui oggi è normale che giochi. Poi, dopo, dovrà essere il campo a dire se lui sarà in grado di esserci utile oppure no.
- MEROLA non mi era piaciuto quando abbiamo giocato contro la Torres perché secondo me lui è un giocatore, come ho detto anche tante volte, che non c’entra niente con la serie C: può giocare in serie A. Lui ha qualità per giocare dove vuole. Però, se mentalmente non ti poni d’essere veramente bravo e di dare il massimo, diventi un giocatore mediocre; diventi uno meno bravo di quello che sei. MEROLA deve giocare a grande intensità, correre a tutta, fare le giocate di prima, cercare la porta con convinzione: non deve giocare aspettando che si creino delle situazioni. Deve creare le situazioni. Tutte queste voci lo hanno messo un po’ in croce, ma lui è venuto da me e mi ha riconfermato che il suo obiettivo, C per C, è rimanere a Pescara. E allora io gli ho detto: “se il tuo desiderio e questo, allora ci devi dare una mano”. Dev’essere un giocatore che fa la differenza, non un giocatore che aspetta che tutta la squadra cresca. “Tu devi far crescere la squadra”. Credetemi che MEROLA è un altro di quei ragazzi che dà la “via al gas”, è un giocatore che non c’entra niente con la serie C. MEROLA può giocare nelle categorie che vuole, però deve dare “la via al gas”, non può andare con il gas sotto controllo.
- Noi dobbiamo andare là e ci deve interessare lo spirito, la ferocia, la voglia. Io sono qua per misurarmi, non per aspettare la furbata, la giocata oppure un episodio. No, io devo giocare con un’intensità che è difficile spiegare. Questa settimana due volte gli ho fatto vedere un video di un professore americano. Un professore universitario fa un esempio: prende un barattolo e lo riempie con le palline da golf e chiede. “è pieno?”. E tutti dicono: “sì”. Poi, prende dei sassolini, li butta dentro allo stesso barattolo e dice: “è pieno?”. E tutti dicono: “sì”. Ma poi prende della sabbia e la butta dentro quel barattolo: “è pieno?”. “Sì”. “Ecco”, dice, “ora vorrei che voi rapportaste questo che vi ho fatto vedere alla vostra vita. Se io metto le palline è la mia vita; e la mia famiglia sono i miei affetti. Poi i sassolini è il mio lavoro, la mia professionalità. La sabbia sono le cose superflue, no? Le stupidaggini: ubriacarsi al pub, comprarsi le macchine e tutte queste scemenze”. Ora, proviamo a invertire: mettiamo dentro al barattolo prima la sabbia. Quando la sabbia ha riempito il barattolo, la palline da golf e i sassolini non entrano, no? Quindi, se noi riempiamo la nostra vita di superficialità, i valori non entrano. Gli ho fatto vedere ai giocatori cosa vuol dire andare oltre: vuol dire darsi delle regole, sapere che nella tua vita prima devi partire dai principi fondamenti. E questi principi fondamentali, come abbiamo già detto, bisogna coltivarli con la passione e con la professionalità. Poi, le stupidaggini vanno fatte quando uno va in vacanza.
- Io diverse volte sono andato a cena con i miei dirigenti e il più delle volte indosso la tuta del Pescara. Perché io tengo sempre la tuta del Pescara? Per un semplice motivo: perché voglio andare in serie A. E se voglio andare in serie A, devo essere responsabile di quello che faccio, perché rappresento sempre questa gente. Questo stemma sulla tuta non è uno scudetto attaccato lì: per me questo scudetto è un qualcosa che è dentro la mia anima e che devo rappresentare. Quindi, non mi vergogno mai di andare vestito con la tuta del Pescara.
- Una volta andai a Londra a trovare Conte quando allenava il Chelsea. Vedevo tutti i giocatori del Chelsea che venivano al ristorante a ritirare il cibo da asporto. Invece di mangiare al ristorante, erano tutti vestiti – e alcuni anche mangiavano – con le tute del Chelsea. E lì ho capito che avere la tuta non voleva dire andare al ristorante: voleva dire essere rappresentante sempre di quella gente, di quella cosa.
- A me interessa solamente il Pescara, non deludere i tifosi, il popolo pescarese. Io sono qui solo per rispettare la vostra cultura, rispettare il vostro modo di vivere. Non credevo di trovare una città così bella, così vivibile da poter dire: “Madonna quanto è bello stare qua! E quindi vorrei continuare a vivere qui per parecchi anni, dai”.
13 Comments
Mister .. inventati qualcosa che se stai ad aspettare al caboscddazionedialanno,,manco in B torni ,altroché in A ..
oggi gioca la nuova punta?
Mi Associo : Forza Pescara Sempre e Ovunque!
io dico solo FORZARAGAZZI, spero che oggi si vinca.
Se non facciamo 7 punti fra domani Perugia e la vittoria da ottenere per forza contro l’ Entella possiamo dire addio definitivamente anche a quel 10% di possibilità di fare primi Solo vivacchiare in attesa trascorra un altro campionato inutile e in agonia Arrivare fino all’ultima giornata sarà un eutanasia pesante ….
Sebastia’ sei il peggiore pescarese dal 1927 in poi Anche questo record fra gli altri e’tuo e insuperabile
mo addirittur vuole rimanere a vivere qui🤣🤣. ma cuss si rende conto delle cazzate che va raccontando? l’ unica cosa che dovresti dire è: “purtroppo ho capito con chi ho a che fare anche se parecchi TIFOSI mi avevano messo in guardia”.
Baldini tu di fondo sai sicuramente una brava persona con dei principi rari ma anche se sono più giovane di te ti consiglio di rileggerti le dichiarazioni da fine Agosto ad oggi ti sei contraddetto almeno 10 volte ….occhio che il magnate avicolo ti licenzia giusto in tempo per portare le mimose alle tue donne alle idi di Marzo….A fine mercato voglio capire se continui a professare magia o passi alla modalità miracoli ….con Vergani Tonin Tunjov e gli esterni lì davanti che girano come criceti ma sono inconcludenti possiamo giusto fare un turno play off ….non di più Anch’io quest’anno ci stavo credendo ma non si può giocare in 9 a pallone e con una società indegna
Tra magia, miracoli e mental coach que non è una squadra di calcio ma un oggetto misterioso fatto di intrallazzi e intrattenimenti da teatro…..che brutta fine che avem fatt 🙏😔🙏 manco più Gesu’ ci più salvare 🥹🥹🥹🥹🥹
Come allenatore indubbiamente ha delle qualità che con la C c’entrano poco ma se non è arrivato a certi livelli si deve porre qualche domanda Si non si piega ha solo nemici odia procuratori e gente falsa cioè tutti. ….ma non glielo hanno detto che questi profili stanno in tutti gli ambienti di lavoro e anzi bisogna starci dentro con stipendi da fame Almeno per questo Circo pallonaro il gioco vale la candela…Mo poi dice che vorrebbe restare e vivere a Pescara Ma da pensionato o da allenatore? …mi sembra che ha detto più volte che rimane solo in caso di B. A parte che lignobile gli dovrebbe aumentare l’ingaggio e conoscendolo prenderebbe un mister x a 4 soldi Però mo avast nchi li chiacchiere Baldi’ Occhio alla Real Pianese xhe all’andata nn meritava di perdere
A metà intervista mi sono fermato, ormai è di una pesantezza insopportabile.
Baldinik mi sembri il famoso formatore e mentor Gianluca Spadoni ma che cazz parliamo di calcio su se leggo l’Intervista solo chiacchiere a me non mi nculi facilmente combà
Più energia, più passione, più testa, più… centravanti?
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