PESCARA – SAMBENEDETTESE (Coppa Italia) 0-1: i “99 MINUTI”
16/08/2026

AVVISO: questa NON è una pagina polemica o di critica. Perciò, chi se la prende… ha la coda di paglia. Questi sono solo FATTI: potete leggerli positivamente o negativamente o neutralmente, ma è affar vostro.

  1. In Coppa Italia contro la Samb, ci sono stati alcuni cori di contestazione al Presidente. Troppo pochi o messaggio già sufficientemente chiaro per stabilire la posizione del tifo organizzato? Lo direte voi.
  2. Circa il 95% del tifo è stato volto a sostenere o stimolare la squadra. Sbagliato? Giusto?
  3. Insomma, la scelta sembra essere quella di dire “siamo contro Sebastiani, ma non gli dedichiamo più attenzione di tanto” (o perché “tanto non se ne va” o perché “siamo qui soprattutto per la maglia”). “Birre, amici e canti. E ci divertiamo”. Una scusa? Una scelta da “nuova generazione del tifo”? Certo, sono ormai in massa dei 20enni, cresciuti sempre in epoca-Sebastiani… Ma i “vecchi”?

  

40mila.it

5377 giorni di PRESIDENZA SEBASTIANI
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14 Comments

  1. chamape66 ha detto:

    Caro 433,cerco di spiegarmi meglio: le tue opinioni, così come tutti quelli che la pensano come te,sono da rispettare, ci mancherebbe…il problema nasce dagli attacchi inopportuni,secondo me,contro una Curva ed anche un’intera tifoseria che dovrebbe fare ciò che non vogliono,ma si sentono sempre tirare dalla giacca( ex Curva Nord, una volta tizio e Caio si comportavano diversamente ecc…)…se la vostra opinione, legittima, è ” lo stadio vuoto” capisci che almeno 4mila persone non ci sentono da quest’orecchio? Li vuoi costringere? Probabilmente chi è imperterrito nel seguire dallo stadio ha altre opinioni,non è che l’unica sia la vostra…poi tra uomini si parla una volta sola,non è che facendo le lagne si ottiene di più di chi manda messaggi una volta per tutte

  2. 433offensivo ha detto:

    Mio caro cognato Champe66 si è abbonato.

    Durante la settimana esprime spesso critiche, anche molto dure, nei confronti di Sebastiani e della società. Poi, però, ha scelto comunque di sottoscrivere l’abbonamento. E io rispetto pienamente la sua scelta, così come lui rispetta la mia decisione di disertare lo stadio.

    C’è, però, un aspetto personale che per me va oltre la semplice contrapposizione tra opinioni.

    Io e lui abbiamo trascorso anni a seguire il Pescara insieme. Abbiamo condiviso trasferte, partite, sofferenze, gioie e soprattutto quei momenti in cui un gol della nostra squadra ci faceva abbracciare e dimenticare, almeno per qualche istante, tutto il resto.

    Sapere che quest’anno non potrò più sedermi accanto a lui e vivere quelle emozioni mi provoca un dispiacere profondo.

    Abbiamo semplicemente due modi diversi, forse persino opposti, di amare il Pescara.

    Lui ha scelto di dimostrare il proprio amore continuando ad andare allo stadio e sottoscrivendo l’abbonamento, pur non condividendo e criticando duramente questa dirigenza.

    Io, invece, ho scelto di disertare, perché ritengo che, in questo momento, sia il modo più coerente per manifestare il mio dissenso.

    Due scelte diverse, ma entrambe nate dalla stessa cosa: l’amore per il Pescara.

    E forse è proprio questo il punto: nel calcio si può discutere, dissentire e persino scegliere strade opposte. Ma non per questo bisogna smettere di rispettarsi.

    Perché alla fine, prima ancora delle nostre opinioni, viene quella maglia che entrambi amiamo.

  3. 433offensivo ha detto:

    Champe66, la mia non è una critica alla curva, ma l’espressione di un’opinione. E credo che, in una discussione tra tifosi, anche un’opinione diversa debba poter essere espressa e rispettata.
    Il punto che ho sollevato è molto preciso e lo ribadisco: ciò che non condivido è la palese incoerenza tra quanto affermato nei comunicati e quanto è stato poi concretamente deciso e fatto. Credo sia del tutto legittimo che un tifoso manifesti le proprie perplessità su questo aspetto.
    Ho anche scritto chiaramente che rispetto le decisioni della Curva Rangers, pur non condividendole. Allo stesso modo, rivendico la mia libertà di scegliere di disertare lo stadio, perché ritengo che amare una squadra significhi anche, quando lo si ritiene necessario, assumere posizioni che abbiano come obiettivo la tutela dei suoi interessi sportivi.
    Il tema, a mio avviso, è ancora più profondo. Da tempo molti tifosi sostengono che questa società sembri avere maggiormente a cuore il progetto economico rispetto a quello sportivo. È legittimo poterlo dire? Secondo me sì.
    Perché se i fatti portano un tifoso a maturare questa convinzione, non credo sia corretto impedirgli di esprimerla. È come voler negare l’evidenza di qualcosa che, agli occhi di chi osserva, appare ormai fin troppo evidente.
    A me questa situazione non sta bene. E lo dico con il massimo rispetto per i ragazzi della Curva e per tutti coloro che ne condividono le scelte.
    Questo, però, non significa pensare che il mio punto di vista sia necessariamente quello giusto. I Rangers sono liberi di contestarlo, così come ogni altro tifoso è libero di scegliere se andare allo stadio o disertarlo. Io rispetto tutte queste decisioni e tutte le opinioni, esattamente come pretendo che venga rispettata la mia.
    Del resto, la contestazione attraverso la diserzione dello stadio non è certo una novità nel calcio italiano. I tifosi del Bari e quelli della Lazio hanno scelto di disertare la gara di Coppa Italia come forma di protesta nei confronti delle rispettive società. Questo li rende meno tifosi delle loro squadre?
    Io non credo.
    Essere tifosi non significa necessariamente pensarla tutti allo stesso modo. Significa, prima di tutto, amare una maglia. E proprio perché amo il Pescara, continuerò a dire ciò che penso, anche quando la mia opinione sarà diversa da quella della Curva o di una parte della tifoseria.
    Questo non cambia la mia stima per i ragazzi dei Rangers, che continuerò a considerare parte fondamentale della tifoseria della squadra che amo.
    Questa è la mia opinione. Non una guerra contro la Curva, non una lezione agli altri tifosi. Semplicemente, il diritto di vedere il Pescara e il suo futuro con i miei occhi e di poterlo dire liberamente.

  4. pier66 ha detto:

    Pure Ciuffo si na jite…..Lu fotograf invec ha rimasct…..

  5. chamape66 ha detto:

    La Squadra va tirata,indossa la nostra maglia BIANCAZZURRA, possono essere zoppi,cechi,muti…

  6. chamape66 ha detto:

    Su quello che ha scritto la redazione,dico che la risposta sta nella domanda stessa: 1) non serve contestare per tutta la partita,( che palle…)ma 2 cori fatti bene,fanno capire tutto,chi ha sensibilità capisce e pinocchio ha capito… la squadra viene invitata? È esattamente il compito degli Ultras di tutto il mondo,la partita bisogna vincerla,sempre! Birra,amici divertimento? Certo fa parte del loro mondo,creare comunità, avere lo stesso ideale,essere amici,a prescindere dal resto…e non mi sembra una brutta cosa…le nuove generazioni? Ieri mi hanno sorpreso e davvero mi hanno commosso un gruppetto che stavano sotto di noi,ragazzi i di forse 15/16 anni che tifavano e si abbracciavano…bellissimo!

  7. chamape66 ha detto:

    Essere tifosi della domenica non è come essere Ultras, la mentalità è diversa ,un altro mondo…i tifosi si rispettano,così come gli sportivi,gli occasionali,ma ciascuno ha una mentalità che non c’entra nulla con quella Ultras…mi ricordo lo scorso anno,la settimana della prima partita,sono stati invitati tutta la città…sapete chi era presente? Un centinaio di persone e basta! Adesso volete capire la ragione di certi comportamenti? Volete criticare senza capire il loro modo di agire? Per fare questo occorre presenza fisica,le chiacchiere stanno a zero…

  8. 433offensivo ha detto:

    Aggiungo un ultima riflessione personale:
    I tempi attuali non sono più quelli degli anni 70 e 80.
    All’epoca contestare una società era molto più semplice.
    Tuttavia i tempi diversi non significa non poter contestare, ma farlo con i mezzi e le possibilità che questo periodo ti permette di attuare
    A Roma i laziali, a Bari i baresi, fino ad arrivare persino ai chietini, abbiamo visto che è possibilissimo contestare una società in modo civile senza infrangere alcuna regola o mettere a rischio la propria fedina penale
    Pertanto, lo ripeto, quello che non accetto è l’incoerenza tra ciò che leggiamo nei comunicati (che se volete posto per i più distratti) e ciò che poi viene effettivamente messo in pratica.
    Poi, come già scritto, non essendo più uno che vive la nord, rispetto le scelte dei ragazzi, qualunque essa sia, basta che siano coerenti

  9. 433offensivo ha detto:

    1) RIBADISCO IL TERMINE INCOERENZA
    Se la posizione è quella di sostenere la squadra che nel frattempo è precipitata dall’ essere una società che era di casa in B con apparizioni in A ad essere di casa in C con vergognose apparizioni in B e ( in prospettiva ) con probabilità di scendere in D, lo dicano chiaramente e soprattutto la smettano di diramare comunicati che non sono attinenti con i fatti.
    Ne prendiamo atto, rispetteremo la loro scelta , poi ognuno si regolerà come preferisce.
    2) È GIUSTO se non ti interessa che la Pescara calcio stia progressivamente perdendo prestigio, dignità è storia
    È SBAGLIATO se storia, prestigio e dignità hanno ancora un valore
    3) Molti di noi, me compreso hanno vissuto i mitici anni 70 – 80 e 90 e credo abbiamo già espresso il nostro parere.
    Tuttavia sarebbe interessante ascoltare anche quelli storici che hanno segnato la storia dei Rangers, un esempio è Gaby Orlando che ogni tanto scrive.

  10. pier66 ha detto:

    La verità l’ha detta lo straccione disoccupato…..1) Io gon guelli ghe mi gondesdano gi vado a prendere il gaffe’ insieme. 2) La gurva ha dimosdrado di essere una difoseria matura. 3) Guelli ghe non mi vogliono sono solo 4 scemi. Non c’è più niente da spiegare né da rispondere. Per me la curva ed il ricciolino sono allo stesso livello, decidete voi quale….

  11. lafestadeicolli ha detto:

    specchiatevi alle tifoserie di bari e lazio, poi guardatevi allo specchio è vergognatevi!!! pure dai peggiori dovete prendere esempio!!!

  12. tusciabruzzese ha detto:

    È un po’ che lo ripeto: ora è un gruppo diverso!
    Nulla a che fare con la tradizione dei Rangers.
    È tifo, bisboccia di gruppo, birrette, amici: sai che gliene può importare di Sebastiani mentre se la godono così?
    Se accettiamo che il passato è sparito, via, scomparso, finito, è tutto chiaro.
    Ora è folklore. E fa colore, spettacolo. Anche con bei numeri (ben recuperati rispetto a pochi anni fa).
    La contraddizione è solo rispetto ai comunicati, chiaramente scritti da altra mano rispetto al modo in cui è poi diretta la massa che canta dalla curva

  13. Fafinho ha detto:

    I vecchi disertano ! No alla Sebastianese FC. Questa piazza merita la distruzione.