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ArcIERI, oggi e domani

Emanuele Calaiò, 2005

Emanuele CALAIO’ (ex giocatore del Pescara) –

Ieri:

“di Pescara ho un ricordo importante, stupendo. Una piazza calda, perfetta per i giovani per emergere. Avevo poco più di vent’anni ed in B mi sono consacrato con 21 reti. Ha significato tanto per la mia carriera, l’inizio di un lungo percorso.
Tra i miei gol con quella maglia, ricordo in particolare quello in Serie C contro il Paternò. Subentrai nel finale e segnai di testa allo scadere. Ci ha permesso di giocarci i play off e vincerli.
Il compagno biancazzurro più forte penso sia stato il mio amico, nonché testimone di nozze, Federico Giampaolo. Per il Pescara è stato un giocatore fondamentale, straordinario. Ci capivamo a memoria. Ogni movimento che facevo, lui lo scrutava e mi metteva la palla perfetta per segnare. C’era una stima calcistica ma non solo.
Di Mister Simonelli, il ‘professore vesuviano’ posso dire che con la sua pacatezza ci faceva andare in campo tranquilli. Sapevamo quello che fare. Mi ha insegnato a restare lucido nei momenti più critici della partita ed a rapportarmi nel modo giusto con i miei compagni, con gli avversari e con l’arbitro. Più che un allenatore, era un professore.
Marco Giampaolo l’ho conosciuto a Pescara, quando veniva a vedere suo fratello Federico. L’ho ritrovato poi a Siena. Indubbiamente uno degli allenatori più bravi che abbia avuto. Molto competente dal punto di vista tecnico/tattico, una bravissima persona. Mi ha dato tanto.
Mi dispiace che, passando al Napoli, io sia stato etichettato come ‘mercenario’. In realtà non è così: ho passato due anni e mezzo bellissimi a Pescara. In quel momento avevo voglia di confrontarmi con una piazza importante che mi facesse crescere calcisticamente e caratterialmente. Era l’inizio dell’era De Laurentis per il Napoli: un grande progetto. Mia moglie [napoletana] era anche incinta. E’ stata dunque una scelta di cuore, ma soprattutto calcistica: era una piazza difficile da rifiutare. Quando tornai all’Adriatico con la maglia del Napoli ci furono tanti fischi e mi dispiacque: ho dato tanto per questa maglia; ho lasciato un’impronta importante. Ero talmente dispiaciuto che esultai dopo il gol: non mi sembravano giusti i fischi. Non c’è stato mai più un ritorno di fiamma con il Delfino; ho intrapreso altre strade. Devo però dire per sempre ‘grazie’ alla città di Pescara.
Ho giocato in tempi diversi con i giovanissimi Insigne ed Immobile. Pescara è una piazza perfetta per i giovani. Io sono cresciuto con allenatori come Ivo Iaconi e Simonelli. Immobile ed Insigne con il grande Zeman. In quel campionato si sono consacrati dimostrando grandi cose. Sinceramente, mi aspettavo un futuro così roseo per entrambi: si vedevano già le qualità tecniche e balistiche di questi due fantastici attaccanti”.

Oggi:

“la serie B ha avuto un cambiamento radicale. Si è abbassato un po’ il livello rispetto agli altri anni. Quando facevo la Serie B a Pescara, c’erano squadre importanti come Fiorentina, Cagliari, Bologna, Genoa. Giocatori come Toni, Brienza, Suazo, Zola. Era praticamente un’A2. Successivamente la Lega B ha abbassato il tetto economico e la competitività è un po’ scesa. Adesso in Serie B possono giocare tranquillamente giocatori che fanno la Serie C o la Serie D. E’ un campionato talmente equilibrato che non si può decifrare una squadra che può vincere il campionato. Ne sono esempi negli anni passati: Crotone, Cittadella, Spezia, Pordenone. Servono continuità e freschezza fisica ed atletica. Nei campionati che ho vinto io, tra l’altro, abbiamo avuto la miglior difesa”.

Domani:

“terminata la carriera di giocatore, ho lavorato per un anno a Salerno come responsabile del settore giovanile. Ora sono responsabile dell’area scouting della prima squadra della Salernitana. Devo ringraziare Fabiani, Lotito e Mezzaroma che mi hanno permesso di trovare subito una collocazione, una volta appesi gli scarpini al chiodo. Sono nato con il calcio, vivo di calcio e finirò col calcio. Sto acquisendo sempre più esperienza a livello dirigenziale. In futuro mi piacerebbe diventare direttore sportivo” (fonte).

40mila.it

 

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10 Comments

  1. Max1967 ha detto:

    A cussù non lo posso vedere

  2. draculone ha detto:

    A me Calaio, sta ngulo all’ennesima potenza

  3. draculone ha detto:

    Profe’, se il CIM non fa effetto, ci sta lu TSO

  4. johnny blade ha detto:

    rofl
    profeta ma che cazz cia cumbin cullù co calaiò?
    ccia sand

    aaaahhh quant’è bon lu maritoz alla bresciana, grazie sebastiàaa.

  5. nemicissim0 ha detto:

    Per me, è traditore chi gioca contro l’allenatore, chi spacca lo spogliatoio per questioni personali, chi si vende le partite, chi si fa espellere apposta per danneggiare la squadra, chi non si allena o si finge infortunato o non si impegna al massimo delle sue possibilità. E di gente così ne abbiamo avuta a decine. Chi cambia squadra perché se ne vuole andare, perché gli offrono di più, perché non si trova più bene a pescara non è un traditore, se si è comportato correttamente finché ha indossato la nostra maglia. È solo uno pagato per giocare, e se vuole giocare da un’altra parte ha tutto il diritto di farlo. Non è che siccome noi siamo pescara, la gente deve giocare per forza con noi o non esultare quando ci segna. Non parlo in particolare di calaiò, del quale non ricordo esattamente la vicenda.

  6. benitino1936 ha detto:

    Non voglio palare di Calaiò ma l’incapacità dei Rangers a distinguere chi ha tradito da chi ha fatto soltanto il suo percorso di crescita è stata eccessiva. Senza giustificazioni. Fatti loro. Però se un gruppo non tiene alla sua credibilità e vuole cadere in asso . Ma è un peccato commettere errori così grossi

  7. caps ha detto:

    Sebastiani come Scibilia ? Profeta vatti a fare un controllo al CIM. Su Calaio non mi ha mai entusiasmato e poi lavora x Lotito fa capire tutto.

  8. antateavanti ha detto:

    A Pescara agli ex anche quelli che hanno lasciato il segno gli viene riservato un accoglienza speciale anche se non ci sono stati dichiarazioni o cose particolari….è tipico nostro .A me l’unico che davvero mi dispiacque per i fischi rivolti fu Federico Melchiorri un ragazzo semplice educato tranquillo e un professionista in campo

  9. alex74 ha detto:

    Pecche’ che ha detto di cosi importante? Ha dett che mo in b possono giocare pure cessi di serie D e nonostante tutto siamo ultimi ad elemosinare un pareggio. Ma certo che si nu ddu di copp alla potenza

  10. profeta ha detto:

    Un giocatore come Calaio’ che dice queste parole non può che avvalorare quanto ho sempre espresso. Noi tifosi del Pescara dovremmo solo ringraziare queste dirigenza. Un giorno rimpiangeremo Sebastiani come fatto per il Commendatore calabrese.