Silvio BALDINI (Allenatore in prima della Delfino Pescara 1936 SpA):
Giocare tre partite alla settimana come le giochiamo noi è molto dispendiose. Quindi, con un viaggio di sei ore e mezza, era difficile recuperare da sabato. Ci siamo allenati venerdì, sabato non abbiamo fatto nulla e abbiamo avuto dei problemi: DAGASSO con la febbre e LETIZIA con due giorni di terapie. Quindi, dovevamo andare con molta cautela, anche perché il Pontedera può farti male. E’ una squadra che ti riparte, che verticalizza molto, che non sta a fare tanti fronzoli, perché il loro allenatore è stato un giocatore in serie A, il secondo di un maestro come Mazzone.
Noi siamo felicissimi perché abbiamo ripreso un cammino che avevamo intrapreso molto bene. Poi, abbiamo avuto un momento in cui le cose non ci giravano.
Dal mese di febbraio abbiamo ripreso il nostro cammino. Peccato che l’unica partita che abbiamo perso nel mese di febbraio è stata quella con l’Ascoli, una partita che avevamo in controllo. Però, abbiamo fatto degli errori. Da quella sconfitta la squadra è cresciuta molto.
I tifosi che sono venuti di martedì a Pontedera sono irriducibili: vuol dire avere la fede; sono persone che amano la loro squadra, i loro colori. Hanno l’orgoglio di sentirsi pescaresi.
Io sono per la gente che viene dalla strada, che sa che cosa vuol dire lavorare, cosa sono i sacrifici; che sa cosa vuol dire piangere per una sconfitta o una vittoria. Ecco, io sono dalla parte di questa gente. Tutto il mio cuore è con loro.