


Calcisticamente finiti. Il peggio, però, sono gli assuefatti. “Confortevolmente lobotomizzati” (libera traduzione del titolo di una delle più famose canzoni dei Pink Floyd). Vuoti a perdere.
Abituati a perdere.
Sui social si leggono ancora commenti complici di patetici che “Avezzano è stato solo calcio d’agosto” o che “a Forlì solo episodi, errori individuali”. Massa di stupidità da chi non guarda oltre il proprio naso.
Degli abituati a perdere.
E poi ci sono quelli che “non potete chiederci di non cantare, non ce la facciamo”! Tifoseria umiliata e neutralizzata, che confonde la “maglia” con amici, selfie e birretta. Due cose belle, ma diverse.
Altri abituatisi a perdere.
E poi l’azionariato popolare che illude chi non sa neanche cos’è un’azione di minoranza, con un progetto irrealizzabile o che porterebbe ad attaccare l’asino dove dice il padrone. Tema da non sprecarci il sapone.
Ancora: trasparenti conflitti di interessi che imbavagliano chi dovrebbe scrivere e parlare, ma non lo fa per privilegi, accrediti e visibilità da piccola provincia.
Altri abituatisi a perdere.
Calcisticamente, una città di perdenti.
Fa tutto ribrezzo a noi: un rigurgito acido. A migliaia d’altri no, fra manipolabili, complici, abitudinari e…
… abituatisi a perdere.
In ogni caso, calcisticamente ormai un POPOLO DI PERDENTI. Umiliati e perdenti. Certi… pure contenti.


96 Comments
…e comunque, cullù ha detto che la squadra è altamente competitiva. Quindi se non si comincia a vincere partite a raffica, la colpa è palesemente di Bouchet.
Le qualità e le caratteristiche dei giocatori presi sono da testare sul campo e quindi ogni giudizio deve essere rimandato. Quello che invece è sicuro è che questa gente è stata presa negli ultimi due giorni di mercato e quindi probabilmente necessita di tre o quattro settimane per inserirsi. È quindi certo, qualità degli acquisti a parte, che il presidente ed il direttore – come al solito – non hanno consegnato la squadra completa al mister prima del ritiro. Ma d’altro canto i punti delle prime sei o sette giornate non sono veri punti.
Rispetto all’annata di Baldini siamo messi meglio in avanti, con più scelte ed alternative, e peggio nelle retrovie , dove eravamo già deficitari, e con troppe incognite legate a gente da recuperare come altare e pellacani. Staremo a vedere 🤷
Buonasera, a bancarella chiusa dico la mia. La squadra messa su ricalca ne più ne meno il solito cliché a cui ci ha abituato negli anni, con giovani troppo acerbi da svezzare, qualche bollito svernante all’ultimo contratto, i soliti da recuperare, qualcuno con buone recensioni ma in prestito (rigorosamente) secco, e con forse l’unica novità vera, l’acquisto inaspettato di uno che arriva sulla carta con un curriculum da goleador delle ultime stagioni importante. In conclusione penso che non siamo da primo posto, ma rientriamo nel novero delle tre quattro outsider.
nemicissim0 allor ci sta 2 pesi e 2 misure……al sottoscritto multa e punti…..eh a caccadun di mia conoscenza…..tutto è concesso……ma può darsi che non si riesce a porre rimedio a questa dittatura staliniana?…..
Bummon, mica bisogna essere nelle FFOO per sapere che mentre si guida s’ha da guardà la strada e non il cellulare 😅
Per la cronaca vi faccio notare che Baldini gioco un intero campionato senza mediano e senza centravanti perché Leonardi si fece male alla seconda partita …e di centravanti di ruolo nn ne avevamo manco né uno..certo c era ragazzo ..e nera poco ma.comunque eravamo monchi in due ruoli determinanti.. poi silvio costri una squadra con una determinazione feroce ..e quando capì che senza rinforzi nn poteva vincere il campionato punto tutto sui play off..ed ebbe ragione…se paragoniamo l attacco che abbiamo oggi a quello di allora ..nn c e farà ..però centrocampo e difesa erano senza altro più forti ..molto più forti..però vediamo sto sardo di che pasta e fatto e sto ragazzo della Roma che tutti dicono bravo .d altronde mu sembra che giocasse anche nell under 19 ..che ha vinto l europeo o sbaglio .mi sembra di si..!!
oh una domanda…..non so se qui è iscritto qualcuno delle forze dell’ordine…..ma si può portare la macchina e contemporaneamente parlare al cellura e con videochiamata?……questa mattina un carabiniere mi ha detto di no e mi so acchiappat una multa come Dio comanda ………
433offensivo ha detto:
01/09/2026 alle 23:49
Nemicissim0 e se poi Parigi segna 20 gol, Nardin si rivela un difensore roccioso, Merola risorge, Fiorello fa come Zoff che vince un mondiale a 40 anni, Letizia trova la sua seconda giovinezza e cullù fa sei al super enalotto e ci porta in Champion?
Poi?
Che fai?
MI SVEGLIO
ricordiamoci sempre che il pescara di baldini è finito 4 a 17 punti dall’entella con una difesa nettamente più forte ed un centrocampo secondo me non inferiore. la nota dolente era sicuramente l’attacco che attualmente è senza ombra di dubbio più forte
noto che inizia a germogliare la speranza e un certo ottimismo…😅
Alla fine siete sempre lì in ansia della prestazione (sì siamo più forti👌 ottimo) .
Inoltre anche due Ann fa, come oggi, leggevo spesso commenti che quella squadra al massimo poteva lottare per una posizione tranquilla …
E dopo le rovinose sconfitte contr Sestri Levante o Legnago, c’era chi scriveva di dover pensare a salvarsi
Difficile poter dire se questa squadra è più o meno forte di quella di Baldini.
Difficile perché bisogna considerare tanti fattori.
Sicuramente con Parigi e Inglese in avanti ha più alternative di quante ne avesse Baldini.
Dietro invece credo che fosse più forte quella di Baldini , soprattutto perché c’era un portiere affidabile e giovane (Fiorillo che stimo non gioca da un pezzo e non è più giovanissimo) e giocatori come LetiZia avevano due anni in meno.
Poi a centrocampo c’era Dagasso che oggi c’è.
Il campo darà la sue risposte
Bn giorno..finalmente e finita sta baraonda del mercato…allora li davanti se arriva anche inglese..bhe mi sembra che siamo messi bn ..ma siamo un po’ troppi..inglese penso che sia il sostituto di Parigi ..ma ti permette anche di cambiare modulo con due punte centrali ..di esterni ne abbiamo in quantità industriali…i dubbi restano per centrocampo e difesa..ora nn ho bn capito se sardo e una mezzala o un mediano..ma in ogni caso ..il centrocampo fa rifatto perché gucciine in queste condizioni..nn mi sembra l ideale ..nn so se per colpa della condizione ma gioca da fermo .e nn garantisce un minimo di copertura ..altri dubbi sulla difesa ..pellacani tre giornate altare nn e pronto quindi domenica dv giocare il ragazzo della Roma…bhe io ho visto il Ravenna sabato scorso ..davanti sn molto molto pericolosi nonostante li alleni mandorli i..che dio c’è la mandi buona..!!
La corazzata Piotomnkin è pronta combattere con le fionte…..Ora ne vedremo delle belle A partire dalla prossima partita col Manchester Ravenna …..la collezione delle figure di merda si arricchirà? Vuoi vedere che fa l’esordio Ronaldhino e in 10 minuti riesce pure a segnare a questa difesa colabrodo che ne prende 11 da Avezzano e Forlì …..
Si può scrivere oggi e sempre più che mai SEBASTIANI VATTENE !!! O da fastidio ricordarlo a qualcuno ?
Sono con Brigada, questi non solo sono meglio di quelli che aveva Baldini ma anche di quelli che aveva Vivarini.
Il problema è il manico.
Spero di sbagliare.
Per me continua a mancare un incontrista vero e un centrale che non vada ancora all’asilo, ma vediamo. Già domenica capiremo molte cose.
Squadra sicuramente più forte di quella che ha avuto a disposizione Baldini. Serve manico… e anche culo.
Nemicissim0 e se poi Parigi segna 20 gol, Nardin si rivela un difensore roccioso, Merola risorge, Fiorello fa come Zoff che vince un mondiale a 40 anni, Letizia trova la sua seconda giovinezza e cullù fa sei al super enalotto e ci porta in Champion?
Poi?
Che fai?
La squadra che abbiamo costruito è altamente competitiva per la categoria. IPSE DIXIT!
Considerato come la massa corporea del presidente è lievitata da diciotto anni a questa parte, non poteva prendere mangiapoco…avrebbe messo a repentaglio la sua reputazione
ravenna avanti a tutte poi direi spezia reggiana pescara piu o meno allo stesso livello (a noi dipende dalla salute di altare e pellacani che intanto salta 3 partite) dietro campobasso e perugia.
La squadra e’ decente a livello individuale, 4-5 posto, pero’ in mano ad un tecnico inadeguato e con ancora le scorie radiotttive di Padova presenti nello spogliatoio. Bouchet dura poco.
Mi congratulo con il DS Foggia che a Milano è riuscito a completare operazioni di mercato che fanno del Pescara la squadra da battere su ogni marciapiede
Domani arriva Inglese. Il mercato si chiude con il raggiungimento degli obiettivi prefissati. La squadra che abbiamo costruito è altamente competitiva per la categoria. Non siamo riusciti a perfezionare materialmente per pochi minuti l’ingaggio del giovane portiere Mangiapoco della Juventus, operazione rinviata alla prossima sessione di mercato. L’unico rammarico è stato quello di non aver trovato una soluzione per Kraja, ma sono situazioni che si verificano abitualmente nelle ultime ore di mercato. COSÌ PARLÒ ZARATHUSTRA.
il ravenna è una spanna sopra tutte hai voglia a ciufulà. intanto 1-1 a reggio emilia vediamo domenica che succede
Squadra forte, penso da primo posto o promozione diretta.
Squadra completa.
Siamo forti in ogni reparto.
Molti giocatori di proprietà e sono i rimasti quelli di serie A tipo Valzania e Merola.
La conferma di Saio, la dimostrazione che questa società credo nel suo talento
Pellacani squalificato per tre giornate
Mangiapoco e’saltato ….ha detto Foggia che era finita la carta del fax e il suo capo ha provato con i post it ma non ha funzionato
In attacco c’è abbondanza e qualità SULLA CARTA vediamo se il mister è bravo in poco tempo a trovare i titolari e il modulo Impresa non facile e chi non gioca renerà contro o a favore ?
La difesa lascia tanti dubbi Fiorillo per la C sarebbe un portiere di esperienza ma negli ultimi 5 anni ha giocato 20 con spezzoni e presenze Letizia si infortuna spesso e ha un anno in più Capellini una ne fa e due ne sbaglia e di testa e’ scarso Altare e’un incognita visto che non è ristabilito al 100% Pellacani idem anzi peggio di Altare con l aggravante dei raptus che cominciano a essere tanti Questa rosa ora che sembra completa doveva essere allestita almeno nei titolari Max a fine Luglio …ora per un allenatore qualsiasi non è semplice trovare la quadra e intanto che la trova se la trova, saremo sempre più staccati dall’alta classifica
Grazie Sebastiani Pescara ti adora
Il Pescara ha chiuso con quattro operazioni nell’ultimo giorno (Nardin, Sardo, Inglese e Mangiapoco), dopo Parigi e Fiorillo,
Cullu’ ha appena detto che gli piace molto Barbara.. peccato non l’abbia paragonata a Van Gaal… almeno avremmo saputo da subito che fine avrebbe fatto. Non è che ci siano molti dubbi…ma vediamo se la tatuata ci stupisce.
Dopo tre anni che si parla di Sardo a ogni mercato delle vacche eccolo qua Ci aspettiamo cose magiche….sul sebastiani h24 hanno scritto che chiedeva 100 Mila euri di ingaggio ma il raggioniere gliene ha offerti 30 Mila …mi auguro sia un refuso perché siamo a livello di T.S.O.
Un portiere è saltato.. c’era poco da mangiare e immancabilmente non ha funzionato il fax…
E ora vediamo se Barbara è una allenatrice vera o solo una con una freca di tatuaggi..
Sardo, Nardin e Inglese.
Praticamente nulla. La serie D sempre più vicina.
Errata corrige… Un Portiere è Saltato…🙈
Alla Fine Hanno Preso 3 Portieri… Nin ci si crede😂
433, più che “non ha le possibilità” direi che “preferisce investire altrove le possibilità che ha” e che non sappiamo da dove gli derivino
pare che foggia abbia detto che è fatta per inglese: cioè questi vendono ferraris! inconcepibile se lo fanno davvero
E aggiungo caro amico mio che rispondevo a Tuscia dicendogli che Sebastiani non ha e di ito avrà mai la possibilità economica, perché quella ci vuole, per riportare il Pescara dove lo ha preso, ovvero in A
LFDG non voglio assolutamente giustificare lui, ma provare , anche se già so che sarà una domanda che non riceverà mai risposta, a chiedere a tutti i giornalisti di Pescara, nessuno escluso, perché non approfondiscono il fatto che nessuno è disposto a rilevarne il Pescara.
Ha troppi debiti?
Sebastiani chiede troppo?
Perché?
Eppure Pescara non è una piazza così insignificante a livello calcistico, turistico e imprenditoriale.
La solita ammucchiata del cazzo chi prima arriva prima alloggia e per di più la farsa di ieri sera su rete ”lotto”’ che si discuteva come 4 amici al bar dopo che la forlivese ha infilato 6 supposte al culo dei lecchini senza arte e ne parte. Contenti voi contenti tutti a la prossima volta fate più bella figura se parlate del gioco di bocce visto che sapete acchiappare bene le palle con le mani
I rinforzi presi ai saldi, finora, sarebbero un portiere che non gioca da cinque anni e un bambino che non rientra nei piani della primavera della Roma. Come da copione… ah, poi c’è questo Parigi, voluto dal tecnico e mercanteggiato per settimane per risparmiare due spiccioli. Tutto come da copione.
Cmq cullu ‘ non si smentisce mai :
Dopo Brondbo il bordiere brondo arriva UN ALTRO portiere (e sono 5…. li mette tutti insieme magari prendiamo meno gol) che si chiama Mangiapoco???? Cazzo è il suo opposto…. o pensa di poter risparmiare sul vitto?
433 alla tua disamina manca un punto fondamentale: cullu ‘ non è ” un piccolo imprenditore con possibilità limitate” .
È uno che , stando a quanto leggo, ha fatto fallire o chiuso tutte le sue attività ed i soldi se li è fatti da quando è il presidente ( p minuscola voluta) del Pescara e per farlo ha accumulato non solo una caterva di debiti , ma anche una serie infinita di retrocessioni e figure di merda… e lo vuoi pure giustificare?
nardin sarà pure il nuovo nesta (tra qualche anno) ma non si può parlare di un rinforzo con un primavera che mai ha giocato tra i professionisti. sarebbe servito uno già pronto per domenica: senza altare e pellacani chi giocherà centrale difensivo con capellini? letizia? troiano? nardin? vediamo a centrocampo chi arriverà (vallocchia non arriva ad 1.80) sardo come nardin. ci vuole gente col sangue agli occhi, uno grosso e cattivo tipo crnigoj ex sud tirol
Nardini serve a coprire la casella dei prestiti per lo svezzamento dei calciatori altrui.
io conosco Nardini, ma è una grappa.
Nardin Non lo Conosco , Visto i Precedenti Dei Giovani Della Roma x Emergere Occorrerano Minimo 3 Anni . Chiaramente Sperano in Altare … Vedremo .
Nardin viene descritto soprattutto come un difensore moderno, bravo nell’impostazione. Non è semplicemente un marcatore: ha buona tecnica, legge bene il gioco e tende a essere il primo costruttore dell’azione. Per questo è stato definito un vero “regista difensivo” della Primavera. Ha inoltre una personalità considerata importante per la sua età.
Una caratteristica interessante è proprio la sua versatilità: da bambino giocava addirittura attaccante, poi è stato arretrato progressivamente fino a diventare centrale.
È già stato aggregato alla prima squadra della Roma. In particolare, Daniele De Rossi lo aveva portato più volte ad allenarsi con i grandi e lo aveva convocato in alcune occasioni, segnale abbastanza significativo della considerazione che il club aveva del ragazzo.
Nel gennaio 2026 la Roma gli ha inoltre rinnovato il contratto fino al 2028, con opzione per altri due anni.
intanto per rinforzare la banda del buco preso nardin dalla primavera della roma. ecco quello giovane ma forte di cui parlava ieri in tv cullù semza fare il nome perché era seguito anche da una squadra di b?
D’accordo, Tuscia. Ma la domanda è un’altra: come potrebbe Sebastiani riportarci esattamente da dove è partito?
Ti ricordo un particolare che sono certo non hai dimenticato. L’inizio dei dissapori tra Sebastiani e la coppia De Cecco-Caldora nacque proprio da una questione legata alla gestione finanziaria del club. Daniele sosteneva che quella gestione fosse scellerata e che, continuando su quella strada, il Pescara avrebbe inevitabilmente accumulato debiti.
Lo ricordi?
Il seguito della storia lo conosci tu, così come lo conoscono tutti.
Ebbene, a distanza di circa diciotto anni, ci ritroviamo con un Pescara che è ancora una società indebitata. Non so dire se i debiti siano oggi superiori o inferiori a quelli di allora, ma un dato è innegabile: nel frattempo il Pescara è passato dalla Serie A alla Serie C.
Ed è proprio qui che, secondo me, bisogna affrontare il problema con realismo.
Se De Cecco, Caldora o Edmondo avessero oggi la capacità economica per sostenere i costi di una società di calcio professionistica, non sono certo io a poterlo stabilire. Ma sono altrettanto certo di una cosa: Sebastiani, per le sue dimensioni imprenditoriali, non dispone di una forza economica tale da poter sostenere personalmente un progetto calcistico ambizioso.
E allora entriamo in un’altra stanza dell’enorme palazzo condominiale del calcio e poniamoci una domanda semplice, forse scomoda:
come potrebbe un imprenditore con queste possibilità economiche ripianare i debiti e, contemporaneamente, continuare a gestire una società di calcio, se non attraverso la valorizzazione e la cessione dei calciatori?
Sia chiaro: non sto difendendo Sebastiani.
Sto semplicemente ponendo delle domande e cercando di ragionare sulla base di dati e considerazioni concrete, evitando di partire da un pregiudizio.
Se Sebastiani fosse un imprenditore capace di fatturare miliardi di euro ogni anno, sarebbe assolutamente legittimo aspettarsi da lui investimenti importanti nel Pescara.
Ma se parliamo di un piccolo imprenditore, con una capacità economica limitata rispetto ai costi e alle dinamiche del calcio professionistico, allora le plusvalenze diventano, inevitabilmente, uno degli strumenti principali attraverso cui mantenere in equilibrio la società.
Possiamo criticarlo per questo?
Secondo la mia personale opinione, non necessariamente.
Possiamo certamente discutere delle strategie, delle scelte sportive, degli errori commessi, della qualità del progetto e dei risultati ottenuti. Ma è diverso dal pretendere che un imprenditore investa nel calcio risorse che, semplicemente, potrebbe non avere.
Ed è qui che, a mio avviso, dovrebbe entrare in gioco chi ha il compito di fare informazione.
La stampa, per esempio, dovrebbe porre alcune domande semplici, precise, magari scomode, ma indispensabili per provare a fare finalmente chiarezza.
Perché è così difficile trovare nuovi soci o arrivare alla cessione della società a imprenditori economicamente più forti?
Perché ogni voce relativa a possibili cordate, investitori o imprenditori interessati al Pescara finisce sistematicamente con un nulla di fatto?
Sebastiani chiede troppo?
La situazione finanziaria della società è così complessa da scoraggiare chiunque?
Esiste realmente un interesse concreto da parte di potenziali acquirenti?
E, soprattutto, come si può uscire da questa situazione?
Sono domande che non hanno bisogno di tifoserie contrapposte, né di slogan.
Hanno bisogno di risposte.
E forse è proprio questo che manca oggi a Pescara: una certa professionalità nel modo di affrontare i problemi.
Una professionalità che dovrebbe appartenere a tutti: alla società, alla stampa, alla tifoseria e a chiunque abbia realmente a cuore le sorti del club.
Anche attraverso la critica più dura. Anche attraverso il confronto più aspro. Anche attraverso posizioni profondamente diverse.
Ma con un obiettivo comune, che dovrebbe essere l’unico davvero irrinunciabile:
il bene del Pescara.
se Olzer era della sebastanese io mi chiamo MalconX…….iamm su manon avete ancora capito che i giocatori che provengono da squadre fallite e anche bravi sono parcheggiati qua giusto pe fa guadagnà caccos a cullù…..ma vivete sulla luna o cosa?……
Johnny, aggiungo che se per Di Nardo ha ottenuto 2 milioni , quanti ne avrebbe dovuti ottenere per Olzer che tecnicamente vale 10 Di Nardo? Il grande affarista….
Olzer eroe di Modena. Ennesimo esempio di come torni la voglia di giocare appena ci si allontana da Pescara.
Un punto di distacco dalla vetta dopo due giornate significa che stiamo facendo un campionato al di sopra delle aspettative: in proiezione, lo concluderemo a soli 19 punti dalla prima! GRAZIE SEBASTIANI per essere riuscito a migliorare in prospettiva il risultato di due anni fa!
Altro articoli da applausi della redazione!!!
Con tutto il rispetto per i promotori, l’iniziativa popolare non ha alcun senso, inutile smenarla con i “ma”, “però”, “vediamo”…
Ci sono solo 2 soggetti che possono (potevano) fare qualcosa per mettere un dito in culo a cullù:
1. tifoseria organizzata, gli unici in grado di aggregare i tifosi e creare una condotta unitaria e strutturata, che però ha scelto di fatto la linea del sostegno alla società, ai singoli tifosi in preda ai conati di vomito non resta quindi che disertare per coerenza, impotenza e amore del Pescara
2. shtamba, che però galleggia su un conflitto d’interessi ciclopico ed è popolata da gente che ha inghiotitto e ricacato male le proprie palle e vedrei meglio a dissodare i terreni per la coltivazione di fave e cicoria
Queste sono le uniche due categorie che in oltre un secolo di storia del calcio italiano sono riuscite a minare il potere delle società.
Il che significa che a Pescara è finita.
433, c’è un altro punto importante: checché lui ne dica, ha davvero preso in mano le redini con la squadra lanciata verso la A.
Ora siamo essenzialmente in C da un lustro.
Tu ci riporti dove ci hai preso: altrimenti stai fallendo
renoir, in effetti tempo fa Harken qui ci spiegò bene la differenza con la Germania. Altro tipo di azionariato popolare. Impossibile da noi
Con il passare del tempo sto maturando un’idea che, fino a qualche anno fa, avrei considerato quasi un’eresia: forse, alla fine, Sebastiani ha semplicemente riportato il Pescara nella sua dimensione storica.
Prima dell’inizio della storica presidenza di Pietro Scibilia, nell’estate del 1987, il Pescara aveva disputato 11 campionati di Serie B e 20 di Serie C. A questi si aggiungevano appena due campionati di Serie A, mentre il resto della storia biancazzurra era trascorso tra la Serie D e categorie inferiori.
Numeri alla mano, dunque, si potrebbe sostenere che la vera dimensione storica del Pescara fosse proprio la Serie C.
Il problema è che, nel frattempo, è arrivato Pietro Scibilia.
E Scibilia, evidentemente, ci ha abituati troppo bene.
Con lui il Pescara ha conosciuto una continuità e una dimensione sportiva che hanno finito per diventare, agli occhi di molti tifosi, la normalità. Serie A, Serie B, campionati importanti, giocatori di livello e un Pescara capace di confrontarsi con realtà che sembravano ormai alla sua portata.
Forse è proprio questo il nostro problema: Scibilia ci ha fatto dimenticare da dove venivamo.
E allora, se vogliamo essere coerenti con la storia, potremmo quasi smettere di criticare Sebastiani per aver riportato il Pescara dove, statisticamente parlando, è stato per gran parte della propria esistenza.
Piuttosto, dovremmo riprendere a criticare Scibilia.
È lui che ci ha abituati troppo bene.
Naturalmente è una provocazione. Ma, come tutte le provocazioni, contiene una domanda alla quale forse vale la pena rispondere: la dimensione di un club si misura soltanto dalla sua storia, oppure anche da ciò che, nel corso degli anni, è riuscito a diventare?
Perché una cosa è certa: la storia non è soltanto quella che abbiamo alle spalle. È anche quella che una società decide di costruire.
Leggo tanto ma scrivo quasi mai qui o in generale sui forum perché ormai le cose sono sempre quelle e il cancro pare impossibile da debellare. Sull’azionariato popolare, che è una novità se vogliamo, c’è da dire una cosa importante ovvero che in Italia è impossibile. Germania e Spagna hanno ad esempio delle leggi che consentono la partecipazione alla vita sociale, addirittura in Germania concedo il 50%+1 ai tifosi, senza la necessità di investire per cui il gruppetto formatosi a Pescara spero che voglia solo tenere l’attenzione intorno alle vicende ma se hanno intenzioni diverse non faranno altro che regalare soldi a cullù, al netto del fatto che queste azioni vanno prima comprate, quindi prima messe in vendita… Insomma non avremo mai questo problema a Pescara
Fiorillo Ha Detto Chiaramente Che Bisogna Ricreare il Senso di Appartenenza. Parole Sagge Ma a Chi lo Dice , a Noi ? Se la Società Vende Anche i Ragazzini Appena Calciano il Pallone ….. Speriamo Bene
La tifoseria pescarese si arrapa per una minestra riscaldata ormai decotta.
Questo è il livello.
@lufijedigine: pensiamo la stessa cosa…
Una Cosa è Certa…. Il Sultano e l’Autista Personale Ci Leggono . La Curva ? La Risposta Potrebbe Essere Fraintesa… Ma x Dirla , Gattuso Vince Con Una Squadra Mediocre ed i Tifosi Non Entrano Allo Stadio
.. Noi Veniamo Umiliati ed i Nostri Che Faranno ? Se Entreranno Sarà Tutto Chiaro .
Per me la storia dell’azionariato popolare non ha avuto senso fin dall’ inizio, a meno che i promotori non abbiano cercato visibilità o pubblicità gratuite oppure, ipotesi peggiore, non stiano tentando di aiutare economicamente Sebastiani.
Solo queste ipotesi per me hanno senso, il resto non ne ha.
il “ci dobbiamo abituare a perdere” ha il solo scopo di ammorbidire la tifoseria nei confronti di cullù.
Ma davvero PS24 ha scritto che ci dobbiamo abituare a perdere perché non siamo una big neppure in serie C? Ha per caso anche detto di chi è la colpa?
Vecchia Guardia,la Nord ha finit per gente come te,che fa solo chiacchiere e sputa sentenze a c…o…sull’azionariato popolare mi attengo alle disposizioni di chi ne sa più di me…tanto del resto sono costretto ogni singolo giorno a dover fare i conti della serva,figuriamoci se metto qualche euro ,ma per una questione di praticità, non per essere contrario a priori…sul fatto degli” abituati” a Perdere,birretta inamicizia e con parenti, dico che ne siamo perfettamente consapevoli,che la sconfitta sarà solo la nostra e la maglia la tifiamo( in presenza) solo noi…la vittoria arriva quando poi( non succede,ma accade ogni morte di papa…) che nelle finali contro Foggia e Ternana poi,persone che ci chiamanon” perdenti” ci chiedono in ginocchio il biglietto…io ho rischiato di non essere presente…vi ho detto tutto…W lu Pescar
Mi appare francamente incomprensibile il ragionamento secondo il quale non si possa esprimere apprezzamento nei confronti delle tifoserie di Bari e Lazio per le forme di protesta che stanno portando avanti.
Si può essere avversari, persino acerrimi rivali sul piano sportivo, senza per questo perdere la capacità di riconoscere ciò che è evidente. La rivalità calcistica non dovrebbe trasformarsi in una sorta di cecità selettiva, per cui ogni iniziativa proveniente dalla tifoseria “nemica” debba essere automaticamente considerata sbagliata o deprecabile.
I tifosi baresi e laziali hanno scelto una forma di dissenso precisa: disertare in massa lo stadio e, contestualmente, manifestare il proprio malcontento all’esterno durante le partite, indirizzando la protesta nei confronti della dirigenza.
Si può condividere o meno quella strategia. Si può discuterne l’efficacia, la legittimità o le conseguenze. Ma sostenere che non si possa nemmeno riconoscerne la coerenza significa confondere la rivalità con l’incapacità di giudicare obiettivamente.
Perché dal “nemico”, sempre e rigorosamente in senso sportivo, si può anche imparare.
Anzi, talvolta è proprio osservando chi sta dall’altra parte che si riescono a comprendere meglio dinamiche, errori e possibilità che, accecati dall’appartenenza, rischiamo di non vedere.
L’azionariato popolare potrebbe sì farlo il Sindaco.
MI hanno segnalato che oggi PS24 ha scritto di pensarla diversamente da questa pagina:
“Forse oggi la dimensione della nobile decaduta biancazzurra è quella di una squadra “normale” e non di una big di serie C e CI SI DEVE ABITUARE A DOVER PERDERE, addirittura andando alla deriva, su ogni campo, ma probabilmente il ko in terra Romagna è solo UN INCIDENTE DI PERCORSO di una squadra rimaneggiata”
🙂
Spezzo una traversa in favore di Brigada: anche secondo me le righe di qui sopra sull’azionariato popolare non chiarivano il perché dell’irrealizzabilità del progetto…
Ed ecco che ora, se ragionano come nelle riunioni pubbliche dei PR o in curva, o mi bannano o ci prendo uno schiaffatone! 🙁
La più contenta del ritorno di Fiorillo alla corte di sebastiani e’la sua consorte
Caro Brigada,
apprezzo e ammiro la lodevole iniziativa dell’azionariato popolare. Tuttavia, come ha spiegato Tuscia, è importante restare ancorati alla realtà: l’iniziativa, per quanto meritoria, non può in alcun modo modificare l’attuale assetto societario del Pescara.
Non si tratta di «sparare merda» su ogni cosa, né di voler sminuire qualsiasi iniziativa che nasca dal mondo dei tifosi. Si tratta semplicemente di distinguere gli auspici dalla realtà dei fatti.
E siccome a Pescara più di qualcuno sembra considerare l’azionariato popolare come una possibile, futura alternativa a Sebastiani, fanno bene i gestori del sito a spiegare con chiarezza come stanno realmente le cose.
Perché, soprattutto quando si parla del futuro del Pescara, alimentare aspettative che non trovano riscontro nella realtà rischia soltanto di creare ulteriore confusione.
Mah… Fiorillo è la solita minestra riscaldata che – come tante altre – sono l’unica soluzione disperata che la società è in grado di propinare: probabilmente questa gente torna volentieri perché gli piace il mare e le rustell oppure perché è partecipe di certe logiche presidenziali, altrimenti non si vede proprio il motivo per cui dovrebbero accettare questa destinazione. Ciò detto, Fiorillo – al netto di alcune sue discutibili prese di posizione a cui ha fatto riferimento Tuscia – è comunque un portiere esperto e sicuramente non potrà fare peggio del Saio visto a Forlì. In alternativa, come dicevo giorni addietro, non ci resta che una sedia. PS: forse è stato ripreso adesso perché in serie C, su alcuni campetti da oratorio, i suoi bestemmioni si sentono molto meglio che in stadi anche grandi come quelli di serie B.
Fiorillo e Parigi non risolvono il disastro visto a Forlì.
Forse lo attenuano ma cambia poco.
Lui sarà esperto solo di fornelli, ma gli altri in quanto professionisti dovrebbero conoscerla la materia…..
Beh, sul presidente, noto ristoratore, penso non si possa dire nulla, lo conoscono tutti, ed è al di sopra di ogni sospetto🤷
Il cuore biancazzurro c’è sicuramente
La nord ha finit’
contento per parigi e per fiorillo (di meglio non penso si potesse prendere il penultimo giorno di mercato. sempre per parlare un po di calcio mi piacerebbe in mezzo al campo una bella soluzione sparagn e cumbarish che tanto piace a cullù e fg: crnigoj o come si scrive, bell’armadio di sostanza e solidità insoiegabilmente (per me) svincolato
Intanto, apprendo con piacere dai vostri commenti della credibilità e bontà dei proponenti l’azionariato popolare. Per cui non c’è il rischio che attacchino l’asino dove dice il padrone. Rimangono in piedi i soli due casi seguenti:
(1) non conoscono tecnicamente a fondo la materia dell’azionariato e dei bilancio societari come qui descritti;
(2) la conoscono e stanno facendo – come dice nemicissim0 – una mera azione propagandistica (anche qui, termino che uso, senza giudizio alcuno, ma nel senso puro dello stesso)
nemicissim0, non so di Parigi ma del “nuovo” portiere sì. Fonti di prima mano mi dicono che è uscito a fare colazione fuori oggi e che si tratta della sua prima uscita degli ultimi 15 anni.
Quindi, sono fiducioso.
Ah, già, ricordo anche le sue “uscite” a favore dei PR e contro gli altri tifosi…
E, poi, c’erano quelle uscite in difesa di una fede societaria e del suo presidente.
Quindi, mi correggo, aveva già fatto delle altre uscite di successo
Intanto, se proprio volessimo parlare di calcio e non far incazzare Brigada, è stato ufficializato Parigi. Qualcuno che sa di calcio vuole informarmi su questo giocatore?
L’azionariato popolare avrebbe senso solo dopo un eventuale fallimento della società.
Per altre finalità aggregative e di fidelizzazione credo invece possa essere una buona cosa, staremo a vedere
@il prenditore: io oso dire che si tratterebbe di un “fallimento pilotato”. Probabilmente anche i promotori sono perfettamente consapevoli di non perseguire finalità realizzabili sotto il profilo della partecipazione alla società ma unicamente finalità mediatiche per tenere accesi i riflettori sul problema. Secondo me è già bell’e pronto un comunicato di fuoco sul perché l’iniziativa è fallita…
Buongiorno, condivido ogni sillaba dello scritto e sull’iniziativa dell’azionariato, di cui lodo soltanto lo spirito dei promotori, dico che per conoscenza personale di alcuni di loro, sono sicuro che è stata creata col cuore e non per altri interessi, ma come ha bene descritto Tuscia, sarà destinata a fallire, soprattutto perché non verrà rimosso il principale ostacolo, cioè il mio omonimo. Personalmente non ho alcuna intenzione di mettere soldi con il suddetto al comando, e non penso di essere il solo a fare questo ragionamento.
I motivi per cui quella dell’azionariato popolare è una proposta che non ha alcuno sbocco concreto sono stati ben evidenziati da Tuscia. E’ una iniziativa volta a parlare del problema, a dargli visibilità ma non certo a risolverlo. Scopo comunque lodevole, ma non diverso da quello che si persegue anche su questo sito.
La colpa e’ anche di quelli che scrivono qui sopra…NESSUNO CONTESTA!!! Stampa, tifoseria, politica locale, tutti in silenzio! Pescara e’ finita, questo ci meritiamo…
Invece, sulla parte dei selfie, birrette e amicizie e parentele per andare allo stadio, io non ci trovo da criticare: come detto qua sopra è una cosa bella, per me ricreativa, uno spettacolo come un altro (come andare a un concerto, a teatro, a cena fuori, eccetera eccetera.
Mi basta però che non ci sia ipocrisia e si riconosca che lo si fa per le ottime ragioni personali che ho sopra elencato, invece che far credere che lo si fa per la maglia
Ciao Brigada, secondo me, ma posso sbagliare, ci vuole tanta comprensibile ignoranza (cioè, non in senso offensivo, ma di mancanza di conoscenze tecniche) per credere all’azionariato popolare.
I motivi sono vari:
– non puoi acquisire azioni se non c’è chi te le vende o ne emette di aggiuntive;
– nessuna proprietà attuale (Sebastiani & Co.) ti darà mai la maggioranza, restando in minoranza;
– se non entri in maggioranza sei carne da macello: facile che ti bruci il valore delle tue azioni nel giro di un anno, dato che in questa Spa succede ogni anno causa perdite: Cioè, entro un anno tutti quelli dell’azionariato popolare si ritrovano in mano zero valore e zero azioni, mentre i loro soldi sono finiti in fumo e gli tocca di nuovo riversare denaro per ricapitalizzare. Insomma. chi propone l’azionariato popolare o non sa quel che fa o lo sta facendo per portare per un anno soldi a Sebastiani che, stando ai bilanci degli ultimi anni, potrebbe “bruciarglieli” con la sua gestione;
– se invece Sebastiani & Co. cedessero la maggioranza, allora si tratta di cifre irraggiungibili per l’azionariato popolare;
– se, detto per pura teoria, mai le raggiungessero, e davvero Sebastiani & Co. vendessero, allora sorgerebbe una lite infinita su chi sarebbero i nuovi amministratori, di quali capacità mai vanterebbero per non “bruciare” l’investimento, etc. etc..
Ti è sufficiente per capire che siamo in tempo per avvisare i tifosi che è una situazione di quelle che “o ci sei o ci fai”?
Pescara si merita Sebastiani e i record negativi.
Tutto condivisibile. Un po’ tranchant il giudizio sull’iniziativa di azionariato popolare: è chiaro che alla fine tutto si vanificherà come una bolla di sapone (voglio proprio vedere chi affiderà i suoi soldi al comitato promotore e quanti soldi ciascuno è disposto a metterci…) e/o – per quella probabilità di riuscita di uno su un milione che non si nega a nessuno – l’idea porebbe tutt’al più portare ad acquisire (sempre se il magnate le vende…) partecipazioni talmente minime da non consentire nulla se non partecipare alle assemblee e prendere forzatamente atto delle decisioni del magnate predetto. Però non si può negare ai promotori dell’iniziativa, quantomeno, il merito di non limitarsi ad osservare e criticare ma di tentare di smuovere le acque. Personalmente, non credo che la cosa durerà a lungo ed anzi ritengo che il tutto sia stato lanciato con il velato scopo di comunicare – finita l’esperienza – che la stessa non ha avuto successo per manifesto disinterese della piazza e tenere almeno per un po’ sotto i riflettori mediatici e social la questione societaria. “Noi ci abbiamo provato, ma…”
Minchia…
Pure sul tentativo embrionale di azionariato popolare, nel dubbio, si spara merda.
Ma fattela na chiavata, va!
E’ molto bello avere una città e una curva con spirito olimpico.
Una sconfitta dopo l’altra, un’umiliazione dopo l’altra, ci hanno abituati a che l’importante è partecipare, non vincere.
E un pubblico di letterati, spirito Kipling: «Se riesci a incontrare il Trionfo e la Sconfitta / e trattare questi due impostori allo stesso modo…»
mi avete commosso