

Calcisticamente finiti. Il peggio, però, sono gli assuefatti. “Confortevolmente lobotomizzati” (libera traduzione del titolo di una delle più famose canzoni dei Pink Floyd). Vuoti a perdere.
Abituati a perdere.
Sui social si leggono ancora commenti complici di patetici che “Avezzano è stato solo calcio d’agosto” o che “a Forlì solo episodi, errori individuali”. Massa di stupidità da chi non guarda oltre il proprio naso.
Degli abituati a perdere.
E poi ci sono quelli che “non potete chiederci di non cantare, non ce la facciamo”! Tifoseria umiliata e neutralizzata, che confonde la “maglia” con amici, selfie e birretta. Due cose belle, ma diverse.
Altri abituatisi a perdere.
E poi l’azionariato popolare che illude chi non sa neanche cos’è un’azione di minoranza, con un progetto irrealizzabile o che porterebbe ad attaccare l’asino dove dice il padrone. Tema da non sprecarci il sapone.
Ancora: trasparenti conflitti di interessi che imbavagliano chi dovrebbe scrivere e parlare, ma non lo fa per privilegi, accrediti e visibilità da piccola provincia.
Altri abituatisi a perdere.
Calcisticamente, una città di perdenti.
Fa tutto ribrezzo a noi: un rigurgito acido. A migliaia d’altri no, fra manipolabili, complici, abitudinari e…
… abituatisi a perdere.
In ogni caso, calcisticamente ormai un POPOLO DI PERDENTI. Umiliati e perdenti. Certi… pure contenti.

