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BUBU’, 10 gennaio 2006
10/01/2020

DAL 9 GENNAIO 1977: “PESCARA-VICENZA NESSUNA DIFFERENZA, VICENZA-PESCARA NESSUNO CI SEPARA”

Tremila pescaresi il 9 gennaio del 1977 erano al “Menti” di Vicenza.

Il Pescara vinse 1 a 0 e a fine partita sia squadra che tifosi furono “osannati” dal pubblico vicentino. In quell’occasione nacque “l’amicizia” che diventò “gemellaggio” nell’anno successivo.

Il 22 maggio del 1977, nella gara di ritorno vinta dal Pescara per 2 a 1, i vicentini furono a loro volta accolti calorosamente dal pubblico biancazzurro. Il campionato finì con la promozione di entrambe le formazioni, Lanerossi prima e Pescara terza in classifica. Il “gemellaggio ufficiale” avvenne il 23 ottobre del 1977 prima di Vicenza-Pescara dove Ciro Orlando, capo dei Rangers, e Moreno Toniolo, capo Ultras vicentino, si scambiarono le sciarpe a centrocampo.

Sono passati 42 anni…

ma il “rispetto”…

…e il sostegno reciproco non è mai venuto a mancare.

Da allora, innumerevoli sono state le occasioni di vicinanza, …

… molte delle quali in stadi terzi.

Naturalmente ogni occasione è buona per fare festa tra le due tifoserie.

Come non ricordare la “mega-abbuffata” in Pineta alla penultima di campionato 1993/94 Pescara-Vicenza 1-1, …

… annata in cui la squadra di Rumignani si salvò la partita successiva andando a vincere a Cosenza,…

… o, anche, i banchetti allestiti il 3 settembre del 1997 per la partita di Coppa Italia con i biancorossi per celebrare il ventennale. Ricordiamo inoltre l’occasione dello spareggio di Martina Franca, dove i “Vigilantes” erano numerosi a sostenerci, o al “Paolo Mazza” di Ferrara dove erano più di 1000 i pescaresi ad incitare i vicentini durante lo spareggio per non retrocedere in C2 tra Vicenza e Prato.

Sempre gli incontri tra le due squadre sono occasione di rinnovo del gemellaggio.

Negli ultimi tempi, molto attivi nel gemellaggio sono anche i ragazzi di CAMPARI GROUP PESCARA – cuore battente pescarese del CAMPARI GROUP VICENZA – nato a gennaio del 2018 in concomitanza con la gara Teramo-Vicenza. Sono da allora sempre vicini ai fratelli vicentini come nelle gare disputate dai biancorossi a San Benedetto.

PESCARA-VICENZA, NESSUNA DIFFERENZA, …

VICENZA-PESCARA, NESSUNO CI SEPARA!

APPENDICE – Da un’intervista a un ultras “Vigilantes” Vicenza (anno 1999):

D: Mi parlavi di mentalità ultras. R: Curva è sacrificio perché io ho speso tanto tempo e soldi per la curva: ogni lunedì si deve andare ad aprire la sede e noi non avendo soldi dalla società dobbiamo pagarci tutto da soli come la sede, il telefono, le trasferte. Sono stati fatti sacrifici da parte di tutti. Lo abbiamo fatto volentieri perché credevamo in quello che facevamo: io vado allo stadio perché la “maglia mi viene da dentro”; quando perdi si soffre. Una cosa che ho notato è che all’interno del gruppo si crea un’amicizia, quindi ci si diverte ad andare via, si crea un gruppo molto forte. Il nostro è un gruppo di amici, una bella famiglia dove i sacrifici si fanno volentieri per quello in cui crediamo. Anche il nostro capo ultras, Pancho, perde tanto tempo e soldi, è quello crede più di tutti: è stato lui a fondare i Vigilantes nel ’78 ed è lui l’unico capo della curva sud, nessuno osa dirgli niente perché tutti sanno cosa ha dato lui per il Vicenza, per la curva sud e lui è stato un po’ il mio modello, assieme ad altri. E’ gente che mi ha dato una mano perché quando sono entrato avevo 17 anni ed ero il più piccolo; hanno avuto fiducia in me perché mi hanno affidato abbastanza presto l’apertura della sede.

D: Quindi mi dici che c’è una crescita gerarchica, anche come competenze, all’interno della curva? R: Penso che vedano quali attitudini può avere la persona. Personalmente prima di darmi la responsabilità materiale, ho collaborato per le fanzine, però non avendo molta esperienza, non era una cosa che mi piaceva. Si va per tentativi, quello che tu ti trovi meglio a fare, te lo danno come compito. Dipende dal carattere della persona, c’è quello più portato al rapporto con il pubblico, a fare cori e c’è la persona più portata a scrivere. Non c’è una crescita, man mano che tu sei dentro il gruppo, crescendo con loro è ovvio che ti danno compiti di maggiore responsabilità. Dentro da noi il compito è più per attitudine, per volontà.

D: Parlami dei rapporti del vostro gruppo con la società. R: Con la società noi abbiamo sempre avuto buoni rapporti, ma da autonomi. Il nostro più grande presidente è stato un ultras. Quando abbiamo fatto il torneo per il ventesimo del nostro gruppo, alla cena sotto allo stadio, c’era anche lui. Si era creata un’amicizia con lui. Lui se aveva qualche problema ne discuteva con noi. Tante società tendono a tagliare fuori gli ultras o società grosse li finanziano per non avere problemi di vario genere. Noi, non ci hanno mai finanziato neanche nelle trasferte più difficili, come a Cagliari dove abbiamo avuto grosse spese. Abbiamo rapporti di dialogo ma siamo autonomi. Anche nei momenti difficili il nostro presidente si confida con gli ultras come l’esonero degli allenatori.

D: Hai amici appartenenti a gruppi ultras di altre squadre? R. Ho amici personali in curva sud a Roma, a Pescara grazie al gemellaggio, a Udine ne ho un paio. Grosse amicizie non ne ho fuori dal mio stadio.

D: Hai mai assistito a degli scontri allo stadio? R: Si e ne ho fatto anche parte. Mi ricordo una volta in cui abbiamo avuto una soffiata da Torino riguardo ai “Fighters” che dovevano venire in un furgoncino in un gruppetto di 20-25 ma non l’abbiamo trovato: meglio per loro perché le avrebbero prese. Lo scontro più brutto a cui ho partecipato è stato a Napoli nel ’96 quando la mattina eravamo li a fare i “cazzi” nostri, è arrivato un pullman di napoletani non scortato, non previsto: erano quelli della curva A, i peggio praticamente, quelli dei Quartieri Spagnoli. Hanno cercato lo scontro fisico e vicino allo stadio c’era un cantiere e hanno preso vanghe e badili e cercavano lo scontro fisico. Noi eravamo in meno perché loro erano una 40 mentre noi eravamo 20-25: alla fine le hanno prese, perché loro facevano i gradassi, noi partiamo in gruppo mentre loro agiscono più singolarmente; li abbiamo fatti arretrare e sono entrati dentro lo stadio, hanno chiuso le porte e hanno cominciato a lanciarci vasi. Noi siamo entrati ed è arrivata anche la polizia, ne hanno arrestati metà e l’altra metà l’ hanno portata all’ospedale. Scontri fuori dallo stadio sono successi spesso perché alla fine della partita, ci trovavamo al bar fuori dallo stadio che è vicino all’uscita ospiti, quindi qualche scaramuccia c’è stata, soprattutto nelle sfide contro la Juve perché essendocene tanti girano liberamente: calci in “culo”, gli rubi la sciarpa, lo stendardo. Con la polizia, ho preso una manganellata con la Fiorentina l’anno scorso: io ero per i “cazzi” miei, sono passato e c’era fermo un tizio in colonna con la sciarpa della Fiorentina; io l’ho guardato e lui mi ha detto: “abbiamo vinto bastardo”, lì non puoi stare fermo. Mi sono fermato, non gli ho detto niente, gli ho solo sputato in faccia. Dopo sono arrivati tutti gli altri a tirare calci contro la macchina a tentare di tirarlo giù ma è arrivata la polizia e io non mi sono accorto e mi hanno dato una legnata. Altri scontri, invasione di campo a cui ho partecipato attivamente, io ero ai tamburi, sono venuto giù perché ho visto che tutti erano arrampicati su per la rete e non mi andava di fare il codardo e sono entrato anch’io; la polizia ha cominciato a venire avanti, i giocatori cercavano di mandarci via e noi eravamo a bordo campo, ci hanno fatto parecchie foto e sono stato preso in filmati della TvA, una rete locale di Vicenza. Quella l’ho scampata grossa, perché Pancho è stato chiamato in questura per l’identificazione delle persone, arrivati a me, hanno detto “chi è questo?”, volevano diffidarmi, darmi un anno, solo che Pancho, ci ha salvati tutti dicendo che eravamo entrati per tenere calma la gente. Lì ci ha salvati tutti, tranne un ragazzo, C., perché è stato ripreso mentre spaccava la telecamera e il microfono.

D: Mi parli dei tifosi non ultras? R: I tifosi non ultras ce ne sono tanti a Vicenza e ho avuto anche una discussione con uno di questi perché noi ci facevamo un mazzo per organizzare le coreografia, e una volta sono andato io a distribuire questi cartoncini in tribuna e li do a questo signore che me lo strappa e lo butta via: lì ho avuto una discussione animata, poi sono arrivati gli altri perché altrimenti gli avrei messo le mani addosso. Le persone non ultras non le cercavi, le ignoravi. Noi cercavamo gli ultras se cercavi di fare qualcosa. Con le persone non ultras non ci sono grossi problemi. C’è qualche problema in caso di partite come Juve, Milan, Inter in cui le persone che sono nella nostra curva tengono per le squadre grosse e allora esultano in caso di goal e lì si può creare qualche tensione. Se segna l’Inter, con cui noi non abbiamo buoni rapporti, non puoi esultare e vedere nei posti dei distinti le bandiere dell’Inter: se tu sei abbonato al Vicenza, tifi il per il Vicenza, a noi ci dava molto fastidio.

40mila.it

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27 Comments

  1. nemicissim0 ha detto:

    Mah, inutile generalizzare. Sono amico di un bel po’ di laziali e conosco diverse teste di cazzo vicentine. Quindi, non posso definire a priori nè i laziali merde nè i vicentini fratelli.

  2. vitabiancazzurra ha detto:

    Scusate i tanti errori di scrittura☺️….ma il concetto si capisce

  3. vitabiancazzurra ha detto:

    A proposito …in passato ho avuto a che fare per questioni di lavoro con gente di Vicenza…mi sono trovato sempre bene, per la mia esperienza avari livelli ho trovato sempre persone alla mano che no se la tirano al contrario dei corregionali veneri specie i veronisti che hanno L a puzza sotto la naso m anche in tre parti del corpo . Vicenza città del Palladio è una laboriosa città di provincia a dimensione di uomo un po’ come Pescara e per chi non la conoscesse vi invito aldilà delle occasioni calcistiche a visitarla

  4. tusciabruzzese ha detto:

    @nemicissim0,: mah, sai, poi quando ci si trova con tifosi vicentini, anche se capita ad esempio nel mondo del lavoro, istintivamente si simpatizza e fraternizza

  5. nemicissim0 ha detto:

    Concordo con Max, sti gemellaggi mi paiono tendenzialmente delle ipocrisie. Ma direi anche le rivalità. Una cosa più che altro da ultras. Io ho un solo fratello, e non è vicentino.

  6. tusciabruzzese ha detto:

    Mi stavo ora a leggere con calma l’intervista al “Vigilantes” e la parte dei rapporti con la Società è davvero bellissima: AUTONOMI, questa è la parola chiave!
    yes

  7. johnny blade ha detto:

    I doppifedisti il male del calcio.

  8. Seccia Impavida ha detto:

    Il gemellaggio con i Vicentini è molto bello e sentito , spero che con le nuove generazioni non finisca , cmq se dovesse finire preferisco rimanere neutro

  9. draculone ha detto:

    Mi rincuorate, io sono un bambino rispetto a voi rofl . Max, ma ci sta qualcosa che ti e’ simpatico? laugh

  10. Max1967 ha detto:

    Io non ho simpatia per i gemellaggi perché noi pescaresi, nel bene e nel male, siamo unici in tutto. Ma è un opinione personale.

  11. biancazzurri ha detto:

    ohhh ma quanta séte vicch’???? laugh Vicch’ , brutt’ ma bill’ dentr’!!!! laugh1 bravo

  12. vitabiancazzurra ha detto:

    Jonnhy….e allora mi potevi pure salutare no? 😂😂 Forza il Delfino

  13. johnny blade ha detto:

    Filippi! Non de filippi… crazy chisiccis a chillí..

  14. johnny blade ha detto:

    Vita c’ero pure io a Vicenza in quel giorno freddo con mio padre e un suo amico. Avevo 9nanni….andammo in treno da Milano..Ricordo i perculeggi a de filippi..
    E c’ero pure nell’anno di BB…ennesimo giocatore rimpianto.

  15. lapa ha detto:

    Bellissimo articolo e bellissime le foto storiche specie le prime 2, anch’io presente in quella mitica partita del gennaio 77 ….quel Vicenza che poi in A fece cose splendide con un secondo posto e la coppa uefa se non ricordo male,con G.B.Fabbri in panchina e molti giocatori di cui ricordo molti nomi tra cui Lelj terzino fluidificante straordinario,di origini teramane Filippi Cerilli Prestanti (che poi vennero a giocare da noi) Faloppa Marangon Carrera e l’astro nascente Paolo Rossi ribatezzato Pablito col mondiale in Spagna. Ahh….che dolore al cuore

  16. vitabiancazzurra ha detto:

    43 anni precisi oggi da quel 9 gennaio 77. Una delle trasferte che non potrò mai dimenticare mai.Arrivammo in treno, una delle prime frecce biancazzurre organizzate da Manzo, con un viaggio interminabile ma la tanta adrenalina accumulata ci fece sembrare Vicenza appena dopo…Roseto😃 C’era un freddo polare e in tanti avevamo in tasca i cordialini di liquore fortissimo quelli di solito in dotazione ai soldati di guardia nei freddissimi luoghi di montagna . Un marea umana festante con le bandiere al vento che attraverso’ una Vicenza molto civile dalla stazione al Menti suscitando da subito simpatia anche se tifosi ospiti . Da quella partita nacque tutto …fu il preludio al gemellaggio….indelebile il ricordo dei vicentini che organizzarono un pullman per venirci a sostenere nello spareggio di Bologna al luglio seguente . Tornando alla partita …fu una sofferenza indicibile,quello squadrone che tra gli altri aveva un certo Paolo Rossi ci attacco’ per 85 minuti ininterrottamente tra parate miracolose di piloni e gol mangiati da loro,Repetto all’88 si ritrovò mezzo campo spianato davanti a se …quei secondi interminabili che ci separarono dal gol furono magici e tutti restammo col fiato sospeso…mio fratello anche troppo,infatti non riuscì a esultare per mancanza di fiato,la troppa emozione, la tensione accumulata per gli attacchi veementi dei biancorossi …e fu proprio il mignon del liquorino che lo rimise in sesto Bello aver vissuto queste cose e averle riassaporate nello stesso stadio con altre 2 bellissime vittorie tra l’altro giocando bene e meritando ….presente anche nell’1-3 con tripletta di rebogol nel 87 e più di recente nei play off con Oddo col gol di Biarnason a due metri dalla nostra curva

  17. draculone ha detto:

    Io l’anno scorso sono stato con dei vicentini a Silvi, loro andavano a Teramo, noi ad Ascoli. Gran bella giornata

  18. tusciabruzzese ha detto:

    Ricordo benissimo la prima celebrazione all’Adriatico del gemellaggio sancito pochi mesi prima a Vicenza. Vado a memoria: eravamo nei primi mesi del 1978 e perdemmo in casa 1-2, dopo essere stati in vantaggio 1-0. Non dimenticherò lo shock né di in Paolo Rossi che sembrò sbucare dal nulla per il gol del pareggio né del loro contropiede vincente, con quella palla che, superato Piloni, pareva non entrare ma invece… purtroppo ….
    Ma soprattutto, ricordo quel momento iniziale di sventolio congiunto, insieme ai vicentini, che mi lasciò stupito: quasi non capivo, data la novità assoluta!
    Unforgettable!
    cry

  19. pescarese1976 ha detto:

    draculino ma chi cazz no pu capì di sto cos…tifoso da poltrona rofl

  20. pescarese1976 ha detto:

    Incazzarsi e discutere su chi viene e chi va roba da pazzi…ma pippiacir itvin affangul…tutt quind km li siamo il Pescara

  21. draculone ha detto:

    Fatti una tisana doppia rofl

  22. pescarese1976 ha detto:

    Cioè cara 40mila.it ma mi vulet mal o cosa? Masser sting a piagn due articoli di queste dimensioni è da crepa cor victory

  23. Repoman ha detto:

    La mentalita’ultra’ e’ sol nu ricord, purtropp

  24. tusciabruzzese ha detto:

    Bella figata d’intervista!
    victory

  25. chamape66 ha detto:

    il mondo Ultras è riassunto in questa intervista…ORGOGLIOSO di averne fatto.parte

  26. draculone ha detto:

    Bel gemellaggio. Grandi vicentini

  27. biancazzurri ha detto:

    le birre le magnate lu tife a lu stadie……… FRATILL’ !!!!!!!!!!!!!! drinks friends heart